Scritto da: Mattia
> Vietarlo dal 1 gennaio 2023.
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> Da quella data la vendita delle sigarette sarà vietata.
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> I trasgressori pagheranno multe salatissime.
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> Questo provvedimento salverebbe la salute e la vita ai milioni di cittadini italiani.
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> Non solo, farebbe risparmiare miliardi di euro all’anno allo stato italiano.
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> Non riesco a capire perché il ministero della salute non ha ancora preso in considerazione questa possibilità, volta a migliorare la vita di milioni cittadini, avere più soldi nelle casse dello stato, avere ospedali meno pieni con i servizi più efficienti.
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> Cosa ne pensate?
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> https://forum.termometropolitico.it/827490-vietare... 
La mia risposta:
https://forum.termometropolitico.it/827490-vietare... 
Qualcuno spieghi a @mary ann (avrei voluto mettere delle brutte parole davanti al nickname, ma evito perché non voglio essere bannato) che un individuo è proprietario di sé stesso, della propria vita e del proprio corpo e che quindi solo lui può decidere cosa fare di sé stesso, nel bene e nel male. Infatti se un individuo non è proprietario di sé stesso allora è di proprietà di qualcun'altro, quindi è uno schiavo. Se il proprietario dell'individuo è lo stato, allora l'individuo è schiavo dello stato e quindi siamo all'interno di una dittatura.
Se partiamo dal presupposto che un individuo sia proprietario di sé stesso (cosa assolutamente giusta), allora non solo non possiamo impedirgli di fare del male a sé stesso (infatti se uno è proprietario di un'automobile la può distruggere liberamente, se è quello che vuole), ma non possiamo determinare se quella cosa sia o meno "un male", visto che la valutazione spetta a lui/lei.
Infatti non è detto che il criterio per decidere cosa è bene e cosa è male debba per forza essere "è bene quello che allunga la vita ed è male quello che l'accorcia".
Prendiamo per esempio Simoncelli, il famoso motociclista che è morto anni fa. La sua filosofia di vita era "Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera".
È simile alla filosofia di vita di molti grigliatori che dicono "Preferisco vivere di meno mangiando e bevendo quello che mi piace, piuttosto che fare una vita lunga ma triste con broccoli e acqua".
Questo modo di pensare è perfettamente razionale, perché lo scopo della vita è viverla e per viverla dobbiamo assecondare le nostre emozioni e passioni. Che senso ha vivere una lunga vita da depressi, considerato che alla fine moriremo comunque tutti?
Semplicemente c'è chi ha la fortuna di avere passioni che fanno bene e chi invece ha la sfiga di avere passioni che fanno male, ma imporre a chi ha la sfiga di avere passioni che fanno male di rinunciare alle proprie passioni facendo una vita infelice è una cosa da nazisti. Pensare simili cose è da dementi, proporle è da criminali.
Tornando a Simoncelli, io non so quanto sia pericoloso il moto GP rispetto al fumo, ma a occhio direi che è molto rischioso. Quello che so per certo è che la motocicletta in generale, anche se usata come semplice mezzo di trasporto, è pericolosa in confronto agli altri mezzi di trasporto.
Sulla base della stessa logica idiota bisognerebbe quindi vietare anche il moto GP e più in generale le motociclette. Perché imporre semplicemente l'uso del casco, quando il miglior strumento salva vita sarebbe il divieto assoluto di usare la moto?
Se bisogna seguire il principio ritardato che bisogna salvare il maggior numero di persone possibile, anziché il principio lungimirante che un individuo è proprietario di sé stesso ed è libero di disporre di sé stesso come meglio crede, allora sono tante le cose che si devono vietare, per coerenza. A quel punto diventiamo come la Corea del Nord.
Qualcuno poi spieghi a @RigorMontis, che insozza tutti i giorni il forum con i suoi sragionamenti espressi con un linguaggio da scaricatore di porto, che ci sono tasse elevate sui pacchetti di sigarette, quindi i fumatori si pagano con i loro soldi il surplus di spesa pubblica sanitaria generata dal loro vizio. È un po' come pagare un supplemento sul premio dell'assicurazione sanitaria per via del fatto che fumi.
Quindi la polemica che lui paga per i fumatori è proprio scema: solo uno che non capisce un cazzo di niente può scrivere simili puttanate.
Se mai a fare polemica potrebbero essere i fumatori, i quali potrebbero giustamente chiedere perché non ci siano elevate tasse anche sulle bevande alcoliche, visto che l'etanolo è altamente cancerogeno. Potrebbero anche chiedere perché gli sport estremi non siano altamente tassati.
Evidentemente la risposta a questo quesito è che va di moda scagliarsi contro il fumo e i fumatori mentre non va di moda scagliarsi contro l'alcool e gli sport estremi e i politici hanno assecondato come sempre la moda.
Detto questo, in un sistema in cui c'è la sanità pubblica io sono assolutamente favorevole a tassare coerentemente tutto quello che mette in serio pericolo la propria salute, quindi anche il fumo ma non solo. Infatti libertà significa prendersi la responsabilità delle proprie scelte: troppo facile girare agli altri i costi delle proprie scelte!
A partire da questo principio, arriviamo anche a spiegare un'altra ovvietà a gente come @BaroneRosso e @fante di: considerato che i fumatori stanno già pagando il costo delle loro scelte con le elevate tasse sul tabacco, secondo voi come bisogna fare a far pagare ai novax il costo delle loro scelte?
Perché vedete, qualora non l'aveste ancora capito non ce ne frega un cazzo della vita dei novax (se gli stupidi muoiono per me è anche meglio), ma il problema è che se gli ospedali vengono intasati a causa loro allora sono cazzi di tutti quanti.
In una discussione che è stata cancellata spiegavo che un medico che conosco raccontava che durante la prima ondata di covid l'ospedale in cui lavorava non era più in grado di curare tutti, quindi certe persone non sono state ammesse nell'ospedale. Alcune delle persone che non sono state ammesse sono morte.
Quindi la mia domanda è semplice: come facciamo a fare in modo che i novax, che hanno una probabilità del 95% più alta di ammalarsi e quindi di finire in ospedale, paghino i costi in vite umane delle loro scelte? Se fosse solo questione di far fronte a un problema di surplus di costi come nel caso dei fumatori, l'opzione ragionevole sarebbe far pagare una multa a chi non si vaccina. Se non paghi la multa perdi il diritto a essere ricoverato in ospedale in caso di covid.
Però siccome il problema non è semplicemente il surplus di costi, ma l'assenza effettiva di risorse per riuscire a curare tutti, occorre essere più drastici: chi non si vaccina perde il diritto a essere ricoverato in ospedale se prende il covid, punto e fine. Nemmeno pagando una multa può riacquistare il diritto, ma solo vaccinandosi.
Infine, qualcuno spieghi @FRUGALE che non è obbligato a frequentare fumatori se crede che siano "mostri puzzolenti" come lui li descrive. Ovvio, se prendi i mezzi di trasporto pubblico potresti trovarti accanto un fumatore senza volerlo. Al lavoro potresti avere un collega fumatore che non ti sei scelto.
Tutto giusto, ma allora uno potrebbe dire "io ho un collega fascistaccio che non mi sono scelto" oppure "sul bus c'è sempre un fascistaccio che non sopporto". Evidentemente ci sono situazioni in cui per forza di cose bisogna sopportarsi a vicenda.
Se si afferma il principio che si può vietare ciò che ci infastidisce allora io propongo prima di tutto di vietare il fascismo in pubblico, visto che a me danno fastidio i fascisti e non i fumatori.
@ciddo per una volta è il più lucido della discussione.