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    il 2019-05-17 04:24:20.0 alle 2019-05-17 04:24:20.0
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    La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
    Anche in caso di incesto o stupro.

    https://www.ilpost.it/2019/05/15/alabama-senato-vi...

    "La legge approvata dal Senato dell’Alabama prevede che una donna possa abortire solo nel caso in cui la gravidanza metta a repentaglio la sua vita. I medici che proveranno a praticare un’operazione del genere rischieranno di essere condannati a 10 anni di carcere; a 99 anni se ne porteranno una a termine"

    **Modificato dall'autore il 17.05.2019 04:25**
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      il 2019-05-17 10:39:25.0 alle 2019-05-17 10:39:25.0
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      Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
      Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.

      Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.

      Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
      varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.

      Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.

      Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.

      C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.

      Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
      grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.


      https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...


      **Modificato dall'autore il 17.05.2019 10:40**
      "Se tutti facessero così..."

      "La Romania è ricchissima" cit. Dada
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        il 2019-05-17 11:44:14.0 alle 2019-05-17 11:44:14.0
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        Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
        Scritto da: Ordine
        > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
        >
        > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
        >
        > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
        > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
        >
        > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
        >
        > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
        >
        > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
        >
        > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
        > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

        >
        > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...

        Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.

        Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.

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        Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...

        https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...

        ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.

        https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...

        È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"

        Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".

        **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
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          il 2019-05-17 13:50:19.0 alle 2019-05-17 13:50:19.0
          Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
          Scritto da: Rick Sanchez
          > Scritto da: Ordine
          > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
          > >
          > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
          > >
          > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
          > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
          > >
          > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
          > >
          > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
          > >
          > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
          > >
          > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
          > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

          > >
          > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
          >
          > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
          >
          > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
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          > Immagine postata dall'utente
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          > Immagine postata dall'utente
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          > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
          >
          > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
          >
          > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
          >
          > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
          >
          > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
          >
          > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
          >
          > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**


          Insomma, dal momento che pinco pallino fa manifestazioni pro aborto di cattivo gusto e alcune pazze dicono che l'infanticidio è giustificabile, allora bisogna illegalizzare l'aborto.

          Cazzo me sei un genio! Pirata

          Quindi per togliere diritti a tutti i cittadini mi basta andare in piazza a dire stupidate con 4 amici? Continua pure a giustificare le reazioni di pancia dei tuoi amici subdotati, mi raccomando!

          A New York l'aborto è legale fino alla 24a settimana, ma solo se il feto non è in grado di sopravvivere fuori dall'utero o la salute della madre è a rischio.
          Il principio è quello di mettere la salute della madre davanti a quella del non nato, che non ha ancora visto la luce e non ha paura della morte perché non sa cosa è la vita.

          Nel caso Roe contro Wade la politica non c'entra niente, quindi puoi anche lasciare fuori la tua ossessione per i sinistri liberali dal discorso.
          Infatti si tratta di una sentenza dei giudici della corte suprema, sulla base del XIV emendamento, atto a stabilire una direzione a livello costituzionale, che permette leggi sull'aborto ad ampio spettro.

          Questo non significa però che leggi debbano toccare gli estremi dello spettro. Non lo fanno.

          La politica non c'entra, è una questione giudiziaria.

          https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade


          Non solo, ma per parlare di politica moderna tiri fuori una cosa del 1973... e che non c'entra niente con la politica. Continua così campione! Pirata






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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2019-05-17 16:48:46.0 alle 2019-05-17 16:48:46.0
            Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
            Scritto da:
            > Scritto da: Rick Sanchez
            > > Scritto da: Ordine
            > > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
            > > >
            > > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
            > > >
            > > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
            > > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
            > > >
            > > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
            > > >
            > > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
            > > >
            > > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
            > > >
            > > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
            > > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

            > > >
            > > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
            > >
            > > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
            > >
            > > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
            > >
            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
            > >
            > > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
            > >
            > > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
            > >
            > > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
            > >
            > > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
            > >
            > > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
            > >
            > > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
            >
            >
            > Insomma, dal momento che pinco pallino fa manifestazioni pro aborto di cattivo gusto e alcune pazze dicono che l'infanticidio è giustificabile, allora bisogna illegalizzare l'aborto.

