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    il 2020-11-07 18:59:33.0 alle 2020-11-07 18:59:33.0
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    Questione aborto
    Allora sgombriamo ogni dubbio. La mia personale posizione sull'aborto è che sia moralmente sbagliato, ma credo che la legge in Italia sia da lasciare così com'è perchè evita parecchi aborti clandestini.
    Quello però che mi da fastidio è come gli abortisti pretendano di avere l'ultima parola su un qualcosa che di scientifico non ha nulla. La scienza dice che la vita inizia dal concepimento, quello che invece la scienza non può dire è il VALORE che ha questa vita, anzi la scienza non può dare valore a niente perchè non è questo il suo compito. Non può nemmeno dire che la vita di un ragno vale meno della nostra, è un qualcosa che abbiamo deciso di noi per convenienza sociale, giustamente direi.
    Quindi alla fine rimane una questione soggettiva, diciamo che il paletto che mettono gli abortisti, ovvero prima dei 3 mesi non vali nulla perchè non sei cosciente, è appunto un paletto che può avere anche senso, ma non ha nulla di oggettivo. Se reputiamo il livello di coscienza determinante per attribuire valore alla vita umana, allora dovremmo reputare la vita di un neonato inferiore a quella di un adulto. Se la coscienza di un feto è pari a 0, la coscienza di un neonato è pari a 1 mentre quella di un adulto è 10. Vi risulta sia così? No, se uccidi un neonato finisci in galera e penso che ti becchi anche più anni, non ne sono certo, ma di certo sei stigmatizzato dalla società molto di più.
    Per quanto riguarda invece la questione "il feto non soffre", benissimo anche un neonato non soffre se gli impianti una pallottola in testa. Quindi?

    La mia opinione è che l'aborto sia una questione estetica. Noi non vediamo un bambino, vediamo un grumo di cellule, anzi non lo vediamo nemmeno visto che lo abbiamo dentro l'utero e suppongo (spero) che la madre non lo voglia vedere una volta estratto. Quindi sostanzialmente siccome esteticamente non ci sembra una persona/non lo vediamo non ce ne frega un cazzo o comunque il nostro livello di empatia cala drasticamente. Il motivo è essenzialmente questo, non c'è altro e infatti cominciamo ad empatizzare con il feto nel momento in cui comincia ad acquistare la forma di un bambino. Questo però non significa che il valore del suo stato precedente sia pari a zero. Gli anti-abortisti quindi hanno delle ragioni, magari sbagliano a chiamare assassine le madri che compiono tale scelta, ma non hanno torto quando dicono che il feto non può essere paragonato ad un grumo di cellule. Se io avessi in mano un cellulare e sapessi che questo cellulare tra un paio di mesi diventerà un bambino, il minimo che posso fare è tenerlo con cura nella mia cameretta finchè non cresce; teniamo presente poi che il feto ha degli stimoli vitali già nelle prime settimane, non è esattamente come avere un sasso dentro la pancia.
    "Se tutti facessero così..."

    "La Romania è ricchissima" cit. Dada
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      il 2020-11-15 18:22:35.0 alle 2020-11-15 18:22:35.0
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      Re: Questione aborto
      Concordo pienamente con quanto dici. Il problema è che oggi, se sei contro l'aborto, sei un "retrogrado" non difendoi i diritti delle donne di abortire -come se abortire fosse un "diritto"; non sei politically correct". Ma me ne sbatto! Chi compie un aborto compie un infanticidio. Punto. Avrà sicuramente le sue "ragioni" ma non credo che arrivare a togliere la vita a un essere in divenire sia giustificabile e sostenibile. Certo, se si vietasse l'aborto, ci sarebbero gli aborti clandestini. Ma comunque ci sono già ugualmente gli aborti clandestini. La cosa che si dovrebbe tenere in considerazione è che dal momento del concepimento al parto è una linea ininterrotta. Non c'è un punto -entro 3 mesi- SI e dopo NO. Non credo che sia un parametro accettabile. Nulla obbliga la donna a tenere il bambino ma una volta partorito lo può lasciare in clinica dove verrà dato poi in adozione. Lo può dare nelle ceste di alcune chiese attrezzate. Ma mai abortire...L'aborto è un insulto alla vita! Triste
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      il 2020-11-15 18:42:48.0 alle 2020-11-15 18:42:48.0
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      Re: Questione aborto
      Scritto da: Ordine
      > Allora sgombriamo ogni dubbio. La mia personale posizione sull'aborto è che sia moralmente sbagliato, ma credo che la legge in Italia sia da lasciare così com'è perchè evita parecchi aborti clandestini.
      > Quello però che mi da fastidio è come gli abortisti pretendano di avere l'ultima parola su un qualcosa che di scientifico non ha nulla. La scienza dice che la vita inizia dal concepimento, quello che invece la scienza non può dire è il VALORE che ha questa vita, anzi la scienza non può dare valore a niente perchè non è questo il suo compito. Non può nemmeno dire che la vita di un ragno vale meno della nostra, è un qualcosa che abbiamo deciso di noi per convenienza sociale, giustamente direi.
      > Quindi alla fine rimane una questione soggettiva, diciamo che il paletto che mettono gli abortisti, ovvero prima dei 3 mesi non vali nulla perchè non sei cosciente, è appunto un paletto che può avere anche senso, ma non ha nulla di oggettivo. Se reputiamo il livello di coscienza determinante per attribuire valore alla vita umana, allora dovremmo reputare la vita di un neonato inferiore a quella di un adulto. Se la coscienza di un feto è pari a 0, la coscienza di un neonato è pari a 1 mentre quella di un adulto è 10. Vi risulta sia così? No, se uccidi un neonato finisci in galera e penso che ti becchi anche più anni, non ne sono certo, ma di certo sei stigmatizzato dalla società molto di più.
      > Per quanto riguarda invece la questione "il feto non soffre", benissimo anche un neonato non soffre se gli impianti una pallottola in testa. Quindi?
      >
      > La mia opinione è che l'aborto sia una questione estetica. Noi non vediamo un bambino, vediamo un grumo di cellule, anzi non lo vediamo nemmeno visto che lo abbiamo dentro l'utero e suppongo (spero) che la madre non lo voglia vedere una volta estratto. Quindi sostanzialmente siccome esteticamente non ci sembra una persona/non lo vediamo non ce ne frega un cazzo o comunque il nostro livello di empatia cala drasticamente. Il motivo è essenzialmente questo, non c'è altro e infatti cominciamo ad empatizzare con il feto nel momento in cui comincia ad acquistare la forma di un bambino. Questo però non significa che il valore del suo stato precedente sia pari a zero. Gli anti-abortisti quindi hanno delle ragioni, magari sbagliano a chiamare assassine le madri che compiono tale scelta, ma non hanno torto quando dicono che il feto non può essere paragonato ad un grumo di cellule. Se io avessi in mano un cellulare e sapessi che questo cellulare tra un paio di mesi diventerà un bambino, il minimo che posso fare è tenerlo con cura nella mia cameretta finchè non cresce; teniamo presente poi che il feto ha degli stimoli vitali già nelle prime settimane, non è esattamente come avere un sasso dentro la pancia.

      La risposta la trovi qui: Re: Libertà individuale Vs libertà personale
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