Le nuove sanzioni americane contro l'Iran, che prendono di mira anche la guida suprema, l'Ayatollah Ali Khamenei ed il ministro degli Esteri Javad Zarif, chiudono definitivamente la porta alla diplomazia. Lo ha scritto su twitter il portavoce del ministero degli Esteri Abbas Mousavi, all'indomani della decisione di Washington di imporre ulteriori misure restrittive contro Teheran. "Le inutili sanzioni americane contro la guida suprema ed il comandante della diplomazia iraniana - ha denunciato il portavoce - rappresentano la chiusura definitiva del canale diplomatico. L'amministrazione disperata di Trump distrugge i meccanismi internazionali in vigore per preservare la pace e la sicurezza mondiali".
Intanto, da Washington, il presidente americano Donald Trump fa sapere che nel caso di un'eventuale azione militare contro l'Iran, non ci sarà bisogno dell'ok del Congresso. "Mi piace l'idea di avere il Congresso a fianco - ha sottolineato il presidente americano in un'intervista a "The Hill" - hanno idee, c'è gente intelligente. Ho appreso un paio di cose l'altro giorno nel nostro incontro con il Congresso, mi piace averlo a fianco, ma legalmente non devo farlo". Quindi, alla domanda diretta se ritiene di avere l'autorità per avviare un'operazione contro l'Iran senza il via libera del Congresso, ha risposto: "Si'".
A contestare le nuove sanzione anche l'ambasciatore iraniano all'Onu, Majid Takht-e Ravanchi, secondo il quale gli Stati Uniti devono fermare la "loro guerra economica e il loro terrorismo contro il popolo iraniano". "La decisione degli Stati Uniti - ha detto nelle ultime ore in dichiarazioni riportate dai media iraniani - è un altro segnale di come l'America non abbia alcun rispetto per il diritto internazionale". "Non possiamo accettare intimidazioni o minacce da nessuno - ha aggiunto da New York, dove si è tenuta la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'Iran".
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