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    il 2021-12-06 19:37:33.0 alle 2021-12-06 19:37:33.0
    Trollate totali: 9887
    Se Marco e Lisa fanno una torta e Gianfranco mette i soldi, di chi è la torta?
    https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...

    Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.

    Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.

    Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?

    Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.



    Sono fiducioso che molte persone riescano a capire la razionalità della mia conclusione, ma allora perché molti diventano irrazionali quando si parla di cose molto più grandi come un'azienda? Quando noi socialisti diciamo che i lavoratori devono ricevere una retribuzione adeguata per il loro lavoro stiamo banalmente dicendo che è un loro diritto perché la torta che l'azienda produce non esisterebbe senza il loro lavoro, quindi loro sono proprietari della torta tanto quanto lo è l'imprenditore che mette i soldi per gli ingredienti: l'imprenditore non può essere proprietario della torta più di quanto lo siano le persone che hanno lavorato per realizzarla, eppure secondo le regole capitaliste la torta è solo di proprietà di quello che ci ha messo i soldi.
    I liberisti allora ritengono che siccome l'imprenditore è proprietario decide lui quanto pagare i lavoratori, non può essere il diritto a farlo.

    Quando si parla di salari minimi legali i liberisti se ne escono sempre con lo spauracchio che diminuiranno i posti di lavoro, ma tralasciando il fatto che in Svizzera francese i posti di lavoro sono aumentati dopo l'introduzione del salario minimo, perché dovremmo preoccuparci dell'andamento della macroeconomia quando si parla di DIRITTI delle persone???
    È come se uno dicesse "se aboliamo la schiavitù ci sarà una riduzione del PIL" oppure "se vietiamo il sicariato diminuiranno i posti di lavoro". Simili obiezioni sottintendono che l'andamento della macroeconomia sia più importante dell'etica, mentre per il Partito è più importante l'etica.

    **Modificato dall'autore il 06.12.2021 19:38**
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      Non Autenticato
      il 2021-12-06 20:00:47.0 alle 2021-12-06 20:00:47.0
      Re: Se Marco e Lisa fanno una torta e Gianfranco mette i soldi, di chi è la tort
      Scritto da: Mattia
      > https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...
      >
      > Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
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      > Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
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      > Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
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      > Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.

      Che guadagni? Nun ce la magnamo?

      Oppure: Marco e Lisa hanno impiegato tot tempo a fare la torta, che moltiplicato per una paga oraria convenzionale fa una certa somma. Gianfranco ha impiegato tot tempo ad andare a comprare gli ingredienti, che equivale a un'altra somma, a cui aggiungere la spesa per gli ingredienti. Si può calcolare così, ma assumere convenzionalmente parti uguali è più semplice. Inoltre stando a guardare le pulci, cioè ogni volta che le regole sono complicate, qualcuni inizierà a fare il furbo e Gianfranco ci metterà molto tempo ad andare a comprare e gli altri due a impastare e informare. Decidere per parti uguali in questo caso elimina terreno a molte furberie, e infine si può anche stabilire che la volta seguente Marco farà le compere e gli altri due cucineranno, poi le compere le farà Lisa e così via.

