☺
Politica
Scritto da
il 2020-11-15 17:57:12.0 alle 2020-11-15 17:57:12.0
Trollate totali: 9885
Libertà individuale Vs libertà personale
I liberali promuovono la "libertà individuale" e se si approfondisce cosa intendono loro con questo concetto si constata che questo include anche cose dannose per la collettività o che mettono in pericolo gli altri.
Per esempio molti di loro smantellerrebbero la sanità pubblica in nome della libertà individuale. La motivazione è banale: in un sistema come quello americano puoi decidere SE assicurarti, QUANTO assicurarti e puoi scegliere tra varie offerte assicurative, mentre con la sanità pubblica ti arrivano da pagare le imposte e non hai nessuna libertà individuale: DEVI pagare QUEL servizio, punto e fine.
Se tu provi a spiegare a un liberale che la sanità pubblica è migliore ti risponde che anche se fosse non importerebbe, perché non si può reprimere la libertà individuale in nome dell'utilitarismo o dei diritti sociali.
Quindi il liberalismo è una vera e propria religione in difesa della libertà individuale e i più fanatici non riescono a vedere nient'altro che la libertà individuale, sono ciechi di fronte a tutto il resto.
Io invece, che sono un liberale pragmatico e non di fede, ritengo che il fine della politica debba essere il benessere psicofisico delle persone (includendo il più possibile tutti quanti) e che la libertà individuale sia positiva quando funzionale al benessere e non quando va contro il benessere delle persone.
Quindi in realtà le libertà che deve garantire lo stato non sono quelle individuali (perché alcune vanno represse o limitate, quindi non si può essere coerenti su questo discorso), ma se mai quelle PERSONALI.
Le scelte PERSONALI sono quelle che hanno un impatto esclusivamente sulla persona o sul gruppo di persone che partecipano alla scelta, quindi per esempio:
- Libertà sessuale: nessuno può obbligarti a fare sesso con una determinata persona o in una determinata maniera, né impedirti di fare sesso con chi e come preferisci.
- Libertà di di riproduzione: nessuno può obbligarti a fare figli, ma nemmeno vietarti di farne.
- Libertà di movimento: nessuno può obbligarti a stare in un determinato posto, ma nemmeno vietarti di farlo se il posto è situato sul suolo pubblico e non viene fatta violazione di norme stradali
- Libertà di fare quello che si vuole con il proprio corpo e sul proprio corpo: nessuno può obbligarti a fare una determinata cosa con il tuo corpo o sul tuo corpo, me nemmeno vietarti di farci quello che vuoi te.
- Libertà di vestirsi come si preferisce: nessuno può obbligarti a vestirti in un determinato modo, ma nemmeno vietarti di vestirti come preferisci te.
- Libertà di mangiare e bere quello che si vuole: nessuno può obbligarti a mangiare o bere determinate cose, ma nemmeno vietarti di mangiare o bere le cose che soddisfano i tuoi gusti personali.
- Libertà di decidere della propria vita e della propria morte: nessuno può obbligarti a vivere o morire o metterti in una condizione in cui subisci passivamente la scelta di altri, ma nemmeno vietarti di fare una scelta di vita o di morte.
- Libertà di associarsi con altre persone per ottenere degli scopi che riguardano unicamente il gruppo, come per esempio far parte di un'assicurazione, di una religione, di una setta, ecc ecc...
- Libertà di pensiero, nonché di scrivere i propri pensieri in un diario personale: nessuno può obbligarti a pensare una determinata cosa, ma nemmeno impedirti di pensare quello che ritieni sia giusto.
- Libertà di disporre liberamente della propria proprietà privata, nei limiti in cui questo non mette in pericolo altre persone e non degrada la proprietà privata altrui. Per esempio devo essere libero di ripitturare la facciata di casa mia quando voglio e come voglio, ma non di costruire un campanile improvvisato che poi magari crolla distruggendo la casa del vicino (o più semplicemente toglie il sole dalla sua proprietà).
- Libertà di comprare e di vendere quello che si vuole con i soldi che restano DOPO aver pagato le imposte: lo stato deve far rispettare i contratti e punire le frodi.
Insomma, penso che l'idea sia stata recepita.
Oltre alle libertà personali ci devono essere delle garanzie per i cittadini, cioè delle regole che impediscono allo stato di usare la violenza in maniera arbitraria.
Le garanzie che ci devono essere sono le seguenti:
- La libertà personali elencate sopra possono essere revocate solo qualora un cittadino violi delle leggi scritte.
- Qualora venga violata una legge scritta, lo stato può mettere in stato di accusa un cittadino solo qualora ci siano delle prove.
