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    Politica
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    il 2020-05-26 20:09:50.0 alle 2020-05-26 20:09:50.0
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    Il socialismo italiano non funziona, bisogna ripensarlo
    "La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni", disse un saggio.

    Solo che all'economia non importa nulla delle buone intenzioni. I socialisti italiani avranno avuto buone intenzioni, ma non capiscono nulla di economia.

    Bisogna elaborare una proposta socialista moderna, post-ideologica e post-marxista, che raggiunge gli obbiettivi del socialismo ("ridurre le disuguaglianze") attraverso le teorie di mercato consolidate.

    Il socialismo in Italia è fallito perché sono state applicate teorie economiche cialtrone, che hanno portato a uno stato costoso e inefficiente, oltre che a un debito pubblico elevato.
    Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le imposte (sia dirette che indirette) che si pagano? Sulla base di cosa è stato deciso che i cittadini devono pagare tutte queste imposte?
    È evidente che un sistema che decide arbitrariamente quante imposte si devono pagare non può essere efficiente, perché poi la logica di chi governa è "visto che di soldi ne possiamo prendere quanti ne vogliamo, usiamoli!" e ovviamente non li usano solo per cose utili: magari vengono assunti 1'000 impiegati statali per scavare buche e riempirle.
    Ovviamente funziona così in tutti gli stati, solo che in alcuni stati ci sono sistemi e politici un po' lungimiranti che sprecano di meno, mentre in Italia con i soldi pubblici fanno le feste, perché tanto il cittadino non deve essere soddisfatto del lavoro dello stato visto che le imposte deve pagarle obbligatoriamente, anche quando non è soddisfatto.

    Quindi lo stato sociale va ripensato e la mia idea è questa: non deve essere lo stato a creare l'offerta, ma il cittadino a creare la domanda. L'offerta deve corrispondere alla domanda.

    Quindi:
    1) Bisogna fare una legge che dice che i servizi pubblici devono essere gestiti come società private, ma avendo come obbiettivo il pareggio di bilancio e non il profitto (non devono fare profitti ma non devono nemmeno andare in perdita)

    2) I servizi pubblici non devono ricevere soldi pubblici ("vi diamo i soldi e voi li usate come volete"), ma i soldi pubblici devono essere dati a cittadini che poi li spendono come preferiscono (anche in servizi privati)

    Ci possono essere varie idee su come arrivare a questo sistema. La mia consiste nel creare una carta di credito statale che si può utilizzare per pagare generi alimentari, vestiti, medicinali, prestazioni sanitarie, elettricità, acqua potabile, affitto, ovvero tutti i beni e servizi che si ritengono essere indispensabili (escludendo quelli che si ritengono non essenziali).
    Man mano che i cittadini spendono con la carta di credito, lo stato si indebita con i fornitori di servizi (sia privati che pubblici) e i debiti vengono poi ripagati collettivamente dai cittadini in base alle proprie possibilità economiche.
    I costi del debito non sarebbero arbitrari (come lo sono le imposte), ma dipenderebbero da quanto i cittadini consumano, quindi corrisponderebbero ai bisogni.... ai bisogni dei cittadini e non ai bisogni di chi ruba!

    Chiaramente ci deve essere un limite di spesa mensile per ogni servizio, altrimenti uno si compra 35 bistecche al giorno e la fa pagare allo stato, oppure va in un ospedale privato super costoso e fa pagare tutto allo stato. Una volta sforato il limite di spesa paghi con i tuoi soldi.

    La conseguenza di questa politica, come potete intuire, è che i cittadini eviterebbero come la peste i servizi pubblici inefficienti e di qualità scarsa (preferendo al loro posto servizi privati), i quali quindi sarebbero costretti a ridurre i costi (anche facendo tagli al personale, se necessario).

