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Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con Indonesia"PoliticaIl 7 marzo in Svizzera ci sarà una votazione popolare composta da tre oggetti.
In questo post presento uno dei tre oggetti: presenterò gli altri due man mano in altri thread.
Il governo svizzero sta creando degli accordi di libera circolazione con l'Indonesia, in maniera tale che le merci svizzeri si possano esportare più facilmente in Indonesia e viceversa le merci indonesiane in Svizzera. Ciò si otterebbe in particolare con una riduzione dei dazi.
Contro questi accordi è stato lanciato un referendum, pertanto il popolo si dovrà esprimere il 7 marzo 2021.
Il comitato referendario si oppone a questo accordo perché sostiene che esso comporterebbe un aumento delle vendite dell'olio di palma indonesiano, che è causa di massicce deforestazioni (qualcuno diceva "ogni anno una superficie grande quanto il Canton Ticino").
Inoltre essi ritengono che i diritti umani in Indonesia non siano rispettati.
La Svizzera non deve quindi farsi fare concorrenza da uno stato antiambientalista e non etico, secondo il comitato.
Consiglio federale e parlamento raccomandano di approvare gli accordi con l'indonesia, quindi di votare SI.
Io penso che voterò NO, in quanto sono piuttosto persuaso dagli argomenti del comitato.
Il partito socialista e i verdi sono per il NO, mentre il centro-destra (UDC, liberali e PPD) penso siano tutti per il SI, da quello che ho sentito ieri sera nel dibattito televisivo.
Sito web del comitato referendario: stop-olio-di-palma.ch
Dibattito nella trasmissione "democrazia diretta" della televisione svizzera: https://www.rsi.ch/play/tv/democrazia-diretta/vide...
Video informativo ufficiale
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Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-24 21:54:34.0 alle 2021-02-24 21:54:34.0Scritto da: Mattia
> Il 7 marzo in Svizzera ci sarà una votazione popolare composta da tre oggetti.
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> In questo post presento uno dei tre oggetti: presenterò gli altri due man mano in altri thread.
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> Il governo svizzero sta creando degli accordi di libera circolazione con l'Indonesia, in maniera tale che le merci svizzeri si possano esportare più facilmente in Indonesia e viceversa le merci indonesiane in Svizzera. Ciò si otterebbe in particolare con una riduzione dei dazi.
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> Contro questi accordi è stato lanciato un referendum, pertanto il popolo si dovrà esprimere il 7 marzo 2021.
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> Il comitato referendario si oppone a questo accordo perché sostiene che esso comporterebbe un aumento delle vendite dell'olio di palma indonesiano, che è causa di massicce deforestazioni (qualcuno diceva "ogni anno una superficie grande quanto il Canton Ticino").
> Inoltre essi ritengono che i diritti umani in Indonesia non siano rispettati.
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> La Svizzera non deve quindi farsi fare concorrenza da uno stato antiambientalista e non etico, secondo il comitato.
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> Consiglio federale e parlamento raccomandano di approvare gli accordi con l'indonesia, quindi di votare SI.
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> Io penso che voterò NO, in quanto sono piuttosto persuaso dagli argomenti del comitato.
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> Il partito socialista e i verdi sono per il NO, mentre il centro-destra (UDC, liberali e PPD) penso siano tutti per il SI, da quello che ho sentito ieri sera nel dibattito televisivo.
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> Sito web del comitato referendario: stop-olio-di-palma.ch
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> Dibattito nella trasmissione "democrazia diretta" della televisione svizzera: https://www.rsi.ch/play/tv/democrazia-diretta/vide...
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> Video informativo ufficiale
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Strana la posizione dell'UDC.
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Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> Strana la posizione dell'UDC.
https://www.rsi.ch/play/tv/democrazia-diretta/vide...
Al minuto 16:55.
"Qui è molto interessante vedere ancora una volta come, gratta gratta, viene fuori la natura anticapitalistica e anticommerciale della sinistra, tra cui anche i verdi, perché i verdi dentro sono rossi e oggi lo stanno dimostrando. Addirittura parte del Partito Socialista, che è dalla parte dei lavoratori, capisce che anche loro hanno da guadagnarci, perché se favoriamo il libero commercio anche le aziende svizzere lavoreranno di più. Importeremo anche di più, perché lo scambio è proprio questo, quello di specializzarsi ognuno in quello che sa fare meglio.[...]Questo è il miglior modo per aiutare delle nazioni in via di sviluppo a crescere e a buttare giù quelle dittature di cui tanto la controparte amava sciacquarsi la bocca. Non c'è misura migliore per favorire la pace che favorire il commercio. Quando voi avete un ceto medio che si irrobustisce, anche un ceto di piccoli contadini, a quel punto implementare delle misure dittatoriali, lesive dei diritti fondamentali, diventa sempre più difficile. La sinistra invece preferisce tassarci e mandare soldi all'Indonesia per programmi di sviluppo, che però spesso sono organizzati insieme ad autorità politiche locali e di fatto favoriscono la corruzione e l'irrobustimento del potere locale. Ancora una volta, il libero scambio è la migliore garanzia di sicurezza e di pace nel mondo."
Paolo Pamini, economista e granconsigliere UDC.
Nulla di strano, l'UDC è il classico partito conservatore. I conservatori in ambito economico hanno intersezioni con i liberali classici. Questi sono i tipici discorsi che senti anche su Istituto Liberale.
**Modificato dall'autore il 25.02.2021 02:15**-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-25 02:20:41.0 alle 2021-02-25 02:20:41.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Strana la posizione dell'UDC.
>
> https://www.rsi.ch/play/tv/democrazia-diretta/vide...
>
> Al minuto 16:55.
>
> "Qui è molto interessante vedere ancora una volta come, gratta gratta, viene fuori la natura anticapitalistica e anticommerciale della sinistra, tra cui anche i verdi, perché i verdi dentro sono rossi e oggi lo stanno dimostrando. Addirittura parte del Partito Socialista, che è dalla parte dei lavoratori, capisce che anche loro hanno da guadagnarci, perché se favoriamo il libero commercio anche le aziende svizzere lavoreranno di più. Importeremo anche di più, perché lo scambio è proprio questo, quello di specializzarsi ognuno in quello che sa fare meglio.[...]Questo è il miglior modo per aiutare delle nazioni in via di sviluppo a crescere e abuttare giù quelle dittature di cui tanti la controparte amava sciacquarsi la bocca. Non c'è misura migliore per favorire la pace che favorire il commercio. Quando voi avete un ceto medio che si irrobustisce, anche un ceto di piccoli contadini, a quel punto implementare delle misure dittatoriali, lesive dei diritti fondamentali, diventa sempre più difficile. La sinistra invece preferisce tassarci e mandare soldi all'Indonesia per programmi di sviluppo, che però spesso sono organizzati insieme ad autorità politiche locali e di fatto favoriscono la corruzione e l'irrobustimento del potere locale. Ancora una volta, il libero scambio è la migliore garanzia di sicurezza e di pace nel mondo."
