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      Non Autenticato
      il 2019-11-25 01:36:14.0 alle 2019-11-25 01:36:14.0
      Re: Le aziende italiane vanno "protette" con i dazi?
      Scritto da: Mattia
      >

      L'esempio che fa del riso è perverso. Avevo già letto idee simili in un libro di Kenichi Ohmae.
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        Non Autenticato
        il 2019-11-25 02:02:25.0 alle 2019-11-25 02:02:25.0
        Re: Le aziende italiane vanno "protette" con i dazi?
        Scritto da:
        > Scritto da: Mattia
        > >
        >
        > L'esempio che fa del riso è perverso. Avevo già letto idee simili in un libro di Kenichi Ohmae.

        Per me ha ragione.

        Se un'azienda X ha più successo di un'azienda Y, lo stato commetterebbe una cazzata se, per determinate ragioni politiche, mettesse i bastoni tra le ruote all'azienda X per avvantaggiare l'azienda Y.
        Il punto è che decidere quali prodotti e quali servizi sono migliori spetta ai consumatori e non al governo.

        Prendi per esempio i proprietari delle videoteche che vogliono andare contro Netflix o i commercianti che vogliono andare contro Amazon.
        Io non sono d'accordo, perché se un'azienda riesce a fornire un servizio migliore e più comodo rispetto alle altre e facendo pagare meno, allora è giusto che abbia successo e che il governo non metta i bastoni tra le ruote.

        Il governo ovviamente non deve nemmeno favorire Amazon.

        Le aziende che offrono prodotti e servizi di qualità hanno successo, ed è proprio la loro competenza e la loro produttività a sostenere la nostra economia.

        Quindi no agli interventi del governo per tenere artificialmente in piedi aziende inefficienti che altrimenti fallirebbero perché nessuno vuole il loro prodotto.

        No a dazi e vari strumenti autoritari per mettere i bastoni tra le ruote alle aziende estere, perché se io sono americano è normale che io preferisca per esempio il formaggio italiano a quella cloaca di formaggio americano. Se gli americani vogliono vendere il formaggio che imparino a farlo come si deve.


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          Non Autenticato
          il 2019-11-28 00:16:20.0 alle 2019-11-28 00:16:20.0
          Re: Le aziende italiane vanno "protette" con i dazi?
          Scritto da:
          > Scritto da:
          > > Scritto da: Mattia
          > > >
          > >
          > > L'esempio che fa del riso è perverso. Avevo già letto idee simili in un libro di Kenichi Ohmae.
          >
          > Per me ha ragione.
          >
          > Se un'azienda X ha più successo di un'azienda Y, lo stato commetterebbe una cazzata se, per determinate ragioni politiche, mettesse i bastoni tra le ruote all'azienda X per avvantaggiare l'azienda Y.
          > Il punto è che decidere quali prodotti e quali servizi sono migliori spetta ai consumatori e non al governo.

          Capisco questo ragionamento. Una grande azienda sarà molto più efficiente per il consumatore. Prezzi minori. Spedizione più rapida. Servizio clienti migliore.

          La grande distribuzione fa chiudere i negozi e Amazon prima o poi farà a pezzi le catene della grande distribuzione, o meglio lo farebbe perché queste otterranno dal governo misure protezioniste, cosa che i negozianti non possono fare perché il governo li ignora, evidentemente non sono una categoria abbastanza numerosa.

          Però il miope consumatore, cui finora ha fatto comodo pagare il minor prezzo possibile, si troverà in difficoltà quando cercherà lavoro per se o per i figli, perché i posti di lavoro sono stati distrutti dalle grandi aziende.

          > Prendi per esempio i proprietari delle videoteche che vogliono andare contro Netflix o i commercianti che vogliono andare contro Amazon.

          O i tassisti contro Uber.

          Il caso delle videoteche mostra che un privato non deve creare un'azienda in un settore tecnologico e credere che dia un posto di lavoro stabile. Ho fatto quest'errore e non lo ripeterò.

          > Io non sono d'accordo, perché se un'azienda riesce a fornire un servizio migliore e più comodo rispetto alle altre e facendo pagare meno, allora è giusto che abbia successo e che il governo non metta i bastoni tra le ruote.
          >
          > Il governo ovviamente non deve nemmeno favorire Amazon.

          Non è così semplice, perché in regime di libero mercato uguale per tutti i grossi soggetti economici sono comunque avvantaggiati, quindi il mercato non è lo stesso per tutti. Amazon non ha bisogno del governo, non è la Fiat.

          > Le aziende che offrono prodotti e servizi di qualità hanno successo, ed è proprio la loro competenza e la loro produttività a sostenere la nostra economia.
          >
          > Quindi no agli interventi del governo per tenere artificialmente in piedi aziende inefficienti che altrimenti fallirebbero perché nessuno vuole il loro prodotto.

