Scritto da: Ordine
> A giudicare dai commenti sotto direi che questo coglione ne ha sparate un bel po' di stronzate 
Ni. Perché la sua tesi nel complesso è che il libero mercato crea ricchezza, nel senso che produce tanto a livello di economia reale (beni e servizi prodotti nel territorio), ma fa anche entrare tanti soldi nelle casse dello stato.
Quindi i privati offrono tanti diversi prodotti e servizi che noi acquistiamo perché ci piacciono e lo stato, attraverso le tasse, raccoglie palate dei soldi che poi possono essere usati per i cittadini.
Il concetto non è molto intuitivo, perché verrebbe da dire che per esempio le aziende cinesi statali, che sono fortemente competitive nel mercato globale, dovrebbero portare soldi a palate allo stato cinese, perché il 100% dei guadagni va allo stato.
Eppure, invece, gli stati liberali che dalle aziende private possono prendere solo un parte dei guadagni attraverso le tasse, sono più ricchi in relazione alla popolazione e questo nonostante le aziende facciano evasione fiscale.
Le politiche di sinistra sono incentrate sul distribuire equamente la ricchezza alla popolazione, ma per distribuire la ricchezza bisogna prima produrla (0 diviso qualsiasi numero fa 0).
Gli stati economicamente liberali si pigliano nelle loro casse centinaia di migliardi di euro all'anno e sono proprio questi capitali a rendere possibili cose come la sanità pubblica, l'istruzione pubblica e il reddito di cittadinanza.
La sanità italiana è, secondo le classifiche, tra le prime quattro migliori al mondo (alcune classifiche la mettono al quarto posto, altre addirittura al secondo, ma non c'è nessuna valutazione negativa) e i soldi per sostenerla vengono presi dai privati.
Mi sono fatto l'idea che i liberali classici come il tizio del video sbagliano soltanto su una cosa: vogliono che la ricchezza prodotta dai privati resti nelle tasche dei privati.
Ed è qui che entrano in gioco i liberal ("social liberal") che, benché credano che il libero mercato produca ricchezza, lo stato debba prendere nelle proprie casse una parte consistente, al fine di poterla poi utilizzare per il bene comune, cioè offrendo beni e servizi pubblici di cui tutti i cittadini possono usufruire gratuitamente o a prezzi ridotti.
In quanto alla Cina, è lo stato socialista più ricco del mondo, ma ha anche una popolazione molto numerosa e quindi il pil pro capite è basso.
In termini di pil pro capite viene battuta da gran parte degli stati economicamente liberali e a livello del coefficiente di Gini pure.