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Re: ahahah per gattoScritto daNon Autenticatoil 2020-08-13 00:46:14.0 alle 2020-08-13 00:46:14.0Scritto da:
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> Parole sante!
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> Que mania ed gadan!

secondo non tanto
solo che il dusprezzo dell ozio è errato. Le migliori idee vengono a chi ha tempo per riflettere, non al metalmeccanico che lavora sempre
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Re: ahahah per gattoScritto da:
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>
> AHAHAHAHAH
Il lavoro non nobilita l'uomo: la libertà lo fa.
Però chi non lavora è libero di non farlo semplicemente perché qualcuno lavora o ha lavorato al posto suo, ovvero:
- I genitori lavorano o hanno lavorato e gli hanno dato/gli danno soldi
- Prende qualche sussidio statale, che esiste per il fatto che altri lavorano e pagano imposte
Quindi, fermo restando che l'idea che il lavoro nobilità l'uomo è proprio scema, i personaggi che fanno apologia del non lavorare vengono cazziati per via del fatto che è evidente che lo possono fare perché qualcun'altro ha lavorato o lavora al posto loro.
Non solo, ma vengono cazziati anche per via del fatto che la loro condizione privilegiata è conseguenza di disuguaglianze economiche: "se loro hanno il privilegio di poter vivere senza lavorare allora perché io invece no?".
Il lavoro non si può eliminare, perché i soldi sono solo pezzi di carta. L'economia reale è fatta di beni e servizi: se nessuno lavora non esistono beni e servizi, quindi moriamo tutti di fame. A quel punto la moneta diventa carta straccia. È banale!
Quindi è probabile che la frase "il lavoro nobilita l'uomo" sia stata creata solo per educare le persone a una cosa inevitabile, di cui non si può fare a meno.
In sintesi, in realtà è la libertà nobilità l'uomo, ma viene apprezzata quando tutti quanti ne godono: quando ne godono solo alcuni (in questo caso i privilegiati che sono liberi di non lavorare) quelli che ne sono privati rosikano e talvolta, in nome dell'uguaglianza, finiscono per desiderare che anche gli altri non siano liberi.
**Modificato dall'autore il 13.08.2020 04:59**-
Re: ahahah per gattoScritto daNon Autenticatoil 2020-08-13 18:16:38.0 alle 2020-08-13 18:16:38.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
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> > AHAHAHAHAH
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> Il lavoro non nobilita l'uomo: la libertà lo fa.
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> Però chi non lavora è libero di non farlo semplicemente perché qualcuno lavora o ha lavorato al posto suo, ovvero:
> - I genitori lavorano o hanno lavorato e gli hanno dato/gli danno soldi
> - Prende qualche sussidio statale, che esiste per il fatto che altri lavorano e pagano imposte
Oppure ha creato qualcosa che gli permette di non lavorare. In tal caso però il suo lavoro in genere diviene amministrare e mantenere quella cosa, quindi non è che non lavori. Ad esempio uno può avere dei soldi da parte investiti in titoli, e il suo lavoro è comprare e vendere titoli per mantenere e aumentare il capitale.
Poi c'è anche il risparmio. Cosa fai quando hai 5.000 euro? La maggior parte delle famiglie italiane quando ha qualche risparmio rifà il bagno, ristruttura il locale adattandolo allo stile di moda in quel momento.
Casa mia cade a pezzi perché è rimasto tutto agli anni 60, non abbiamo mai rifatto niente. Invece tenevamo i soldi da parte e con quelli abbiamo potuto comprare dei locali fatiscenti al pian terreno di una casa semicentrale, sistemarli e farne negozi. Sistemarli vuol anche dire scoprire che nel muro correva una fogna rotta che rendeva marcio l'intero locale, aggiustare la fogna a proprie spese anche se era una competenza condominiale, e scoprire che nel muro opposto c'era un'altra fogna rotta che perdeva. Sono andato avanti e indietro con la carriola per quasi un anno.
Un altro negozio fa parte di una casa comprata da mio padre vendendo l'alloggio al mare comprato quando un alloggio costava come un anno di stipendio, non vent'anni come oggi.
