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    Non Autenticato
    il 2023-04-04 04:02:49.0 alle 2023-04-04 04:02:49.0
    articolo su chatgpt
    https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/st...

    passo la parola a wakko c'è tanta carne al fuoco
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      Non Autenticato
      il 2023-04-04 04:57:11.0 alle 2023-04-04 04:57:11.0
      Re: articolo su chatgpt
      > https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/st...
      >
      > passo la parola a wakko c'è tanta carne al fuoco

      Non puoi chiamare “latte” una cosa che non è uscita da una mucca. Il latte di soia si chiama “bevanda di soia”, non latte.

      Al supermercato c'è scritto latte di mandorle, latte di riso, eccetera.
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        ☺
        Scritto da
        Rick Sanchez
        Wakkus Horribilis
        il 2023-04-04 09:47:19.0 alle 2023-04-04 09:47:19.0
        Trollate totali: 4275
        Re: articolo su chatgpt
        Scritto da:
        > > https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/st...
        > >
        > > passo la parola a wakko c'è tanta carne al fuoco
        >
        > Non puoi chiamare “latte” una cosa che non è uscita da una mucca. Il latte di soia si chiama “bevanda di soia”, non latte.
        >
        > Al supermercato c'è scritto latte di mandorle, latte di riso, eccetera.

        Tecnicamente ha ragione, il latte è un liquido che esce da un mammifero, non da una pianta, anche se ha lo stesso colore.

        Lo chiamano "latte" di soia/riso/mandorle solo per non chiamarlo "succo" o "estratto" che avrebbe un effetto psicologico diverso sulle persone. "Voglio del latte, non del succo..."

        D'altro canto è una cosa irrilevante, che tu lo chiami succo o latte non cambia nulla. Gli unici a cui importa sono quelli che producono il latte vaccino/caprino che non vogliono che il loro prodotto sia confuso con qualcos'altro per pure ragioni commerciali... è una sorta di brand per loro (anche se non lo è) e sperano che la gente smetta di comprare quegli estratti e torni a comprare il loro latte. Ha poco a che fare con la salute o la sicurezza dei consumatori o che sono "preoccupati" che i consumatori vengano raggirati... l'unica cosa che gli importa è l'aspetto commerciale.

        A me onestamente non frega nulla di queste cose, non vendo latte, né estratti... né mi interessano le loro beghe commerciali... trovo i vari "latti" alternativi delle schifezze colossali, ma per me sei libero di chiamare la merda "latte" se vuoi.
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          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2023-04-04 14:31:47.0 alle 2023-04-04 14:31:47.0
          Re: articolo su chatgpt
          Scritto da: Rick Sanchez
          > Scritto da:
          > > > https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/st...
          > > >
          > > > passo la parola a wakko c'è tanta carne al fuoco
          > >
          > > Non puoi chiamare “latte” una cosa che non è uscita da una mucca. Il latte di soia si chiama “bevanda di soia”, non latte.
          > >
          > > Al supermercato c'è scritto latte di mandorle, latte di riso, eccetera.
          >
          > Tecnicamente ha ragione, il latte è un liquido che esce da un mammifero, non da una pianta, anche se ha lo stesso colore.

          Oppure un'emulsione di una sostanza grassa in acqua. Ho postato la sua frase perché l'affermazione è sbagliata, dato che il latte di soia lo trovi con scritto sulla confezione "latte di soia": quindi mi suona un campanello d'allarme, potrebbe esserci altro di sbagliato nei suoi argomenti, io sono molto sensibile all'amnesia di Gell-Mann.

          Non ha torto sulla sua difesa del garante, anzi contribuisce a chiarirne i motivi che nessuno ha capito, meno che mai io prima di aver letto il suo articolo.
          In sostanza, ce l'ho col GDPR perché mi obbliga a scrivere un pistolotto sul mio sito, sotto minaccia di sanzioni qualora il pistolotto scritto da me (perché non posso permettermi di pagare un avvocato specializzato) contenga inesattezze. Poi mi costringe a cliccare su una moltitudine di rettangoli per chiuderli invece di leggere subito i contenuti. Troppe regole, troppi adempimenti.
          Inoltre hanno imposto quest'obbligo a tutto il mondo, anche a siti non situati nella UE, e questo mi sta sulle palle, come quando gli USA hanno costretto il resto del mondo a tenere elenchi delle attrici porno, scoraggiando le casalinghe in vena di trasgressioni. Infine la UE mi sta sulle palle, e pure il garante che sulle impronte digitali non ha trovato nulla da ridire.
          Tutta questa connotazione negativa accumulatasi negli anni mi impedisce di vedere come l'intervento del garante sia stato in questo caso formalmente corretto, anzi dovuto, e ringrazio l'autore dell'articolo anche se gli adempimenti dettati dal GDPR e in genere dal legislatore europeo li trovo eccessivi ed eccessivamente onerosi.
<softv>

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