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Partiamo da una banalissima nozione: il più grosso problema nell'economia è la scarsità.
Un esempio di bene non scarso è l'aria oppure la luce del sole. Quando un bene non è scarso non è vendibile, perché nessuno è disposto a comprare una cosa che può avere in abbondanza, praticamente all'infinito. Pertanto nell'ambito dei beni non scarsi la povertà non può esistere.
Se ogni bene fosse non scarso la povertà non esisterebbe, perché tutto sarebbe gratis. Però purtroppo molti beni sono scarsi e la scarsità ha come conseguenza il fatto che la roba non è gratis: il prezzo serve a razionare un bene scarso.
La scarsità non è una cosa che si può superare facilmente, ma è possibile muoversi verso una direzione di progressiva diminuzione della scarsità. Come? Semplicemente si aumenta sempre di più la potenza produttiva di un bene, in maniera tale che esso diventi via via meno scarso e quindi il prezzo si abbassi, andando sempre di più verso zero.
Bene, ora cerchiamo di capire perché la logica del profitto (su cui si basa il liberismo) è nemica del progresso economico.
Prendiamo per esempio la Nutella.
Alla Nutella produrre un barattolo costa X: a questa X viene aggiunto un margine di profitto Y. X + Y = PF, ovvero "prezzo di fabbrica".
Il supermercato allora compra il barattolo di Nutella al prezzo PF e ci aggiunge un margine di profitto Z. PF + Z = PV, ovvero "prezzo di vendita".
Bene, ora seguite il ragionamento: per andare verso un regime di minore scarsità del bene Nutella, la Nutella dovrebbe reinvestire l'intero profitto Y nel potenziamento della produzione di Nutella, così da rendere il bene sempre meno scarso.
Una volta raggiunta la minore scarsità possibile date le attuali tecnologie, il costo del bene sarebbe il più ridotto possibile e il margine di profitto Y si potrebbe togliere perché tanto non sono per il momento possibili ulteriori potenziamenti della produttività.
Ecco cosa fa invece la Nutella, come tutte le aziende che hanno il profitto come scopo:
- Il profitto Y non viene completamente reinvestito per aumentare la produzione, ma finisce nelle tasche dei padroni, che si arricchiscono.
- Al diminuire del costo di produzione X, il prezzo PF non viene automaticamente abbassato: è possibile e probabile che il prezzo resti uguale e che venga aumentato il margine di profitto Y, cosicché la minore scarsità del bene venga sfruttata per fare ancora più profitti, anziché per diminuire la povertà. È un paradosso!
Ora, cerchiamo di capire quanto profitto viene fatto su un barattolo di nutella: pensate che un barattolo di 200 grammi ha un prezzo di vendita (PV) di circa 7 euro.
Se volete sapere quanto è un furto un prezzo simile andate a vedere quanto costa una crema di nocciola non di marca: MOLTO meno, a dmostrazione del fatto che il costo di produzione X non è alto.
È questo il guaio: i prezzi di mercato sono del tutto privi di una logica, non seguono la scarsità, come affermano i liberisti.
In sintesi, i liberisti dicono che se un bene è scarso costa tanto e se non è scarso costa poco.
Peccato che in realtà il prezzo viene tenuto artificialmente alto, simulando quindi una situazione di scarsità che nella realtà non esiste: la Nutella è un esempio, un bene potenzialmente non scarso che viene artificialmente reso scarso.
È utopico pensare di poter arrivare al superamento della scarsità (quella situazione in cui la Nutella costa ZERO come l'aria perché piove dal cielo) e finché sarà scarsa avrà un prezzo, ma il danno (cioè la povertà) verrebbe ridotto se il prezzo della Nutella riflettesse né più né meno che la scarsità.
Visto che nel liberismo il prezzo non rifletterà mai la scarsità (perché la produzione dei beni è piegata a logiche di profitto), bisogna creare il servizio pubblico "Crema alla nocciola" che si comporta in questa maniera:
- Massimiza il più possibile l'efficienza produttiva del bene per diminuirne la scarsità
- Un barattolo di crema alla nocciola viene venduto al costo di produzione X (pareggio di bilancio), quindi PV = X
- Man mano che X scende, PV scende allo stesso modo, quindi il prezzo riflette la scarsità
In quanto agli investimenti, il servizio pubblico non necessariamente deve procurarsi i soldi facendo profitto, ma può riceverli dallo stato: così facendo a ogni nuovo investimento viene anche redistribuito denaro, a beneficio dei più poveri.
Naturalmente la Nutella non è un bene essenziale, anzi è una schifezza, olio sporco, quindi è meglio se resta un bene scarso.
È solo un esempio: il ragionamento si può ripetere con i beni essenziali. Sapete quanto profitto viene fatto per esempio sui medicinali?
**Modificato dall'autore il 19.01.2021 20:07**