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Sentiamo ora questo economistaScritto daRick SanchezWakkus Horribilisil 2019-07-16 04:48:26.0 alle 2019-07-16 04:48:26.0Trollate totali: 4275http://www.direttanews24.com/leconomista-nino-gall...

Non è un nobel, ma aspetta... ha una sua pagina su Wikipedia? Quella che piace tanto a Mattia??https://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Galloni

Ma che strano... sembra che anche lui sia d'accordo con quello che dice il giornalista del video...
Accipicchia... quindi abbiamo svariati nobel per l'economia che ci dicono che:
1) l'Euro è stato un errore
2) l'austerity ha fatto solo danni
e 3) l'Italia era una superpotenza economica che è stata sacrificata sull'altare dell'Europa perché dava fastidio a Germania e Francia
Che dire, il mondo è pieno di nazi e sovranisti, e sono pure d'accordo con quello che dice il giornalista del video! Che figli di puttana!
**Modificato dall'autore il 16.07.2019 04:49**-
Re: Sentiamo ora questo economistaScritto daNon Autenticatoil 2019-07-16 16:30:53.0 alle 2019-07-16 16:30:53.0> 1) l'Euro è stato un errore
È stato una moneta unica per non dover cambiare le monetine ogni volta che si va all'estero, ma soprattutto per attenuare le disparità in un mercato unico.
Un errore è stato invece il principio per cui ogni cittadino di un paese europeo può andare ad abitare in un altro paese. Non solo libertà di spostamento, ma di insediamento. Come conseguenza ci siamo riempiti di rom rumeni e di altri paesi dell'est.
> 2) l'austerity ha fatto solo danni
L'austerity doveva essere una cura per rendere più rigorosa l'economia italiana. Non ha del tutto funzionato perché l'imprenditore italiano è un cialtrone, ma non si può dire che non abbia funzionato: se adesso trovi dei video in cui si dice che il bilancio italiano da anni è in avanzo e l'avanzo serve a pagare gli interessi sul debito, questo significa due cose: che l'austerity ha fatto bene ma che si sta ancora pagando le conseguenze della precedente cialtroneria.
> e 3) l'Italia era una superpotenza economica che è stata sacrificata sull'altare dell'Europa perché dava fastidio a Germania e Francia
Non è che l'Italia fosse tutta sta superpotenza, ma aveva un'industria propria. Che questa sia stata eliminata a favore di Francia e Germania è vero. Ad esempio il costo del lavoro in Italia è altissimo - e lo si mantiene tale perché il sistema ha bisogno di introiti per pagare sto famoso debito - e questo ha reso non concorrenziale l'impresa italiana.
Ma ai temi in cui era concorrenziale, lo era anche grazie a trucchetti da cialtrone. Se un'impresa deve pagare a un fornitore 100 milioni di lire e l'inflazione è al 10 per cento, pagando dopo sei mesi gli dai circa un 5% in meno. Se il fornitore è un privato farà i suoi calcoli e stabilirà il prezzo in modo da avere, dopo sei mesi, quel che la sua merce vale, ma se il fornitore è un'impresa statale tutto si gioca in una spartizione di torta con i politici amici, e qui sta l'immensa cialtroneria del sistema Italia che ha condotto all'attuale situazione.
Con l'euro questo prestigiochetto è stato reso impossibile, perché è gestito in modo da avere un'inflazione bassa o nulla.
Una stronzata fatta dall'euro, ma qui siamo nel regno delle mie personali supposizioni perché sono io a dirlo, è che è stato fissato un cambio euro-lira che equivale ad aver stampato circa il doppio degli euro che l'Italia poteva stampare. Il mercato se ne è accorto e nel giro di pochi mesi dal cambio ufficiale 1 euro = 2000 lire ci si è spostati su un cambio reale 1 euro = 1000 lire, che è quello su cui tutti ragioniamo. In conseguenza di questa mossa molti hanno perso - il famoso non riuscire ad arrivare alla fine del mese degli anni 2000 - e qualcuno ci ha guadagnato, attraverso i meccanismi misteriosi per cui l'economia è un sistema di vasi comunicanti.
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Re: Sentiamo ora questo economistaScritto da: Rick Sanchez
> http://www.direttanews24.com/leconomista-nino-gall...
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> Non è un nobel, ma aspetta... ha una sua pagina su Wikipedia? Quella che piace tanto a Mattia??
