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    il 2019-11-17 23:56:43.0 alle 2019-11-17 23:56:43.0
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    "Bisogna demolire i diritti umani"
    "Amen. Ma per far passare questo principio, bisogna demolire l'ideologia dei diritti umani, che per definizione (essendo individuali ed universali) sono incompatibili con l'idea stessa di "paese"."

    4 persone hanno messo un like al post e nessuno ha ribattuto.

    Forum di centro-destra di termometro politico.

    https://forum.termometropolitico.it/758070-invasio...
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      il 2019-11-18 01:02:20.0 alle 2019-11-18 01:02:20.0
      Re: "Bisogna demolire i diritti umani"
      > "Amen. Ma per far passare questo principio, bisogna demolire l'ideologia dei diritti umani, che per definizione (essendo individuali ed universali) sono incompatibili con l'idea stessa di "paese"."
      >
      > 4 persone hanno messo un like al post e nessuno ha ribattuto.
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      Rispondeva a

      Per quel che mi riguarda, quel che deve passare è il principio che emigrare in un altro paese non è un diritto. Se un paese reputa di aver bisogno di immigrati, ne fa entrare alla bisogna, altrimenti no. E nel caso, devono entrare quelli che provengono da culture compatibili con la nostra.

      sul quale però sono d'accordo. Ma per far passare questo principio non è necessario demolire nessun diritto, né i diritti umani sono incompatibili con l'idea di paese. Il tipo che risponde è un demente. Volevo scrivere che esagera, ma il senso logico che dimostra lo qualifica come demente.

      Ugualmente demente è però pensare che immigrare sia un diritto, che l'immigrazione sia una cosa positiva di cui si ha bisogno, e idee varie con cui la sinistra ci bombarda da anni.

      Se pago 2.000 euro per una vacanza in Thailandia, passo un certo numero di giorni fra alberghi e spiagge e questo non mi dà alcun diritto a insediarmi lì per sempre, far vanire i miei familiari, figliare e proliferare, senza che ciò costituisca alcuna limitazione ai miei diritti umani. Semplicemente, ho comprato una vacanza non una cittadinanza. Perché lo stesso non deve valere per un pacchetto immigrazione?
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        il 2019-11-18 03:47:36.0 alle 2019-11-18 03:47:36.0
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        Re: "Bisogna demolire i diritti umani"
        Scritto da:
        > > "Amen. Ma per far passare questo principio, bisogna demolire l'ideologia dei diritti umani, che per definizione (essendo individuali ed universali) sono incompatibili con l'idea stessa di "paese"."
        > >
        > > 4 persone hanno messo un like al post e nessuno ha ribattuto.
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        > Per quel che mi riguarda, quel che deve passare è il principio che emigrare in un altro paese non è un diritto. Se un paese reputa di aver bisogno di immigrati, ne fa entrare alla bisogna, altrimenti no. E nel caso, devono entrare quelli che provengono da culture compatibili con la nostra.
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        > sul quale però sono d'accordo. Ma per far passare questo principio non è necessario demolire nessun diritto, né i diritti umani sono incompatibili con l'idea di paese. Il tipo che risponde è un demente. Volevo scrivere che esagera, ma il senso logico che dimostra lo qualifica come demente.
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        > Ugualmente demente è però pensare che immigrare sia un diritto, che l'immigrazione sia una cosa positiva di cui si ha bisogno, e idee varie con cui la sinistra ci bombarda da anni.
        >
        > Se pago 2.000 euro per una vacanza in Thailandia, passo un certo numero di giorni fra alberghi e spiagge e questo non mi dà alcun diritto a insediarmi lì per sempre, far vanire i miei familiari, figliare e proliferare, senza che ciò costituisca alcuna limitazione ai miei diritti umani. Semplicemente, ho comprato una vacanza non una cittadinanza. Perché lo stesso non deve valere per un pacchetto immigrazione?

        Il diritto è emigrare, non immigrare.

        Se non puoi emigrare di fatto diventi una proprietà del tuo stato.
        Il film che ho messo pochi giorni fa nella sezione cinema tratta l'argomento.

        Tralasciando il fatto che la migrazione ha dei motivi economici di cui un po' tutti approfittano, anche i paesi arabi che proprio molto liberali non sono (il fratello di un mio amico lavora e vive a Dubai) credo che i liberali abbiano sempre tollerato l'immigrazione semplicemente per permettere l'emigrazione.
        Molto semplicemente si tratta di un sistema in cui tutti hanno la libertà di spostarsi.

