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Il "Di Pietro" brasilianoScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-06-11 14:10:46.0 alle 2019-06-11 14:10:46.0Trollate totali: 4275https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/brasile-co...

Ovvero come la magistratura può deviare i risultati politici di un'intera nazione se non ci sono leggi che proteggono i politici dalla loro interferenza.
Da notare che Di Pietro ha cercato di fare qualcosa di simile con Berlusconi quando era magistrato. Non riuscendoci si è messo spudoratamente in politica scoprendo le sue carte... e c'è anche stato qualche demente che l'ha votato solo per far dispetto a Berlusconi.
**Modificato dall'autore il 11.06.2019 14:12**-
Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto da: Rick Sanchez
> https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/brasile-co...
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> Ovvero come la magistratura può deviare i risultati politici di un'intera nazione se non ci sono leggi che proteggono i politici dalla loro interferenza.
Non ci devono essere leggi che proteggono i politici dai magistrati, perché se un politico commette un reato è giusto che venga condannato e che in seguito alla condanna diventi ineliggibile.
Al limite ci voglioni leggi (e sicuramente ci sono) che permettono di condannare un giudice o un magistrato che agiscono per interessi che prescindono dagli scopi legislativi.
Che questo venga fatto contro un comune cittadino o contro un politico non cambia nulla... i politici non devono godere di nessuna protezione speciale o privilegio in più rispetto ai comuni cittadini.
> Da notare che Di Pietro ha cercato di fare qualcosa di simile con Berlusconi quando era magistrato. Non riuscendoci si è messo spudoratamente in politica scoprendo le sue carte... e c'è anche stato qualche demente che l'ha votato solo per far dispetto a Berlusconi.
Se la giustizia in Italia funzionasse come deve, non ci sarebbe alcun bisogno di contrastare Berlusconi politicamente, perché l'avrebbe già neutralizzato la giustizia.
Suggerisco un corso intensivo con Marco Travaglio, che ti spiegherà perché i magistrati ce l'avevano un tantino con Berlusconi. In quel caso l'interesse è davvero la giustizia, quindi non si è trattato di abuso. Fintanto che i PM e i giudici difendono la giustizia fanno semplicemente il lavoro per cui sono pagati.
**Modificato dall'autore il 11.06.2019 14:48**
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Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto daNon Autenticatoil 2019-06-11 15:04:55.0 alle 2019-06-11 15:04:55.0Scritto da: Rick Sanchez
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> Ovvero come la magistratura può deviare i risultati politici di un'intera nazione se non ci sono leggi che proteggono i politici dalla loro interferenza.
Molto interessante.
Il problema è che i magistrati non sono sottoposti al giudizio di nessuno fuorché altri magistrati. Costituiscono un potere indipendente che vigila sull'operato dei poteri legislativo ed esecutivo, ma non esiste un potere indipendente che vigili su di loro.
> Da notare che Di Pietro ha cercato di fare qualcosa di simile con Berlusconi quando era magistrato. Non riuscendoci si è messo spudoratamente in politica scoprendo le sue carte... e c'è anche stato qualche demente che l'ha votato solo per far dispetto a Berlusconi.
In questo caso è Berlusconi che s'è messo in politica per sfuggire ai magistrati che stavano indagando e procedendo per una serie di reati che aveva commesso. Non quisquilie del cazzo con minorenni, reati veri legati alle sue attività.-
Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
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> > Ovvero come la magistratura può deviare i risultati politici di un'intera nazione se non ci sono leggi che proteggono i politici dalla loro interferenza.
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> Molto interessante.
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> Il problema è che i magistrati non sono sottoposti al giudizio di nessuno fuorché altri magistrati. Costituiscono un potere indipendente che vigila sull'operato dei poteri legislativo ed esecutivo, ma non esiste un potere indipendente che vigili su di loro.
Cos'è, bisogna creare una catena inifinita di poteri?
I magistrati non sono un blocco monolitico, quindi se un PM commette abusi ci può pensare un altro PM a sollevare l'accusa.