>
> Paolo Pamini, economista e granconsigliere UDC.
>
>
> Nulla di strano, l'UDC è il classico partito conservatore. I conservatori in ambito economico hanno intersezioni con i liberali classici.
Ma in un partito che vorrebbe barriere ai frontalieri mi sarei aspettato una posizione favorevole ai dazi. In altre parole, trovo che la loro sia una presa di posizione miope rispetto al presumibile sentire dei loro elettori, che gli potrebbe costare dei voti, come quando il governo gialloverde dopo tante parole antiglobalizzazione ha stretto l'accordo commerciale "via della seta" con la Cina.
UDC a parte, non riesco a capire che genere di merci e prodotti la Svizzera potrebbe esportare in Indonesia, perché gli scambi commerciali sovrebbero funzionare a doppio senso. Vuoi mica che in Indonesia non esistano fabbriche locali di cioccolato? Ci sarà mercato per gli orologi a cucù? E quanto ai formaggi, agli asiatici in genere non piacciono.
In Svizzera ha un certo sviluppo l'industria di precisione. Non è che le aziende abbiano in mente il solito giochino di delocalizzare la produzione in un paese di lavoro a basso costo e lasciare i lavoratori locali a badare a se stessi? Anche questo mi pare strano non sia venuto in mente a quelli dell'UDC.-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Strana la posizione dell'UDC.
> >
> > https://www.rsi.ch/play/tv/democrazia-diretta/vide...
> >
> > Al minuto 16:55.
> >
> > "Qui è molto interessante vedere ancora una volta come, gratta gratta, viene fuori la natura anticapitalistica e anticommerciale della sinistra, tra cui anche i verdi, perché i verdi dentro sono rossi e oggi lo stanno dimostrando. Addirittura parte del Partito Socialista, che è dalla parte dei lavoratori, capisce che anche loro hanno da guadagnarci, perché se favoriamo il libero commercio anche le aziende svizzere lavoreranno di più. Importeremo anche di più, perché lo scambio è proprio questo, quello di specializzarsi ognuno in quello che sa fare meglio.[...]Questo è il miglior modo per aiutare delle nazioni in via di sviluppo a crescere e abuttare giù quelle dittature di cui tanti la controparte amava sciacquarsi la bocca. Non c'è misura migliore per favorire la pace che favorire il commercio. Quando voi avete un ceto medio che si irrobustisce, anche un ceto di piccoli contadini, a quel punto implementare delle misure dittatoriali, lesive dei diritti fondamentali, diventa sempre più difficile. La sinistra invece preferisce tassarci e mandare soldi all'Indonesia per programmi di sviluppo, che però spesso sono organizzati insieme ad autorità politiche locali e di fatto favoriscono la corruzione e l'irrobustimento del potere locale. Ancora una volta, il libero scambio è la migliore garanzia di sicurezza e di pace nel mondo."
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> > Paolo Pamini, economista e granconsigliere UDC.
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> > Nulla di strano, l'UDC è il classico partito conservatore. I conservatori in ambito economico hanno intersezioni con i liberali classici.
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> Ma in un partito che vorrebbe barriere ai frontalieri mi sarei aspettato una posizione favorevole ai dazi. In altre parole, trovo che la loro sia una presa di posizione miope rispetto al presumibile sentire dei loro elettori, che gli potrebbe costare dei voti, come quando il governo gialloverde dopo tante parole antiglobalizzazione ha stretto l'accordo commerciale "via della seta" con la Cina.
Tradizionalmente, gli schieramenti politici che dominano la politica sono tre: liberalsocialisti (socialdemocratici), liberali e conservatori.
I liberalsocialisti sono progressisti ma non molto liberali in economia, i conservatori sono poco progressisti ma liberali in economia. I liberali sono sia progressisti che liberali in economia, quindi si collocano al centro.
I destroidi che stanno facendo scalpore ultimamente li ho visti definire "neoconservatori" nel canale Istituto Liberale e per quanto molti lo neghino il neoconservatorismo non è nient'altro che una rivisitazione della destra sociale, quindi nazismo, fascismo e cose affini.
Secondo me l'UDC rappresenta il conservatorismo tradizionale più che il neoconservatorismo.
I conservatori tradizionali sono favorevoli al commercio libero, senza frontiere. Nel caso specifico dell'UDC, non amano molto gli immigrati, ma a quanto pare la loro linea è "ognuno a casa sua, ma i popoli commerciano tra loro liberamente".
Il problema secondo me è che siccome non potevano dire "non vogliamo italiani e stranieri tra i piedi perché ci stanno sui coglioni" hanno provato a buttarla su questioni economiche, ma a quanto pare se il libero mercato non implica avere stranieri tra i piedi (come in questo caso) sono favorevoli.
> UDC a parte, non riesco a capire che genere di merci e prodotti la Svizzera potrebbe esportare in Indonesia, perché gli scambi commerciali sovrebbero funzionare a doppio senso. Vuoi mica che in Indonesia non esistano fabbriche locali di cioccolato? Ci sarà mercato per gli orologi a cucù? E quanto ai formaggi, agli asiatici in genere non piacciono.
> In Svizzera ha un certo sviluppo l'industria di precisione. Non è che le aziende abbiano in mente il solito giochino di delocalizzare la produzione in un paese di lavoro a basso costo e lasciare i lavoratori locali a badare a se stessi? Anche questo mi pare strano non sia venuto in mente a quelli dell'UDC.
Se fosse una questione prettamente economica l'UDC avrebbe ragione sugli accordi con l'Indonesia (più merci circolano liberamente, più c'è concorrenza, più c'è scelta per il consumatore), ma a preoccupare il comitato referendario non è l'economia, bensì la distruzione dell'ambiente.
Se non fosse per la questione ambientale ti direi che molto semplicemente i consumatori svizzeri ci guadagnano perché possono comprare prodotti indonesiani a prezzi più ridotti e idem gli indonesiani con i prodotti svizzeri, che comprendono anche medicinali.
Poi da quel che ho capito la bilancia commerciale sarebbe a favore della Svizzera, cioè la Svizzera esporterebbe di più in Indonesia di quanto importerebbe dall'Indonesia.
Detto questo, come dice anche Alex Farinelli (Partito Liberale Radicale) nella trasmissione non è che l'accordo con l'Indonesia faccia la differenza, ma sono se mai tanti piccoli accordi messi insieme a fare la differenza e per completare il puzzle si va avanti pezzo per pezzo.
