Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    ☺
    Politica
    Scritto da
    il 2019-05-06 14:10:49.0 alle 2019-05-06 14:10:49.0
    Trollate totali: 9887
    DIEGO FUSARO: Il dissidente Assange e il bardo cosmopolita Saviano
    L'aveva già postato gatto... ma mi ero dimenticato di guardarlo e di commentarlo.
    Lo faccio ora.




    Fusaro ha una dialettica fulminante, ma se riesci a non farti incantare dalla dialettica ed entrare nella concretezza delle questioni ti accorgi che è solo un venditore di aria fritta.

    Solo un bambino di 5 anni infatti può credere alla cazzata vittimista usata dalla destra per autocelebrarsi e cioè "noi difendiamo il popolo dal potere" e "la sinistra è il potere".

    Infatti la lettura su Saviano è schifosamente di parte.
    Anche Saviano va contro il potere e infatti si è beccato una querela da un importante esponente del governo italiano.
    Ha anche dato fastidio alla mafia e infatti ha ricevuto minacce di morte, motivo per cui è sotto scorta.

    Non lo paragonerei sicuramente ad Assange, ma non lo si può nemmeno definire un "cameriere". È solo una persona che ha le sue idee, le sue fisse, come tutti.

    Fusaro usa una retorica spicciola, veramente spicciola, che si può riassumere con "chi non è d'accordo con me è dei poteri forti", non ci vuole molto a capire che è una stupidaggine.

    Il fatto che la sinistra (come anche la destra) abbia i suoi giornalisti soldatini non significa che se una persona è di sinistra allora è un soldatino.
    Infatti la sinistra è sostenuta da tante persone comuni e libere.

    È sicuramente vero che molte persone di sinistra hanno dei dogmi, ma nella destra il livello di dogmatismo è stellare... solo un bambino di 5 anni può credere alla cazzate che i destroidi sono liberi pensatori non ancorati a nessun dogmatismo.

    Per esempio, nel caso dell'immigrazione a essere dogmatica è la destra.
    L'idea che non si debbano mescolare le razze e i popoli è un dogmatismo, che richiede delle azioni attive.
    Non avere questa idea non è un dogmatismo, ma semplicemente è l'assenza di un dogma, che non richiede un'azione attiva, semplicemente perché le persone si spostano autonomamente.

    L'idea che bisogna fare entrare a tutti i costi gli immigrati (se non arrivano, dobbiamo andare a prenderli) è anche dogmatica.

    La retorica della destra è quella di far passare l'idea che gli altri sono dogmatici e loro liberi, ma è una barzelletta. Ci sono semplicemente dogmi opposti.

    In mezzo ai dogmi ci sono persone alle quali non fotte un cazzo, che sono le uniche libere dai dogmi: sono quelle che non si interessano alla questione dell'immigrazione, perché a loro che ci siano immigrati o che non ci siano non cambia niente.
    Queste persone LIBERE dal dogma spesso vengono attaccate dalla destra, appunto perché la destra è dogmatica e attacca chiunque non abbia il loro dogma.

    Le persone non razziste semplicemente non vedono muri tra sé e gli altri.

    **Modificato dall'autore il 06.05.2019 14:19**
    • Avatar
      Politica
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2019-05-07 16:26:34.0 alle 2019-05-07 16:26:34.0
      Re: DIEGO FUSARO: Il dissidente Assange e il bardo cosmopolita Saviano
      Scritto da: Mattia
      > L'aveva già postato gatto... ma mi ero dimenticato di guardarlo e di commentarlo.
      > Lo faccio ora.
      >
      >
      >
      >
      > Fusaro ha una dialettica fulminante, ma se riesci a non farti incantare dalla dialettica ed entrare nella concretezza delle questioni ti accorgi che è solo un venditore di aria fritta.

      Dietro l'aria fritta trovo invece che vi sia parecchia sostanza.

      > Solo un bambino di 5 anni infatti può credere alla cazzata vittimista usata dalla destra per autocelebrarsi e cioè "noi difendiamo il popolo dal potere" e "la sinistra è il potere".

      La sinistra non è il potere, ma i servi del potere. I partiti liberali, di centrosinistra e centrodestra, sono i partiti dei padroni.

      Chi sono questi padroni? Chomsky li chiama i padroni dell'umanità, talvolta li ho chiamati i padroni della democrazia. Difficile identificare esattamente chi siano, ma qui abbiamo una diapositiva che rende grossolanamente l'idea:

      Immagine postata dall'utente

      Chiunque sia abbastanza ricco non può che far parte di questa elite, perché per forza deve accordarsi con gli altri per minimizzare il pestarsi i piedi a vicenda.
      Trump fa parte dell'elite? Apparentemente no, ma ha così tanti soldi che gli escono persino dal culo. Personalmente ritengo che la sua elezione a presidente costituisca il suo biglietto d'ingresso nell'elite, per cui la connotazione antisistema della sua presidenza è come minimo temporanea.

