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    il 2019-10-04 19:56:38.0 alle 2019-10-04 19:56:38.0
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    Trova le differenze
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      il 2019-10-05 22:00:33.0 alle 2019-10-05 22:00:33.0
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      Re: Trova le differenze
      Ok, quello che volevo osservare è che tutto il mondo è Milano.

      La gente in praticamente tutto il mondo si veste alla stessa maniera (jeans, pantaloncini, cappellini, gonne, borsette). Uno magari pensa di andare in Bolivia e trovare gente vestita in pelle di struzzo e con i flauti e invece sembra di essere a Milano.

      La mia finissima analisi è che si può sostanzialmente dire che tutti i paesi in cui ci si veste con jeans e cappellini sono stati investiti dalla cultura liberale e infatti tutti gli stati elencati sopra sono repubbliche.

      La morale della favola è che chi vuole fermare la globalizzazione arriva tardi, perché è già stata portata a compimento. Piaccia o no, il punto è che allo stato attuale la gran parte dei popoli presenti nel mondo sono fondamentalmente simili, quindi se un gruppo di persone di ciascuno dei popoli sopra dovessero unirsi insieme in un solo stato riuscirebbero abbastanza facilmente a mettere insieme una costituzione condivisa all'unanimità, oltre che svariate leggi fondamentali del codice penale.

      Questo è il motivo per cui in generale, salvo fatto per alcune eccezioni, il discorso dell'incompatibilità etnica non me lo bevo.
      A fare eccezione sono le popolazioni che non sono state risucchiate all'interno del liberal-globalismo, come gli arabi e la tribù dei bastoncini.

      È una cosa che si nota a colpo d'occhio: una gran parte di arabi infatti non si vestono con jeans e t-shirt, ma il loro modo di vestirsi ha una forte impronta culturale, che li caratterizza.



      Le popolazioni del mondo che sono state risucchiate all'interno del liberal-globalismo farebbero fatica a scrivere una costituzione insieme agli arabi, quindi l'argomento è reale purché non si cerchi di generalizzare, facendo passare che l'incompatibilità tra popoli diversi è la regola.

      Questo significa che gli arabi, entrando nel mondo liberal-globalista, devono necessariamente rinunciare ad alcune cose e d'altra parte anche loro devono fare valere le loro regole agli stranieri.

      In tutto questo la razza non gioca nessunissimo ruolo. Se prendi un neonato arabo e lo porti nel mondo liberal-globalista, viene su liberale.

      Pur comprendendo le questioni culturali, rigetto il razzismo nel puro senso del termine, che fa discriminazioni basate unicamente sul colore della pelle.


      La popolazione del liberal-globalismo non è che siano tutte perfettamente uguali ovviamente: hanno tradizioni culinarie diverse (e questo è arricchimento culturale) e ognuna di essere ha probabilmente anche le sue cattive abitudini.
      Ad esempio gli italiani sono inclini all'evasione fiscale, parcheggiano dove cazzo vogliono (anche sui sui marcipiedi) e in Svizzera queste cose non si fanno, perciò occorrerà multare gli italiani che fanno queste cose finché non capiscono come funzionano le cose in Svizzera.

      Non ha senso mettere in piedi delle inutili vessazioni come quelle congeniate da gatto, perché quello è solo stupido fanatismo. Rispetto delle regole sì, vessazioni no!

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        il 2019-10-06 01:48:45.0 alle 2019-10-06 01:48:45.0
        Re: Trova le differenze
        > Ok, quello che volevo osservare è che tutto il mondo è Milano.

        E per te è una cosa positiva.
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          il 2019-10-07 13:35:21.0 alle 2019-10-07 13:35:21.0
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          Re: Trova le differenze
          Scritto da:
          > > Ok, quello che volevo osservare è che tutto il mondo è Milano.
          >
          > E per te è una cosa positiva.

          La globalizzazione è iniziata con il colonialismo e questa è stata una fase della storia piuttosto vergognosa, perché gli europei si sono imposti prepotentemente e con la violenza sulle altre popolazioni.