Da un punto di vista economico tutto bello, ma cosa succede se si permette all'Indonesia di aumentare le esportazioni di olio di palma? Evidentemente è un incentivo ad accelerare la deforestazione.-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-26 14:51:58.0 alle 2021-02-26 14:51:58.0> Tradizionalmente, gli schieramenti politici che dominano la politica sono tre: liberalsocialisti (socialdemocratici), liberali e conservatori.
> Secondo me l'UDC rappresenta il conservatorismo tradizionale più che il neoconservatorismo.
L'UDC me lo vedevo come una sorta di Lega, e uno dei punti del pensiero leghista è l'ostilità al commercio estero quando minaccia l'economia locale. E da questo punto di vista in un accordo commerciale con un paese asiatico vedo più svantaggi che vantaggi per la Svizzera. Supponevo che la minaccia per i lavoratori svizzeri dovuta a possibili delocalizzazioni non sfuggisse all'UDC, ma a quanto pare è sfuggita.
A meno che non sia la solita storia: dato che nell'opporsi all'accordo si sono avanzate anche motivazioni ambientaliste, l'ambientalismo è una cosa di sinistra e i partiti di destra quindi sono antiambientalisti, l'UDC si dichiara a favore.
Questi allineamenti iniziano a stancarmi, perché non trovo nessun partito che abbia la mia combinazione di opinioni. Inoltre, che la sinistra si sia impadronita dell'ambientalismo lo ha snaturato, tenendone solo le parti che fanno comodo ai globalisti e che possono essere usate per imporre vincoli e restrizioni a livello mondiale.-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> > Tradizionalmente, gli schieramenti politici che dominano la politica sono tre: liberalsocialisti (socialdemocratici), liberali e conservatori.
>
> > Secondo me l'UDC rappresenta il conservatorismo tradizionale più che il neoconservatorismo.
>
> L'UDC me lo vedevo come una sorta di Lega, e uno dei punti del pensiero leghista è l'ostilità al commercio estero quando minaccia l'economia locale.
No, l'UDC penso che sia il partito più liberista di tutti in Svizzera.
Questo political compass lo mette più a destra del Partito Liberale nell'asse economico.
Vengono usati i nomi tedeschi, quindi:
- SP = Partito Socialista
- CVP = Partito Popolare Democratico (democristiani)
- FDP = Partito Liberale Radicale
- SVP = UDC
Quindi il Partito Socialista è quello più libertario ma più antiliberista, mentre l'UDC è il partito più antilibertario ma anche più liberista.
I quadratini si riferiscono ai politici, il cerchio all'elettorato. I politici dell'UDC sono ultraliberisti, più del loro elettorato.
Poi c'è il Partito Liberale Radicale che si colloca più o meno al centro sull'asse verticale e a destra in quello orizzontale: è più liberista che libertario, ma comunque meno autoritario dell'UDC.
Quindi l'UDC rappresenta la destra tradizionale. Il problema è che deve riuscire a conciliare il liberismo con la xenofobia, quindi rinuncia al liberismo per quel pezzettino, ma per il resto è fortemente liberista, a tal punto che si opponeva anche all'introduzione del congedo maternità.
Detto questo, tieni presente che secondo i liberisti le leggi del mercato tendono a creare spontaneamente ordine, quindi è inutile che dici a un liberista che ci vuole l'autorità statale per creare ordine nell'economia: lui ti dirà che l'intervento statale nell'economia crea disordine, mentre il mercato libero crea ordine.
> E da questo punto di vista in un accordo commerciale con un paese asiatico vedo più svantaggi che vantaggi per la Svizzera. Supponevo che la minaccia per i lavoratori svizzeri dovuta a possibili delocalizzazioni non sfuggisse all'UDC, ma a quanto pare è sfuggita.
Un liberista (e quindi uno dell'UDC) ti direbbe che non è vero che in Svizzera i posti di lavoro diminuiranno, ma che grazie al libero commercio sia l'economia svizzera che quella indonesiana cresceranno e ci sarà più lavoro per tutti.
È infatti quello che dice Paolo Pamini (UDC) nella trasmissione, che è anche economista.
Istituto Liberale poi osservava che, al di là del fatto che secondo loro ci guadagnano tutti dal libero scambio, affermare che è un male se alcune imprese delocalizzano è da egoisti, perché stai in pratica dicendo che non vuoi che l'economia dei paesi poveri si sviluppi come la nostra.
Io non so bene cosa dire a tal proposito, difficile prevedere l'evoluzione dell'economia sul lungo termine. L'unica cosa che posso prevedere io sono i benefici sul corto e lungo termine per i consumatori, che hanno a disposizione più prodotti se c'è libero scambio e un potere d'acquisto maggiore se i dazi vengono tolti.
Fosse solo per la questione economica voterei SI. Tanto se è vero che sul lungo termine le imprese locali se ne andranno tutte all'estero e ci sarà un'enorme disoccupazione ci sarà da divertirsi, perché sarà la confutazione della teoria liberista e quindi si tornerà ai bei vecchi tempi.






Il Natel.
Ha fatto talmente storia che gli svizzeri ancora oggi il telefono cellulare lo chiamano "Natel".
Rimetteremo in piedi la PTT (che abbiamo smantellato su pressione dell'UE) e faremo tanti altri Natel che faranno concorrenza a Samsung e Iphone. I nostri saranno i Natel migliori.
**Modificato dall'autore il 26.02.2021 17:41**-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-26 18:12:43.0 alle 2021-02-26 18:12:43.0> benefici sul corto e lungo termine per i consumatori, che hanno a disposizione più prodotti se c'è libero scambio e un potere d'acquisto maggiore se i dazi vengono tolti.
Questo è anche il mio punto di vista se mi metto nei panni del consumatore. I dazi con gli Stati Uniti ad esempio non mi vanno perché aumentano il prezzo degli oggetti che compro su eBay
Ma se mi metto nei panni di uno che cerca disperatamente qualcosa da fare, vedo la moneta da tre euro con la faccia di Renzi dall'altro lato, e cioè che i grossi soggetti hanno praticamente occupato tutto il mercato tranne nicchie bizzarre e insignificanti (nelle quali però può esserci la concorrenza dei cinesi).
In giro per qualche sito si trovano ancora delle solette adesive per camminare a piedi nudi al mare o in piscina, inventate da qualcuno che ha avuto l'idea, ha studiato il prodotto e l'ha brevettato, ha lanciato una campagna di crowdfunding, ha creato un'azienda e ha iniziato a fabbricare le solette, per soccombere poco dopo ai cinesi. Su alibaba e aliexpress si trovano ora le sole solette dei cinesi, uguali alle sue in ogni dettaglio. E il brevetto? Che speranza ha una causa in Cina? Perché lo stato non ti tutela? Eh ma $accordi.