      (E qualsiasi programma televisivo, giornale, sito ci racconti per filo e per segno vita morte e miracoli dei reali e dei relativi royal baby, lo fa anche mail.com, è guardacaso allineato su posizioni variamente liberali)

      La destra difende il popolo dal potere? Se per popolo intendiamo il demos, a difenderlo erano i comunisti quelli rossi, ora rari come funghi porcini, ma la nuova destra - quella che non affonda le radici nel retaggio nazifascista - sembra vagamente disposta ad occupare questa nicchia ecologica.
      Se per popolo intendiamo l'ethnos, c'è attualmente solo la destra a difenderlo. Liberali e marxisti vedono l'ethnos come un ostacolo al progresso o tuttalpiù come qualcosa che non gli interessa, a chi importa se si estinguono le zanzare?

      Soo un bambino di cinque anni può credere che la destra sia il male assoluto. La destra serve alla società quanto la sinistra. Una società equilibrata ha anche bisogno di gente in grado di rispondere istintivamente (e quindi rapidamente, senza perdersi in interminabili analisi) alle aggressioni.

      Tempo fa un giornale - guarda caso il New York Times, unbo dei principali influenzatori liberal-liberali - citava il caso di un gruppo di scimmie in cui un'epidemia ha eliminato i maschi violenti, e gli individui rimanenti hanno dato vita a un gruppo pacifico.
      Tutto è bene quel che finisc armoniosamente bene, ma mi chiedo cosa succeda se questo gruppo viene attaccato da un altro. Non sarà mica che mancando i violenti vengono a mancare anche quelli in grado di difenderti?
      E se ciò succedesse, i NYT darebbe la notizia, o la ignorerebbe secondo la comune prassi dei liberali?

      Fino a non molti anni fa mi sarei definito liberale, e infatti il liberalismo classico mi calza come un guanto. Ma sono anche altre cose, mi interessano altre cose che ai liberali non interessano, per cui non posso dirmi liberale.

      Infine, Fusaro è di destra? Si considera allievo di Preve ed è stato cresciuto da Vattimo, entrambi i quali di sinistra. Rossobruno è un aggettivo appiccicato da quelli a cui danno fastidio certi recenti sviluppi che mettoo in discussione "la fine della storia", come antipolitica, populismo e così via.

      > Infatti la lettura su Saviano è schifosamente di parte.

      Anche Saviano è schifosamente di parte.

      > Anche Saviano va contro il potere e infatti si è beccato una querela da un importante esponente del governo italiano.
      > Ha anche dato fastidio alla mafia e infatti ha ricevuto minacce di morte, motivo per cui è sotto scorta.

      Saviano va contro una parte del potere.

      Attualmente i partiti sono macchine per far soldi e di queste macchine ne abbiamo principalmente due: il centrodestra e il centrosinistra. ormai ridotti su idee, ideologie e programmi molto simili, ma distinti in quanto formate da soggetti diversi e perciò in lotta fra loro nonostante la comunanza ideologica.
      Saviano ce l'ha con macchina della mafia e con quella del centrodestra. Per carità fa benissimo, ma occorre anche qualcuno che denunci l'altra macchina, e chi tace su di essa.

      > Non lo paragonerei sicuramente ad Assange, ma non lo si può nemmeno definire un "cameriere". È solo una persona che ha le sue idee, le sue fisse, come tutti.

      D'accordo, e d'accordo ad ammettere che Fusaro lo tratta in modo esageratamente ostile. Ma si è spesso più ostili con coloro che potrebbero prendere posizione insieme a noi e non lo fanno, che con quelli che stanno su posizioni opposte.

      > Fusaro usa una retorica spicciola, veramente spicciola, che si può riassumere con "chi non è d'accordo con me è dei poteri forti", non ci vuole molto a capire che è una stupidaggine.
      >
      > Il fatto che la sinistra (come anche la destra) abbia i suoi giornalisti soldatini non significa che se una persona è di sinistra allora è un soldatino.
      > Infatti la sinistra è sostenuta da tante persone comuni e libere.

      Direi sempre meno. Non vedo come uno che pensi a se stesso come a una persona libera possa continuare a sostenere l'attuale sinistra liberale.

