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    il 2020-07-10 21:43:45.0 alle 2020-07-10 21:43:45.0
    Trollate totali: 9887
    In un sistema anarcocapitalista fareste beneficienza volontaria?
    Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.

    Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.

    La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
    Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.

    Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.

    La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).

    Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.


    **Modificato dall'autore il 10.07.2020 21:46**
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      Non Autenticato
      il 2020-07-10 22:54:35.0 alle 2020-07-10 22:54:35.0
      Re: In un sistema anarcocapitalista fareste beneficienza volontaria?
      Scritto da: Mattia
      > Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
      >
      > Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
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      > La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
      > Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
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      > Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
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      > La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
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      > Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.

      Non lo so. Personalmente sono poco propenso a donare, non solo perché i piemontesi hanno i famosi braccini corti, ma perché avendone pochi servono a me.

      Secondo me donare - ad esempio i famosi 9 euro al mese che ormai tutti chiedono - è privilegio di chi ha un posto fisso e uno stipendio sicuro, e relativa stabilità e tranquillità. Io mai avuti, quindi...

      Ciò premesso, non so cosa accadrebbe in generale ma negli Stati Uniti tradizionali, omogenei e in prevalenza bianchi e benestanti, fare beneficienza è piuttosto diffuso, anche con grosse somme. La legislazione inoltre favorisce il formarsi di enti senza fine di lucro di vario tipo, anche se negli ultimi vent'anni il settore è divenuto sempre più regolamentato "all'europea" probabilmente perché era diventato troppo facile per chiunque raccogliere fondi via internet. Allora, ipotizzo io, i tradizionali raccoglitori di fondi, già dotati di strutture per farlo, hanno spinto per la regolamentazione per togliersi la concorrenza dei nuovi arrivati.
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        il 2020-07-11 02:31:49.0 alle 2020-07-11 02:31:49.0
        Trollate totali: 9887
        Re: In un sistema anarcocapitalista fareste beneficienza volontaria?
        Scritto da:
        > Scritto da: Mattia
        > > Lo scopo del sondaggio proposto è capire se le teorie sulla beneficienza volontaria degli anarcocapitalisti stiano in piedi alla prova dei fatti oppure no.
        > >
        > > Considerato che lo stato ha due scopi fondamentali, ovvero proteggerci dagli aggressori e fornire determinati servizi a tutti (anche ai poveri), gli anarcocapitalisti sostengono che in una società senza stato (dove tutti i servizi sono in mano al mercato privato) i servizi verrebbero forniti anche ai poveri perché ci sarebbe la beneficienza.
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        > > La domanda è: quanto successo avrebbe la beneficienza volontaria? Per testarlo, vi propongo di immaginare che la sanità pubblica italiana sia stata abolita e che il finanziamento delle prestazioni sanitarie è interamente in mano ad associazioni private.
        > > Oltre alle assicurazioni commerciali, ci sono un paio di associazioni nonprofit che fanno quello che fanno sostanzialmente quello che faceva lo stato quando ancora c'era la sanità pubblica: prendono soldi da ciascun associato (per esempio 100 euro al mese) e poi quando un associato ha bisogno di prestazioni sanitarie gliele paga grazie ai soldi raccolti.
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        > > Immaginate che ci siano due associazioni nonprofit: la prima si chiama "Caritas", il cui nome contiene la parola "carità" perché essa accetta al suo interno anche persone nullatenenti. Per i nullatenenti ovviamente pagano gli associati che hanno un reddito sufficiente per contribuire: invece di far pagare 100 euro al mese, ne fa pagare 120, così vengono coperti anche i nullatenenti.
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        > > La seconda invece si chiama "Sanitas" e accetta al suo interno soltanto persone che hanno i soldi per versare contributi, di conseguenza agli associati chiede solo 100 euro (non dovendo aiutare i nullatenenti).
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        > > Ebbene, voi scegliereste la Caritas, la Sanitas o nessuna delle due (se non ne scegliete nessuna paghereste le prestazioni sanitarie di tasca vostra)? La Caritas e la Sanitas offrono lo stesso identico servizio, funzionano entrambe bene, solo che la Caritas aiuta i poveri e quindi fa pagare quei 20 euro in più al mese.
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        > Non lo so. Personalmente sono poco propenso a donare, non solo perché i piemontesi hanno i famosi braccini corti, ma perché avendone pochi servono a me.

        Lo so, ma infatti nel tuo caso la "Caritas" dovrebbe farti uno sconto... cioè, se ai nullatenenti fa pagare 0 euro, a te magari fa uno sconto del 20%.

        Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti? Un sistema anarcocapitalista funziona solo se chi ha un reddito buono è disposto a pagare un po' di più per aiutare chi ha un reddito basso o nullo.

        Anzi, in realtà il sistema funzionerebbe se fossero i fornitori di servizi a seguire volontariamente l'etica della beneficienza: a chi non ha soldi danno il servizio a gratis e a chi ne ha tanti fanno pagare un po' di più, per recuperare i soldi che non guadagnano con i nullatenenti. Il consumatore sarebbe obbligato ad accettare i prezzi, visto che tutti i fornitori si sentirebbero "merde" se non venissero incontro ai poveri.
        Con la giusta cultura l'anarchia potrebbe anche reggersi in piedi, ma certo non con la cultura egoistica che ci caratterizza allo stato attuale.