Praticamente esistono solo due settori in cui un privato può coesistere coi mastodonti: enogastronomia e abbigliamento, settori dove ognuno fa cose diverse e c'è posto per tutti. Anni fa pensavo di creare un sito di abbigliamento, ma a parte che dal lato produttivo non me ne intendo e non so nemmeno attaccare un bottone, avrei dovuto trovare fabbricanti fidati e spedizioni dropshipping a prezzi convenienti. Poi, mentre ero ancora lì che non avevo del tutto rinunciato a pensarci, ho visto chiudere marchi che ritenevo solidi, pochi anni prima Kylie Minogue indossava la loro roba e ora puf, ho ringraziato il dio della procrastinazione per lo scampato pericolo e ho desistito.
> Rimetteremo in piedi la PTT (che abbiamo smantellato su pressione dell'UE) e faremo tanti altri Natel che faranno concorrenza a Samsung e Iphone. I nostri saranno i Natel migliori.
Che è il PTT, una scorreggia?-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> > benefici sul corto e lungo termine per i consumatori, che hanno a disposizione più prodotti se c'è libero scambio e un potere d'acquisto maggiore se i dazi vengono tolti.
>
> Questo è anche il mio punto di vista se mi metto nei panni del consumatore. I dazi con gli Stati Uniti ad esempio non mi vanno perché aumentano il prezzo degli oggetti che compro su eBay
> Ma se mi metto nei panni di uno che cerca disperatamente qualcosa da fare, vedo la moneta da tre euro con la faccia di Renzi dall'altro lato, e cioè che i grossi soggetti hanno praticamente occupato tutto il mercato tranne nicchie bizzarre e insignificanti (nelle quali però può esserci la concorrenza dei cinesi).
Penso che i liberisti sostengano che le grosse aziende, proprio perché potenti, non si fanno grossi problemi per i dazi: aprono filiali qua e là e sono apposto.
Sono invece le PMI, che non hanno soldi per creare filiali in tutto il mondo, a trarre i maggiori benefici, perché possono esportare senza troppe difficoltà.
Il fatto è che a me comunque non interessa il bene degli imprenditori, ma quello dei consumatori. Per me se le imprese falliscono tutte va bene, vorrà dire che sarà lo stato a erogare beni e servizi e a dare lavoro ai cittadini. L'importante è che i consumatori abbiano ciò di cui hanno bisogno.
> In giro per qualche sito si trovano ancora delle solette adesive per camminare a piedi nudi al mare o in piscina, inventate da qualcuno che ha avuto l'idea, ha studiato il prodotto e l'ha brevettato, ha lanciato una campagna di crowdfunding, ha creato un'azienda e ha iniziato a fabbricare le solette, per soccombere poco dopo ai cinesi. Su alibaba e aliexpress si trovano ora le sole solette dei cinesi, uguali alle sue in ogni dettaglio. E il brevetto? Che speranza ha una causa in Cina? Perché lo stato non ti tutela? Eh ma $accordi.
I brevetti sono dannosi per i consumatori.
Non dico che non ci debbano essere, ma devono avere una durata limitata, in maniera tale che una volta passati quei 5 o 10 anni poi tutti quanti possano imitare il prodotto, a beneficio dei consumatori.
Se si parla della Nutella non sembra una cosa tanto importante, ma se si parla di medicinali allora è importante eccome: i generici costano meno degli originali, quindi è essenziale che i brevetti abbiano una durata limitata.
> > Rimetteremo in piedi la PTT (che abbiamo smantellato su pressione dell'UE) e faremo tanti altri Natel che faranno concorrenza a Samsung e Iphone. I nostri saranno i Natel migliori.
>
> Che è il PTT, una scorreggia?
Era una regia federale che si occupava di:
- Servizi postali
- Implementazione, messa in servizio e fornitura di infrastrutture telefoniche e abbonamenti telefonici
- Implementazione, messa in servizio e fornitura di infrastrutture telegrafiche e servizi telegrafici
- Trasporti pubblici (il famoso autopostale, un'icona della Svizzera)
Una regia federale in Svizzera è un'azienda gestita dallo stato per eseguire compiti economici e fornire servizi autonomamente senza il supporto di privati.
In passato avevamo anche regie federali che fabbricavano armi e munizioni, che penso siano state smantellate.
Nel 1998, su pressione dell'UE, la Svizzera smantellò la PTT e creò un museo.
I servizi telefonici sono ora in mano ad aziende private. Quella meno privata è Swisscom, una società anonima di cui lo stato detiene la maggioranza delle azioni, ma ovviamente qualcuno vorrebbe privatizzarla del tutto.
I servizi postali idem, sono gestiti da una SA.
Questa società ha ripreso la grafica della PTT, ma è ingannevole, non è più la stessa cosa: è una SA, non una regia federale.
La consegna di pacchi postali è stata esternalizzata: mio cugino che è camionista lavorava per una ditta che consegnava i pacchi per la posta e veniva sfruttato come una bestia.
Alcuni uffici postali vengono chiusi perché non più redditizi, così gli abitanti di un paese devono fare kilometri per spedire un pacco.
L'autopostale c'è ancora: anche quello è una SA adesso.
Quindi la regia federale PTT è stata smantellata, poi sostituita con delle SA a scopo di lucro di cui lo stato detiene la maggioranza delle azioni... ma i politici stanno facendo pressione affinché lo stato si liberi delle azioni in maniera tale da renderle aziende completamente private.
Tutto questo per cavalcare le teorie neoliberiste, che mirano allo smantellamento dello stato e al trasferimento del potere economico nelle mani dei capitalisti.
**Modificato dall'autore il 26.02.2021 21:00**-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-26 23:58:43.0 alle 2021-02-26 23:58:43.0Scritto da: Mattia
> Il fatto è che a me comunque non interessa il bene degli imprenditori, ma quello dei consumatori. Per me se le imprese falliscono tutte va bene, vorrà dire che sarà lo stato a erogare beni e servizi e a dare lavoro ai cittadini. L'importante è che i consumatori abbiano ciò di cui hanno bisogno.
Ridurre l'uomo a consumatore ne fa una pecora. Ma anche supponendo vada bene, il consumatore privo di soldi perché non ha un lavoro non può consumare. Rispondere che le aziende pubbliche darebbero lavoro non vale, perché qualsiasi grande azienda che fa lo stesso lavoro di più piccole aziende non dà lavoro allo stesso numero di persone. Se si impone artificialmente di farlo, diventa un carrozzone inefficiente, come certi settori pubblici in Italia.
