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    il 2021-03-21 03:21:34.0 alle 2021-03-21 03:21:34.0
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    Michele Boldrin: la spesa pubblica favorisce o danneggia la crescita economica?
    Riassumendo, secondo Boldrin affermare che la spesa pubblica abbia benefici globali sull'economia è un discorso da bar e affermare il contrario pure. Egli sostiene che è scientificamente impossibile dimostrare una tesi o l'altra.

    Quello che invece sappiamo è che senza ombra di dubbio la spesa pubblica redistribuisce denaro e con molta onestà intellettuale Boldrin dice che in veste di economista non vuole esprimersi su quanto sia giusto o sbagliato redistribuire perché è solo una questione etica e non tecnica.
    Dal punto di vista tecnico, si limita semplicemente a dire che è una puttanata affermare che per esempio sussidiare l'industria edilizia crea benefici collettivi: in realtà non fa altro che spostare denaro da chi viene tassato all'industria edilizia, qualcuno ci perde e qualcun'altro ci guadagna. Che poi l'operazione crei benefici collettivi sull'economia è impossibile da dimostrare.
    In realtà - dice lui - sono i modelli economici a dover tenere conto del fatto che esista l'intervento pubblico e non l'intervento pubblico a dover essere giustificato con modelli economici, essendo l'intervento pubblico di carattere spesso etico.

    Boldrin sostiene poi che la spesa pubblica in Italia redistribuisca per certi versi da chi è povero a chi è meno povero, quindi se lo scopo è aiutare i poveri una parte della spesa pubblica viene sprecata.

    Infine, Boldrin spiega che Keynes sosteneva che la spesa pubblica creasse benefici collettivi all'economia di un paese in casi di crisi economica se determinate condizioni sono vere (tesi che Boldrin ritiene valida): queste condizioni non sarebbero per esempio vero nell'attuale crisi economica, che ha caratteristiche diverse.
    Infatti Boldrin, che è favorevole all'intervento pubblico anche in questa situazione, dice che in questo caso si tratta solo di trasferire denaro dallo stato all'industria, cioè dai dipendenti pubblici e dai pensionati (che sono quelli che soffrono meno la crisi) a chi sopravvive grazie all'industria.

    Morale della favola, Keynes non può essere citato a cazzo per giustificare qualsiasi spesa pubblica, perché il discorso di Keynes è molto più specifico.

    Michele Boldrin entra nella live al minuto 00:24:00, ma parte molto tecnico ed è difficile da seguire. Consiglio di saltare al minuto 00:58:26 a chi è interessato all'argomento e vuole andare al sodo.

    P.S.: piccola curiosità, in questo video salta fuori che Boldrin è cresciuto in una famiglia povera.




    **Modificato dall'autore il 21.03.2021 03:37**
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      Non Autenticato
      il 2021-03-21 16:23:19.0 alle 2021-03-21 16:23:19.0
      Re: Michele Boldrin: la spesa pubblica favorisce o danneggia la crescita economi
      > Dal punto di vista tecnico, si limita semplicemente a dire che è una puttanata affermare che per esempio sussidiare l'industria edilizia crea benefici collettivi: in realtà non fa altro che spostare denaro da chi viene tassato all'industria edilizia, qualcuno ci perde e qualcun'altro ci guadagna. Che poi l'operazione crei benefici collettivi sull'economia è impossibile da dimostrare.

      > Boldrin sostiene poi che la spesa pubblica in Italia redistribuisca per certi versi da chi è povero a chi è meno povero, quindi se lo scopo è aiutare i poveri una parte della spesa pubblica viene sprecata.

      Boldrin sarà antipatico ma non un fesso.

      > Infatti Boldrin, che è favorevole all'intervento pubblico anche in questa situazione, dice che in questo caso si tratta solo di trasferire denaro dallo stato all'industria, cioè dai dipendenti pubblici e dai pensionati (che sono quelli che soffrono meno la crisi) a chi sopravvive grazie all'industria.

      Su questo non sono d'accordissimo, perché in realtà distribuisce all'industria anche i soldi del lavoratore autonomo, ormai una categoria alla canna del gas.
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