Per cui il privilegio di avere dei negozi dipende da una serie di fattori. Il fatto che mio padre oltre a lavorare facesse un secondo lavoro in nero, così al momento opportuno aveva i soldi da parte. L'aver sgobbato per mettere a posto i locali. La fortuna, ovvero le circostanze, cioè che in un certo momento comprare un alloggio costasse poco, oppure che fino a metà anni 70 chi faceva il negoziante, es. mia nonna, non pagasse praticamente tasse*. Il fatto che a mio padre piacesse lavorare. L'intelligenza, il senso degli affari di mio padre che lo ha messo in grado di capire che gli immobili del centro storico che tutti schifavano perché vecchi erano un investimento, una mentalità scettica** e indipendente che gli permetteva di fare, suppongo, un ragionamento come il seguente: io lavoro già otto ore al giorno in fabbrica, e su questo pago le tasse: su quel che faccio volontariamente in più lo stato ha alcun diritto. Una mentalità che non dà importanza ad avere il bagno alla moda.
* Fino agli anni 70 lo stato ricavava parte dei suoi redditi dalle industrie di stato e non aveva, presumo, interesse a tassare a tappeto né la capacità di farlo. Ora sono state privatizzate e lo stato ricava i suoi introiti spremendo le classi medio-basse.
** Confrontiamo con lo sciocco eticismo del mio ex socio che, quando proposi di trasferire i server negli Stati Uniti per risparmiare le enormi spese della banda, rispose: Chierinet è il provider di Chieri e i server devono restare a Chieri.
Oggi chi volesse ragionare in modo simile resta comunque svantaggiato da diversi fattori: il lavoro è difficile da trovare e rende poco e un immobile costa come anta anni di lavoro; lo stato spreme da tutti tutto lo spremibile e ostacola il lavoro in nero, ormai sempre più difficile, con la "lotta all'evasione", che può parere una cosa bella ed etica (vedasi i due asterischi), ma approvare il nobile principio senza vedere che impedisce alle piccole attività di rendere qualcosa di più di un mero reddito di susstistenza mentre Apple e Amazon pagano poche tasse perché possono permettersi una struttura fiscale adatta a evitarle, è da cialtroni.
In altre parole: in un posto in provincia di Torino esiste un lotto nel quale si potrebbe realizzare una tavola calda che, data la posizione, renderebbe parecchio. Comprerei quel terreno, ma non ho i soldi perché il costo dei terreni in città è improponibile, e non ho neppure i soldi per realizzare la tavola calda. Oltretutto oggi costruire un edificio che non sia un cesso fatto di cemento plastica e lamiera ha costi sbalorditivi.
> Quindi, fermo restando che l'idea che il lavoro nobilità l'uomo è proprio scema, i personaggi che fanno apologia del non lavorare vengono cazziati per via del fatto che è evidente che lo possono fare perché qualcun'altro ha lavorato o lavora al posto loro.
>
> Non solo, ma vengono cazziati anche per via del fatto che la loro condizione privilegiata è conseguenza di disuguaglianze economiche: "se loro hanno il privilegio di poter vivere senza lavorare allora perché io invece no?".
"Perché non sei abbastanza intelligente".
> Il lavoro non si può eliminare, perché i soldi sono solo pezzi di carta. L'economia reale è fatta di beni e servizi: se nessuno lavora non esistono beni e servizi, quindi moriamo tutti di fame. A quel punto la moneta diventa carta straccia. È banale!
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> Quindi è probabile che la frase "il lavoro nobilita l'uomo" sia stata creata solo per educare le persone a una cosa inevitabile, di cui non si può fare a meno.
Sostituisci "educare" con "illudere".
> In sintesi, in realtà è la libertà nobilità l'uomo, ma viene apprezzata quando tutti quanti ne godono: quando ne godono solo alcuni (in questo caso i privilegiati che sono liberi di non lavorare) quelli che ne sono privati rosikano e talvolta, in nome dell'uguaglianza, finiscono per desiderare che anche gli altri non siano liberi.
L'uguaglianza è una menzogna dal punto di vista oggettivo (cioè non è vero che gli uomini siano tutti uguali) e una stupidaggine dal punto di vista normativo (cioè non dovrebbero neppure essere considerati tali). Scrivessi una costituzione non inserirei alcun riferimento all'uguaglianza degli esseri umani.-
Re: ahahah per gattoScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > >
> > >
> > > AHAHAHAHAH
> >
> > Il lavoro non nobilita l'uomo: la libertà lo fa.