È un bel problema. Ad esempio mia nonna si liberò dalla schiavitù del lavoro in filanda aprendo un negozio, oggi aprire un negozio nella maggior parte dei casi è perdere soldi.
> > In giro per qualche sito si trovano ancora delle solette adesive per camminare a piedi nudi al mare o in piscina, inventate da qualcuno che ha avuto l'idea, ha studiato il prodotto e l'ha brevettato, ha lanciato una campagna di crowdfunding, ha creato un'azienda e ha iniziato a fabbricare le solette, per soccombere poco dopo ai cinesi. Su alibaba e aliexpress si trovano ora le sole solette dei cinesi, uguali alle sue in ogni dettaglio. E il brevetto? Che speranza ha una causa in Cina? Perché lo stato non ti tutela? Eh ma $accordi.
>
> I brevetti sono dannosi per i consumatori.
Ma utili per coloro che hanno idee di prodotti.
> Non dico che non ci debbano essere, ma devono avere una durata limitata, in maniera tale che una volta passati quei 5 o 10 anni poi tutti quanti possano imitare il prodotto, a beneficio dei consumatori.
Lo sono già.
> Se si parla della Nutella non sembra una cosa tanto importante, ma se si parla di medicinali allora è importante eccome: i generici costano meno degli originali, quindi è essenziale che i brevetti abbiano una durata limitata.
La Nutella non è brevettata, esistono un mucchio di creme concorrenti, alcune decisamente migliori. La crema Novi ha dentro molto più cacao della Nutella.
Anche la Coca Cola non è brevettata, infatti è una ricetta segreta.
> > > Rimetteremo in piedi la PTT (che abbiamo smantellato su pressione dell'UE) e faremo tanti altri Natel che faranno concorrenza a Samsung e Iphone. I nostri saranno i Natel migliori.
> >
> > Che è il PTT, una scorreggia?
>
> Era una regia federale che si occupava di:
> - Servizi postali
> - Implementazione, messa in servizio e fornitura di infrastrutture telefoniche e abbonamenti telefonici
> - Implementazione, messa in servizio e fornitura di infrastrutture telegrafiche e servizi telegrafici
> - Trasporti pubblici (il famoso autopostale, un'icona della Svizzera)
>
>
>
> Una regia federale in Svizzera è un'azienda gestita dallo stato per eseguire compiti economici e fornire servizi autonomamente senza il supporto di privati.
>
> In passato avevamo anche regie federali che fabbricavano armi e munizioni, che penso siano state smantellate.
>
> Nel 1998, su pressione dell'UE, la Svizzera smantellò la PTT e creò un museo.
Michia che cagacazzi la UE!
> I servizi telefonici sono ora in mano ad aziende private. Quella meno privata è Swisscom, una società anonima di cui lo stato detiene la maggioranza delle azioni, ma ovviamente qualcuno vorrebbe privatizzarla del tutto.
>
>
>
> I servizi postali idem, sono gestiti da una SA.
>
>
>
> Questa società ha ripreso la grafica della PTT, ma è ingannevole, non è più la stessa cosa: è una SA, non una regia federale.
Sono stato ingannato anch'io: infatti pensavo fossero le poste di stato.
> La consegna di pacchi postali è stata esternalizzata: mio cugino che è camionista lavorava per una ditta che consegnava i pacchi per la posta e veniva sfruttato come una bestia.
>
> Alcuni uffici postali vengono chiusi perché non più redditizi, così gli abitanti di un paese devono fare kilometri per spedire un pacco.
>
> L'autopostale c'è ancora: anche quello è una SA adesso.
>
>
>
>
> Quindi la regia federale PTT è stata smantellata, poi sostituita con delle SA a scopo di lucro di cui lo stato detiene la maggioranza delle azioni... ma i politici stanno facendo pressione affinché lo stato si liberi delle azioni in maniera tale da renderle aziende completamente private.
>
> Tutto questo per cavalcare le teorie neoliberiste, che mirano allo smantellamento dello stato e al trasferimento del potere economico nelle mani dei capitalisti.-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Il fatto è che a me comunque non interessa il bene degli imprenditori, ma quello dei consumatori. Per me se le imprese falliscono tutte va bene, vorrà dire che sarà lo stato a erogare beni e servizi e a dare lavoro ai cittadini. L'importante è che i consumatori abbiano ciò di cui hanno bisogno.
>
> Ridurre l'uomo a consumatore ne fa una pecora.
Cioè, l'uomo è una pecora perché mangia, perché ha bisogno di medicinali, perché deve spostarsi, ecc ecc...?
Guarda che non è mica un gioco l'economia: serve a rispondere a bisogni umani fondamentali. Poi naturalmente ci sono beni e servizi superflui che servono solo a intrattenere e quelli vanno lasciati alle aziende private.
Quello che non è accettabile è che i bisogni umani fondamentali vengano lasciati esclusivamente nelle mani di privati che cercano il solo profitto e lo stato se ne sta fuori.
Il nuovo farmaco per l'epatite C (l'unico efficace) in Svizzera costa 600 franchi a compressa: se l'avesse sviluppato una regia federale potrebbe regalarlo.
Sono stufo di gente che pensa che i profitti degli imprenditori siano più importanti dei bisogni umani. Io metto i bisogni umani al primo posto, per questo penso ai diritti dei consumatori.
I consumatori non sono mica solo i bimbiminkia che vanno ai concerti di sfera ebbasta o che devono avere l'ultimo Iphone per cazzeggiare in facebook: sono persone malate che hanno bisogne di medicine, genitori che devono dare mangiare a sé stessi e ai propri figli, ecc ecc...
> Ma anche supponendo vada bene, il consumatore privo di soldi perché non ha un lavoro non può consumare. Rispondere che le aziende pubbliche darebbero lavoro non vale, perché qualsiasi grande azienda che fa lo stesso lavoro di più piccole aziende non dà lavoro allo stesso numero di persone. Se si impone artificialmente di farlo, diventa un carrozzone inefficiente, come certi settori pubblici in Italia.
Un servizio pubblico dà lavoro a un paio di persone. Tanti servizi pubblici messi insieme danno lavoro a tante persone.
Dopodiché ci sono comunque le aziende private che creano posti di lavoro, quindi quelli che non lavorano per i servizi pubblici lavorano per le aziende private.
Ci saranno sicuramente disoccupati, ma grazie al fatto che ci sono servizi pubblici nonprofit per i bisogni umani fondamentali allo stato costa meno aiutarli, quindi è realistico che ci possa essere uno stato sociale generoso.
> > I brevetti sono dannosi per i consumatori.
