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Wakko non capisce che "più accessibile" non significa "migliore"MusicaPer complessi motivi neurologici, la bellezza percepita di una melodia aumenta con la ripetizione. Ovvero, quando senti una melodia per l'n-esima volta, è più piacevole rispetto a quando la senti per la prima volta.
Un altro modo per dire fondamentalmente la stessa cosa è che più la melodia viene interiorizzata, più risuona nella nostra testa mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane, e più ci ossessioniamo.
La riesposizione ripetuta alla stessa melodia aumenta la memoria e con essa il risuonare della melodia nella nostra testa.
Capire il perché è un compito dei neurologi, ma se avete mai avuto il piacere di parlare con dei compositori, vi diranno che empiricamente è così: se ti viene chiesto di comporre un pezzo che diventa immediatamente popolare, un pezzo che deve raggiungere rapidamente il pubblico di massa dando gratificazione immediata, allora devi fare fondamentalmente quello che ha fatto James Horner (uno dei miei compositori contemporanei preferiti) quando gli è stato dato l'obbiettivo di scrivere un pezzo per promuovere il film "Titanic".
Analizziamone la struttura.
Nei primi 10 secondi (tra 00:00 e 00:10) viene esposto un frammento melodico.
Tutto quello che sentite da 00:10 fino alla fine non è nient'altro che una ripetizione dello stesso frammento melodico, a volte nella stessa identica forma iniziale, a volte in forma leggermente variata.
In pratica, dato un frammento melodico X, la maggior parte delle canzoni con finalità ultracommerciali, destinate al pubblico di massa, sono scritte in questa maniera:
X - X - X - X - X -X -X - X....
Dove X è una ripetizione integrale o una variazione di uno stesso frammento melodico.
Ebbene, come si riallaccia questo con quanto spiegato all'inizio di questo post?
Molto semplice: al PRIMO ascolto di questa canzone sei già stato esposto a un numero di ripetizioni pari a: lunghezza in secondi del brano/lunghezza in secondi del frammento melodico = 280s/10s = 28 ripetizioni.
Ovvero, in un arco di tempo breve (280 secondi) sei già stato esposto a 28 ripetizioni sequenziali della stessa melodia, praticamente una mitragliatrice.
Quindi, una volta arrivato alla fine del primo ascolto, o anche solo a metà, ti sei già innamorato della melodia.
È chiaro?
Ora, perché la musica classica tende a non riuscire a reggere il confronto con le canzonette pop?
Semplicemente perché la musica classica non ê scritta nella forma
X - X - X - X - X -X -X - X....
bensì nella cosiddetta forma-sonata, che nella sua forma canonica è una cosa del genere:
T1 - T2 - T3 - T4 - T1- T2 - T3 - T4 - Sviluppo - T1 -T2 - T3 - T4 - Sviluppo finale (coda)
dove
T1 = tema 1
T2 = tema 2
T3 = tema 3
T4 = tema 4
Questo cosa significa? Che alla fine del primo ascolto, hai sentito ogni TEMA solo tre volte e per un breve periodo. Inoltre le ripetizioni di uno stesso tema sono staccate: non è una ripetizione mitragliata come nelle canzonette pop.
Facciamo un esempio pratico con questo movimento di una sinfonia composta dal Mozart 15enne.
00:00 - 00:26 Tema 1
00:27 - 00:56 Tema 2
00:57 - 01: 14 Tema 3
01:15 - 01:36 Tema 4
01:37- 03:10 ripetizione della stessa identica sequenza
03:11-03:42 Sviluppo
03:43 fino alla fine ripetizione della sequenza
Il Mozart del primo periodo è ancora abbastanza accessibile, perché sono movimenti corti e quindi i cicli sono rapidi, ma andando verso il periodo romantico i movimenti si allungano fino a raggiungere i 10-15 minuti, con il risultato che il ciclo T1-T2-T3-T4 è più lungo e soprattutto è più lunga anche la sezione di sviluppo.
La massima complessità viene raggiunta con Mahler: sinfonie di 90 minuti con movimenti mastodontici senza ripetizione alcuna.
Quindi, morale della favola? Il numero di ascolti che è richiesto per arrivare a innamorarsi di un pezzo di musica classica è superiore rispetto al numero di ascolti necessario per arrivare ad apprezzare una canzonetta pop.
