> Non ci volevo credere.
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> Parlavano del futuro ponte di Messina.
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> Un signore sulla sessantina e la barista.
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> Alla fine il signore che osteggiava il ponte tira fuori una argomentazione da brividi.
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> Praticamente ha detto che non andrebbe fatto e non glielo lasceranno mai fare perchè ci sarebbe un business di traghetti probabilmente gestito dalla mafia, secondo lui, e che facendolo venir meno verrebbero meno quei posti di lavoro.
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> Sarà sicuramente dei sindacati, solo loro ragionano in modo così assurdo.
> Alla fine disse pure che secondo lui questa mafia alla fine farà crollare il ponte.
> Ero sbigottito, da tanto paraculismo.
In signore ha ragione e torto. La mafia avrà di sicuro i suoi interessi nelle attività dei traghetti, ma lo stato è una mafia più grossa - e mai come nelle grandi opere lo stato si esprime come un'organizzazione mafiosa - e alla mafia locale e tradizionale verrà accordata la sua fetta.
Il ponte di Messina è una cacata. Il ponte, la TAV, eccetera, sono pozzi sensa fondo in cui viene gettato denaro, che poi viene a mancare e si verificano situazioni come queste:
Nel Ssn sempre meno medici. Tra ospedalieri, mmg, pediatri e continuità assistenziale quasi 11 mila in meno in dieci anni
https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/ar... 
così quando ti serve una coloscopia te la fanno fra un anno.
Oppure lo stato potrebbe usare i soldi per dare a tutti un'università gratuita

In questi casi l'IRA, l'ETA e gli evasori a tappeto alla exsinistro sono degli eroi.