- Un cittadino in stato di accusa deve essere sottoposto a un giusto processo in cui gli viene data libertà di difendersi dalle accuse. Lo stato deve esaminare attentamente le prove presentate dalla difesa e far decidere la sentenza a un gruppo di comuni cittadini scelti a caso.
- La pena di morte, e più in generale le pene irreversibili, devono essere vietate, in quanto lo stato è fallibile.
- La responsabilità è individuale: non è possibile perseguire un gruppo per le responsabilità di un singolo individuo.
Gatto ha scritto che uno stato con questi diritti civili è uno stato come la Cina, ma questo non è vero, perché il governo cinese queste cose non le rispetta.
Le libertà individuali NON personali (cioè, le azioni commesse da una persona e che vengono subite passivamente da altre persone o che minacciano altre persone) non possono essere coerentemente garantite, ma occorre riflettere sulle singole questioni per capire se preferire i diritti di chi FA o di chi SUBISCE: in gran parte dei casi la scelta razionale è arrivare semplicemente a un compromesso tra le parti, senza esagerare verso una parte o verso l'altra.
Qui sotto analizziamo un paio di esempi.
Libertà individuale di fare baccano e di produrre odori
Per obbligare una persona a gustare, guardare o toccare una cosa è necessaria un'azione coercitiva o molesta, per le quali devono essere previsti una serie di reati penali.
È per questo che in generale non sono necessarie limitazioni delle libertà personali per proteggere gusto, vista e tatto: basta punire chi per esempio ti sbatte a terra per farti ingoiare una cosa che non ti piace, oppure chi ti punta una pistola per obbligarti a farlo o ti ricatta per indurti a farlo.
Discorso diverso si deve fare per gli altri due sensi, cioè l'udito e l'olfatto.
Infatti una persona non si può sottrarre facilmente da rumori sgradevoli e cattivi odori (visto che si diffondono nell'ambiente e riescono a trapassare persino le pareti non sono necessarie azioni coerctive o moleste per costringere una persona a subirli), quindi la libertà di produrli può essere limitata dallo stato.
Libertà individuale di possedere armi
Le armi sono fatte per uccidere, quindi chi le possiede è nella condizione di uccidere e a volte lo fa.
Se partissimo dal presupposto che un individuo possa possedere una rivoltella per autodifendersi dentro casa (e non dobbiamo per forza farlo), non necessariamente dovremmo scivolare sul piano inclinato fino al punto da concedere a un individuo di possedere cari armati o addirittura bombe atomiche.
Qual'è la potenza di fuoco massima che può essere concessa a un individuo?? Mettere un paletto è un problema tutt'altro che semplice.
Nella sinistra americana alcuni ritengono che la potenza di fuoco massima che un individuo possa avere sia un'arma automatica con poche munizioni, quindi armi da fuoco sì ma non quelle che ha in dotazione l'esercito.
Libertà individuale di mangiare carne
Nell'elenco delle libertà personali elencate sopra c'è la libertà di mangiare quello che si vuole, ma si dà per scontato che con questo si intende che lo stato non possa imporre dei gusti alimentari.
Ovviamente però non è solo una questione di gusti: per esempio mangiare carne umana è una cosa che va al di là dei gusti personali, se per mangiarla è necessario uccidere una persona.
Va da sé che quindi non necessariamente lo stato debba garantire la libertà di mangiare carne di altre specie animali, visto che anche in quel caso un essere viene ucciso.
Per esempio, il foiegras è stato giustamente vietato da alcuni paesi, perché per produrlo vengono torturate le anatre.
Libertà individuale di espressione
Nelle libertà personali abbiamo messo la libertà di pensare delle cose e di scriverle nel proprio diario personale, ma lo stato non necessariamente deve garantire che si possa anche esternare o pubblicizzare il proprio pensiero.
La libertà di espressione è una di quelle cose che un po' tutti a parole dicono di sostenere, ma poi in pratica quasi tutti si contraddicono, perché la verità è che la libertà di espressione illimitata è una cazzata.
Se ci fosse la libertà di espressione illimitata non sarebbe possibile mettere reati come la diffamazione e l'ingiuria, cose che a mio avviso ci DEVONO essere.
Una posizione che mi sembra pragmatica e accettabile, come linea generale, è la libertà di esprimere il proprio pensiero CON EDUCAZIONE, senza offendere e senza diffamare gli altri.
Eppure anche questo vincolo non sempre è sufficiente, perché per esempio un ipotetico imam che invita i propri fedeli a sgozzare gli infedeli magari lo fa educatamente e senza offendere nessuno. Da questo esempio capiamo che talvolta può aver senso colpire non solo la forma ma anche i contenuti.