Perché? Semplicemente perché ci si mette di più a interiorizzare i temi di un pezzo di musica classica, dal momento che non vengono mitragliati a ripetizione.
Il problema quindi è che dopo il primo ascolto ti resta poco o niente del pezzo. Se uno ti chiedesse "dimmi cosa hai appena ascoltato", non riusciresti a fischiettarglielo... magari solo una piccola parte.
Questo non ti invoglia ad andare a riascoltarlo.
Ora, torniamo alla canzonetta che il grande James Horner ha scritto per il Titanic.
Vi è chiaro perché, sebbene avesse già scritto parecchia musica per la colonna sonora, ha scritto anche quest'ultimo pezzo che non viene neppure usato nella colonna sonora?
Voglio dire, il tema che è usato per costruire l'intera melodia della canzone lo troviamo anche qui (in "Ocean of Memories"), perché quindi non ha sparato questo pezzo su MTV?
Semplicemente perché questo pezzo è scritto sostanzialmente nella maniera Mahler: senza ripetizioni.
Il tema della canzone si sente solo due volte in tutto il pezzo: la prima volta tra 04:46 e 05:21, la seconda volta a 06:51 per il climax finale.
Capite perché questo pezzo non andava bene per scopi di marketing?
Veniamo al dunque.
Wakko continua a martellare con sta enorme minchiata che le canzonette di cui va ingordo sono migliori dei pezzi di musica classica solo perché gli restano immediatamente in testa.
Questo non dice assolutamente niente sulla qualità della musica. Dice solo che Wakko è un ascoltatore pigro che o gli dai il lecca-lecca musicale che gli dà una gratificazione istantanea, oppure declassa il tuo pezzo a "musica di merda" solo perché non riesce a interiorizzarlo al primo ascolto.
Cioè, siccome lui non ha voglia di ascoltarsi e riascoltarsi i pezzi dei grandi compositori classici fintanto che non comincia a interiorizzare almeno dei passaggi, allora facevano musica spazzatura.
Il livello è questo!
Io scommetto tutto quello che volete che James Horner considerava "Ocean of Memories" come una cosa artisticamente più elevata rispetto a "My Heart Will Go On", ma se gli aveste chiesto quale pezzo è migliore per fini manipolativi, vi avrebbe certamente risposto: "My Heart Will Go On".
Quella che fa Wakko non è nient'altro che mettere la musica di consumo al di sopra dell'Arte Musicale.
**Modificato dall'autore il 03.03.2024 19:10**-
Re: Wakko non capisce che "più accessibile" non significa "migliore"MusicaScritto da: Mattia
> Per complessi motivi neurologici, la bellezza percepita di una melodia aumenta con la ripetizione. Ovvero, quando senti una melodia per l'n-esima volta, è più piacevole rispetto a quando la senti per la prima volta.
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> Un altro modo per dire fondamentalmente la stessa cosa è che più la melodia viene interiorizzata, più risuona nella nostra testa mentre svolgiamo le nostre attività quotidiane, e più ci ossessioniamo.
> La riesposizione ripetuta alla stessa melodia aumenta la memoria e con essa il risuonare della melodia nella nostra testa.
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> Capire il perché è un compito dei neurologi, ma se avete mai avuto il piacere di parlare con dei compositori, vi diranno che empiricamente è così: se ti viene chiesto di comporre un pezzo che diventa immediatamente popolare, un pezzo che deve raggiungere rapidamente il pubblico di massa dando gratificazione immediata, allora devi fare fondamentalmente quello che ha fatto James Horner (uno dei miei compositori contemporanei preferiti) quando gli è stato dato l'obbiettivo di scrivere un pezzo per promuovere il film "Titanic".
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> Analizziamone la struttura.
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> Nei primi 10 secondi (tra 00:00 e 00:10) viene esposto un frammento melodico.
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> Tutto quello che sentite da 00:10 fino alla fine non è nient'altro che una ripetizione dello stesso frammento melodico, a volte nella stessa identica forma iniziale, a volte in forma leggermente variata.
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> In pratica, dato un frammento melodico X, la maggior parte delle canzoni con finalità ultracommerciali, destinate al pubblico di massa, sono scritte in questa maniera:
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> Dove X è una ripetizione integrale o una variazione di uno stesso frammento melodico.