          La seconda fase della globalizzazione è avvenuta per il diffondersi del liberalismo e del capitalismo nei vari paesi in cui gli europei avevano messo la grinfie.
          Credo che, per quanto nella prima fase della globalizzazione sia stato fatto del male alle popolazioni, nella seconda fase invece abbiano cominciato ad apprezzare, perché hanno cominciato a vedere più soldi, più benessere e più libertà.

          Se tu chiedessi ai nativi americani moderni se vorrebbero tornare indietro ai tempi dei sacrifici al dio del frumento, dubito che molti ti risponderebbero di sì.

          Comunque il punto non sta nel dare una valutazione, ma nel prendere atto di due cose:
          1) Lasciando stare le tribù dei bastoncini, oggi il mondo si può dividere non più in 100 popolazioni, ma solo in una manciata. Gli indiani per esempio hanno una forte connotazione etnica: noti subito, a colpo d'occhio, che una gran parte di indiani hanno un modo tutto loro di vestirsi: non girano con jeans e t-shirt.



          Però l'India, per quanto connotata nei costumi, è comunque una democrazia liberale e questo significa che c'è una continuità tra la popolazione liberal-globale e la loro: di base ci sono comunque dei valori non distanti.

          Alla fine, se ci si limita a classificare sulla base dei valori fondamentali (quelli costituzionali) vengono fuori due sole popolazioni probabilmente: gli arabi (per estensione, anche alcune popolazioni dell'africa che sono state "arabizzate") e i liberali. Poi ci sono le piccole tribù, disseminate qua e là.

          Le popolazioni che vivono nel liberal-globalismo hanno proprio uno stile di vita simile: jeans, t-shirt, discoteca, ecc ecc...
          I liberali hanno valori simili, ma alcuni liberali hanno uno stile di vita diverso dalla maggioranza dei liberali, ad esempio gli indiani.

          I liberali e gli arabi, oltre ad avere stili di vita diversi, hanno valori diversi, perché i paesi arabi non sono democrazie liberali, ma teocrazie islamiche.

          La conclusione di questo discorso è che ritengo che la presenza di stranieri del mondo liberale in Svizzera non sia nemmeno minimamente minacciosa, soprattutto se vengono dal liberal-globalismo, perché non ci sono differenze tra noi e loro sulle cose importanti. Le differenze già di partenza non rilevanti poi tendono a scomparire nei loro figli, che nascono e crescono in Svizzera e quindi sono culturalmenti identici agli svizzeri. Per questo devono avere la cittadinanza svizzera.

          Ritengo perciò che in generale l'accanimento contro gli stranieri sia solo fanatismo e io da liberale non accetto provvedimenti illiberali in nome di fanatismi, per quanto mi possa riservare di non escluderli per far fronte a problemi REALI difficilmente risolvibili in un quadro liberale, ma proprio come extrema ratio. Cioè, sto proprio parlando di cose estremamente gravi, tipo "o facciamo qualcosa subito o tra una settimana l'umanità scompare".

          Bisogna invece fare un discorso separato sulla presenza degli arabi e degli african arabizzati. Non bisogna parlare della questione con l'isteria di Wakko, ma comunque un discorso va fatto.
          Alcuni arabi possono essere pericolosi per la società liberale, ma allo stesso modo lo sono per esempio i gruppi di estrema destra che non a caso infatti assomigliano agli arabi sotto svariati aspetti.

          Bisogna vigilare sia su Wakko&Friends che sugli arabi, ma cerchiamo di non esagerare, paventando la fine del mondo. Perché poi con l'isteria si cominciano a giustificare appunto quei provvedimenti illiberali di extrema-ratio di cui parlo sopra, solo che non siamo arrivati a quel punto.
          In questa isteria c'è dentro anche la sinistra, che parla di Salvini come se fosse tornato Hitler... e questo continuare a gridare alla fine del mondo non fa bene al cervello delle persone.