      Ma con un'azienda non è così semplice, perché il proprietario dell'azienda si assume il rischio d'impresa. Un'azienda è come un patto in cui uno si assume rischi e mal di pancia in cambio della potenziale prospettiva di guadagnare molti soldi, mentre altri desiderano una vita più tranquilla accontentandosi di meno soldi.
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        Politica
        Scritto da
        il 2021-12-07 02:06:14.0 alle 2021-12-07 02:06:14.0
        Trollate totali: 9887
        Re: Se Marco e Lisa fanno una torta e Gianfranco mette i soldi, di chi è la tort
        Scritto da:
        > Scritto da: Mattia
        > > https://forum.termometropolitico.it/827109-marco-l...
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        > > Immaginate che un gruppo di tre amici decidano di fare un torta da vendere al mercatino di natale.
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        > > Gianfranco compra gli ingredienti, mentre Marco e Lisa si spartiscono a metà il lavoro per produrre la torta.
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        > > Domanda: chi è il proprietario della torta e in quale misura? In altre parole, come dovranno essere spartiti i guadagni realizzati dalla vendita della torta tra loro tre?
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        > > Direi che la risposta è semplice: ognuno ha fatto la sua parte, senza il contributo di uno dei tre la torta non esisterebbe, quindi la torta appartiene a tutti e tre in egual misura, che significa che ognuno si prenderà 1/3 dei guadagni.
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        > Che guadagni? Nun ce la magnamo?
        >
        > Oppure: Marco e Lisa hanno impiegato tot tempo a fare la torta, che moltiplicato per una paga oraria convenzionale fa una certa somma. Gianfranco ha impiegato tot tempo ad andare a comprare gli ingredienti, che equivale a un'altra somma, a cui aggiungere la spesa per gli ingredienti. Si può calcolare così, ma assumere convenzionalmente parti uguali è più semplice. Inoltre stando a guardare le pulci, cioè ogni volta che le regole sono complicate, qualcuni inizierà a fare il furbo e Gianfranco ci metterà molto tempo ad andare a comprare e gli altri due a impastare e informare. Decidere per parti uguali in questo caso elimina terreno a molte furberie, e infine si può anche stabilire che la volta seguente Marco farà le compere e gli altri due cucineranno, poi le compere le farà Lisa e così via.
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        > Ma con un'azienda non è così semplice, perché il proprietario dell'azienda si assume il rischio d'impresa. Un'azienda è come un patto in cui uno si assume rischi e mal di pancia in cambio della potenziale prospettiva di guadagnare molti soldi, mentre altri desiderano una vita più tranquilla accontentandosi di meno soldi.

        Ovviamente la divisione in parti uguali è una semplificazione, ma il punto della questione è discutere su chi sia il proprietario del prodotto finito e la risposta è che tutti coloro che l'hanno realizzato sono comproprietari: non è che il proprietario sia solo quello che ci ha messo i soldi, perché con i soldi da soli il prodotto non esisterebbe.

        Un'altra questione importante da capire è che in linea di principio i lavoratori sono tutti ugualmente importanti nella realizzazione del prodotto, dal momento che è difficile determinare quale sia la parte che più di tutte suscita emozione nel consumatore.
        Uno potrebbe per esempio pensare che se un gioco di Nintendo ha successo il merito è soprattutto di Miyamoto (direttore creativo, che inventa i giochi) e che le colonne sonore siano solo accessorie (la ciliegina sulla torta), ma io sono pronto a giurare che nel caso di Zelda siano le colonne sonore di Koji Kondo ad avermi trascinato dentro.
        Non perché il gioco non abbia altre qualità, ma perché l'atmosfera del gioco (che comprende la colonne sonore) sono la prima cosa che ti cattura e che ti motiva ad addentrarti nel gioco.
        Miyamoto è milionario. Koji Kondo quanto viene pagato? Non lo so.

        D'altra parte senza la persona che ha tradotto il gioco in inglese/italiano non sarei proprio riuscito a giocarci, perché non avrei capito un tubo. Senza gli addetti del reparto vendite che si sono assicurati che il gioco venisse esportato in Europa, noi europei il gioco non lo conosceremmo neppure, tranne un pubblico di nicchia che si interessa alla cultura giapponese.

        Morale della favola: un'ora di lavoro di un prodotto di successo in teoria ha uguale valore per tutti i lavoratori, però qualcuno deve lavorarci tante ore e qualcun'altro meno ore.


        Il proprietario dell'azienda si assume il rischio finanziario, ma i lavoratori si assumono altri rischi. In easyJet sono piloti e assistenti di volo che rischiano di spiattellarsi a ogni atterraggio, non gli azionisti.
        Inoltre quando i rischi dell'imprenditore vanno male anche i lavoratori spesso perdono il lavoro, quindi i lavoratori si assumono anch'essi i rischi di impresa nella misura in cui possono perdere il lavoro in qualsiasi momento.


        **Modificato dall'autore il 07.12.2021 02:16**
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