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      Non Autenticato
      il 2020-02-29 21:03:15.0 alle 2020-02-29 21:03:15.0
      Re: 6 cose da non fare quando c'è una crisi
      >

      Ci sono sei cose che il governo, lo Stato, non dovrebbe fare quando c'è una crisi.

      Prima: evitare o ritardare i fallimenti delle aziende.
      ...
      Sesta: dare sussidi di disoccupazione.


      Mah A bocca storta
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        ☺
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        il 2020-03-01 18:13:12.0 alle 2020-03-01 18:13:12.0
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        Re: 6 cose da non fare quando c'è una crisi
        Scritto da:
        > >
        >
        > Ci sono sei cose che il governo, lo Stato, non dovrebbe fare quando c'è una crisi.
        >
        > Prima: evitare o ritardare i fallimenti delle aziende.

        Su questo sono d'accordo e il perché l'ha spiegato molto bene Michele Boldrin.



        La macroeconomia - dice Michele Boldrin - è tipo un discorso da bar.
        I politici continuano a far credere alla gente che loro hanno il potere di far funzionare l'economia (addirittura molti attribuiscono l'andamento dell'economia al governo in carica) e perciò cosa fanno? Prendono i soldi dalle tasche della gente per fare delle cose inutili.

        Secondo Boldrin, lo sanno anche loro che sono cose inutili, ma come gli ha detto un politico nell'orecchio: "Noi mica possiamo andare in campagna elettorale dicendo che non abbiamo soluzioni contro la disoccupazione e in favore del rilancio dell'economia!". I politici devono sempre fingere di star facendo qualcosa di buono, di avere soluzioni: l'inazione fa perdere punti ai politici, perché alla gente piace "l'uomo forte".

        Quindi - dice Michele Boldrin - ci vorrebbero dei politici che hanno semplicemente il coraggio di dire: "l'unica cosa che possiamo fare è lasciare i soldi nelle vostre tasche e poi voi ve li gestite come meglio credete".

        Le persone e le aziende coi loro soldi sanno cosa fare, per esempio sopravvivere, mentre lo stato li butta via. Infatti, dice Boldrin, la microeconomia, a differenza della macroeconomia, è scientifica, cioè è possibile gestire razionalmente una piccola realtà economica (come una famiglia o un'azienda).

        Il discorso di Boldrin è un discorso generale, ma in caso di crisi economica (che è quello di cui parla il video sopra) il discorso si accentua ancora di più: già le persone e le aziende stanno male e tu cosa fai? Ti prendi i pochi soldi che hanno per fare delle cose che non si sa bene se funzioneranno?

        Nota bene: questo punto di vista si incastra con il punto di vista dei liberali in generale, ovvero il cosiddetto "decentramento del potere".
        Il liberismo è anche decentramento del potere, perché la filosofia da cui si parte è che una piccola realtà economica come una famiglia o un'azienda è in grado di autogestirsi meglio di quanto uno stato riesca a gestire una grossa realtà economica che sfugge facilmente al controllo.

        > Sesta: dare sussidi di disoccupazione.

        Ci sono due cose che lo stato può fare per ridurre la povertà degli individui:
        - Non prendersi i loro soldi
        - Dare loro i soldi

        Le due cose confliggono l'una con l'altra e i liberisti la risolvono dicendo che la prima cosa è giusta e la seconda no, ma la scelta dei liberisti colpisce duramente i più poveri (che le imposte comunque non le pagano o ne pagano poche) e aiuta i più ricchi.

        Un liberale sociale come me invece la risolve dicendo che se lo stato non spende i soldi a cazzo di cane (per far finta, per esempio, di far funzionare l'economia) può ridurre la spesa pubblica e quindi tenere le imposte basse.
        Le imposte devono essere soltanto sufficienti a coprire le misure veramente utili al contrasto della povertà individuale, come appunto il reddito minimo garantito.

        L'economia invece deve andare per conto suo, perché a farla funzionare è la libera concorrenza. Infatti i consumatori premiano le aziende che offrono servizi e prodotti con un buon rapporto qualità/prezzo e penalizzano le aziende e quindi gli imprenditori incapaci. Lo stato non può stabilire arbitrariamente chi merita di sopravvivere e chi no: sopravvivono coloro a cui le persone, per propria libera scelta, danno i soldi.

        Quindi basta fare favori anche alle multinazionali e alle banche: che si arrangino!



