"Nessuno può fermare" l'operazione militare lanciata dalla Turchia nel nord della Siria fin quando non saranno stati raggiunti gli obiettivi dell'offensiva. Lo ha ribadito il leader turco Recep Tayyip Erdogan, citato dai media turchi dopo l'intervento alla riunione del gruppo parlamentare dell'Akp.
"Abbiamo informato gli Stati Uniti, l'Unione Europea e la Russia prima dell'avvio dell'operazione - ha affermato Erdogan - Vogliamo che questa organizzazione terroristica sparisca dai nostri confini". "Quando potremo creare una zona sicura, allora terminerà l'operazione - ha insistito - Fino ad allora nessuno potrà fermarci". Dal 9 ottobre, quando è scattata l'offensiva, "1.220 km quadrati sono stati liberati" dalla presenza dei "terroristi", ha puntualizzato Erdogan. Il governo di Ankara considera "terroristi" i miliziani curdi siriani delle Ypg.
Per Erdogan la Turchia "non sta combattendo contro i siriani" e non si siederà mai al tavolo delle trattative con i "terroristi". "La Turchia non sta combattedo contro i siriani, sta combattendo con i siriani contro gli oppressori", ha sostenuto ancora durante una riunione del gruppo parlamentare del partito Akp.
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