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La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaTutti sanno che noi liberali siamo persone geniali. Non a caso l'idea dell'imposta negativa viene dal mondo liberale, e più precisamente da uno dei liberali più influenti del secolo passato: Milton Friedman.
Ora, cosa fanno i socialisti? Con la scusa di aiutare la gente povera, creano il "big government", cioè lo stato che controlla interi settori. La scuola, la sanità, questo, quello e quell'altro. Sappiamo tutti come i socialisti vendono il big government: ti promettono che quando sarà tutto in mano allo stato, tutto sarà gratuito per gli utenti. Così se uno si scaglia contro la sanità pubblica è cattivo perché vuole che i poveri malati di cancro siano abbandonati a loro stessi.
Poiché i liberali si sono tradizionalmente scagliati contro il big government, sono stati fatti passare per sociopatici, ma in realtà i liberali hanno proposto delle alternative, tra cui l'imposta negativa, che io e Kevin vi spiegheremo proprio ora.
Ebbene, tutti sappiamo che i cittadini pagano imposte. Ne pagano di più se sono ricchi, ne pagano molte di meno se sono poveri.
Esisterà dunque una soglia di reddito al di sotto del quale non si pagano più imposte: chiamiamola IMPOSTA ZERO.
Normalmente gli stati si fermano allo ZERO, ma dal mondo liberale arriva la constatazione che dopo lo 0 ci sono i numeri negativi, e che quindi si può fare la cosiddetta IMPOSTA NEGATIVA. In pratica, sotto una determinata soglia di reddito sei in regime di IMPOSTA ZERO, ma se il tuo livello di povertà scende ulteriormente entri in regime di IMPOSTA NEGATIVA: lo stato, anziché chiederti soldi, te li da.
Facciamo un esempio pratico.
Poniamo che il reddito minimo per sopravvivere in Italia sia 800 euro al mese.
Reddito di 2'000 euro al mese: IMPOSTA POSITIVA (paghi X allo stato)
Reddito di 1'500 euro al mese: IMPOSTA POSITIVA (paghi Y < X ALLO STATO)
Reddito di 1'000 euro al mese: IMPOSTA ZERO
Reddito di 900 euro al mese: IMPOSTA ZERO
Reddito di 800 euro al mese: IMPOSTA ZERO
Reddito di 700 euro al mese: IMPOSTA NEGATIVA (lo stato ti dà 100 euro al mese)
Reddito di 600 euro al mese: IMPOSTA NEGATIVA (lo stato ti dà 200 euro al mese)
Reddito di 500 euro al mese: IMPOSTA NEGATIVA (lo stato ti dà 300 euro al mese)
Reddito di 0 euro al mese: IMPOSTA NEGATIVA (lo stato ti dà 800 euro al mese)
Ora, questo semplicissimo modello di stato sociale, una volta introdotto, andrà a sostituire tutto il big government.
Ovvero, si liberalizza la sanità, poi si inserisce il costo dell'assicurazione sanitaria nel calcolo sopra. Se l'assicurazione sanitaria costa ad esempio 200 euro al mese, allora il minimo vitale sale da 800 euro a 1'000 euro, quindi l'IMPOSTA NEGATIVA non verrà più data sotto gli 800 euro, bensì sotto i 1'000 euro.
Andiamo avanti con lo smantellamento del big government e liberalizziamo la scuola. La tassa di iscrizione delle scuole private viene aggiunta al calcolo. Secondo Open AI, la tassa di iscrizione media delle scuole elementari private in Italia va dai 2'500 ai 5'550 euro all'anno, quindi prendiamo un valore nel mezzo come punto di riferimento, tipo 3'500 euro.
A questo punto, per ogni figlio in età da scuola elementare andiamo ad aggiungere al calcolo 3'500/12. 2 figli significa 583 euro al mese. Quindi, per una famiglia con due figli, l'IMPOSTA NEGATIVA inizia non a 1'000 euro, ma a 1'583 euro.
Si va avanti così per ogni servizio che si ritiene debba essere garantito dallo stato.
Cosa si ottiene alla fine? Che lo stato non controlla più niente, ma beni e servizi essenziali sono comunque garantiti a tutti.
**Modificato dall'autore il 28.07.2024 17:27**-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-28 18:17:27.0 alle 2024-07-28 18:17:27.0Mi hai fatto proprio capire che sono socialista.
Con un welfare liberale così che si oppone alla gratuità dei servizi pubblici si abolisce appunto la gratuità, che è l'unica garanzia di universalità e non arbitrarietà.