            Non ha detto questo, ha esposto il modo in cui ragionano in Alabama.

            > Cazzo me sei un genio! Pirata
            >
            > Quindi per togliere diritti a tutti i cittadini mi basta andare in piazza a dire stupidate con 4 amici? Continua pure a giustificare le reazioni di pancia dei tuoi amici subdotati, mi raccomando!
            >
            > A New York l'aborto è legale fino alla 24a settimana, ma solo se il feto non è in grado di sopravvivere fuori dall'utero o la salute della madre è a rischio.
            > Il principio è quello di mettere la salute della madre davanti a quella del non nato, che non ha ancora visto la luce e non ha paura della morte perché non sa cosa è la vita.
            >
            > Nel caso Roe contro Wade la politica non c'entra niente, quindi puoi anche lasciare fuori la tua ossessione per i sinistri liberali dal discorso.
            > Infatti si tratta di una sentenza dei giudici della corte suprema, sulla base del XIV emendamento, atto a stabilire una direzione a livello costituzionale, che permette leggi sull'aborto ad ampio spettro.
            >
            > Questo non significa però che leggi debbano toccare gli estremi dello spettro. Non lo fanno.
            >
            > La politica non c'entra, è una questione giudiziaria.
            >
            > https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade
            >
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            > Non solo, ma per parlare di politica moderna tiri fuori una cosa del 1973... e che non c'entra niente con la politica. Continua così campione! Pirata
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            il 2019-05-17 17:50:00.0 alle 2019-05-17 17:50:00.0
            Trollate totali: 4032
            Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
            Scritto da:
            > Scritto da: Rick Sanchez
            > > Scritto da: Ordine
            > > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
            > > >
            > > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
            > > >
            > > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
            > > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
            > > >
            > > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
            > > >
            > > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
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            > > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
            > > >
            > > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
            > > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

            > > >
            > > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
            > >
            > > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
            > >
            > > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
            > >
            > > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
            > >
            > > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
            > >
            > > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
            > >
            > > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
            > >
            > > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
            > >
            > > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
            >
            >
            > Insomma, dal momento che pinco pallino fa manifestazioni pro aborto di cattivo gusto e alcune pazze dicono che l'infanticidio è giustificabile, allora bisogna illegalizzare l'aborto.
            >
            > Cazzo me sei un genio! Pirata
            >
            > Quindi per togliere diritti a tutti i cittadini mi basta andare in piazza a dire stupidate con 4 amici? Continua pure a giustificare le reazioni di pancia dei tuoi amici subdotati, mi raccomando!
            >
            > A New York l'aborto è legale fino alla 24a settimana, ma solo se il feto non è in grado di sopravvivere fuori dall'utero o la salute della madre è a rischio.
            > Il principio è quello di mettere la salute della madre davanti a quella del non nato, che non ha ancora visto la luce e non ha paura della morte perché non sa cosa è la vita.
            >
            > Nel caso Roe contro Wade la politica non c'entra niente, quindi puoi anche lasciare fuori la tua ossessione per i sinistri liberali dal discorso.
            > Infatti si tratta di una sentenza dei giudici della corte suprema, sulla base del XIV emendamento, atto a stabilire una direzione a livello costituzionale, che permette leggi sull'aborto ad ampio spettro.
            >
            > Questo non significa però che leggi debbano toccare gli estremi dello spettro. Non lo fanno.
            >
            > La politica non c'entra, è una questione giudiziaria.
            >
            > https://it.wikipedia.org/wiki/Roe_contro_Wade
            >
            >
            > Non solo, ma per parlare di politica moderna tiri fuori una cosa del 1973... e che non c'entra niente con la politica. Continua così campione! Pirata
            >