        Ovviamente uno stato può teoricamente decidere di non far più immigrare nessuno e se lo fa solo uno stato poco importa. Se però cominciano a farlo un po' tutti gli stati viene meno la libertà di emigrare.
        Perciò in nome della libertà gli stati occidentali hanno tollerato l'immigrazione.

        Inoltre gli stati liberali sono fondati sull'economia e sul lavoro, non sull'etica e sulla cristallizzazione delle tradizioni e delle razze, quindi sostanzialmente sono intolleranti solo con chi non paga, non lavora e commette crimini, mentre tollerano chiunque paga, chiunque lavora e chiunque non commette crimini, indipendentemente dal colore della pelle.

        Una cosa che bisogna spiegare ai fasci è che gli stati liberali che fanno semplicemente rispettare questa semplice regola (paga e non rompere le palle!) funzionano bene e riescono a mantenere l'ordine.
        Lo dico perché io vivo in Svizzera, che secondo le classifiche che ho messo è uno dei paesi più liberali in tutti i sensi... e infatti fa bene il suo lavoro di stato liberale, perché la Svizzera si prende solo gli immigrati che pagano e che lavorano, di tutti gli altri se ne sbarazza senza pensarci troppo.

        Questo in parole povere significa che gli immigrati in Svizzera non danno fastidio a nessuno, ed è per questo che la politica svizzera non sta slittando verso destra ma verso sinistra... i ticinesi un po' meno, perché ce l'hanno con i frontalieri, ma non con i residenti stranieri.

        Il far semplicemente applicare queste regole fa sì che gli immigrati siano persone integrate alla società, che studiano e lavorano.
        Se gli immigrati sono semplicemente persone con caratteristiche morfologiche di un certo tipo, ma uguali a noi nel resto delle cose (non ladri, spacciatori, venditori ambulanti, elemosinanti ecc ecc...) vengono tollerati, perché alle persone normali basta che ci sia ordine e se c'è ordine non diventano razziste.

        Restano perciò soltanto i razzistelli, quelli che discriminano per cose non rilevanti e che poi sostanzialmente finiscono per prendersela con tutti i diversi, anche con gli omosessuali, perché a loro semplicemente danno fastidio tutte le persone diverse da loro.

        In Italia quello che non funziona molto banalmente è che da un lato le leggi non vengono fate rispettare e dall'altro lato ci sono anche alcune leggi sceme.
        Quindi la mafia nigeriana ha trovato una terra fertile per fare il malaffare e a questo si aggiunge il fatto che gli immigrati irregolari, che non possono né lavorare né studiare (e quindi lavorano per le mafie), restano chiusi in Italia perché i paesi confinanti (svizzera compresa) riportano in Italia gli irregolari (la Francia usa pure i proiettili di gomma alla frontiera di Ventimiglia) ed è per questo che in Italia la figura degli africani viene associata alla delinquenza e al disordine.

        È chiaro che in queste situazioni l'immigrazione diventa intollerabile e io ne so qualcosa. Con la lingua fuori

        Noi svizzeri invece quando pensiamo agli africani pensiamo a gente con la pelle scura che fa una vita normale. Dobbiamo avercela con loro solo perché hanno un aspetto diverso dal nostro? A sto punto allora diciamo che si possono anche bullizzare gli obesi, i brutti e i bassi.
        Se tutto si deve ridurre a una questione di aspetto fisico allora qualsiasi idiozia fa brodo.

        Per concludere, cerchiamo comunque di non banalizzare sulla questione dicendo "degli immigrati non c'è alcun bisogno", perché se tutti gli stati (anche quelli arabi) si prendono immigrati un motivo c'è e ovviamente normalmente si prendono quelli che contribuiscono all'economia e al lavoro.

        Non molto tempo fa piazzapulita aveva mostrato un servizio su una panetteria.
        Il proprietario aspettava italiani per i colloqui, che però non si presentavano. Evidentemente erano poco motivati a fare quel lavoro.

        Quindi in panetteria lavorano praticamente solo immigrati, che guadagnano fino a 2'000 euro.

        È vero che gli immigrati vengono sfruttati nei campi, ma ci sono anche imprenditori che hanno semplicemente bisogno di lavoratori e sono disposti a pagarli il giusto e non è che non vogliano assumere italiani.
        Il problema è che il panettiere lavora di notte e forse è anche un lavoro faticoso, quindi non è un lavoro per tutti, ed è comprensibile che molti non vogliano fare quel lavoro.

        Gli immigrati invece sono passati da non avere niente ad avere 2'000 euro al mese e questo li fa sentire gratificati. D'altra parte non è che abbiano molta scelta, non è che possano fare molto altro senza studiare.