      (Per inciso, il M5S devo ancora capire se sia liberale o illiberale)

      > È sicuramente vero che molte persone di sinistra hanno dei dogmi, ma nella destra il livello di dogmatismo è stellare... solo un bambino di 5 anni può credere alla cazzate che i destroidi sono liberi pensatori non ancorati a nessun dogmatismo.

      Dogmi o assiomi, tutti ne abbiamo. Dato che non esiste oggettività in etica e in politica, ogni posizione in merito discende da proposizioni non dimostrate e non dimostrabili. la differenza tra dogmi e assiomi sta solo in quanto uno sia disposto a cambiarli di fronte a evidenza contraria.

      > Per esempio, nel caso dell'immigrazione a essere dogmatica è la destra.
      > L'idea che non si debbano mescolare le razze e i popoli è un dogmatismo, che richiede delle azioni attive.
      > Non avere questa idea non è un dogmatismo, ma semplicemente è l'assenza di un dogma, che non richiede un'azione attiva, semplicemente perché le persone si spostano autonomamente.

      Non aver nulla contro l'immigrazione muove dal non considerare importante l'ethnos, e anche questo è un dogma/assioma.

      Il mescolarsi di razze e popoli è un tipo di cambiamento, e davanti ai cambiamenti si possono avere vari atteggiamenti: accoglierli tutti con gioia perché ogni cambiamento è per definizione positivo, accettare ciò che non puoi cambiare, accettare quello che ti porta vantaggio e rifiutare quello che porta un danno, rifiutare tutto in blocco.

      Quanto ai cambiamenti neutri, che in sé non portano né vantaggi né svantaggi ma sono semplicemente cose che possono accadere (la mescolanza di popoli e razze non porta né vantaggi né svantaggi all'umanità, ad esempio) la posizione che ho scelto è la seguente:
      ogni cambiamento distrugge la situazione preesistente, e in ciò è intrinsecamente aggressivo. Se comporta un evidente vantaggio (es. andare in auto invece che a piedi) lo si può accettare ma bisogna ragionarci bene sopra in modo da minimizzare gli invevitabili danni (nell'esempio, inquinamento e altri danni ambientali) e magari fare in modo che non distrugga completamente il preesistente (se ad esempio l'esistente ha un significato culturale, come il paesaggio) ma va notato che nel caso dell'automobile e d ialtri cambiamenti introdotti dai progressisti tutte queste cautele non sono state prese, perché prendere precauzioni per evitare danni agli altri non appartiene alla forma mentale dei progressisti.
      Un cambiamento neutro (all'umanità o alla Svizzera non porta alcun vantaggio se i discendenti dell'attuale popolazione saranno mulatti, né alcuno svantaggio) tuttavia continua a possedere la caratteristica di distruggere il preesistente (lo stato attuale della specie umana o della popolazione svizzera) e per me è quindi da rifiutare.

      La divergenza di posizioni sta nel fatto che nel preesistente vedo un valore, almeno culturale, mentre altri non vi vedono nulla di importante.

      > L'idea che bisogna fare entrare a tutti i costi gli immigrati (se non arrivano, dobbiamo andare a prenderli) è anche dogmatica.
      >
      > La retorica della destra è quella di far passare l'idea che gli altri sono dogmatici e loro liberi, ma è una barzelletta. Ci sono semplicemente dogmi opposti.
      >
      > In mezzo ai dogmi ci sono persone alle quali non fotte un cazzo, che sono le uniche libere dai dogmi: sono quelle che non si interessano alla questione dell'immigrazione, perché a loro che ci siano immigrati o che non ci siano non cambia niente.
      > Queste persone LIBERE dal dogma spesso vengono attaccate dalla destra, appunto perché la destra è dogmatica e attacca chiunque non abbia il loro dogma.
      >
      > Le persone non razziste semplicemente non vedono muri tra sé e gli altri.

      Questi apparenti liberi sono coloro a cui non importa un cazzo di niente, o almeno della questione. Mi è capitato spesso di invidiare quelli a cui non importa nulla, o non si affezionano alle cose. Se ogni volta che passo per una strada vedo un grande albero, e mi piace, divento schiavo del possibile dolore per l'eventualità che venga abbattuto, e questo per ogni cosa che mi piace o mi interessa. Invece quelli che vivono nell'atarassia dell'indifferenza, a cui non piace né interessa niente, né temono la loro stessa morte, sono in un certo senso liberi, ma liberi di fare cosa?
<softv>

Pagina generata in 223 millisecondi

Utenti attivi: 11 nell'ultimo minuto, 22 negli ultimi cinque minuti, 43 negli ultimi 15 minuti