            Sarà, ma ho notato anche io che c'è una nuova tendenza abortista ad alzare il limite dei mesi dell'aborto. Mentre ti sto scrivendo sto leggendo un sondaggio su facebook in un gruppo dedicati ai sondaggi (Sondaggioland si chiama se ti interessa) e la maggioranza dice che NON si può parlare mai di omicidio finchè il bambino non è nato. So che un sondaggio su facebook vale quel che vale, ma sento sempre più persone sostenere questa tesi e ciò mi preoccupa. Io preferisco considerare la realtà biologica dei fatti senza filtri ideologici: siamo organismi viventi e questo da quando esistiamo come individualità biologiche quindi è corretto parlare di vita fin dal concepimento. Detto questo ok, sono arrivato alla conclusione che tutto sommato la legge 194 che pone il limite dei 3 mesi non sia così male perchè da un lato evita tutti gli aborti clandestini e dall'altro evita comunque sofferenza al potenziale nascituro visto che non si è formato ancora il sistema nervoso.
            "Se tutti facessero così..."

            "La Romania è ricchissima" cit. Dada
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2019-05-17 15:06:18.0 alle 2019-05-17 15:06:18.0
          Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
          Scritto da: Rick Sanchez
          > Scritto da: Ordine
          > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
          > >
          > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
          > >
          > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
          > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
          > >
          > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
          > >
          > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
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          > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
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          > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
          > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

          > >
          > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
          >
          > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
          >
          > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
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          > Immagine postata dall'utente
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          > Immagine postata dall'utente
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          > Immagine postata dall'utente
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          > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
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          > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
          >
          > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
          >
          > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
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          > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
          >
          > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
          >
          > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**

          Ma a Verona i tuoi nuovi amici te lo hanno lasciato il fet(icci)o in omaggio? Ficoso
          • Avatar
            ☺
            Politica
            Scritto da
            il 2019-05-17 17:29:40.0 alle 2019-05-17 17:29:40.0
            Trollate totali: 4032
            Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
            Scritto da:
            > Scritto da: Rick Sanchez
            > > Scritto da: Ordine
            > > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
            > > >
            > > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
            > > >
            > > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
            > > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
            > > >
            > > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
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            > > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
            > > >
            > > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
            > > >
            > > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
            > > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

            > > >
            > > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
            > >
            > > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
            > >
            > > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Immagine postata dall'utente
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            > > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
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            > > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
            > >
            > > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
            > >
            > > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
            > >
            > > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
            > >
            > > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
            > >
            > > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
            >
            > Ma a Verona i tuoi nuovi amici te lo hanno lasciato il fet(icci)o in omaggio? Ficoso