>
> Ma utili per coloro che hanno idee di prodotti.
O si pensa ai bisogni umani o si pensa ai profitti.
> > Non dico che non ci debbano essere, ma devono avere una durata limitata, in maniera tale che una volta passati quei 5 o 10 anni poi tutti quanti possano imitare il prodotto, a beneficio dei consumatori.
>
> Lo sono già.
Bene, ed è giusto che non vengano allungati.
> > Se si parla della Nutella non sembra una cosa tanto importante, ma se si parla di medicinali allora è importante eccome: i generici costano meno degli originali, quindi è essenziale che i brevetti abbiano una durata limitata.
>
> La Nutella non è brevettata, esistono un mucchio di creme concorrenti, alcune decisamente migliori. La crema Novi ha dentro molto più cacao della Nutella.
>
> Anche la Coca Cola non è brevettata, infatti è una ricetta segreta.
Come fai a saperlo? Magari sono semplicemente scaduti i brevetti di Nutella e Coca Cola, per questo che adesso si trovano delle copie non di marca in commercio.
> > > Che è il PTT, una scorreggia?
> >
> > Era una regia federale che si occupava di:
> > - Servizi postali
> > - Implementazione, messa in servizio e fornitura di infrastrutture telefoniche e abbonamenti telefonici
> > - Implementazione, messa in servizio e fornitura di infrastrutture telegrafiche e servizi telegrafici
> > - Trasporti pubblici (il famoso autopostale, un'icona della Svizzera)
> >
> >
> >
> > Una regia federale in Svizzera è un'azienda gestita dallo stato per eseguire compiti economici e fornire servizi autonomamente senza il supporto di privati.
> >
> > In passato avevamo anche regie federali che fabbricavano armi e munizioni, che penso siano state smantellate.
> >
> > Nel 1998, su pressione dell'UE, la Svizzera smantellò la PTT e creò un museo.
>
> Michia che cagacazzi la UE!
>
> > I servizi telefonici sono ora in mano ad aziende private. Quella meno privata è Swisscom, una società anonima di cui lo stato detiene la maggioranza delle azioni, ma ovviamente qualcuno vorrebbe privatizzarla del tutto.
> >
> >
> >
> > I servizi postali idem, sono gestiti da una SA.
> >
> >
> >
> > Questa società ha ripreso la grafica della PTT, ma è ingannevole, non è più la stessa cosa: è una SA, non una regia federale.
>
> Sono stato ingannato anch'io: infatti pensavo fossero le poste di stato.
>
> > La consegna di pacchi postali è stata esternalizzata: mio cugino che è camionista lavorava per una ditta che consegnava i pacchi per la posta e veniva sfruttato come una bestia.
> >
> > Alcuni uffici postali vengono chiusi perché non più redditizi, così gli abitanti di un paese devono fare kilometri per spedire un pacco.
> >
> > L'autopostale c'è ancora: anche quello è una SA adesso.
> >
> >
> >
> >
> > Quindi la regia federale PTT è stata smantellata, poi sostituita con delle SA a scopo di lucro di cui lo stato detiene la maggioranza delle azioni... ma i politici stanno facendo pressione affinché lo stato si liberi delle azioni in maniera tale da renderle aziende completamente private.
> >
> > Tutto questo per cavalcare le teorie neoliberiste, che mirano allo smantellamento dello stato e al trasferimento del potere economico nelle mani dei capitalisti.
Ah, tra l'altro di recente è saltato fuori che Autopostale SA (che è sotto La Posta SA) falsificava i bilanci così da nascondere gli utili e prendere soldi dallo stato.
Nel frattempo La Posta SA chiudeva 1'000 uffici postali contro il volere della popolazione.
La popolazione del paesello Grono ha fatto una raccolta firme per salvare l'ufficio postale di paese (1'000 firme raccolte, gli abitanti sono 1'373) dopo che ha appreso, in maniera improvvisa, che sarebbe stato chiuso, ma La Posta SA se ne frega di quello che vuole la popolazione e continua a chiudere uffici nonostante le proteste.
Quindi, riassumendo:
- La Posta SA fa utili a tradimento e prende per il culo lo stato
- Oltre al danno anche la beffa: gli uffici postali vengono chiusi
- Sfruttano i dipendenti, raggirando i contratti collettivi
https://www.rsi.ch/play/tv/60-minuti/video/la-post...
**Modificato dall'autore il 27.02.2021 01:17**-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-27 03:26:00.0 alle 2021-02-27 03:26:00.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Il fatto è che a me comunque non interessa il bene degli imprenditori, ma quello dei consumatori. Per me se le imprese falliscono tutte va bene, vorrà dire che sarà lo stato a erogare beni e servizi e a dare lavoro ai cittadini. L'importante è che i consumatori abbiano ciò di cui hanno bisogno.
> >
> > Ridurre l'uomo a consumatore ne fa una pecora.
>
> Cioè, l'uomo è una pecora perché mangia, perché ha bisogno di medicinali, perché deve spostarsi, ecc ecc...?
Se i suoi bisogni si riducono a quello, è una pecora. Produci consuma crepa.-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Il fatto è che a me comunque non interessa il bene degli imprenditori, ma quello dei consumatori. Per me se le imprese falliscono tutte va bene, vorrà dire che sarà lo stato a erogare beni e servizi e a dare lavoro ai cittadini. L'importante è che i consumatori abbiano ciò di cui hanno bisogno.
> > >
> > > Ridurre l'uomo a consumatore ne fa una pecora.
> >
> > Cioè, l'uomo è una pecora perché mangia, perché ha bisogno di medicinali, perché deve spostarsi, ecc ecc...?
>
> Se i suoi bisogni si riducono a quello, è una pecora. Produci consuma crepa.
Io non capisco proprio il senso di certe tue uscite, che sono completamente fuori contesto, perché io non ho mai detto che bisogna ridurre l'uomo a un consumatore: questo è ciò che fanno gli imprenditori, ma ci arriviamo dopo*.
Io stavo semplicemente parlando del ristretto ambito dell'economia, all'interno del quale ogni individuo ha in comune con gli altri il fatto di essere un consumatore.
Consumatore non significa "rincoglionito che compra continuamente cose inutili" (questo è quello che vogliono gli imprenditori, ma ci arriviamo dopo*): è un consumatore anche chi mangia, chi prende medicine, chi si sposta da A a B con il trasporto pubblico, chi usa l'elettricità, chi usa l'acqua potabile, chi compra un riscaldamento per casa o il combustiibile per il riscaldamento, ecc ecc...
