Il capo dell'intelligence nazionale e dei servizi di sicurezza sudanese, il generale Salah Abdallah Gosh, ha rassegnato le sue dimissioni. Lo rende noto la televisione sudanese. ''Il capo del Consiglio militare transitorio, Abdel-Fattah al-Burhan, ha accettato le dimissioni del capo del Niss'', ha reso noto il Consiglio militare in una nota. Ieri sera ha rassegnato le sue dimissioni anche il presidente del Consiglio militare Awad Ibn Auf, cedendo il posto al generale Abdel Fattah al-Burhan.
Salah Abdallah Mohamed Saleh, comunemente noto come Salah Gosh, guidava il potente Servizio di sicurezza e di intelligence nazionale del Sudan (Niss) dal febbraio del 2018. Aveva ricoperto lo stesso incarico anche tra il 2004 e il 2009. Gosh è stato consigliere per la sicurezza del deposto presidente sudanese Omar al-Bashir per due anni, prima di essere arrestato nel 2012 con l'accusa di aver ''incitato al disordine'', ''preso di mira'' alcuni leader e diffuso notizie sulla salute di Bashir. Nel 2005 il 'New York Times' aveva scritto che ufficiali dell'intelligence americana avevano permesso a Gosh di recarsi negli Stati Uniti per consultazioni con la Cia a proposito della collaborazione del Sudan nell'arrestare sospetti militanti e fornire informazioni su al-Qaeda dopo gli attentati dell'11 settembre del 2001. E' accusato di aver avuto un ruolo significativo nei reati commessi in Darfur, inserito nella lista Onu dei maggiori responsabili di crimini di guerra e di chi ha impedito il processo di pace.
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