            Meglio feticci che meticci come te
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2019-05-17 17:56:32.0 alle 2019-05-17 17:56:32.0
              Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
              Scritto da: Ordine
              > Scritto da:
              > > Scritto da: Rick Sanchez
              > > > Scritto da: Ordine
              > > > > Lo Stato americano dell’Alabama ha messo al bando pressoché totale la pratica dell’aborto, con il consenso del Governatore Key Ivey, una donna, probabilmente da oggi membro onorario del patriarcato internazionale. Sarà possibile accedere all’interruzione di gravidanza solo a fronte di un conclamato pericolo per la vita della madre, per ogni altra situazione sarà vietato, senza se e senza ma, con il rischio dell’ergastolo per chi abortisce o procura l’aborto. Una decisione che sta facendo discutere molto sia negli USA che nel resto del mondo e che conferma quanto si stia estremizzando su poli opposti un po’ ovunque il confronto politico-sociale, specie su temi così divisivi. Va ricordato, in questo senso, che mentre in Alabama oggi l’aborto è del tutto bandito, nello Stato di New York è possibile sopprimere un feto anche al nono mese di gravidanza, ovvero quando il feto è a tutti gli effetti un essere umano formato. Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano insomma condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo, usando come campo di battaglia tematiche particolarmente delicate e sensibili, producendo eco che inevitabilmente si estendono in tutto il mondo occidentale.
              > > > >
              > > > > Per capire qualcosa di più sono andato a leggermi le dichiarazioni di chi oggi esulta negli USA per la decisione dell’Alabama. Ingenuamente mi attendevo concetti di natura confessionale o para-confessionale, ma mi sbagliavo. Gli USA non sono l’Italia: là si può decidere che il proprio gatto di casa è una divinità, fondare un culto, venire riconosciuti e trovare adepti. Vige cioè, fin dalla loro fondazione, una libertà religiosa talmente ampia e una tradizione scientifico-razionale così forte che raramente gli aspetti puramente confessionali entrano nel dibattito politico-sociale, se non sotto forma di mera retorica. Esistono certo gli estremismi, come ovunque. E’ negli Stati Uniti che la minoranza fondamentalista cristiana, usualmente protestante, prende a fucilate i medici abortisti, sulla scia di un fanatismo che può su questo stare a pari con gli estremisti islamici. Ad ogni buon conto, ascoltare le ragioni di chi sostiene la nuova legge dell’Alabama significa trovare argomenti concreti che in genere non vengono riportati dai nostri media (figuriamoci!) e che invece ritengo siano degni di entrare nel dibattito pubblico sul tema.
              > > > >
              > > > > Radicali e conservatori negli Stati Uniti sembrano condurre le loro battaglie in modo sempre più estremo.
              > > > > varie_feto2“God bless Alabama” (Dio benedica l’Alabama), così dicono i Pro-Vita americani, come unica e rituale concessione all’approccio confessionale. Il punto d’arrivo del bando totale all’aborto è l’esito di un lavoro graduale portato avanti per decenni ed è esattamente il posizionamento a cui miravano da sempre. Dal lato politico, sostengono, ora non ci si deve muovere da lì, nonostante le cannonate che arriveranno dal lato “Pro-Choice” (i favorevoli all’aborto). E in questo senso i conservatori “moderati” sono invitati a non disturbare. Sì perché anche nel fronte Pro-Vita americano c’è chi dice che in Alabama ci si è spinti troppo oltre, che la legge approvata è eccessiva. L’accusa verso costoro è di pavidità: ritengono “troppo” la legge appena approvata non per convinzione, ma per timore delle critiche, per incapacità di tenere il punto su un tema cruciale per cui ci si è battuti per anni. Moderati vittime del terrore che il “politicamente corretto” porta spesso con sé, accusano i massimalisti Pro-Vita, che invitano dunque i tiepidi a “clear the way”, a togliersi di mezzo, per permettere i festeggiamenti di oggi e la resistenza di domani.
              > > > >
              > > > > Tutto questo mentre ai sostenitori della legge dell’Alabama arrivano dal lato radicale dell’America tonnellate di messaggi di disprezzo e di stupro e morte per loro e per le donne della loro famiglia. La risposta dei Pro-Vita elenca i motivi del sostegno alla legge stessa, classificabili in due tipologie: motivi etici e motivi statistico-giudiziari. Sotto il primo profilo si sottolinea che diverse ricerche e raccolte dati, molte provenienti proprio dal soggetto che negli USA si occupa (a pagamento) della pratica abortiva (chiamato “Planned parenthood”, ossia “Genitorialità pianificata”, un capolavoro di politicamente corretto…) hanno rilevato che le prime cinque ragioni per cui una donna americana decide di interrompere la gravidanza, e che coprono l’85% dei casi di aborto, sono: 1) il non essere pronta ad avere un figlio; 2) non poterlo mantenere; 3) non voler correre il rischio di essere una madre single; 4) non sentirsi abbastanza matura per un figlio; 5) un figlio interferirebbe con i percorsi di istruzione o di carriera. Tutte ragioni legate di fatto, dicono i Pro-Vita, al “lifestyle” individuale. Dal lato etico questo rende l’aborto una pratica tanto crudele quanto autocentrata e in generale distruttiva ed egoista, se ha fondamento il calcolo per cui quei cinque moventi hanno portato alla soppressione negli USA di 6 milioni di possibili esseri umani negli ultimi 45 anni.