L'economia è quella cosa che PRIMA DI TUTTO soddisfa i bisogni alla base della piramide di Maslow, ma io non ho mai detto che si debba pensare solo all'economia e quindi alla base della piramide... anzi, la mia idea è di creare una base solida così poi possiamo finalmente concentrarci sui piani alti. Le persone devono passare la loro intera esistenza a pensare alla base della piramide perché è quello che vogliono gli imprenditori, ma ci arriviamo dopo*.
Forse non te ne rendi conto, ma tutti i guai iniziano quando l'economia diventa qualcosa in più rispetto al soddisfacimento dei bisogni fisiologici dell'uomo (base della piramide): l'imprenditoria infatti trasforma in merda tutto quello che sta in cima alla piramide.
*Da dove vuoi iniziare? Dalla TV, dalla musica o dai passatempi?
Iniziamo pure dalla musica: l'industria discografica ha trasformato la musica in merda. Le radio, i produttori, gli "artisti" negli ultimi anni hanno fatto tutto il possibile per far degenerare la musica a dei livelli culturali infimi: i grandi compositori che hanno segnato la storia imbraccerebbero un AK-47 se potessero vedere come è stata ridotta la musica da gente che pensa al solo profitto.
Su questo ho già scritto tanta roba, quindi è inutile dilungarsi.
Passiamo alla TV: l'imprenditoria crea cose come Mediaset: lo scopo è creare un ammasso di rincoglioniti che guardano programmi spazzatura e che vengono bombardati dalla pubblicità.
Ora, siccome c'era il rischio che le persone quando uscivano parlassero di cose intelligenti o facessero cose intelligenti dovevano pensarci Zuckerberg e compagnia bella a rovinare anche la vita sociale, creando un ammasso di rimbambiti social-dipendenti che quando vanno in vacanza non hanno altro da fare se non che postare foto sceme per prendere like.
In quella settimana all'anno in cui potresti goderti la natura e stare lontano da Mediaset ci sarebbe il rischio di pensare a cose intelligenti, se non fosse che il mercato ha pensato anche a come riempire quei vuoti.
Ultimamente hanno prodotto un documentario sui social network in cui vengono intervistate persone che hanno lavorato al loro interno e sono proprio loro a dire che l'obbiettivo era proprio quello: non è che loro avessero in mente qualcosa di bello ma gli utenti hanno fatto degenerare la cosa. I padroni volevano proprio arrivare a questo... e per aver distrutto migliaia di cervelli sono stati premiati con enormi guadagni.
Un paio di anno fa qui in Svizzera è stata fatta un'iniziativa popolare per privatizzare il servizio pubblico televisivo, che è stata bocciata dal popolo.
Uno dei miei migliori amici è tra quelli che ha votato a favore dell'iniziativa, ma lui stesso ammette che la RSI è di un livello culturale superiore rispetto alle TV private a cui siamo abituati.
Tralasciando il fatto che la pubblicità è decisamente ridotta rispetto a Mediaset (quindi l'utente è considerato molto di meno un prodotto), il mio amico che avrebbe privatizzato la RSI ha detto: "Non vedrai mai un Alfonso Signorini e un Grande Fratello alla RSI".
Aggiungo: non vedrai mai una cosa come Quinta Colonna alla RSI. I programmi di discussione politica sono molto più seri, vedi per esempio 60 minuti e democrazia diretta.
https://www.rsi.ch/play/tv/programma/60-minuti?id=...
https://www.rsi.ch/play/tv/programma/democrazia-di...
Lo sai perché? Perché il servizio pubblico televisivo punta a educare e informare (indottrinare se si parla di una dittatura, ma la Svizzera è un paese liberale), non a creare masse di rincoglioniti per bombardarli con la pubblicità, quindi la RSI preferisce trasmettere cose come il Giardino di Albert anziché il Grande Fratello.
https://www.rsi.ch/la1/programmi/cultura/il-giardi...
Preferisce trasmettere un programma di inchieste come Falò (di cui tu hai visto la puntata che parlava dei villaggi con le case in pietra), anziché una pagliacciata come "le iene".
https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/falo...
Mi sento un po' meno di polemizzare sul cinema perché lì bene o male vengono ancora prodotti dei bei film, ma volendo posso polemizzare anche su quello, perché comunque ci metto impegno per trovare dei film decenti (quelli postati nella sezione Cinema), a volte faccio scorrere liste di film per mezz'ora prima di sceglierne uno.
Scegliessi film a caso probabilmente avrei molto da ridire anche sul cinema e infatti è pieno di filmetti action e commedie per rincoglioniti: anche quelli (trasmessi dalla TV) hanno fatto qualche danno al cervello delle persone.
Arrivo al punto: in pratica con la tua affermazione sottintendi che una persona possa tirare fuori la parte buona/intellettuale di sé solo facendo imprenditoria, peccato che poiché l'imprenditore usa l'ingegno per riempire le proprie tasche e non per migliorare l'umanità quello che viene fatto in pratica è cercare di creare appunto quel CONSUMATORE RINCOGLIONITO che manda giù anche il risciacquo del lavandino e che non capisce nemmeno perché lo sta facendo.
A parte questo, comunque non si capisce perché mai l'ingegno umano dovrebbe emergere solo con la egoistica ricerca del profitto.
Uno non può essere ingegnoso anche a gratis, nel tempo libero?
Non può per esempio inventare qualcosa al fine di stimolare le parti alte della piramide di Maslow e poi condividerle con gli altri se non per l'altruismo quantomeno per la gloria?
Si, perché quando inventi qualcosa di rivoluzionario il tuo nome diventa immortale e la gente ti rispetta.
Ovviamente si, una persona potrebbe eccome ingegnarsi nel tempo libero, ma molti non hanno il tempo per farlo perché il mercato vuole che passi 8 ore al giorno a fare lo schiavetto di qualche impresa che magari sta rovinando l'umanità o il cervello delle persone.
Gli informatici le cose più interessanti e intellettualmente stimolanti le vedono e le fanno a scuola (magari all'università statale, che cerca di tirare fuori l'ingegno fine a sé stesso), poi una volta usciti magari vengono assunti da qualche azienda sparagestionali e la loro giornata tipo diventa ascoltare le lamentele del cliente che quel bottone lo vuole rosa e non verde.
Quindi passano la giornata a fare form HTML e cambiare il colore dei bottoni e quando arrivano a casa sono troppo stanchi per fare altre cose più ingegnose e stimolanti, che farebbero volentieri se solo avessero il tempo.
Naturalmente non sto dicendo che non ci siano lavori intellettualmente stimolanti, ANZI: ma parliamo appunto di LAVORO e non di imprenditoria.
