> Ultimamente Boldrin si è confrontato con un suo vecchio amico, il professore di chimica Franco Battaglia, il quale scrive per il giornale "La Verità".
"Pravda"
> Egli è un negazionista dei cambiamenti climatici e viene preso come punto di riferimento dai destroidi italiani negazionisti.
Non solo, Battaglia insieme a Prodi, il fratello del politico, è da decenni un bastian contrario contro tutto ciò che è ambientalista, a vasto spettro: cioè uno di quelli che io chiamo bastian favorevoli.
> (Franco ha scritto il libro "E se i russi avessero ragione?").
Ecco.
Chei russi abbiano qualche ragione lo sistengo pure io, ma ragione senza articoli né aggettivi è una parola grossa.
> Ora, nel primo dibattito tra Boldrin e Franco, quest'ultimo sosteneva che lo spettro di emissione del pianeta terra va da 4 micron ai 40 micron (se non ricordo male) e che l'anidride carbonica è in grado di trattenere solo una piccola parte dello spettro.
> Il suo argomento principale è che siccome l'anidride carbonica naturalmente presente nell'atmosfera trattiene già TUTTE le onde che l'anidride carbonica può trattenere, aggiungerne altra nell'atmosfera non può assolutamente cambiare le cose.
>
> Per capire la sua tesi, possiamo fare questo paragone: se tu hai un ombrello che non lascia passare nemmeno una minuscola goccia d'acqua, aggiungere un altro ombrello sopra l'ombrello non fa variare di un millimetro la situazione, perché già il primo ombrello fa da scudo completo per l'acqua.
Io la vedo così (e mi piacerebbe il parere di un fisico specializzato): Il sole riscalda la superficie terrestre e questa riscalda l'atmosfera (il sole riscalda direttamente l'atmosfera in minima parte, perché questa è trasparente).
Effetti quantistici a parte, il gas riscaldato emette onde elettromagnetiche che in parte si disperdono nello spazio. Più alta è la temperatura del gas, più questo emette; più assorbe calore, più alta è la sua temperatura. Si ha un equilibrio tra assorbimento ed emissione a una data temperatura (su moltissimi testi si legge la parola "assorbe" senza spiegare che ciò che viene assorbito viene pure riemesso). La stessa superficie terrestre riemette la radiazione assorbita.
Il punto è a quale temperatura si stabilisce l'equilibrio tra assorbimento ed emissione, e questo dipende dalla composizione della miscela di gas. Mi chiedo come possano gas presenti in basse percentuali contribuire così tanto ad alzare la temperatura della miscela (l'atmosfera nel suo insieme) ma sono sicuro che qualcuno avrà fatto i calcoli.
Il riscaldamento è in atto e solo uno stolto può non vederlo. Lo si vede tramite qualsiasi fenomeno che integri gli effetti delle temperature. Nel mio caso, l'aspetto e la durata della coltre nevosa, e lo strato di ghiaccio nella vasca dei pesci in giardino. Alla fine dgli anni 70 mi sono accorto che non nevicava più come prima e ho cominciato a rompere i coglioni a tutti - anche perché allora pensavo fosse un fenomeno locale, dovuto all'effetto isola di calore di Torino e Milano. Non sono diventato famoso come Greta Thunberg perché ammettere il femomen oallora non conveniva a nessuna parte politica: rompevo i coglioni e basta, ero un vecchietto di quindici anni che continuava a ripetere che una volta si stava meglio quando si stava peggio.
Il riscaldamento dell'atmosfera, anche di pochi decimi di grado, localmente può produrre effetti molto marcati. Ad esempio d'inverno l'anticiclone russo non arriva più sulla pianura padana, per cui gli inverni padani sono di parecchi gradi più caldi di prima. Ad esempio le perturbazioni non arrivano più con l'angolazione giusta per far piovere (tranne quest'anno, vorrei che mi si spiegasse in cosa differisce dagli anni scorsi).
Quale che sia il fenomeno, occorre evitarlo nel modo più assoluto, in qualsiasi modo. Non mitigarlo, non "imparare ad adattarsi" tanto "la temperatura è sempre variata, è una cosa naturale". A parte tutto il resto, una temperatura dell'atmosfera più alta farà alzare il livello dei mari e sarebbe un disastro, perché la maggior parte dei miliardi di persone che sovrappopolano il pianeta vive e trae alimento da regioni costiere che sarebbero inondate. Non possono semplicemente farsi la villa in collina: poi che mangiano?
Bisogna togliere dall'atmosfera l'anidride carbonica immessa dalla rivoluzione industriale in poi. Quest'anidride carbonica va rimossa ma immagazzinata in modo da poterne eventualmente disporre, perché il pianeta potrebbe anche in futuro raffreddarsi, e l'anidride carbonica verrà utile per impedirlo. L'uomo ha popolato il pianeta, ora deve stabilizzarne la temperatura: niente più ere calde né ere glaciali.
Il solo modo semplice che a me viene in mente è calcolare quanta anidride carbonica è di troppo e aumentare il numero di alberi corrispondentemente. Il mondo è pieno di posti in cui si possono piantare alberi, ad esempio il Sahel, la Groenlandia eccetera.