          La risposta all'immigrazione afro-islamica non può essere la distruzione della democrazie liberali occidentali, perché questo significa autodistruggersi. Dovessimo farlo, i malefici musulmani che vogliono la distruzione dell'occidente si daranno le pache sulle spalle e si diranno "sono bastati tre o quattro attentati in Europa per distruggere la loro civiltà! Con la lingua fuori".


          2) Spesso si sente dire dagli europei o più in generale dagli occidentali che noi avremmo subito il globalismo, mi pare sia anche un'idea di gatto.
          Su questo vi devo correggere: il globalismo l'hanno subito i nativi americani e le varie popolazioni su cui gli europei hanno messo gli artigli.
          Gli europei hanno soltanto subito l'ammodernamento della società, una cosa partita dall'interno dell'Europa e esportata in tutto il mondo.

          Quando gatto dice che questa roba qui non ha connotazione etnica si sbaglia.

          Immagine postata dall'utente

          In realtà questa cosa qui una connotazione etnica ce l'ha eccome, ed è euro-americana (potrei dire anche semplicemente europea, visto che i nordamericani sono ex europei).

          Non è che solo le cose vecchie hanno una connotazione etnica.

          Il cemento è stato inventato da un francese, il primo grattacielo è stato progettato da un americano. Per arrivare a fare la città in stile moderno si sono usate conoscenze sviluppate dal popolo europeo antico.

          L'architettura euro-americana moderna è legata alla storia europea esattamente come il resto della storia, ha una continuità con il passato.

          Infatti quello che non piace a gatto (direi per sua stessa ammissione) è la modernità e per questo vorrebbe sostanzialmente cancellare dalla storia europea gli ultimi due secoli, come se tutto quello che è avvenuto prima fosse storia e quello che è avvenuto dopo solo merda.

          Mi stavo chiedendo: ma non sarà che gatto (come molte altre persone) ce l'hanno così tanto con gli stranieri perché, a causa di qualche bias cognitivo, sono portati a credere che la modernità sia in qualche modo causata dall'immigrazione?
          Perché se si confonde "modernità" con "globalizzazione", allora si inizia a combattere la globalizzazione pensando di star combattendo la modernità.

          È qui che sta l'errore: la modernizzazione è parte della storia europea e sarebbe avvenuta a prescindere dalla globalizzazione. La globalizzazione è stata subita dagli altri: tutte quelle popolazioni che, se non fosse per gli europei, oggi magari sarebbero ancora a fare sacrifici umani al dio del frumento vestiti con pelli di animali, ma che invece oggi sono diventate indistinguibili degli europei perché gli europei hanno esportato la loro storia nei loro territori, compresa la storia moderna e quindi i grattacieli.

          La storia di quelle popolazioni è stata praticamente cancellata, la leggiamo sui libri di storia ma non la vediamo più.
          La storia europea invece non è mai stata cancellata, perché la storia europea moderna ha una continuità con quella antica: i grattacieli hanno una continuità con gli edifici romani antichi. Le navi moderne hanno una continuità con i velieri. Le automobili hanno una continuità con i carri. Quella che vediamo in tutto il mondo è la storia europea.

          L'immigrazione non è la causa dell'ammodernamento dell'Europa. Non siamo noi che veniamo risucchiati dentro qualcosa a causa dell'immigrazione, ma gli stranieri, che ormai sono stati risucchiati sia all'interno del popolo europeo che all'interno del mondo moderno che gli europei hanno creato negli ultimi due secoli.

          Se pensate di liberarvi dai grattacieli e dal progressismo facendo vessazioni contro gli immigrati non avete capito niente. Se queste cose non vi piacciono dovete prendervela con gli europei, cioè con la parte moderna della storia europea.


          **Modificato dall'autore il 07.10.2019 14:00**
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            il 2019-10-07 22:44:28.0 alle 2019-10-07 22:44:28.0
            Re: Trova le differenze
            > Se tu chiedessi ai nativi americani moderni se vorrebbero tornare indietro ai tempi dei sacrifici al dio del frumento, dubito che molti ti risponderebbero di sì.

