La Bongiorno
dapprima chiede la castrazione chimica cavalcando lo sdegno per i fatti di Caivano.
Probabilmente un caso di statutory rape dovuto alla condizione di infraquattordicenni delle ragazzine.
https://www.open.online/2023/09/04/giulia-bongiorn... 
Quindi, se conferma la tesi dello statutory rape, afferma che vi sia presunzione di incapacità nella fase preadolescenziale.
Altrimenti dovrebbe impugnare la prova di coercizione.
Al contempo afferma che l'età della responsabilità penale andrebbe abbassata sotto i 14 anni.
Sostanzialmente contraddice la prima tesi che cavalca, l'incapacità del preadolescente.
Qui si rasenta la deficienza mentale assoluta.
Se non bastasse afferma una cosa mostruosa.
Da che mondo è mondo in tutti i sistemi giuriduci l'onere della prova spetta a chi accusa.
In caso di stupro di una donna, serve la prova di coercizione.
Secondo sta cretina invece lo stupro si dovrebbe sempre presumere, senza prova di coercizione, senza dimostrare che sia stato violato un dissenso.
Mentre «chi frequentale aule giudiziarie sa che spesso la vittima di violenza è chiamata a provare che il suo dissenso al rapporto sessuale era esplicito: deve cioè dimostrare di essere stata costretta. È come se ci fosse una sorta di “presunzione di consenso” al rapporto sessuale. Una vera svolta sarebbe presumere, invece, il dissenso. So bene che è un’affermazione forte, ma è stata condivisa anche di recente dalla Cassazione, secondo la quale il dissenso al rapporto sessuale è presunto salvo prova contraria».https://www.open.online/2023/09/04/giulia-bongiorn... 
La donna accusa a ruota libera senza prove e l'uomo dovrebbe dimostrare l'assenso della donna? Come mai potrebbe? Cioè sostanzialmente in tal caso se non si portasse un registratore a dimostrarlo verrebbe castrato.