        **Modificato dall'autore il 18.11.2019 03:54**
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          Non Autenticato
          il 2019-11-18 20:03:03.0 alle 2019-11-18 20:03:03.0
          Re: "Bisogna demolire i diritti umani"
          > Il diritto è emigrare, non immigrare.

          Così come è un diritto il lavoro, ma non è un mio obbligo assumerti.

          Fino al diritto di emigrare siamo d'accordo. Dove inizia il diritto a immigrare e il dovere di accogliere siamo alla insostenibile demenza della sinistra.

          > Tralasciando il fatto che la migrazione ha dei motivi economici di cui un po' tutti approfittano,

          Di fatto l'intero fenomeno è una concordanza di interessi fra chi vuole emigrare e imprenditori che desiderano manodopera a basso costo (e altri soggetti, ma i principali sono questi due) a danno della popolazione autoctona. Questa dovrebbe iniziare a identificare le aziende che assumono troppi stranieri e non comprare più i loro prodotti.

          > anche i paesi arabi che proprio molto liberali non sono (il fratello di un mio amico lavora e vive a Dubai)

          Non ho mai capito queste persone che non hanno legami con il posto dove sono nati. Esistono, e vorrei che le loro attività non interferissero con chi invece li ha.

          > Inoltre gli stati liberali sono fondati sull'economia e sul lavoro, non sull'etica e sulla cristallizzazione delle tradizioni e delle razze

          ed è per questo che, pur condividendo molto del liberalismo, non posso dirmi un liberale: il liberalismo è indifferente a cose che hanno un valore culturale ed estetico e vanno difese, indifferente al problema della distruzione dei mondi da parte dei cambiamenti (che non sono per definizione sempre positivi). È cieco a tutto un mondo che esiste al di fuori del suo pragmatisno.

          Ottusa cecità che è anche alla base dello scarso successo elettorale dei partiti liberali, che così ha come conseguenza l'adozione di provvedimenti illiberali da parte degli altri partiti.

          > Per concludere, cerchiamo comunque di non banalizzare sulla questione dicendo "degli immigrati non c'è alcun bisogno", perché se tutti gli stati (anche quelli arabi) si prendono immigrati un motivo c'è e ovviamente normalmente si prendono quelli che contribuiscono all'economia e al lavoro.

          La solita economia e il solito lavoro, unica cosa che persone diverse hanno in comune. Quindi assumiamoli come criterio etico unico mondiale e distruggiamo tutto il resto.

          > Non molto tempo fa piazzapulita aveva mostrato un servizio su una panetteria.
          > Il proprietario aspettava italiani per i colloqui, che però non si presentavano. Evidentemente erano poco motivati a fare quel lavoro.
          >
          > Quindi in panetteria lavorano praticamente solo immigrati, che guadagnano fino a 2'000 euro.

          > È vero che gli immigrati vengono sfruttati nei campi, ma ci sono anche imprenditori che hanno semplicemente bisogno di lavoratori e sono disposti a pagarli il giusto e non è che non vogliano assumere italiani.
          > Il problema è che il panettiere lavora di notte e forse è anche un lavoro faticoso, quindi non è un lavoro per tutti, ed è comprensibile che molti non vogliano fare quel lavoro.

          Sono molto scettico su queste storie, mi sembrano costruite ad hoc dai media del pensiero unico. Per lavori peggiori e più faticosi gli italiani fanno la coda.
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            il 2019-11-18 23:58:14.0 alle 2019-11-18 23:58:14.0
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            Re: "Bisogna demolire i diritti umani"
            Scritto da:
            > > Il diritto è emigrare, non immigrare.
            >
            > Così come è un diritto il lavoro, ma non è un mio obbligo assumerti.

            Tuttavia coloro che vogliono massimizzare l'occupazione dei cittadini sperano che le aziende assumino e non licenzino e cercano di incentivare le aziende ad assumere.

            I liberali e la sinistra hanno tutto il diritto di sostenere che l'immigrazione sia un diritto. Imporlo no, ma dire la loro invece sì. È un'opinione tra le tante.

            Indirettamente, questo serve a difendere il diritto di emigrare. Più stati sono aperti all'immigrazione, più è possibile emigrare. Più stati si chiudono all'immigrazione, più diventa difficile emigrare.


