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> Scritto da: Mattia
> > https://forum.termometropolitico.it/820902-problem... 
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> > I liberali (e non solo) spesso criticano questa o quell'altra legge dicendo che è da "stato etico", ma trovo che non significhi un cazzo, perché lo stato è etico per definizione, visto che impone una visione etica dall'alto. Anche la visione liberale è una visione etica, quindi uno stato liberale è anche etico.
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> > Infatti il problema non sta nello stato etico, ma se mai nello stato ESTETICO.
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> > Nel mio vocabolario, con stato ESTETICO si intende uno stato che impone a tutti quanti determinate preferenze "estetiche", come se ci fossero delle preferenze "estetiche" oggettivamente migliori di altre che devono essere imposte a tutti quanti.
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> > I sillogismi costruiti dai fautori dello stato estetico hanno tipicamente questa struttura:
> > 1) X è bello e naturale
> > 2) Ciò che è diverso da X è brutto, schifoso, innaturale
> > 3) X deve essere quindi imposto per legge, o comunque incentivato a scapito di Y e Z
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> > A essere per esempio osessionata dallo stato estetico è la destra Visegrad (che in questo periodo piace molto ai centrodestroidi italiani, infatti Salvini e Meloni hanno capito che devono leccare il culo a Orban e compagnia bella per prendere voti): nella visione dei destri Visegrad i peggiori nemici dello stato estetico sono le persone LGBT.
> > Gli omosessuali sono visti come antiestetici (più che altro le coppie gay, quelle lesbiche in fondo vanno bene) e quindi l'omosessualità è vista da essi se non come una cosa da rendere proprio illegale (fortunatamente credo che siano solo i più estremisti a vederla in questo modo) comunque da intralciare. Cioè, comunque in un modo o nell'altro bisogna rompere il cazzo agli omosessuali.
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> > Da liberale dico:
> > SI ALLO STATO ETICO LIBERALE
> > GUERRA ALLO STATO ESTETICO
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> Non sono d'accordo, secondo me lo stato dovrebbe imporre l'architettura tradizionale locale e la conservazione assoluta del paesaggio, e pure questo è una forma di stato estetico.
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A quanto pare non hai capito il senso di STATO ESTETICO, infatti temevo che ci sarebbero state simili obbiezioni e che quindi dovevo spiegare meglio la questione, ma volevo essere breve per non creare i soliti post di 100 pagine che poi non vengono nemmeno letti.
Faccio quindi ulteriori precisazioni a posteriori.
Se un comune decide di mettere ai voti della popolazione della città di che colore debba essere pitturato il municipio non è che stia implentando lo STATO ESTETICO, ma anzi fa una cosa persino lodevole: i cittadini pagano la pittura e quindi decidono loro.
Lo stesso discorso vale per qualsiasi decisione riguardante gli spazi pubblici: a cosa deve essere destinato il suolo pubblico? Lo facciamo diventare boscaglia, facciamo un parco verde, ci costruiamo sopra qualche opera oppure lo cediamo a un privato per costruire una discoteca, un negozio, un campeggio, un ristorante o qualsiasi altra cosa gli salti per la testa?
Se simili decisioni non vengono prese con la democrazia diretta io mi incazzo.
Con STATO ESTETICO non intendevo dire prendere decisioni riguardanti il paesaggio che è pubblico per definizione, ma pensavo a uno stato che entra in maniera invasiva negli spazi e nella vita privata delle persone, imponendo determinate preferenze personali.
Per fare un esempio improbabile, se a uno fa schifo mangiare le lumache e per questo vuole vietare a tutti di mangiarle allora è favorevole allo stato estetico, perché ritiene che le sue preferenze alimentari personali debbano essere legge.
Cosa gliene frega a lui di cosa mangiano gli altri? Fintanto che nessuno lo obbliga a mangiare lumache qual'è il problema? Essere contrari allo stato estetico significa seguire le proprie preferenze personali senza rompere il cazzo agli altri.
La questione del paesaggio non c'entra niente, perché quelle sono logicamente decisioni di pubblica rilevanza che riguardano la collettività, non preferenze di vita privata.
Non si può avere un paesaggio naturale e un pesaggio industrializzato nello stesso punto del territorio: per forza di cose o vince una cosa o vince l'altra.
Nell'ambito delle preferenze personali non è invece necessario che una visione prevalga sull'altra, perché c'è spazio per ognuna, quindi voler imporsi sugli altri è solo una gratuita sopraffazione.
Ciò detto, il liberale super classico sarebbe contrario alla modellazione del paesaggio perché secondo la sua dottrina ci deve essere tanta proprietà privata e la proprietà privata deve essere sotto il controllo dei proprietari e non dello stato.
Io rifiuto queste teorie perché sono logicamente fallaci, perché è assurdo ritenere che un individuo possa avere il controllo ASSOLUTO anche solo di un pezzetino del pianeta e che gli altri non abbiano nessuna voce in capitolo.
È del tutto logico che ogni pezzettino di territorio unito agli altri pezzettini formi il pianeta terra e che quindi filosoficamente non esista nessuna proprietà privata della terra: esistono soltanto concezioni utilitaristiche della proprietà privata della terra, che proprio perché utilitaristiche sono appunto limitate da utili limiti: "fino a questo paletto la proprietà privata dei terreni è utile, oltre questo diventa dannosa".
Quindi io non devo fare i conti con nessun conflitto morale di fronte alla tua tesi di rompere il cazzo ai proprietari dicendo loro cosa debbano o non debbano fare nella loro proprietà privata (faccio solo riflessioni utilitaristiche ignorando qualsiasi cagata di ordine morale*).
Mi chiedo piuttosto come faccia tu, che sostieni la proprietà superprivata e la sua inviolabilità da un punto di vista morale, a creare un discorso coerente: o sei il ré con poteri assoluti della tua proprietà privata o non lo sei, la questione è banale.
Il libertarianismo è incompatibile con quel tipo di ambientalismo che promuovi te: o uno o l'altro. Decidi.
*Utilitaristicamente parlando, la mia famiglia ha recentemente subito delle fastidiose ingerenze dello stato nella proprietà privata e quindi il mio umore attuale sull'argomento è "vaffanculo lo stato". È piuttosto fastidioso che lo stato ti dica dove puoi puoi o non puoi posizionare la saliera e come debba essere la saliera in un terreno che hai comprato con i tuoi soldi.
In questa vicenda ho appreso quanto lo stato possa metterti il fiato sul collo all'interno della tua proprietà privata... e a metterci i soldi ovviamente sei sempre tu, anche quando sbaglia lo stato.
**Modificato dall'autore il 09.07.2021 02:27**