Se si abbandona la gratuità universale si entra in un universo di arbitrarietà, dove hai diritti solo che il governo ti considera appettibile per averli. Se sei minoranza non li hai. Come? Semplicemente considerando la povertà come un fatto soggettivo. Non sei povero se non puoi disporre liberamente di ricchezze, ma se lo Stato presume che tu lo sia, presume tu possa disporne. Nulla importa se tu non sia in grado di dimostrare il contrario e per farlo sia costretto a danneggiare i tuoi interessi. E qui si entra nel verminaio dell'Isee familiare e non se ne esce piu' vivi. Allora sarebbe meglio non avere alcun welfare.
In realtà a chi propone questo sistema poco importa di assistere taluni, importa privatizzare servizi per dare sbocco a certi capitali.Se poi qualcuno viene tagliato fuori dal welfare a nessuno importa fintanto che sia minoranza.-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto da:
> Mi hai fatto proprio capire che sono socialista.
>
> Con un welfare liberale così che si oppone alla gratuità dei servizi pubblici si abolisce appunto la gratuità, che è l'unica garanzia di universalità e non arbitrarietà.
Frena!
Non esistono i servizi pubblici gratuiti. Sono gratuiti solo per i cittadini che non pagano imposte.
Tu stai chiaramente difendendo gli interessi dei ricchi, ma come fai a sostenere che i servizi pubblici facciano i loro interessi? Hai idea di quante imposte paghino i ricchi per sostenere tutto il carrozzone statale?
Non puoi essere così ingenuo da credere che i ricchi ci guadagnino qualcosa dai servizi pubblici! Alle loro tasche conviene di più privatizzare tutto e pagare i servizi privati di tasca loro.
I servizi pubblici sono una scusa per fare ridistribuzione dai più abbienti ai meno abbienti, ma ci sono modi migliori per fare la stessa cosa, come appunto l'imposta negativa, perché almeno un sistema come questo è competitivo e con più libertà di scelta.
**Modificato dall'autore il 29.07.2024 12:39**-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-29 13:24:26.0 alle 2024-07-29 13:24:26.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Mi hai fatto proprio capire che sono socialista.
> >
> > Con un welfare liberale così che si oppone alla gratuità dei servizi pubblici si abolisce appunto la gratuità, che è l'unica garanzia di universalità e non arbitrarietà.
>
> Frena!
>
> Non esistono i servizi pubblici gratuiti. Sono gratuiti solo per i cittadini che non pagano imposte.
>
> Tu stai chiaramente difendendo gli interessi dei ricchi, ma come fai a sostenere che i servizi pubblici facciano i loro interessi? Hai idea di quante imposte paghino i ricchi per sostenere tutto il carrozzone statale?
>
> Non puoi essere così ingenuo da credere che i ricchi ci guadagnino qualcosa dai servizi pubblici! Alle loro tasche conviene di più privatizzare tutto e pagare i servizi privati di tasca loro.
>
>
> I servizi pubblici sono una scusa per fare ridistribuzione dai più abbienti ai meno abbienti, ma ci sono modi migliori per fare la stessa cosa, come appunto l'imposta negativa, perché almeno un sistema come questo è competitivo e con più libertà di scelta.
A nababbi i servizi pubblici possono non interessare - e pure le tasse, vedi Bezos - ma ai semplici benestanti interessano eccome.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-29 15:11:32.0 alle 2024-07-29 15:11:32.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Mi hai fatto proprio capire che sono socialista.
> >
> > Con un welfare liberale così che si oppone alla gratuità dei servizi pubblici si abolisce appunto la gratuità, che è l'unica garanzia di universalità e non arbitrarietà.
>
> Frena!
>
> Non esistono i servizi pubblici gratuiti. Sono gratuiti solo per i cittadini che non pagano imposte.
>
> Tu stai chiaramente difendendo gli interessi dei ricchi, ma come fai a sostenere che i servizi pubblici facciano i loro interessi? Hai idea di quante imposte paghino i ricchi per sostenere tutto il carrozzone statale?
>
> Non puoi essere così ingenuo da credere che i ricchi ci guadagnino qualcosa dai servizi pubblici! Alle loro tasche conviene di più privatizzare tutto e pagare i servizi privati di tasca loro.
>
>
> I servizi pubblici sono una scusa per fare ridistribuzione dai più abbienti ai meno abbienti, ma ci sono modi migliori per fare la stessa cosa, come appunto l'imposta negativa, perché almeno un sistema come questo è competitivo e con più libertà di scelta.
>
> **Modificato dall'autore il 29.07.2024 12:39**
Non credo.
La scuola primaria pubblica garantisce pluralismo culturale anche ai figli dei ricchi.
I servizi pubblici gratuiti universali non fanno ricadere i costi sulla fruizione.
Ammettiamo che vengano abolite le biblioteche pubbliche.
Che i ricchi debbano comprarsi i libri ogni volta che ne debbano fruire. Non mi pare nei loro interessi.
