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Mattia tappetizza i liberisti su andromedaPoliticaQuesta è pura poesia per mettere a tacere le teorie dei liberisti scemi.

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C'è un errore fondamentale nel tuo ragionamento. È tipico dei liberisti ridurre ogni ragionamento economico a una formuletta universale che si applica a tutti i casi.
Tu dici che se venisse eliminato il welfare state e ognuno dovesse pagare di tasca propria i beni e servizi i fornitori sarebbero costretti ad abbassare i prezzi per avere clienti, ma abbassare i prezzi non è sempre possibile e soprattutto il fornitore deve sempre avere un margine di profitto, sotto il quale fare investimenti non gli converrebbe.
I "prezzi stracciati" si possono formare solo per beni prodotti industrialmente e per i quali esiste una domanda elevatissima, per esempio le bevande. Ci sono birre che costano 50 centesimi a lattina. Come fa il fornitore a fare prezzi così bassi? Semplice: le birre vengono prodotto in serie, industrialmente, quindi il costo per lattina sarà magari di 10 centesimi. Poi le lattine vengono vendute a pacchi di 24 ai commercianti: quindi prendono un camion, lo riempiono di pacchi e con un solo viaggio smerciano magari migliaia di lattine. Le spese di trasporto quindi, sulla singola lattina, hanno magari un peso di 10 o 20 centesimi.
Quindi tra la produzione e il trasporto si arriva magari a 20-30 centesimi per lattina, che poi viene venduta a 50 centesimi, facendo un profitto di 20 centesimi per lattina.
Perché possono permettersi di fare un profitto così basso su una singola lattina? Perché ne vendono migliaia di migliaia e 20 centesimi moltiplicati per milioni danno un profitto di milioni.
Tu, come molti liberisti, ragioni come se questo meccanismo (che riduce il profitto sul singolo consumatore a livelli ridicoli) funzioni per qualsiasi bene e per qualsiasi servizio, ma non è così.
Per i beni e i servizi che hanno una domanda bassa e costi elevati il profitto e i costi devono essere scaricati sul singolo utente, che quindi per forza di cose riceve una mazzata madornale.
Un ottimo esempio sono i farmaci per malattie rare, che possono arrivare a costare 125'000 dollari al flacone. Il motivo per cui il prezzo è così alto non risiede nel fatto che il fornitore è uno stronzo e non è che con la bacchetta magica del iibero mercato il prezzo scende a 2 euro.
Il prezzo è così alto perché per produrre il farmaco ci sono magari voluti anni e anni di ricerca e siccome sono farmaci per malattie rare la domanda è bassa e i costi e il profitto devono essere interamente scaricati sui pochi che hanno bisogno del farmaco.
Se si abolisse il welfare state (più nello specifico la sanità pubblica) i costi del farmaco non è che si ridurrebbero, mentre la quanità domandata sì, perché se già prima gli acquirenti erano pochi, adesso sono rimasti i tre gatti che oltre ad avere una malattia già di per sé rara hanno anche una ricchezza rara e quindi possono prendersi a carico DA SOLI i costi del farmaco.
Quindi l'azienda farmaceutica venderebbe il farmaco soltanto ai super ricchi che possono pagare 600'000 dollari a flacone (non più 125'000 dollari come prima, il prezzo logicamente si alza perché il profitto viene spalmato su ancora meno acquirenti), di sicuro non venderebbe il farmaco a 2 dollari solo per fare beneficienza.
Se poi invece lo stato mettesse calmieri sui farmaci l'industria farmaceutica perderebbe l'interesse a investire: perché dovrei investire tutti i soldi nella ricerca se poi il medicinale lo posso vendere solo a 2 dollari e ci metterei 1'000 anni a recuperare i costi dell'investimento?
A queste condizioni l'industria smetterebbe di produrre farmaci per malattie rare e quindi dovrebbe produrli lo stato, il quale farebbe pagare i costi della ricerca con le imposte, per poi dare il farmaco gratis o a prezzo stracciato a chi ne ha bisogno: così facendo si tornerebbe nuovamente alla sanità pubblica, sostanzialmente.
Comunque sia, il prezzo dei farmaci si può anche abbassare man mano che il costo dell'investimento viene recuperato, ma invece il prezzo delle prestazioni mediche non potrà MAI essere basso, perché una prestazione medica è "manodopera", mica una cosa prodotta in serie come una lattina di birra.
Il medico deve per forza fare profitto sul singolo paziente, visto che ogni paziente richiede attenzioni speciali.
Se il costo di una chemioterapia è pari a 12'000 dollari per 6 cicli probabilmente non è tanto per via del fatto che il costo del farmaco è esorbitante, ma perché ogni paziente è un caso a sé e quindi il medico deve personalizzare la terapia, seguire il paziente, monitorare i progressi. I pazienti mica si possono curare in serie, come se si stessero producendo lattine di birra!
Un cazzaro anarcocapitalista mi diceva "se ci fosse il libero mercato la chemio costerebbe 2 euro", ma ciò non è assolutamente vero, perché il medico deve essere pagato per tutte le ore che deve farsi per stare dietro al paziente e siccome un medico si è ammazzato sui libri non è certo disposto a guadagnare un euro all'ora...
Se la bacchetta magica del libero mercato costringesse i medici a farsi pagare 1 euro all'ora, allora nessuno farebbe più il medico e quindi la chemio non potresti più farla del tutto.
Visto che non mi sembri una persona stupida, ti raccomando di non farti bruciare troppo i neuroni dagli anarcoidi e di riflettere attentamente sulla logica di certe teorie. L'unica soluzione reale per dare le cure a tutti è il welfare state.