La leader della protesta contro l'esclusione dei candidati indipendenti e dell'opposizione alle elezioni per il rinnovo della Duma di Mosca, Lyubov Sobol, è stata fermata dalle forze di sicurezza prima ancora dell'inizio della manifestazione che aveva organizzato per oggi, quarto sabato consecutivo di proteste, in città. "Sulla base di quali elementi mi state fermando?", ha chiesto agli agenti che la trascinavano fuori dal taxi su cui era salita per portarla a bordo di un camioncino della polizia.
Durante la protesta sono state fermate almeno 592 persone, secondo le informazioni diffuse dall'organizzazione indipendente Ovd-Info. Il massiccio dispiegamento di forze in tenuta anti sommossa, casco e volto coperto lungo il tragitto della manifestazione, con agenti che occupavano in gruppi uniti la strada, ha portato gli attivisti, la cui presenza è messa in ombra dalla presenza della polizia e dall'assenza di un unico punto di concentramento della manifestazione lungo 'l'anello dei boulevard', a ironizzare sull'evidente malcontento per la mancanza di democrazia anche fra la polizia, considerata l'elevata partecipazione degli agenti alla protesta.
Sobol si è imposta come la protagonista di questa nuova ondata di proteste a cui ha dato il via la sera del 13 luglio, quando ha dato l'annuncio dell'esclusione della sua candidatura alle elezioni locali del prossimo otto settembre e l'avvio di uno sciopero della fame arrivato oggi al 21esimo giorno. Avvocata di 31 anni, lavora da tempo alla Fondazione anti corruzione di Aleksei Navalny. I capelli biondi raccolti in una coda, gli occhiali con la montatura nera hanno portato i denigratori della propaganda ufficiale a paragonarla a Ksenya Sobchak con cui tuttavia la somiglianza si esaurisce in alcuni tratti fisici. Unica oppositrice ancora a piede libero dopo la condanna di Navalny e Dmitry Gudkov a 30 giorni di carcere, Ivan Zhdanov a 15 e Ilya Yashin a 12, era stata fermata altre volte prima d'oggi, ma sempre rilasciata.
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