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> Ebbene, come si riallaccia questo con quanto spiegato all'inizio di questo post?
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> Molto semplice: al PRIMO ascolto di questa canzone sei già stato esposto a un numero di ripetizioni pari a: lunghezza in secondi del brano/lunghezza in secondi del frammento melodico = 280s/10s = 28 ripetizioni.
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> Ovvero, in un arco di tempo breve (280 secondi) sei già stato esposto a 28 ripetizioni sequenziali della stessa melodia, praticamente una mitragliatrice.
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> Quindi, una volta arrivato alla fine del primo ascolto, o anche solo a metà, ti sei già innamorato della melodia.
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> È chiaro?
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> Ora, perché la musica classica tende a non riuscire a reggere il confronto con le canzonette pop?
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> Semplicemente perché la musica classica non ê scritta nella forma
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> bensì nella cosiddetta forma-sonata, che nella sua forma canonica è una cosa del genere:
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> dove
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> T1 = tema 1
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> T2 = tema 2
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> T3 = tema 3
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> T4 = tema 4
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> Questo cosa significa? Che alla fine del primo ascolto, hai sentito ogni TEMA solo tre volte e per un breve periodo. Inoltre le ripetizioni di uno stesso tema sono staccate: non è una ripetizione mitragliata come nelle canzonette pop.
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> Facciamo un esempio pratico con questo movimento di una sinfonia composta dal Mozart 15enne.
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> 00:00 - 00:26 Tema 1
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> 00:27 - 00:56 Tema 2
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> 00:57 - 01: 14 Tema 3
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> 01:15 - 01:36 Tema 4
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> 01:37- 03:10 ripetizione della stessa identica sequenza
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> 03:43 fino alla fine ripetizione della sequenza
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> Il Mozart del primo periodo è ancora abbastanza accessibile, perché sono movimenti corti e quindi i cicli sono rapidi, ma andando verso il periodo romantico i movimenti si allungano fino a raggiungere i 10-15 minuti, con il risultato che il ciclo T1-T2-T3-T4 è più lungo e soprattutto è più lunga anche la sezione di sviluppo.
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> La massima complessità viene raggiunta con Mahler: sinfonie di 90 minuti con movimenti mastodontici senza ripetizione alcuna.
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> Quindi, morale della favola? Il numero di ascolti che è richiesto per arrivare a innamorarsi di un pezzo di musica classica è superiore rispetto al numero di ascolti necessario per arrivare ad apprezzare una canzonetta pop.
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> Perché? Semplicemente perché ci si mette di più a interiorizzare i temi di un pezzo di musica classica, dal momento che non vengono mitragliati a ripetizione.
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> Il problema quindi è che dopo il primo ascolto ti resta poco o niente del pezzo. Se uno ti chiedesse "dimmi cosa hai appena ascoltato", non riusciresti a fischiettarglielo... magari solo una piccola parte.
> Questo non ti invoglia ad andare a riascoltarlo.
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> Ora, torniamo alla canzonetta che il grande James Horner ha scritto per il Titanic.
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> Vi è chiaro perché, sebbene avesse già scritto parecchia musica per la colonna sonora, ha scritto anche quest'ultimo pezzo che non viene neppure usato nella colonna sonora?
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> Voglio dire, il tema che è usato per costruire l'intera melodia della canzone lo troviamo anche qui (in "Ocean of Memories"), perché quindi non ha sparato questo pezzo su MTV?
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> Semplicemente perché questo pezzo è scritto sostanzialmente nella maniera Mahler: senza ripetizioni.
> Il tema della canzone si sente solo due volte in tutto il pezzo: la prima volta tra 04:46 e 05:21, la seconda volta a 06:51 per il climax finale.
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> Capite perché questo pezzo non andava bene per scopi di marketing?
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> Veniamo al dunque.
> Wakko continua a martellare con sta enorme minchiata che le canzonette di cui va ingordo sono migliori dei pezzi di musica classica solo perché gli restano immediatamente in testa.
> Questo non dice assolutamente niente sulla qualità della musica. Dice solo che Wakko è un ascoltatore pigro che o gli dai il lecca-lecca musicale che gli dà una gratificazione istantanea, oppure declassa il tuo pezzo a "musica di merda" solo perché non riesce a interiorizzarlo al primo ascolto.