> >
> > Però chi non lavora è libero di non farlo semplicemente perché qualcuno lavora o ha lavorato al posto suo, ovvero:
> > - I genitori lavorano o hanno lavorato e gli hanno dato/gli danno soldi
> > - Prende qualche sussidio statale, che esiste per il fatto che altri lavorano e pagano imposte
>
> Oppure ha creato qualcosa che gli permette di non lavorare. In tal caso però il suo lavoro in genere diviene amministrare e mantenere quella cosa, quindi non è che non lavori. Ad esempio uno può avere dei soldi da parte investiti in titoli, e il suo lavoro è comprare e vendere titoli per mantenere e aumentare il capitale.
Per avere soldi da parte devi aver lavorato e quando io parlo di "non lavorare" mi riferisco a persone che non hanno mai lavorato, non a persone che dopo aver lavorato e risparmiato per anni hanno finalmente soldi per fare un investimento.
Infatti io ho risposto al video postato da Yoda, dove un tizio si vanta di non aver mai lavorato un giorno in vita sua, quindi le mie considerazioni sono riferite al suo caso.
Uno non è che debba giustificare il perché non lavora, però proporlo come modello di vita non ha senso, perché non si tratta di una scelta ma di un privilegio. Cioè, in uno stato socialdemocratico in teoria potrebbe farlo chiunque, ma se lo fanno tutti lo stato è costretto a togliere il reddito minimo garantito per non fallire, quindi se uno vuole fare il furbetto e approtittarsi dello stato è meglio che non faccia apologia della sua condotta: gli conviene se mai esaltare il lavoro, cioè convincere tutti riguardo alla bontà del lavoro, così lui può continuare a parassitare.
> Poi c'è anche il risparmio. Cosa fai quando hai 5.000 euro? La maggior parte delle famiglie italiane quando ha qualche risparmio rifà il bagno, ristruttura il locale adattandolo allo stile di moda in quel momento.
Con 5'000 euro che investimento vuoi fare? Un operaio deve lavorare per anni e anni per avere dei soldi da investire. Se ha altri soldi a parte quelli che ha guadagnato lavorando, allora significa che glieli hanno dati/lasciati i genitori: quindi soldi col lavoro degli altri.
> > Quindi, fermo restando che l'idea che il lavoro nobilità l'uomo è proprio scema, i personaggi che fanno apologia del non lavorare vengono cazziati per via del fatto che è evidente che lo possono fare perché qualcun'altro ha lavorato o lavora al posto loro.
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> > Non solo, ma vengono cazziati anche per via del fatto che la loro condizione privilegiata è conseguenza di disuguaglianze economiche: "se loro hanno il privilegio di poter vivere senza lavorare allora perché io invece no?".
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> "Perché non sei abbastanza intelligente".
Non è così, infatti è del tutto logico che la maggior parte delle persone debbano lavorare.
Infatti se tutti facessero gli investitori o gli imprenditori nessuno lavorerebbe, quindi nessuno potrebbe parassitare sul lavoro degli altri.
Il liberismo è un sistema progettato per snobbare e sminuire chi realmente lavora, privilegiando il capitalista che null'altro fa se non che metterci i capitali.
Nella misura in cui lavora l'imprenditore è un lavoratore, ma è anche allo stesso tempo un investitore... e gli investitori sono parassiti.
Il lavoro svolto dall'imprenditore potrebbe essere svolto da un manager, che si prenderebbe solo e soltanto uno stipendio come tutti gli altri lavoratori, in proporzione alle sue responsabilità. Il resto è reddito da capitale, quindi parassitismo.
Ah, una cosa: per smentire queste considerazioni evitiamo di prendere come esempio casi particolari di imprenditori che sono inventori e che magari hanno rivoluzionato il mondo: nella maggior parte dei casi gli imprenditori non sono inventori, ma solo manager, a meno di non voler considerare un "inventore geniale" uno che apre una panetteria o una fabbrica di chiodi.
> > Quindi è probabile che la frase "il lavoro nobilita l'uomo" sia stata creata solo per educare le persone a una cosa inevitabile, di cui non si può fare a meno.