        **Modificato dall'autore il 11.07.2020 02:42**
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          Non Autenticato
          il 2020-07-11 02:52:32.0 alle 2020-07-11 02:52:32.0
          Re: In un sistema anarcocapitalista fareste beneficienza volontaria?
          > Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti?

          Se avessi un grande reddito, sono ammi che sogno un'organizzazione che acquisti beni naturali e culturalli e li dia in uso ad ambientalisti, e offra vari servizi ad ambientalisti. Se avessi un fantastiliardo farei quello.

          Se avessi un reddito semplicemente buono, diciamo 2.000 euro al mese, pagherei le quote di iscrizione a FAI e Italia nostra e a qualche ente simile, ma continuando a rognare di insoddisfazione perché non ho il fantastiliardo per creare l'organizzazione che voglio io.

          È una domanda difficile perché non mi trovo nello schema mentale adatto. Voglio dire, risiedendo in Italia non mi considero parte di un paese, di un tutto, che ho voglia di sostenere, e mi è molto difficile immedesimarmi nella situazione.

          Negli USA fare beneficenza è un'abitudine più diffusa che qui, ma qui le tasse sono alte e con le tasse alte uno pensa "ho già dato".

          Il GS anarchico pensa che le tasse dovrebbero essere contributi volontari a vari enti privati e pubblici, tra cui lo stato, ma il GS pratico non proporrebbe una cosa simile, ma una cosa che negli anni 70-80 si chiamava democrazia fiscale: in base alla tua capacità contributiva paghi un tanto di tasse, ma decidi tu a quale dipartimento o attività pubblica darle, inclusi enti che svolgano attività di utilità collettiva.
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            Scritto da
            il 2020-07-11 03:44:26.0 alle 2020-07-11 03:44:26.0
            Trollate totali: 9887
            Re: In un sistema anarcocapitalista fareste beneficienza volontaria?
            Scritto da:
            > > Il punto è: se tu avessi un buon reddito, cosa sceglieresti?
            >
            > Se avessi un grande reddito, sono ammi che sogno un'organizzazione che acquisti beni naturali e culturalli e li dia in uso ad ambientalisti, e offra vari servizi ad ambientalisti. Se avessi un fantastiliardo farei quello.
            >
            > Se avessi un reddito semplicemente buono, diciamo 2.000 euro al mese, pagherei le quote di iscrizione a FAI e Italia nostra e a qualche ente simile, ma continuando a rognare di insoddisfazione perché non ho il fantastiliardo per creare l'organizzazione che voglio io.

            Si, ma non è questa la domanda.

            La domanda è come spenderesti i tuoi soldi nella sanità, che è un servizio a cui suppongo tu non voglia rinunciare.

            Se tu scegliessi di non aderire a nessuna associazione, dovresti pagare le prestazioni sanitarie di tasca tua. Se ti chiedessero 100'000 euro per una terapia e tu non li avresti, saresti fregato.

            Quindi la razionalità ti imporrebbe di aderire a un'associazione, ma quale? La Sanitas o la Caritas? Egoisticamente potresti scegliere la Sanitas perché pagheresti di meno, ma scegliendo la Caritas alimenteresti un'associazione di beneficienza che ti potrebbe venire utile da un giorno all'altro. Non sarebbe un gesto altruista ma egoista, perché a te conviene che associazioni come quelle funzionino.

            > È una domanda difficile perché non mi trovo nello schema mentale adatto. Voglio dire, risiedendo in Italia non mi considero parte di un paese, di un tutto, che ho voglia di sostenere, e mi è molto difficile immedesimarmi nella situazione.

            Non importa, perché non lo fai par gli altri, ma per te stesso e pensando a te stesso faresti anche l'interesse degli altri, come teorizza la teoria economica di Adam Smith.

            > Negli USA fare beneficenza è un'abitudine più diffusa che qui, ma qui le tasse sono alte e con le tasse alte uno pensa "ho già dato".

            Irrilevante, perché stiamo immaginando un'Italia anarcocapitalista, quindi ZERO tasse.

            > Il GS anarchico pensa che le tasse dovrebbero essere contributi volontari a vari enti privati e pubblici, tra cui lo stato, ma il GS pratico non proporrebbe una cosa simile, ma una cosa che negli anni 70-80 si chiamava democrazia fiscale: in base alla tua capacità contributiva paghi un tanto di tasse, ma decidi tu a quale dipartimento o attività pubblica darle, inclusi enti che svolgano attività di utilità collettiva.

            Non so, a occhio direi che con la tua mentalità l'anarchia non funzionerebbe, perché la sanità perderebbe la sua funzione di servizio collettivo se gli individui non fossero in grado di organizzarsi individualmente e razionalmente per mantenerlo, dimostrando che un potere centrale e coercitivo è necessario per creare una società che si rispetti.


            **Modificato dall'autore il 11.07.2020 03:48**
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