di Antonio Atte
Il botto di fine anno per il Movimento 5 Stelle ha un nome solo: rimborsi. Sono ore di tensione per il M5S, alle prese con venti di scissione e polemiche interne sui morosi non ancora in regola con le restituzioni. Alla ripresa dei lavori, il direttivo del gruppo alla Camera, chiamato in causa dagli eletti, si riunirà per fare il punto sulla vicenda. Dopo l'avvertimento dei probiviri ai ritardatari (i conti vanno saldati entro il 31 dicembre o partiranno sanzioni disciplinari) i grillini provano a mettere una toppa a una situazione divenuta insostenibile per molti. In queste ore nei 'conciliaboli' pentastellati si ragiona su ipotetiche soluzioni.
C'è chi, per esempio, propone di introdurre il sistema forfettario, scelta che però, secondo altri colleghi, rappresenterebbe la "fine del Movimento sui territori": "Così nessuno organizzerebbe più eventi, perché il parlamentare terrebbe per sé i soldi ora destinati alle manifestazioni locali", osserva una deputata in chat. "Noi possiamo contribuire - replica una collega - ma non bisogna avere la pretesa che un parlamentare sia un bancomat".
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