              > > > >
              > > > > Il secondo aspetto riguarda invece le modalità di discussione dei “Pro-Choice”, che rimuovono dal dibattito sull’aborto quelle cinque ragioni, ovvero l’85% delle cause di interruzioni di gravidanza, concentrando la propria retorica sulle situazioni dove una donna rimane incinta a seguito di stupro o incesto. Lì i radicali vanno in totale paranoia e a sentir loro casi del genere sono innumerevoli. Le rilevazioni però raccontano un’altra storia, ossia che gli aborti a seguito di stupro e incesto rappresentano negli USA l’1% del totale. Non solo: la pratica abortiva cancella le prove. Si conta, comprovato con nomi e cognomi, un numero spaventoso di figlie, sorelle e nipoti minorenni stuprate e messe incinte da padri, fratelli, zii o nonni, e poi costrette ad abortire presso “Planned Parenthood”, che in quei casi ha preso i soldi dell’operazione senza denunciare nulla alle autorità, come invece avrebbe dovuto. Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni. Il feto, insomma, rappresenta una prova schiacciante dell’abuso. I Pro-Vita americani non dicono che il feto è una “creatura del Signore” o cose del genere (o meglio: lo dicono, ma per più per prassi che per altro), bensì che è la pistola fumante per inchiodare stupratori o esseri subumani come coloro che commettono incesto. E che con l’aborto la fanno franca, proprio perché l’unica prova possibile viene tolta di mezzo. Anche per questo l’Alabama oggi concede l’aborto solo in caso di rischio di vita della gestante.
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              > > > > C’è poi l’aspetto del business: negli USA gli interventi sanitari si pagano, e pure salati, attraverso le coperture assicurative. E l’aborto ha numeri giganteschi da loro, rappresentando così un giro d’affari particolarmente significativo. Una realtà presente anche in Italia, sebbene in termini più limitati. Da noi sono pressoché la regola i medici obiettori di coscienza nelle strutture pubbliche che diventano abortisti convinti nelle loro cliniche private. E quanto ai numeri, va detto che in Italia ricerche e rilevazioni come quelle americane sulle ragioni per cui si sceglie di abortire non ne esistono (e se esistono non le ho trovate). Da noi tutto prende una piega deviata sul concetto di “diritto della donna a far ciò che vuole del proprio corpo” (posizione “Pro-Choice”) posta contro il concetto che ogni embrione è un figlio di Dio, o varianti sul tema (posizione Pro-Life), con in mezzo le correnti scientifiche che cercano di mediare tentando di definire in modo ragionevole dove cominci la vita durante la fase di gestazione.
              > > > >
              > > > > Le vittime sono state poi riportate a casa dove hanno continuato a subire abusi per anni.
              > > > > grafica_uomodonnacervelliPersonalmente non ho mai preso una posizione definita sull’aborto perché ritengo di avere ancora molto da comprendere, specie dal lato medico-scientifico ma non solo, e anche perché è un tema troppo polarizzante per poterci riflettere sopra con oggettività e serenità. Sicuramente le ragioni Pro-Vita americane, che mai avevo sentito prima in questo paesotto di provincia che sono l’Italia e il suo dibattito socio-culturale, mi hanno colpito e fatto riflettere. Quello che posso registrare in comune tra entrambi i versanti è la grande assenza dei diritti riproduttivi maschili. Sempre e in ogni caso si omette di parlare del padre, dell’uomo che ha reso possibile lo sviluppo di un embrione in un ventre materno. Quello che non è sempre certo, al contrario della madre. E i cui diritti invece andrebbero di fatto inclusi nel dibattito, non solo per una loro affermazione, ma anzitutto per un riequilibrio, perché comunque la si veda è abominevole che una donna possa abbandonare anonimamente e in piena tranquillità un neonato indesiderato in ospedale, mentre un uomo possa venire legalmente costretto a riconoscere e mantenere un figlio estorto con l’inganno, non voluto e non di rado nemmeno biologicamente suo. Su queste tematiche, insomma, c’è ancora molto da lavorare e riflettere, specie se viste dal lato maschile. Quel che è certo è che l’Alabama, dopo lo Stato di New York, ha dato fuoco alle polveri di un dibattito esplosivo, che per essere equilibrato e razionale dovrebbe rimuovere ogni inquinamento ideologico. Proprio per questo dico che c’è ancora moltissima strada da fare.