Tu sopra hai scritto "fare impresa per liberarsi dalla schiavitù del lavoro", ma in realtà una persona normale non si libera dal lavoro facendo impresa, perché almeno inizialmente devi essere tu a lavorare per la tua azienda, visto che non hai soldi per versare stipendi. A quel punto non prendi ordini dal datore di lavoro, ma prendi ordini dal cliente che vuole tutto fatto entro ieri, quindi oltre a essere stressato esattamente come un lavoratore dipendente hai anche la paura di perdere soldi.
Però naturalmente tu intendevi dire che se l'impresa decolla poi puoi permetterti di assumere dipendenti e quindi far lavorare gli altri al posto tuo e qui viene fuori la grande contraddizione del tuo discorso: a quel punto l'imprenditore smette di usare il cervello, perché la sua preoccupazione a quel punto diventa "cosa fare" ma si libera del problem solving riguardante il "come farlo", che è la parte più difficile e che lui scarica sui lavoratori.
Ci arriva anche un bambino a dire "voglio fare la macchina del tempo" o "voglio fare un casinò in quel punto della città": il problema è realizzare tecnicamente la macchina del tempo o il palazzone in cui viene messo il casinò.
A questo punto l'imprenditore diventa nient'altro che un investitore, quindi sostanzialmente un consumatore di lavoro (se disprezzi i consumatori, quindi anche te stesso, sappi che un investitore è un consumatore del mercato del lavoro): "voglio quella cosa lì, dimmi quanto costa e poi ci pensi tu", che non è alla fine una cosa diverso rispetto al consumatore di servizi che dice "ho bisogno di un riscaldamento in casa, dimmi quanto costa e poi ci pensi tu".
Concludo: dal momento che l'investitore non è ingegnoso, ma solo un parassita che fa lavorare gli altri al posto suo per mettersi in tasca i frutti del loro ingegnoso lavoro, il tuo discorso non si regge proprio in piedi, soprattutto alla luce del fatto che come abbiamo visto sopra spesso l'investitore investe per peggiorare l'umanità e non per migliorarla, quindi per creare quel consumatore lobotomizzato che tanto disprezzi.
Se hai ingegno puoi fare due cose:
- Se non hai bisogno di reddito puoi fare cose nel tempo libero
- Se hai bisogno di reddito cerchi un lavoro dove è richiesto l'ingegno: le università statali cercano tante persone che hanno colpi da sparare nel campo della ricerca
Lo stato può premiare gli ingegnosi anche economicamente (se la gloria non basta): oltra a darti un generoso stipendio di base, se scopri o inventi cose importanti può darti premi di milioni di euro. Quindi ti prendi il tuo bel premio milionario per aver scoperto quel farmaco, ma poi la tua invenzione viene usata a beneficiò della collettività.
È una brutta cosa questa?
**Modificato dall'autore il 28.02.2021 16:20**
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Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2021-02-26 18:24:58.0 alle 2021-02-26 18:24:58.0> No, l'UDC penso che sia il partito più liberista di tutti in Svizzera.
>
> Questo political compass lo mette più a destra del Partito Liberale nell'asse economico.
>
>
>
> Vengono usati i nomi tedeschi, quindi:
> - SP = Partito Socialista
> - CVP = Partito Popolare Democratico (democristiani)
> - FDP = Partito Liberale Radicale
> - SVP = UDC
>
> Quindi il Partito Socialista è quello più libertario ma più antiliberista, mentre l'UDC è il partito più antilibertario ma anche più liberista.
Non identificherei l'asse verticale con l'essere libertari. Anzi, è un asse piuttosto confuso in cui possono stare molte cose, lo etichetterei come chiusura-apertura e in merito, la mia opinione è che la chiusura sia ottusa e l'apertura stupida.
Che significa integrazione e Open Society / Tradizionalismo e conservatorismo? L'ambientalismo dove si situa su una simile scala? Esiste un ambientalismo di tendenze open, diciamo un ecologismo tecnocratico e internazionalista sul quale inizio a storcere il naso, che piace ai globalisti perché dà pretesti per mettere vincoli, es. WWF e Greenpeace, e un ambientalismo più generalmente conservazionista e tradizionalista, es. FAI.-
Re: Svizzera, votazione popolare del 7 marzo: "Libera circolazione con IndonesiaPoliticaScritto da:
> > No, l'UDC penso che sia il partito più liberista di tutti in Svizzera.
> >
> > Questo political compass lo mette più a destra del Partito Liberale nell'asse economico.
> >
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> >
> > Vengono usati i nomi tedeschi, quindi:
> > - SP = Partito Socialista
> > - CVP = Partito Popolare Democratico (democristiani)
> > - FDP = Partito Liberale Radicale
> > - SVP = UDC
> >
> > Quindi il Partito Socialista è quello più libertario ma più antiliberista, mentre l'UDC è il partito più antilibertario ma anche più liberista.
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> Non identificherei l'asse verticale con l'essere libertari. Anzi, è un asse piuttosto confuso in cui possono stare molte cose, lo etichetterei come chiusura-apertura e in merito, la mia opinione è che la chiusura sia ottusa e l'apertura stupida.
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> Che significa integrazione e Open Society / Tradizionalismo e conservatorismo? L'ambientalismo dove si situa su una simile scala? Esiste un ambientalismo di tendenze open, diciamo un ecologismo tecnocratico e internazionalista sul quale inizio a storcere il naso, che piace ai globalisti perché dà pretesti per mettere vincoli, es. WWF e Greenpeace, e un ambientalismo più generalmente conservazionista e tradizionalista, es. FAI.
"Open society" è una società che rispetta le libertà personali, civili e politiche.
Ditruggere l'ambiente non è una libertà personale, né un diritto civile, né un diritto politico: semplicemente nel political compass l'ambientalismo non c'è: ci vorrebbe una terza dimensione per rappresentarlo.
Sappiamo però che c'è una relazione inversa tra essere liberisti e essere ambientalisti, quindi in quel grafico puoi in pratica dare per scontato che i più liberisti sono i meno ambientalisti e i meno liberisti i più ambientalisti.
Comunque il Partito Socialista è quello più favorevole alle libertà personali e all'espansione e affermazione dei diritti civili, quindi è quello più in alto.
L'UDC invece è quello che più si oppone a queste cose.
Per l'appunto, come dicevo, l'UDC è proprio la tipica destraccia: libertà solo in economia per sfruttare i deboli e abbandonarli a sé stessi. Io la vedo come una posizione coerente, perché chi è liberale in economia secondo me è passivamente violento, quindi non mi sorprende che poi sia attivamente violento nei confronti delle persone e delle loro libertà personali.
Se non riconosci i diritti sociali perché mai dovresti riconoscere quelli civili?
**Modificato dall'autore il 26.02.2021 19:07**
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