>https://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Galloni

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> Ma che strano... sembra che anche lui sia d'accordo con quello che dice il giornalista del video...
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> Accipicchia... quindi abbiamo svariati nobel per l'economia che ci dicono che:
> 1) l'Euro è stato un errore
> 2) l'austerity ha fatto solo danni
> e 3) l'Italia era una superpotenza economica che è stata sacrificata sull'altare dell'Europa perché dava fastidio a Germania e Francia
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> Che dire, il mondo è pieno di nazi e sovranisti, e sono pure d'accordo con quello che dice il giornalista del video! Che figli di puttana!
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> **Modificato dall'autore il 16.07.2019 04:49**
L'austerity è una cosa che piace al centro-destra (PPE), oltre che alla destra amica di Salvini.
https://europa.today.it/attualita/sovranisti-auste...
Il gruppo dei socialdemocratici (S&D) è contro l'austerity.
In parole povere, l'aspetto più criticato dell'euro piace a quelli a cui lecchi il culo te.
Poi metti come al solito le parole in bocca agli altri. Quando mai avrei scritto che sono figli di puttana o nazisti gli euroscettici?
Insultare quelli che non la pensano come te è nel tuo stile. Forse pensi che tutti ragionano come te.
Infatti per me le persone pro-euro e anti-euro portano entrambe avanti dei punti di vista legittimi. Sei tu che, trainato da un vento politico estremista, insulti tutti quelli che non sono DOGMATICAMENTE nazionalisti.
La parte sotto è per gatto.
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Diverse persone (tra cui economisti) ritengono che in periodi di difficoltà economica lo stato debba poter fare spesa pubblica per:
- Aiutare i cittadini in difficoltà con il welfare
- Fare investimenti di vario tipo per far ripartire l'economia
Queste persone ritengono che uno stato in difficoltà, seguendo le rigide regole dell'austerity, è destinato a restare in una crisi costante, perché l'austerity taglia le gambe proprio agli stati in difficoltà.
Questa posizione è sostenuta dalla sinistra europea, oltre che dagli economisti menzionati da Wakko.
Una persona tempo fa nei commenti di youtube mi ha scritto che anche Monti nei suoi libri scrive questo (in qualità di economista), ma politicamente/pubblicamente dà ragione alle regole europee.
Comunque il discorso sull'austerity, giusto o sbagliato che sia, non è intrinsecamente legato all'euro ("moneta unica"), perché l'euro sostanzialmente è solo una moneta e le regole che ci orbitano intorno si possono cambiare, così come si possono in teoria cambiare diverse cose nell'UE se si vuole farlo.
I riformisti stanno avendo successo in Italia, ma nel resto dell'Europa hanno poco successo, perché queste idee vengono sostenute da movimenti/ideologie/partiti che sono culturalmente all'età della pietra e gli europei generalmente non apprezzano i cavernicoli perché hanno smesso di esserlo da un po' di tempo, quindi i cavernicoli li lasciano nelle caverne.
Se in futuro queste idee riformiste verranno sostenute da movimenti formati da persone che non hanno picchiato la testa da piccole, forse avranno un po' di successo in più anche a livello europeo.
**Modificato dall'autore il 18.07.2019 03:37**-
Re: Sentiamo ora questo economistaScritto daNon Autenticatoil 2019-07-18 18:00:11.0 alle 2019-07-18 18:00:11.0> La parte sotto è per gatto.
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> Diverse persone (tra cui economisti) ritengono che in periodi di difficoltà economica lo stato debba poter fare spesa pubblica per:
> - Aiutare i cittadini in difficoltà con il welfare
> - Fare investimenti di vario tipo per far ripartire l'economia
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> Queste persone ritengono che uno stato in difficoltà, seguendo le rigide regole dell'austerity, è destinato a restare in una crisi costante, perché l'austerity taglia le gambe proprio agli stati in difficoltà.
In generale non ho una visione ottimista dell'economia, in cui vedo il principale motore di tutto ciò che distrugge l'ambiente.