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              > > > > https://stalkersaraitu.com/divieto-di-aborto-le-ra...
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              > > > Il problema è che come al solito i sinistri (ma soprattutto le femmine) tendono a portare all'estremo qualunque cosa... e questo finisce con il far girare le balle a un sacco di persone, spesso per ottimi motivi.
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              > > > Nel caso dell'aborto quello che ha dato fastidio a tanti è che moltissime femmine CELEBRAVANO l'aborto e se ne vantavano pubblicamente, come se abortire fosse un qualche modo per mostrare quanto fighe sono, come se fosse una qualche medaglia da mostrare a tutti tipo "vedete quanto forte e indipendente sono? posso persino uccidere i miei figli senza conseguenze!". Non solo, ma anche se il padre voleva tenere il bebé, la sua opinione era completamente irrilevante, come se il padre non contasse nulla.
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              > > > Non solo, ma hanno pure cercato di far passare leggi che estendessero l'aborto a praticamente tutta la durata della gravidanza...
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              > > > https://www.focusonthefamily.com/socialissues/life...
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              > > > ...con persino alcune idiote (e relativi mangina idioti) che sostenevano che si dovesse aver diritto di uccidere un bebé già nato.
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              > > > https://slate.com/technology/2012/03/after-birth-a...
              > > >
              > > > È chiaro che a questo punto moltissima gente ha storto il naso. Anche chi è generalmente pro-aborto entro i primi 3 mesi vedendo che le femmine stavano usando la cosa come un mezzo politico per ottenere sempre più potere, addirittura sulla vita e la morte di terzi (dei loro figli), si sono detti "ok, allora tutto quello che mi è stato raccontato, tipo che l'aborto è duro anche per la madre, ecc... sono tutte fesserie inventate di sana pianta per giustificare l'infanticidio e dare più potere alle femmine?"
              > > >
              > > > Insomma, come in molti altri casi i sinistri si sono sparati sui piedi da soli. Sono partiti da una richiesta accettabile e comprensibile e sono arrivati a pretendere la liberalizzazione dell'omicidio dando del "bigotto" a chiunque sollevasse obiezioni. Quello che un destro qualunque ne conclude è che il "piano inclinato" nel caso dei sinistri non è una fallacia... tu concedi un mignolo e ti trovi con tuo figlio 12enne squartato in mezzo alla piazza con tua moglie che se ne va in giro con la maglietta "fiera di aver macellato mio figlio".
              > > >
              > > > **Modificato dall'autore il 17.05.2019 11:47**
              > >
              > > Ma a Verona i tuoi nuovi amici te lo hanno lasciato il fet(icci)o in omaggio? Ficoso
              >
              >
              > Meglio feticci che meticci come te

              Non mi meraviglia che un aborto mancato come te sia contrario all'aborto.
              • Avatar
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                Politica
                Scritto da
                SAMURAI
                L'Ostinato
                il 2019-05-18 12:45:23.0 alle 2019-05-18 12:45:23.0
                Trollate totali: 6492
                Re: La legge che vieta quasi completamente l’aborto in Alabama
                Il concetto fondamentale per cui in Alabama si vieta l'aborto e lo si punisce con anni di galera è perché l'aborto è un infanticidio. Punto. Inutile trovare giustificazioni. La libertà della donna finisce dove inizia quella del feto di nascere. Se nostra madre ci avesse abortiti non saremmo qui nel forum. Il feto è un essere vivente e ha il diritto di nascere. Non c'è libertà della donna che tenga. Ovvio che, se lei non vuole occuparsi del neonato, lo può lasciare in adozione a coppie che non riescono ad avere figli. Sorride
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