>
> Cioè, siccome lui non ha voglia di ascoltarsi e riascoltarsi i pezzi dei grandi compositori classici fintanto che non comincia a interiorizzare almeno dei passaggi, allora facevano musica spazzatura.
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> Il livello è questo!
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> Io scommetto tutto quello che volete che James Horner considerava "Ocean of Memories" come una cosa artisticamente più elevata rispetto a "My Heart Will Go On", ma se gli aveste chiesto quale pezzo è migliore per fini manipolativi, vi avrebbe certamente risposto: "My Heart Will Go On".
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> Quella che fa Wakko non è nient'altro che mettere la musica di consumo al di sopra dell'Arte Musicale.
Dimenticavo un altro aspetto importante: la cantabilità dei temi.
Poiché gran parte della musica classica è scritta per gli strumenti e non per la voce umana, non sempre i temi sono cantabili.
Ora, il problema è che noi riusciamo a immaginare, e quindi tenere a mente, solo le melodie che riusciamo a riprodurre con la nostra voce.
Questo significa che i pezzi di musica classica che non hanno temi cantabili non riusciamo a interiorizzarli.
Ecco perché gli artisti come Richard Clayderman o Paul De Seneville che compongono pop strumentale si assicurano di scrivere melodie cantabili anche se sono destinate a essere suonate dagli strumenti.
Vedi ad esempio "Mariage d'Amour".
I compositori classici, a differenza loro, non si impongono generalmente questo vincolo e nessuno ritiene che debbano farlo. Se scrivi un pezzo per il piano, devi assicurarti semplicemente che un pianista riesca a suonare la melodia, non che un umano qualsiasi riesca a cantarla.
C'è poi infine la questione dei contrappunti, cioè la sovrapposizione di diverse melodie, una tecnica che viene molto usata nella musica classica.
Se un tema è costituito da un contrappunto tra due o più melodie cantabili, tu riesci a riprodurre con la voce solo una di queste, ma non tutte insieme, di conseguenza è impossibile per te cantare il tema o fischiettarlo sotto la doccia.
Riassumendo, se da un lato hai un genere musicale (ad esempio la musica pop) in cui gli artisti scrivono pezzi di 3-4 minuti nella forma
X - X - X - X - X - X ....
dove X è un frammento melodico cantabile oppure una sua variazione
e dall'altro hai un genere musicale (la musica classica) in cui gli artisti scrivono movimenti di 10 minuti nella forma-sonata
T1 - T2 - T3 - T4 - T1 - T2 - T3 - T4 - Sviluppo - T1 - T2 - T3 - T4 - Sviluppo finale (coda)
dove T1, T2, T3 e T4 sono quattro differenti temi che possono essere cantabili o non cantabili, composti da una sola melodie o da più melodie, e che vengono ripetuti solo tre volte in tutto il brano e per un tempo breve, è ovvio che il secondo genere è molto meno accessibile del primo, per il semplice fatto che è molto più difficile interiorizzare i pezzi, ma affermare che sia spazzatura solo perché te non hai voglia di spendere il tempo e gli sforzi necessari per riuscire a immergerti nel genere imparando ad apprezzare musica complicata, perché tu concepisci la musica solo come banali motivetti che puoi fischiettare sotto la doccia, è una cosa idiota.
È un po' come dire che un libro di fisica a fumetti per bambini è migliore di un libro di fisica universitario solo perché il primo è molto più facile da seguire e interiorizzare.
In conclusione, se uno mi dice "guarda, io rispetto l'arte elevata dei compositori classici, ma non ho grandi interessi per la musica e non ho voglia di stare a sbattermi, quindi preferisco qualcuno che mi dà un semplice motivetto da fischiettare sotto la doccia", io lo rispetto: ognuno ha i suoi interessi, non possiamo pretendere che tutti quanti siano degli sfegatati della musica.
D'altra parte, invece, se uno insulta un'arte nobile solo perché non la comprende e non ha nessuna voglia di spenderci il tempo necessario per comprenderla, allora non merita rispetto.
Questo è quanto!
**Modificato dall'autore il 04.03.2024 12:28**
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