    In quanto alle imposte, lo stato deve servirsene solo per la costruzione/manutenzione di strade/parchi/piazze/infrastrutture e per la giustizia. Per tutto il resto ci vuole una logica di mercato: bisogna fare tutto il possibile per agevolare la concorrenza!
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      Politica
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2020-05-27 23:39:34.0 alle 2020-05-27 23:39:34.0
      Re: Il socialismo italiano non funziona, bisogna ripensarlo
      > Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le imposte (sia dirette che indirette) che si pagano?

      Rotola dal ridere

      Penso sia l'hobby preferito degli italiani dopo allenare la nazionale di calcio.

      Le maggiori voci di spesa secondo me sono:

      - Sanità. L'unico settore in cui chiuderei un occhio perché è meglio avere qualche medico in soprannumero e qualche ambulatorio in più che qualcuno in meno. La dispendiosità però proviene in parte dai costi delle apparecchiature e delle forniture, che suppongo gonfiati, e qui si potrebbe tagliare.

      - Trasporti pubblici. Invece di pensare a tagliare i costi penserei a renderli più efficienti. Se in Giappone il treno delle 16.22 passa alle 16.22, e se arrivando in anticipo prendi per sbaglio quello delle 16.20 e ti trovi in un posto diverso, perché non si può fare anche qui?

      - Scuola. Negli anni è diventata un'area di parcheggio per rampolli, mogli, amanti e puttane di sinistra. Qualcosa da tagliare ci sarebbe.

      - Forze armate. Idem come sopra ma di destra. La spesa per le forze armate deriva dal fatto che se ne è fatta una forza di intervento agli ordini degli americani, per le varie missioni per portare democrazia e pace nel mondo.

      - Grandi opere. In genere utili - nel senso che di rado sono conpletamente inutili - ma dannose per l'ambiente. Occorrerebbe ripensare l'economia in modo da non renderle necessarie e potersi servire di opere normali.
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        Politica
        Scritto da
        il 2020-05-28 02:57:42.0 alle 2020-05-28 02:57:42.0
        Trollate totali: 9887
        Re: Il socialismo italiano non funziona, bisogna ripensarlo
        Scritto da:
        > > Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le imposte (sia dirette che indirette) che si pagano?
        >
        > Rotola dal ridere
        >
        > Penso sia l'hobby preferito degli italiani dopo allenare la nazionale di calcio.
        >
        > Le maggiori voci di spesa secondo me sono:
        >
        > - Sanità. L'unico settore in cui chiuderei un occhio perché è meglio avere qualche medico in soprannumero e qualche ambulatorio in più che qualcuno in meno. La dispendiosità però proviene in parte dai costi delle apparecchiature e delle forniture, che suppongo gonfiati, e qui si potrebbe tagliare.
        >
        > - Trasporti pubblici. Invece di pensare a tagliare i costi penserei a renderli più efficienti. Se in Giappone il treno delle 16.22 passa alle 16.22, e se arrivando in anticipo prendi per sbaglio quello delle 16.20 e ti trovi in un posto diverso, perché non si può fare anche qui?
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        > - Scuola. Negli anni è diventata un'area di parcheggio per rampolli, mogli, amanti e puttane di sinistra. Qualcosa da tagliare ci sarebbe.
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        > - Forze armate. Idem come sopra ma di destra. La spesa per le forze armate deriva dal fatto che se ne è fatta una forza di intervento agli ordini degli americani, per le varie missioni per portare democrazia e pace nel mondo.
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        > - Grandi opere. In genere utili - nel senso che di rado sono conpletamente inutili - ma dannose per l'ambiente. Occorrerebbe ripensare l'economia in modo da non renderle necessarie e potersi servire di opere normali.
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        https://www.ilsole24ore.com/art/dalle-pensioni-san...


        Però il punto è che che non si sa COME vengono spesi nei vari servizi. Per questo ci vuole una logica di mercato.

        Perché c'è gente che dice che si paga il 60% di imposte? Non mi risulta.

        Mi risulta che le persone con un reddito nella media (15'000-28'000 euro) paghino il 27%.

        https://en.wikipedia.org/wiki/Taxation_in_Italy



        **Modificato dall'autore il 28.05.2020 03:32**
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