Inoltre a svolgere una funzione di controllo è il giudice, perché il giudice può stroncare un'accusa sul nascere se ritiene che ci sono sufficienti elementi. Il giudice, a differenza del PM, deve essere super partes.
La separazione dei poteri non è infallibile, ma più difficile da raggirare rispetto a uno stato con poteri centralisti, in cui basta un solo corrotto, forse due, forse tre, per rendere lo stato al pari di un'associazione a delinquere.
**Modificato dall'autore il 11.06.2019 15:13**-
Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto daNon Autenticatoil 2019-06-11 15:37:13.0 alle 2019-06-11 15:37:13.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Rick Sanchez
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> > > Ovvero come la magistratura può deviare i risultati politici di un'intera nazione se non ci sono leggi che proteggono i politici dalla loro interferenza.
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> > Molto interessante.
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> > Il problema è che i magistrati non sono sottoposti al giudizio di nessuno fuorché altri magistrati. Costituiscono un potere indipendente che vigila sull'operato dei poteri legislativo ed esecutivo, ma non esiste un potere indipendente che vigili su di loro.
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> Cos'è, bisogna creare una catena inifinita di poteri?
No, ad un certo punto deve chiusersi su se stessa.
> I magistrati non sono un blocco monolitico, quindi se un PM commette abusi ci può pensare un altro PM a sollevare l'accusa.
Il problema è che il magistrato viene in genere da un ceto sociale popolare, studia e si trova a far parte di una classe sociale più alta. Il tipo di terreno in cui ravana la massoneria. Nel momento in cui i magistrati sono massoni il loro giudizio è indipendente solo nei confronti di chi non fa parte della massoneria.
Poi c'è sempre lo spirito di corpo.
> Inoltre a svolgere una funzione di controllo è il giudice, perché il giudice può stroncare un'accusa sul nascere se ritiene che ci sono sufficienti elementi. Il giudice, a differenza del PM, deve essere super partes.
In teoria.
> La separazione dei poteri non è infallibile, ma più difficile da raggirare rispetto a uno stato con poteri centralisti, in cui basta un solo corrotto, forse due, forse tre, per rendere lo stato al pari di un'associazione a delinquere.
Passiamo a una questione pratica: i nemici politici di Lula hanno incaricato un magistrato di mettergli i bastoni fra le ruote. Supponiamo che questo sia dimostrato, adesso chi ha il potere di rimuovere quel magistrato? Altri magistrati? È un potere un po' debole.
Per ragioni simili negli USA i magistrati sono eletti dal popolo, e il risultato è anche peggiore.
Fra i poteri indipendenti manca un potere di controllo, ma andrebbe studiato bene come costituirlo e chi dovrebbe farne parte.
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Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-06-11 15:16:53.0 alle 2019-06-11 15:16:53.0Trollate totali: 4275Scritto da:
> Molto interessante.
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> Il problema è che i magistrati non sono sottoposti al giudizio di nessuno fuorché altri magistrati. Costituiscono un potere indipendente che vigila sull'operato dei poteri legislativo ed esecutivo, ma non esiste un potere indipendente che vigili su di loro.
Ed infatti è esattamente quello che è successo in Brasile: un intoccabile con poteri letteralmente infiniti ha distrutto la vita di qualcuno perché non era d'accordo con le sue idee. Ha condotto una campagna diffamatoria nei suoi riguardi, gli ha impedito di essere rieletto presidente e la gente non ha potuto votarlo, e al potere è andato qualcuno che il popolo non voleva davvero (anzi, portando al potere un tizio di estrema destra, cioè il partito diametralmente opposto a quello di Lula).
> In questo caso è Berlusconi che s'è messo in politica per sfuggire ai magistrati
Ed era un suo diritto farlo, ma questo non scusa in alcun modo il comportamento di Di Pietro che ha cercato in tutti i modi di sbarazzarsi di Berlusconi prima come magistrato, e una volta fallito con questo mezzucolo da vigliacchi, come politico. Il fatto che Di Pietro si sia messo in politica dopo aver cercato di incastrare Berlusconi da un punto di vista legale dimostra, senza ombra di dubbio, che la sua era una persecuzione vera e propria.