          Welcome nel paradiso dei liberali allora Cylon

          > No a dazi e vari strumenti autoritari per mettere i bastoni tra le ruote alle aziende estere, perché se io sono americano è normale che io preferisca per esempio il formaggio italiano a quella cloaca di formaggio americano. Se gli americani vogliono vendere il formaggio che imparino a farlo come si deve.

          Chi l'ha detto che gli americani non sanno fare il formaggio? Avranno o avranno avuto pure loro pastori e contadini, ma saranno stati spazzati via dalla grande distribuzione.
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2019-11-28 02:10:05.0 alle 2019-11-28 02:10:05.0
            Re: Le aziende italiane vanno "protette" con i dazi?
            Scritto da:
            > Scritto da:
            > > Scritto da:
            > > > Scritto da: Mattia
            > > > >
            > > >
            > > > L'esempio che fa del riso è perverso. Avevo già letto idee simili in un libro di Kenichi Ohmae.
            > >
            > > Per me ha ragione.
            > >
            > > Se un'azienda X ha più successo di un'azienda Y, lo stato commetterebbe una cazzata se, per determinate ragioni politiche, mettesse i bastoni tra le ruote all'azienda X per avvantaggiare l'azienda Y.
            > > Il punto è che decidere quali prodotti e quali servizi sono migliori spetta ai consumatori e non al governo.
            >
            > Capisco questo ragionamento. Una grande azienda sarà molto più efficiente per il consumatore. Prezzi minori. Spedizione più rapida. Servizio clienti migliore.

            Il ragionamento che faccio è diverso.

            La aziende quando nascono sono piccole. A farle crescere è il fatto che i consumatori ritengono i loro prodotti e i loro servizi più interessanti rispetto a quello di altre aziende piccole.

            Quindi le aziende piccole con prodotti e servizi interessanti crescono perché i consumatori le ritengono interessanti e con il tempo diventano grandi aziende.

            Il motivo per cui i loro prodotti e i loro servizi sono più interessanti rispetto alla media può essere legato a diversi fattori:

            - I prodotti/servizi che offrono sono più innovativi e funzionali, dal punto di vista dei consumatori, rispetto a quelli delle altre aziende

            - I prodotti/servizi che offrono hanno la stessa qualità di quelli delle altre aziende, ma costano meno

            - I loro prodotti/servizi non hanno nulla di più rispetto a quelli dei concorrenti e costano uguale, ma hanno saputo vendersi meglio


            Il primo punto determina il successo di Netflix rispetto alle videoteche e allo streaming online (che è illegale, tra l'altro).

            Il secondo punto determina il successo di chi vende cipolle o zucchine a un prezzo più basso rispetto alla media.

            Il terzo punto determina un successo della Coca Cola rispetto alla Pepsi in Europa e della Pepsi rispetto alla Coca Cola in USA (a meno che non ci sia qualcosa che mi sfugga in quanto a qualità dell'una o dell'altra, naturalmente).

            Per quanto riguarda il secondo punto, bisogna vedere a cosa sono dovuti i prezzi minori. Perché chi abbassa i prezzi sfruttando i lavoratori (o addirittura, per assurdo, prendendo schiavi che lavorano a gratis) fa concorrenza sleale, mentre chi riesce ad abbassare i prezzi semplicemente perché ha trovato un modo innovativo ed efficiente per produrre la stessa cosa degli altri ma a minor prezzo va premiato, perché sta contribuendo a trovare la soluzione alla fame nel mondo.

            Il libero mercato, quando prende derive ultraliberiste, crea società di merda, ma se regolamentato obbliga gli imprenditori a dover trovare soluzione innovative che non prevedono lo sfruttamento dei lavoratori.

            Perciò una volta fissate le regole che servono, è giusto che le aziende che giocano secondo le regole e fanno un lavoro buono vengano premiate. Non è il governo che decide chi fa un buon lavoro, ma i consumatori.

            > La grande distribuzione fa chiudere i negozi e Amazon prima o poi farà a pezzi le catene della grande distribuzione, o meglio lo farebbe perché queste otterranno dal governo misure protezioniste, cosa che i negozianti non possono fare perché il governo li ignora, evidentemente non sono una categoria abbastanza numerosa.

            I liberali vorrebbero che il governo non avvantaggi nessuna azienda, né grande né piccola.

            I governi che fanno favori a grandi aziende sono illiberali. Quelli che fanno favori a quelle piccole anche.

            I politici che si vendono come liberali (piuttosto che come socialisti, come comunisti o come sovranisti) spesso finiscono per fare cose un po' diverse da quelle che promettevano, se non addirittura l'esatto contrario. Poi gli elettori rimangono delusi e aspettano che arrivi il politico coerente, che però raramente arriva.

