Il nuovo fronte M5S-Lega si apre sulle province. I grillini vogliono abolirle, ma fonti della Lega fanno sapere che la bozza di riforma degli enti locali, oggetto di nuove tensioni interne alla maggioranza gialloverde, era ben nota anche ai 'soci di governo' pentastellati, che ora prendono le distanze. Luigi Di Maio è netto: "Per me le province si tagliano. Punto. Ogni poltronificio per noi deve essere abolito. Efficienza e snellimento, questi devono essere i fari. Questa è la linea del M5S. Per me si tagliano, chiedete alla Lega".
Ora lo rinnegano, Di Maio alza la voce, ma quel testo che vuol ripristinare le vecchie province i pentastellati lo conoscevano benissimo, rilevano fonti del Carroccio. ''Durante i lavori parlamentari, in sede di commissione, i Cinque Stelle non hanno mai sollevato un problema, una sola eccezione", fa notare all'Adnkronos un big del Carroccio, vicino a Matteo Salvini. Ma Di Maio insiste che “gli sprechi si tagliano, è sempre stato così per il M5S e con tutta la burocrazia che abbiamo le province vanno abolite. L’obiettivo è eliminare ciò che non è indispensabile e reperire risorse per abbassare subito le tasse a imprese e famiglie”.
Dalla Cina, interpellato sulla questione, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, taglia corto: "Il dibattito lo affronteremo quando torneremo". Ma qui in Italia la polemica non si placa. "I 5Stelle non possono cambiare idea ogni giorno su tutto - sottolineano fonti della Lega - Oggi tocca alle province, distrutte da Renzi con gravi danni per i cittadini e per la manutenzione di scuole e strade. Un viceministro 5Stelle lavora per rafforzarle, un altro ministro 5Stelle lavora per chiuderle. L’Italia ha bisogno di Sì e di serietà, non di confusione".
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