            > Fino al diritto di emigrare siamo d'accordo. Dove inizia il diritto a immigrare e il dovere di accogliere siamo alla insostenibile demenza della sinistra.
            >
            > > Tralasciando il fatto che la migrazione ha dei motivi economici di cui un po' tutti approfittano,
            >
            > Di fatto l'intero fenomeno è una concordanza di interessi fra chi vuole emigrare e imprenditori che desiderano manodopera a basso costo (e altri soggetti, ma i principali sono questi due) a danno della popolazione autoctona. Questa dovrebbe iniziare a identificare le aziende che assumono troppi stranieri e non comprare più i loro prodotti.
            >
            > > anche i paesi arabi che proprio molto liberali non sono (il fratello di un mio amico lavora e vive a Dubai)
            >
            > Non ho mai capito queste persone che non hanno legami con il posto dove sono nati. Esistono, e vorrei che le loro attività non interferissero con chi invece li ha.
            >
            > > Inoltre gli stati liberali sono fondati sull'economia e sul lavoro, non sull'etica e sulla cristallizzazione delle tradizioni e delle razze
            >
            > ed è per questo che, pur condividendo molto del liberalismo, non posso dirmi un liberale: il liberalismo è indifferente a cose che hanno un valore culturale ed estetico e vanno difese, indifferente al problema della distruzione dei mondi da parte dei cambiamenti (che non sono per definizione sempre positivi). È cieco a tutto un mondo che esiste al di fuori del suo pragmatisno.
            >
            > Ottusa cecità che è anche alla base dello scarso successo elettorale dei partiti liberali, che così ha come conseguenza l'adozione di provvedimenti illiberali da parte degli altri partiti.

            In realtà non è che ci sia "molto da condividere con il liberalismo", perché alla fine il concetto di base è uno solo: non utilizzare lo stato per fini coercitivi.
            Se sei d'accordo con questo, allora sei d'accordo con il liberalismo, altrimenti no. It's as easy as that.

            Quindi se uno inizia la frase con "Io sono un liberale, ma..." allora non è un liberale, perché tutti quanti difendono qualche libertà (Salvini è un liberale visto che vuole legalizzare la prostituzione?), ma solo i liberali lo fanno in maniera coerente.

            Proprio perché credono che essi stessi potrebbero cadere nella tentazione di fare coercizione, vogliono che semplicemente lo stato non possa farlo per suo statuto.


            Detto questo, rifiuto la tua descrizione dei liberali.

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            "il liberalismo è indifferente a cose che hanno un valore culturale ed estetico e vanno difese, indifferente al problema della distruzione dei mondi da parte dei cambiamenti"

            "Ottusa cecità che è anche alla base dello scarso successo elettorale dei partiti liberali, che così ha come conseguenza l'adozione di provvedimenti illiberali da parte degli altri partiti."


            -----------------------------

            Messa così sembra che le persone liberali siano dei robot e dire questo significa non aver capito il pensiero dei liberali.

            I liberali hanno i loro gusti e le loro passioni come tutti, proprio come te, non è che siano dei robot.
            Semplicemente non chiedono allo stato di imporre i loro gusti e le loro passioni con la coercizione, anche perché sanno che dare allo stato questi poteri è pericoloso e domani può arrivare qualcuno con gusti opposti ai tuoi che reprime i tuoi di gusti.

            Quindi un liberale porta avanti le proprie battaglie con iniziative private.
            Come dice il tizio del canale Istituto Liberale, condurre le proprie battaglie privatamente è faticoso, ma è proprio per via della comodità di delegare il lavoro a qualcun'altro che le persone tendono a dare poteri allo stato che poi puntualmente finiscono per ritorcersi contro di loro.

            Se sei d'accordo con i fondamenti del liberalismo, non chiedi allo stato di imporre a tutti le tue fisse, ma crei un'iniziativa privata attraverso la quale convinci il maggior numero di persone della bontà delle tue idee, dei tuoi gusti, delle tue passioni.
            Man mano che poi la tua iniziativa privata raccoglie followers, puoi cominciare a fare raccolte di fondi e fare delle cose concrete.

            Per quanto concerne invece la questione dell'immigrazione, è ovvio che controllarla è un compito dello stato, ma qui la questione sta nel convincere le altre persone che bisogna ridurre o azzerare l'immigrazione, anziché comportarsi da svitati come Breivik e quelli che gli vanno dietro.
            Ho sentito dire che in Italia ogni anno veniva fatta una cosa chiamata "decreto flussi", attraverso il quale si decideva quanti immigrati si potevano accogliere durante l'anno.
            Adesso non viene più fatto perché gli immigrati arrivano senza permesso e quindi si fanno bastare questi.

            Comunque, chiedere al popolo di approvare il decreto flussi sarebbe una cosa molto democratica e liberale.

            I liberali e la sinistra hanno il diritto di votare decreti flussi che prevedono un numero di immigrati superiore a ZERO e hanno il diritto di sostenere che sia una sciocchezza votare ZERO.


            **Modificato dall'autore il 19.11.2019 00:10**
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