        **Modificato dall'autore il 01.03.2020 18:35**
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          Non Autenticato
          il 2020-03-02 21:26:41.0 alle 2020-03-02 21:26:41.0
          Re: 6 cose da non fare quando c'è una crisi
          Scritto da: Mattia
          > Scritto da:
          > > >
          > >
          > > Ci sono sei cose che il governo, lo Stato, non dovrebbe fare quando c'è una crisi.
          > >
          > > Prima: evitare o ritardare i fallimenti delle aziende.
          >
          > Su questo sono d'accordo e il perché l'ha spiegato molto bene Michele Boldrin.
          >
          >
          >
          > La macroeconomia - dice Michele Boldrin - è tipo un discorso da bar.
          > I politici continuano a far credere alla gente che loro hanno il potere di far funzionare l'economia (addirittura molti attribuiscono l'andamento dell'economia al governo in carica) e perciò cosa fanno? Prendono i soldi dalle tasche della gente per fare delle cose inutili.
          >
          > Secondo Boldrin, lo sanno anche loro che sono cose inutili, ma come gli ha detto un politico nell'orecchio: "Noi mica possiamo andare in campagna elettorale dicendo che non abbiamo soluzioni contro la disoccupazione e in favore del rilancio dell'economia!". I politici devono sempre fingere di star facendo qualcosa di buono, di avere soluzioni: l'inazione fa perdere punti ai politici, perché alla gente piace "l'uomo forte".
          >
          > Quindi - dice Michele Boldrin - ci vorrebbero dei politici che hanno semplicemente il coraggio di dire: "l'unica cosa che possiamo fare è lasciare i soldi nelle vostre tasche e poi voi ve li gestite come meglio credete".
          >
          > Le persone e le aziende coi loro soldi sanno cosa fare, per esempio sopravvivere, mentre lo stato li butta via. Infatti, dice Boldrin, la microeconomia, a differenza della macroeconomia, è scientifica, cioè è possibile gestire razionalmente una piccola realtà economica (come una famiglia o un'azienda).
          >
          > Il discorso di Boldrin è un discorso generale, ma in caso di crisi economica (che è quello di cui parla il video sopra) il discorso si accentua ancora di più: già le persone e le aziende stanno male e tu cosa fai? Ti prendi i pochi soldi che hanno per fare delle cose che non si sa bene se funzioneranno?
          >
          > Nota bene: questo punto di vista si incastra con il punto di vista dei liberali in generale, ovvero il cosiddetto "decentramento del potere".
          > Il liberismo è anche decentramento del potere, perché la filosofia da cui si parte è che una piccola realtà economica come una famiglia o un'azienda è in grado di autogestirsi meglio di quanto uno stato riesca a gestire una grossa realtà economica che sfugge facilmente al controllo.
          >
          > > Sesta: dare sussidi di disoccupazione.
          >
          > Ci sono due cose che lo stato può fare per ridurre la povertà degli individui:
          > - Non prendersi i loro soldi
          > - Dare loro i soldi
          >
          > Le due cose confliggono l'una con l'altra e i liberisti la risolvono dicendo che la prima cosa è giusta e la seconda no, ma la scelta dei liberisti colpisce duramente i più poveri (che le imposte comunque non le pagano o ne pagano poche) e aiuta i più ricchi.
          >
          > Un liberale sociale come me invece la risolve dicendo che se lo stato non spende i soldi a cazzo di cane (per far finta, per esempio, di far funzionare l'economia) può ridurre la spesa pubblica e quindi tenere le imposte basse.
          > Le imposte devono essere soltanto sufficienti a coprire le misure veramente utili al contrasto della povertà individuale, come appunto il reddito minimo garantito.
          >
          > L'economia invece deve andare per conto suo, perché a farla funzionare è la libera concorrenza. Infatti i consumatori premiano le aziende che offrono servizi e prodotti con un buon rapporto qualità/prezzo e penalizzano le aziende e quindi gli imprenditori incapaci. Lo stato non può stabilire arbitrariamente chi merita di sopravvivere e chi no: sopravvivono coloro a cui le persone, per propria libera scelta, danno i soldi.
          >
          > Quindi basta fare favori anche alle multinazionali e alle banche: che si arrangino!

          In questo caso Boldrin ha più ragione che torto, ma per evitare i fallimenti delle aziende in caso di crisi non intendo dar loro soldi (secondo la ricetta FIAT) ma emanare leggi per evitare che falliscano in condizioni di emergenza.
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