>
> Sostituisci "educare" con "illudere".
Conviene comunque che la maggior parte delle persone si illudano, perché se no si ferma tutto e tutti ci perdono, sia gli investitori che chi sopravvive con sussidi statali.
> > In sintesi, in realtà è la libertà nobilità l'uomo, ma viene apprezzata quando tutti quanti ne godono: quando ne godono solo alcuni (in questo caso i privilegiati che sono liberi di non lavorare) quelli che ne sono privati rosikano e talvolta, in nome dell'uguaglianza, finiscono per desiderare che anche gli altri non siano liberi.
>
> L'uguaglianza è una menzogna dal punto di vista oggettivo (cioè non è vero che gli uomini siano tutti uguali) e una stupidaggine dal punto di vista normativo (cioè non dovrebbero neppure essere considerati tali). Scrivessi una costituzione non inserirei alcun riferimento all'uguaglianza degli esseri umani.
Fai finta di non capire che cosa significhi "uguaglianza" in politichese.
Lo sanno tutti che ogni persona è diversa dall'altra, cioè fatta a modo suo, ma in politichese con uguaglianza si intende dire che tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Chi è costretto ad alzarsi alle 6 del mattino per andare in fabbrica può avere la sensazione che qualcuno abbia più diritti ma meno doveri di lui.
**Modificato dall'autore il 15.08.2020 03:59**-
Re: ahahah per gattoScritto daNon Autenticatoil 2020-08-15 17:27:39.0 alle 2020-08-15 17:27:39.0Scritto da: Mattia
> > > Il lavoro non nobilita l'uomo: la libertà lo fa.
> in uno stato socialdemocratico in teoria potrebbe farlo chiunque, ma se lo fanno tutti lo stato è costretto a togliere il reddito minimo garantito per non fallire
Chi non lavora non intende affatto proporre tale stile di vita a tutti.
> > Poi c'è anche il risparmio. Cosa fai quando hai 5.000 euro? La maggior parte delle famiglie italiane quando ha qualche risparmio rifà il bagno, ristruttura il locale adattandolo allo stile di moda in quel momento.
>
> Con 5'000 euro che investimento vuoi fare?
Già, che puoi farci? Rifai il bagno


> Non è così, infatti è del tutto logico che la maggior parte delle persone debbano lavorare.
>
> Infatti se tutti facessero gli investitori o gli imprenditori nessuno lavorerebbe, quindi nessuno potrebbe parassitare sul lavoro degli altri.
>
> Il liberismo è un sistema progettato per snobbare e sminuire chi realmente lavora, privilegiando il capitalista che null'altro fa se non che metterci i capitali.
Come detto sopra, anche se adesso l'ho cancellato, il capitalista sgobba da mane a sera per investire i dollaroni.
> Nella misura in cui lavora l'imprenditore è un lavoratore, ma è anche allo stesso tempo un investitore... e gli investitori sono parassiti.
Il liberalismo permette di essere ciò che vuoi, indipendentemente a ciò che gli altri pensano sia giusto essere o non essere.
> > > Quindi è probabile che la frase "il lavoro nobilita l'uomo" sia stata creata solo per educare le persone a una cosa inevitabile, di cui non si può fare a meno.
> >
> > Sostituisci "educare" con "illudere".
>
> Conviene comunque che la maggior parte delle persone si illudano,
Lo diceva già 2500 anni fa Platone
con altre parole, ma il concetto è quello.
Allora illudetevi



> > > In sintesi, in realtà è la libertà nobilità l'uomo, ma viene apprezzata quando tutti quanti ne godono: quando ne godono solo alcuni (in questo caso i privilegiati che sono liberi di non lavorare) quelli che ne sono privati rosikano e talvolta, in nome dell'uguaglianza, finiscono per desiderare che anche gli altri non siano liberi.
Ma per fortuna il liberalismo permette di vivere come vuoi (e puoi) indipendentemente da ciò che gli altri desiderano.
> > L'uguaglianza è una menzogna dal punto di vista oggettivo (cioè non è vero che gli uomini siano tutti uguali) e una stupidaggine dal punto di vista normativo (cioè non dovrebbero neppure essere considerati tali). Scrivessi una costituzione non inserirei alcun riferimento all'uguaglianza degli esseri umani.