            I desideri perciò rimangono costantemente desideri. Noi parliamo di come dovrebbe andare il mondo, ma non andrà come vorremmo che vada.

            L'importante è non confondere le ideologie del popolo con le porcherie dei governi. I liberali non vogliono quello che i governi stanno facendo.

            > Però il miope consumatore, cui finora ha fatto comodo pagare il minor prezzo possibile, si troverà in difficoltà quando cercherà lavoro per se o per i figli, perché i posti di lavoro sono stati distrutti dalle grandi aziende

            Le grandi aziende non hanno interesse a creare società di disoccupati, hanno bisogno di una popolazione con un potere d'acquisto e elevato per poter vendere.

            La società, man mano che si evolve, dovrà trovare il modo di adattarsi.

            L'obbiettivo è quello di diminuire sempre di più il numero di poveri attraverso l'innovazione e, allo stesso tempo, migliorare le condizioni di quelli che non sono già adesso poveri.

            I lavoratori sono passati dalle 12 ore al giorno di prima alle 8 ore al giorno di adesso. Chissà se si potrà passare pian piano a 6 ore? I paesi del nord stanno facendo esperimenti di questo tipo e lo possono fare perché hanno sviluppato un'economia in cui provare a farlo puù essere realistico.


            > > Prendi per esempio i proprietari delle videoteche che vogliono andare contro Netflix o i commercianti che vogliono andare contro Amazon.
            >
            > O i tassisti contro Uber.

            Illiberale, appunto.

            Un liberale direbbe che chi sa guidare può fare quel lavoro.

            > Il caso delle videoteche mostra che un privato non deve creare un'azienda in un settore tecnologico e credere che dia un posto di lavoro stabile. Ho fatto quest'errore e non lo ripeterò.

            Se sei tra quelli che sviluppano tecnologie, deve essere tra quelli più innovativi.

            Se se tra quelli che offrono servizi tramite la tecnologia, devi aver la capacità di aggiornarti in maniera costante.

            La tecnologia è un ambito impegnativo ed è per questo che il mercato deve premiare chi è intelligente a ha voglia di lavorare, perché se si tengono artificialmente in piedi quelli che "lavorano tanto per..." non c'è nessuna innovazione.


            > > Io non sono d'accordo, perché se un'azienda riesce a fornire un servizio migliore e più comodo rispetto alle altre e facendo pagare meno, allora è giusto che abbia successo e che il governo non metta i bastoni tra le ruote.
            > >
            > > Il governo ovviamente non deve nemmeno favorire Amazon.
            >
            > Non è così semplice, perché in regime di libero mercato uguale per tutti i grossi soggetti economici sono comunque avvantaggiati, quindi il mercato non è lo stesso per tutti. Amazon non ha bisogno del governo, non è la Fiat.

            Secondo il tizio del canale Istituto Liberale le grosse aziende sono avantaggiate solo perché i governi sono mafiosi.

            Se le cose funzionassero come vorrebbero i liberali, secondo lui, le grosse aziende verrebbero messe in difficoltà delle piccole aziende con imprenditori intelligenti, che ruberebbero loro il mercato piano piano.

            Quindi in sostanza hai ragione... hai ragione perché i governi non sono liberali. Le grandi aziende temono i piccoli e si scudano attraverso i politici illiberali. Senza l'aiuto dei governi, il loro gioco risulterebbe più difficile.

            In un regime liberale se la grossa azienda non si fa fottere i clienti è perché, alla fine dei conti, è ancora quella che riesce a soddisfare meglio le esigenze dei clienti.


            >
            > > Le aziende che offrono prodotti e servizi di qualità hanno successo, ed è proprio la loro competenza e la loro produttività a sostenere la nostra economia.
            > >
            > > Quindi no agli interventi del governo per tenere artificialmente in piedi aziende inefficienti che altrimenti fallirebbero perché nessuno vuole il loro prodotto.
            >
            > Welcome nel paradiso dei liberali allora Cylon

            Non esiste il paradiso. La domanda è se coloro che non sono liberali riescono a offrire un sistema migliore.

            > > No a dazi e vari strumenti autoritari per mettere i bastoni tra le ruote alle aziende estere, perché se io sono americano è normale che io preferisca per esempio il formaggio italiano a quella cloaca di formaggio americano. Se gli americani vogliono vendere il formaggio che imparino a farlo come si deve.
            >
            > Chi l'ha detto che gli americani non sanno fare il formaggio? Avranno o avranno avuto pure loro pastori e contadini, ma saranno stati spazzati via dalla grande distribuzione.

            Non lo dico io, è questo il punto. Lo decidono i consumatori nel loro insieme, non lo stato etico.
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