            Se gli chiedessi se vorrebbero tornare all'indipendenza e alla proprietà del continente americano, dubito che ti risponderebbero di no.
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        il 2019-10-07 22:41:41.0 alle 2019-10-07 22:41:41.0
        Re: Trova le differenze
        > La mia finissima analisi è che si può sostanzialmente dire che tutti i paesi in cui ci si veste con jeans e cappellini sono stati investiti dalla cultura liberale e infatti tutti gli stati elencati sopra sono repubbliche.

        Vale anche al contrario, o in Russia solo colbacchi, sarponi chiodati e pastrani?
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      il 2019-10-07 20:45:36.0 alle 2019-10-07 20:45:36.0
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      Re: Trova le differenze
      Il fatto che si vestano in maniera simile non significa che abbiano la stessa cultura. Sfido io a dire che in Giappone hanno la nostra stessa cultura. E comuque non mi risulta che in Italia abbiamo problemi di gestione di israeliani, islandesi, russi, giapponesi ecc. forse solo con gli albanesi e qualche sudamericano (solo in alcune città) e infatti hanno culture diverse dalla nostra. Il bello è che proprio tu dicevi che gli slavi in Svizzera si comportano da cazzoni e ora invece dici che sono uguali ai milanesi Rotola dal ridere
      "Se tutti facessero così..."

      "La Romania è ricchissima" cit. Dada
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        il 2019-10-08 02:26:12.0 alle 2019-10-08 02:26:12.0
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        Re: Trova le differenze
        Scritto da: Ordine
        > Il fatto che si vestano in maniera simile non significa che abbiano la stessa cultura. Sfido io a dire che in Giappone hanno la nostra stessa cultura.

        Non ho detto questo.

        Quello che ho detto io è che hanno una cultura che si interseca con la nostra per ciò che riguarda gli aspetti più importanti.

        I giapponesi su certe cose che per me sono importanti sono più liberali di noi, sono la patria di lolicon, shotacon, lolite e bambole gonfiabili a forma di bambini. In Florida queste ultime le hanno proibite, in Giappone le hanno inventate.

        > E comuque non mi risulta che in Italia abbiamo problemi di gestione di israeliani, islandesi, russi, giapponesi ecc. forse solo con gli albanesi e qualche sudamericano (solo in alcune città) e infatti hanno culture diverse dalla nostra

        Sono problemi di delinquenza, non di cultura. Quello che voglio dire io è che, al di fuori degli arabi, gli immigrati non sono una minaccia sul piano culturale.

        > Il bello è che proprio tu dicevi che gli slavi in Svizzera si comportano da cazzoni e ora invece dici che sono uguali ai milanesi Rotola dal ridere

        Il problema degli slavi più che un problema prettamente culturale è un problema di delinquenza.

        Per far fronte a questo problema bisogna semplicemente espellere i delinquenti e tenere solo le persone che vivono onestamente.

        Non ho mai voluto far passare il messaggio che tutti gli slavi sono uguali e che non bisogna fare distinzione. Io riesco a fare discorsi generalisti senza però perdere di vista l'individualità: la responsabilità è individuale, non collettiva.

        Tra i migliori amici che ho avuto nel corso della vita, tre erano dei balcani (uno ai tempi delle scuole elementari e due ai tempi del liceo... ero sempre in giro con loro due).
        Uno di questi ultimi due recentemente l'ho aiutato a diventare svizzero dandogli buone referenze e l'ho fatto non solo perché mi sentivo obbligato, ma perché ritengo che sia lui che suo fratello fossero idonei a ricevere la cittadinanza.
        Anche Boban Pesov (youtuber) ritengo che meritasse la cittadinanza italiana.

        I balcanici che delinquono invece niente cittadinanza, per me devono essere anzi espulsi. Non perché sono balcanici, ma perché sono delinquenti.

        Io non sono un buonista sul tema dell'immigrazione. Sono severo ma giusto. Severo ma non razzista!

        Comunque sul piano culturale, gli europei dell'est sono più di destra rispetto agli occidentali, quindi in teoria una persona come te dovrebbe accoglierli a braccia aperte SE non delinquono.

        **Modificato dall'autore il 08.10.2019 02:55**
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