L'elezione di Zuzana Caputova a presidente va letta in un'ottica di politica interna slovacca, e non europea. A sottolinearlo è l'ambasciatore italiano a Bratislava, Gabriele Meucci, parlando con l'Adnkronos: "Bisogna delimitare queste elezioni, che sono elezioni presidenziali, a suffragio popolare, ma presidenziali, non politiche", ricorda. "Ad essere eletto era il presidente della Repubblica, che in Slovacchia ha poteri piuttosto limitati, paragonabili al nostro, anzi più limitati ancora perché non può sciogliere le camere". "Quindi tutto va letto in un'ottica di politica interna slovacca, molto poco invece in termini europei, di Visegrad".
In sostanza questo voto è stato "un referendum pro o contro il leader del partito di maggioranza Robert Fico, che è in un certo senso il padre padrone della Slovacchia. Caputova si è presentata come un'antitesi molto forte al sistema dominante e ha raccolto consensi anche fra i conservatori e gli elettori di destra - non solo tra i progressisti - che però contestavano il sistema dominante di gestione della cosa pubblica".
Dunque "nessun effetto sulla politica estera della Slovacchia, e neanche i temi europei sono stati toccati durante questa campagna elettorale", osserva ancora il diplomatico. "Naturalmente di Caputova sappiamo da quello che ha detto che ha idee progressiste molto liberali. Ma anche l'attuale presidente della Repubblica, quello che lei sostituirà, Andrej Kiska, è esattamente come lei: è fortemente europeista, filoatlantico, era aperto all'accoglienza dei migranti e non l'ha mai negato. Ma in qualità di presidente della Repubblica non ha mai influito sulle scelte del governo slovacco né su quelle del gruppo di Visegrad".
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