L'economia, c'era scritto su un libro di mio fratello, si occupa dello sfruttamento delle risorse. In questo è implicita una visione del mondo che vede ogni cosa come risorsa da sfruttare, e questa è la ragione della mia avversione per l'economia. Poi potrebbe esserci un'economia in equilibrio con l'ambiente, ma la devo ancora vedere, a crederci sono per ora gruppuscoli di alternativi e a parlarne qualche politico che cerca il loro voto, o qualche teorico. Nella pratica l'economia, gli affari, tutto ciò che fa soldi, depreda le risorse, altera l'ecosistema, deturpa il paesaggio, inquina, distrugge case tradizionali per mettere al loro posto strutture moderne ed è responsabile della degenerazione della cultura materiale, favorisce fenomeni responsabili della perdita delle lingue locali, dei popoli autoctoni e delle loro identità. In pratica gran parte di ciò che detesto nel mondo è dovuto all'economia.
Per fare un esempio concreto di cosa intendo, anni fa nel cuneese era in vendita una tenuta composta di casa padronale, due cascine e terreni. Mettere insieme una simile proprietà è frutto del lavoro di diverse generazioni della stessa famiglia, formare un patrimonio è una cosa laboriosa.
Se a comprarla è un amatore, si cura della continuazione di questo patrimonio. Ma se è un affarista, vende separatamente la casa padronale, dopo averla suddivisa in appartamenti, le cascine, i terreni e in questa lottizzazione guadagna molto di più del prezzo che ha pagato per la proprietà. Questa è l'economia.
Ma quel momentaneo guadagno è inferiore a quel che diverse generazioni hanno speso per metterla insieme, al denaro e al tempo che ci vorrebbe per ricreare una proprietà simile ex novo. L'economia consiste nel dissipare qualcosa che ha impiegato molto tempo a formarsi, un esempio lampante è il petrolio.
Quando l'economia è in crisi, l'ambiente momentaneamente respira. Le cose che fa lo stato per far riprendere l'economia sono essenzialmente costruire, costruire, costruire.
Per fare un altro esempio, un politico chierese continua a berciare che se si costruisse la tangenziale l'economia della zona miracolosamente crescerebbe, confondendo causa ed effetto. All'epoca del boom economico (modello che comunque critico e detesto, non solo per il consumo di territorio ma perché la crescita predispone le cause di una successiva crisi) l'industria in formazione richiedeva vie di comunicazione, ma non è che se costruisci vie di comunicazione queste generano industrie intorno a sé.
Quel che succederebbe costruendo la tangenziale è che sarbbero stanziati soldi, presi ai contribuenti, che sarebbero divisi tra politici e darebbero un momentaneo introito alle imprese. Sarebbe il politico a guadagnarci.
È tutto un brulicare di politici che quando si parla di costruire accorrono come mosche su una merda. Quando non ci sono soldi ai politici del perpetuo costruire tocca tacere.
Tuttavia c'è anche il rovescio della medaglia perché anche l'ambientalista si trova suo malgrado partecipe del ciclo economico, e quando l'economia è in crisi, sta male anche lui, perde il lavoro e così via.
Come uscire da questa impasse? Creando un sistema economico alternativo, separato da quello vigente, in equilibrio con l'ambiente, che non si basi sul lavoro e sulla successione dei cicli crescita-crisi ma resti stabile. In questo modo quando l'economia dello sviluppo è in crisi l'embiente respira e l'ambientalista sta bene.
Per questo motivo sono deluso dagli amici che invece di cercare un modo per creare un sistema alternativo si sono quetamente integrati in quello esistente. Anche se si dicono ambientalisti, la quantità delle loro risorse ed energie che spendono per il sistema vigente è mille volte l'obolo che di tanto in tanto danno all'ambiente iscrivendosi a qualche associazione.
Chiusa questa parentesi, il rigore monetario è una cosa concettualmente indipendente dall'economia e dalla crisi. La Svizzera va bene nonostante il franco mi sembri poco prono all'inflazione. È vero che frena l'economia, ma così impedisce tante brulicanti iniziative dannose per l'ambiente. Ma soprattutto, il rigore monetario permette a me di tenere sotto il materasso qualcosa che non si svaluta come un cubetto di ghiaccio in un bicchiere.
Si dice spesso che con la lira si poteva svalutare la moneta per favorire le esportazioni, ma questo significa favorire l'industria a spese dei risparmi del comune cittadino. A me che sono un individuo e non un'impresa che vuole esportare va bene una moneta gestita con criteri di rigore: se si tornesse ipoteticamente alla lira nel materasso continuerei a tenere euro, o qualcos'altro.
Quindi nel gestire l'euro hanno ragione i Draghi e non quelli che vorrebbero approfittarne per dissipare quanto finora fatto per un momentaneo guadagno.
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