**Modificato dall'autore il 11.06.2019 15:21**-
Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto daNon Autenticatoil 2019-06-11 15:24:47.0 alle 2019-06-11 15:24:47.0Scritto da: Rick Sanchez
> Scritto da:
> > Molto interessante.
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> > Il problema è che i magistrati non sono sottoposti al giudizio di nessuno fuorché altri magistrati. Costituiscono un potere indipendente che vigila sull'operato dei poteri legislativo ed esecutivo, ma non esiste un potere indipendente che vigili su di loro.
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> Ed infatti è esattamente quello che è successo in Brasile: un intoccabile con poteri letteralmente infiniti ha distrutto la vita di qualcuno perché non era d'accordo con le sue idee. Ha condotto una campagna diffamatoria nei suoi riguardi, gli ha impedito di essere rieletto presidente e la gente non ha potuto votarlo, e al potere è andato qualcuno che il popolo non voleva davvero (anzi, portando al potere un tizio di estrema destra, cioè il partito diametralmente opposto a quello di Lula).
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> > In questo caso è Berlusconi che s'è messo in politica per sfuggire ai magistrati
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> Ed era un suo diritto farlo, ma questo non scusa in alcun modo il comportamento di Di Pietro che ha cercato in tutti i modi di sbarazzarsi di Berlusconi prima come magistrato, e una volta fallito con questo mezzucolo da vigliacchi, come politico. Il fatto che Di Pietro si sia messo in politica dopo aver cercato di incastrare Berlusconi da un punto di vista legale dimostra, senza ombra di dubbio, che la sua era una persecuzione vera e propria.
Pensavo invece che Di Pietro si fosse messo in politica perché qualcuno aveva trovato qualcosa contro di lui, cioè per gli stessi motivi di Berlusconi.-
Re: Il "Di Pietro" brasilianoScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-06-11 15:38:30.0 alle 2019-06-11 15:38:30.0Trollate totali: 4275Scritto da:
> Scritto da: Rick Sanchez
> > Scritto da:
> > > Molto interessante.
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> > > Il problema è che i magistrati non sono sottoposti al giudizio di nessuno fuorché altri magistrati. Costituiscono un potere indipendente che vigila sull'operato dei poteri legislativo ed esecutivo, ma non esiste un potere indipendente che vigili su di loro.
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> > Ed infatti è esattamente quello che è successo in Brasile: un intoccabile con poteri letteralmente infiniti ha distrutto la vita di qualcuno perché non era d'accordo con le sue idee. Ha condotto una campagna diffamatoria nei suoi riguardi, gli ha impedito di essere rieletto presidente e la gente non ha potuto votarlo, e al potere è andato qualcuno che il popolo non voleva davvero (anzi, portando al potere un tizio di estrema destra, cioè il partito diametralmente opposto a quello di Lula).
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> > > In questo caso è Berlusconi che s'è messo in politica per sfuggire ai magistrati
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> > Ed era un suo diritto farlo, ma questo non scusa in alcun modo il comportamento di Di Pietro che ha cercato in tutti i modi di sbarazzarsi di Berlusconi prima come magistrato, e una volta fallito con questo mezzucolo da vigliacchi, come politico. Il fatto che Di Pietro si sia messo in politica dopo aver cercato di incastrare Berlusconi da un punto di vista legale dimostra, senza ombra di dubbio, che la sua era una persecuzione vera e propria.
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> Pensavo invece che Di Pietro si fosse messo in politica perché qualcuno aveva trovato qualcosa contro di lui, cioè per gli stessi motivi di Berlusconi.
Non credo. Non so se ricordi la violenza verbale con cui Di Pietro si scagliava contro Berlusconi. Il suo era odio atavico nei suoi confronti. Di Pietro è entrato in politica solo per poter continuare ad inseguire quella che lui considerava la sua preda, né più né meno. È comune per gentaglia come magistrati e pubblici ministeri sentirsi così, probabilmente perché si identificano con Batman nei fumetti della Marvel... i "buoni" contro i cattivi... cacciatori in cerca di prede e trofei da sfoggiare in salotto, e più difficile è la preda da catturare più ne sentono il sapore del sangue in bocca.
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