Quindi possiamo mettere i seguenti vincoli alla libertà di espressione individuale?
- Esporre il proprio pensiero con educazione, senza offendere e diffamare gli altri in maniera PERSONALE (cioè, persone precise con nome e cognome)
- Il contenuto del pensiero non deve essere un invito ad aggredire uno o più individui o le loro libertà personali fondamentali (quelle elencate sopra)
Libertà individuale di stampa
Innanzitutto la stampa ha gli stessi limiti che vengono posti anche alla libertà di espressione.
Dopodiché, la stampa risente anche di altri problemi: fake news e mancanza di neutralità nell'esposizione delle cose.
Qualcuno potrebbe sostenere che lo stato debba avere il monopolio della stampa e che debba garantire un'informazione neutrale.
Non essendo la libertà di stampa una libertà personale non dico che questa opinione sia inaccettabile, però è poco intelligente, perché nessuno può garantire che i giornalisti di stato siano neutrali, quindi significherebbe semplicemente creare un monopolio nell'informazione.
Una concorrenza caotica è un'opzione meno peggiore, perché almeno si possono sentire varie campane.
Certo, se poi mi si dice che lo stato potrebbe creare un portale online in cui tutti possono crearsi il proprio giornale virtuale (e se vogliono stampare pagano un tot per ogni copia), così da mettere in concorrenza giornalisti freelance allora potrebbe essere anche una buona idea, ma se mi si dice che lo stato deve piazzare i giornalisti che vuole lui allora no.
Libertà individuale di inquinare e distruggere l'ambiente
Su questo possiamo anche tagliare corto: è ovvio che non esiste nessun diritto né di inquinare né di distruggere l'ambiente.
Lo stato può avvalersi di un potere di intensità variabile a seconda del volere della popolazione.
Per fare un esempio estremo, è accettabile che lo stato vieti a partire da domani tutti i motori a benzina? Si, in linea di principio lo è. Un altro discorso è se sarebbe intelligente farlo. Pragmaticamente parlando, è intelligente farlo una volta che l'economia è in grado di fornire motori elettrici performanti a tutti i cittadini e allo stesso prezzo (o a un prezzo inferiore) rispetto ai motori a benzina.
È accettabile che lo stato vieti, a partire da domani, di costruire in un'area verde o di deturparla? Si, anche questo è accettabile, ed è anche intelligente e fattibile in termini pratici.
Libertà individuale di acquisire la proprietà
Anche se partissimo dal presupposto che la proprietà privata debba esistere (e non dobbiamo farlo necessariamente), questo non significherebbe per forza permettere a un individuo di acquisrne in quantità illimitata.
Quanti ettari di terreno deve poter possedere un singolo individuo al massimo? Quante quote di mercato?
Un'azienda invece?
Si potrebbe per esempio mettere la regola che un individuo può possedere al massimo due aziende e che un'azienda può possedere al massimo due altre aziende. Perché no?
Lo scopo sarebbe quello di evitare che:
- un individuo o un'azienda possa possedere talmente tanta terra da non lasciare nulla agli altri (anche John Locke, che piace tanto ai liberali, fissava dei limiti)
- il mercato diventi una finta concorrenza, dove più aziende teoricamente concorrenti in realtà non lo sono perché appartengono alla stessa persona
Libertà individuale di commerciare
Se partiamo dal presupposto che una persona può spendere i propri soldi come vuole, non significa che non può essere obbligata a darne almeno una parte allo stato che li spende per scopi collettivi.
Non significa nemmeno che puoi pagare con tutti i mezzi che vuoi: lo stato può imporre ai fornitori di servizi di accettare solo una determinata moneta come mezzo di pagamento e volendo anche solo in formato elettronico oppure cartaceo.
Banale, quindi non mi dilungo.
Libertà individuale di fare impresa e investimenti
È intelligente dare questa libertà agli individui perché l'economia ne beneficia, ma bisogna togliersi dalla testa la cazzata liberista che lo stato viola i diritti degli imprenditori se fa anche lui impresa e che l'imprenditore è tipo un dio con poteri assoluti dentro la sua azienda.
Lo stato ha il diritto di fare tutte le imprese che vuole. Si può discutere se sia o meno una buona idea, ma non esiste il diritto di non subire concorrenza dallo stato. Se a un imprenditore le scelte del popolo non stanno bene chiude baracca e burattini e si fotte.
Ecco, questo è quanto almeno per intanto. Se mi viene in mente altro aggiungo poi.
**Modificato dall'autore il 15.11.2020 18:34**