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    il 2019-04-25 15:28:23.0 alle 2019-04-25 15:28:23.0
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    L'omaggio di Mattarella  
    "Festeggiare il 25 aprile - giorno anche di San Marco - significa celebrare il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent'anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico". Al Teatro Da Ponte di Vittorio Veneto, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebra il 74mo anniversario per la festa della Liberazione.

    "Se oggi, in tanti, ci troviamo qui e in tutte le piazza italiane è perché non possiamo, e non vogliamo, dimenticare il sacrificio di migliaia di italiani, caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri - ha sottolineato il Capo dello Stato. La libertà nostra e delle future generazioni". "Sono particolarmente lieto di essere a Vittorio Veneto, per celebrare qui la Festa della Liberazione, in questo luogo caro all'Italia, che vide i nostri soldati segnare la conclusione vittoriosa della Prima guerra mondiale, sancendo così il compimento dell'unità territoriale italiana - ha aggiunto Mattarella -. Unità territoriale che corrispondeva all'unità morale e spirituale dell'Italia, all'aspirazione a una Patria libera e indipendente".

    "Quella stessa aspirazione - dopo poco più di un ventennio - animò i volontari della Libertà, in queste terre generose e martoriate del Veneto, negli aspri combattimenti contro l'oppressione nazifascista, con tutto il suo carico di sangue, lutti e devastazioni. E con pagine straordinarie di sacrificio, eroismo e idealità, che non possono essere rimosse", ha sottolineato Mattarella, ricordando "i martiri delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, di Sant'Anna di Stazzema e di tanti altri luoghi d'Italia; di Cefalonia, dei partigiani e dei militari caduti in montagna o nelle città, dei deportati nei campi di sterminio, dei soldati di Paesi lontani che hanno fornito un grande prezioso contributo e sono morti in Italia per la libertà". E ancora, i seicentomila che "rifiutarono l'onta di servire sotto la bandiera di Salò e dell'esercito occupante e preferirono l'internamento nei campi di prigionia nazisti".

    https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/2...
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