>
> Fai finta di non capire che cosa significhi "uguaglianza" in politichese.
>
> Lo sanno tutti che ogni persona è diversa dall'altra, cioè fatta a modo suo, ma in politichese con uguaglianza si intende dire che tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.
No no, è proprio questo che contesto.
Nei tribunali c'è scritto:
LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI
e secondo me questo deve significare l'uguaglianza, e nient'altro. Cioè la legge distingue fra situazioni e a parità di situazioni si applica in modo uguale indipendentemente dalle persone.
Per questo posso pensare al figlio unico per gli immigrati: l'autoctono e l'immigrato rappresentano due situazioni diverse, con un diverso valore perché l'autoctono fa parte del patrimonio della nazione, che la nazione deve conservare, l'immigrato no. A situazioni diverse competono diritti e doveri diversi. Ad esempio un poliziotto ha diritto a girare armato e un comune cittadino no, un poliziotto se vee un reato ha il dovere di intervenire mentre un comune cittadino può svignarsela.
> Chi è costretto ad alzarsi alle 6 del mattino per andare in fabbrica può avere la sensazione che qualcuno abbia più diritti ma meno doveri di lui.
Potrebbe offirsi per il turno di notte
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Re: ahahah per gattoScritto da:
> > Il liberismo è un sistema progettato per snobbare e sminuire chi realmente lavora, privilegiando il capitalista che null'altro fa se non che metterci i capitali.
>
> Come detto sopra, anche se adesso l'ho cancellato, il capitalista sgobba da mane a sera per investire i dollaroni.
Immagino tu conosca la differenza tra economia finanziaria ed economia reale.
Per i sinistri è degno di essere considerato un lavoratore solo chi offre beni e servizi nell'economia reale, rispondendo ai bisogni reali delle persone.
L'economia finanziaria, quando messa nelle mani dei privati che agiscono per interessi individuale, ha (secondo i sinistri) l'effetto di produrre speculazioni che portano ad abusare dei veri lavoratori (quelli dell'economia reale) e rendere instabile la loro situazione economica.
Pertanto preferiscono che dell'economia finanziaria si occupi lo stato, facendo il bene collettivo. Lo stato si occupa di gestire e investire capitali, mentre i cittadini lavorano nell'economia reale prendendo stipendi e non redditi da capitale.
> > Nella misura in cui lavora l'imprenditore è un lavoratore, ma è anche allo stesso tempo un investitore... e gli investitori sono parassiti.
>
> Il liberalismo permette di essere ciò che vuoi, indipendentemente a ciò che gli altri pensano sia giusto essere o non essere.
I sinistri non ne fanno una questione personale ("non mi piace come vive quel tizio"), ritengono semplicemente che il sistema sia sbagliato, in quando danneggia chi LAVORA. Loro hanno in mente un altro sistema che secondo loro farebbe più gli interessi dei veri lavoratori, cioè di chi produce beni e servizi reali per la comunità.
> > > > In sintesi, in realtà è la libertà nobilità l'uomo, ma viene apprezzata quando tutti quanti ne godono: quando ne godono solo alcuni (in questo caso i privilegiati che sono liberi di non lavorare) quelli che ne sono privati rosikano e talvolta, in nome dell'uguaglianza, finiscono per desiderare che anche gli altri non siano liberi.
>
> Ma per fortuna il liberalismo permette di vivere come vuoi (e puoi) indipendentemente da ciò che gli altri desiderano.
Non esiste la libertà di cui parli, perché solo alcuni hanno libertà di scelta nell'economia. Alcuni sono obbligati a lavorare, altri no.
Ai sinistri non piace il liberalismo applicato all'economia, in quanto ritengono che l'economia sia un bene collettivo (un po' come l'ambiente) e che quindi lo stato debba controllarlo per difendere il benessere generale, in particolare quello delle persone che producono.
Per i sinistri moderati è sufficiente difendere i diritti dei lavoratori sottoponendo le aziende a una serie di regole, mentre i sinistri estremisti abolirebbero l'imprenditoria privata e affiderebbero il compito di investitore allo stato.
**Modificato dall'autore il 15.08.2020 22:17**
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