Sarebbe solo nell'interesse dei poveri, che avrebbero i libri gratis con l'imposta negativa, mentre il ricco sarebbe disincentivato ad istruirsi se dovesse comprarsi migliaia di libri.Per non parlare del figlio del ricco che non potendo più usufruire delle biblioteche pubblichi dovrebbe chiedere ai genitori soldi su soldi per comprarsi i libri e qualora questi fossero inadempienti portarli in tribunale causando un danno endofamiliare. Alla fine smetterebbe di leggere libri.
Ci pensavo. Tu ti dici liberale per il welfare minimo. Socialista per difendere il lavoro, il salario minimo.
Io invece il contrario. Socialista universalista per il welfare e anarco capitalista per il lavoro.-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-29 23:21:10.0 alle 2024-07-29 23:21:10.0> Socialista universalista per il welfare e anarco capitalista per il lavoro.
L'elettore è liberale quando vuol pagare meno tasse, socialista quando gli fan comodo i servizi pubblici, comunista quando vuole qualcosa gratis, fascista quando deve difendere dei suoi privilegi. Libertario con la propria libertà, autoritario con quella degli altri.-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 02:23:41.0 alle 2024-07-30 02:23:41.0Scritto da:
> > Socialista universalista per il welfare e anarco capitalista per il lavoro.
>
> L'elettore è liberale quando vuol pagare meno tasse, socialista quando gli fan comodo i servizi pubblici, comunista quando vuole qualcosa gratis, fascista quando deve difendere dei suoi privilegi. Libertario con la propria libertà, autoritario con quella degli altri.
Ma la mia invece è una posizione altruistica. Welfare per tutti, mica solo per me stesso (posizione di Mattia da welfare minimo) e accesso al lavoro libero per tutti (mica con vari privilegi, rendite di posizione etc).
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 08:57:40.0 alle 2024-07-30 08:57:40.0Scritto da:
> Scritto da:
> > > Socialista universalista per il welfare e anarco capitalista per il lavoro.
> >
> > L'elettore è liberale quando vuol pagare meno tasse, socialista quando gli fan comodo i servizi pubblici, comunista quando vuole qualcosa gratis, fascista quando deve difendere dei suoi privilegi. Libertario con la propria libertà, autoritario con quella degli altri.
>
> Ma la mia invece è una posizione altruistica. Welfare per tutti, mica solo per me stesso (posizione di Mattia da welfare minimo) e accesso al lavoro libero per tutti (mica con vari privilegi, rendite di posizione etc).
Il problema è che se avessi un lavoro che ti soddisfa vorresti una rendita di posizione
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPolitica> A nababbi i servizi pubblici possono non interessare - e pure le tasse, vedi Bezos - ma ai semplici benestanti interessano eccome.
No, i servizi pubblici non sono nell'interesse di nessuno, e ti spiego il perché.
Ci sono diversi stati, tra cui la Svizzera, che aiutano le persone che non hanno abbastanza soldi per fare la spesa e pagare l'affitto di casa.
Che cosa fanno per aiutarle? Danno loro i soldi per fare la spesa, semplicemente.
Ora, immagina se questi stati, anziché utilizzare questo semplice metodo, distribuissero cibo gratuito in municipio, ma quando arrivi lì scopri che non hanno altro che spaghetti (sempre che ce li abbiano).
Ebbene, queste persone sono ridotte a mangiare spaghetti tutti i giorni, e non possono nemmeno scegliere la loro qualità preferita.
Ecco qual è il problema: che i servizi pubblici ti costringono a rivolgerti a un ente statale per poter godere della gratuità di un bene/servizio, e se poi fa cagare sono cavoli tuoi.
Ora, torniamo invece a come la Svizzera e tanti altri stati aiutano le persone nel mondo reale.
Perché non si può fare la stessa cosa anche con la scuola, cioè lo stato che aiuta le persone a pagare la tassa di iscrizione delle scuole private, anziché fare la scuola pubblica? La scuola pubblica è il modello "spaghetti in municipio".
Idem la sanità pubblica, ma lì le conseguenze sono peggiori rispetto a quelle di altri beni/servizi perché c'è in gioco la vita. Un tizio di termometropolitico aveva un tumore alla pelle e la sanità pubblica gli ha dato l'appuntamento per rimuoverlo 7 mesi dopo.
Ovviamente lui non ha aspettato 7 mesi, ma ha pagato di tasca sua per toglierlo subito nella sanità privata, altrimenti rischiava la pelle.
Tornando al modello "spaghetti in municipio", è come se tu arrivassi lì e ti dicono che hanno finito le provviste e che arriveranno tra 2 settimane, ma tu hai gli armadi vuoti. Capisci qual è il problema?
Morale della favola, è molto meglio per tutti che lo stato si limiti a garantire a tutti i cittadini l'accesso ai servizi fondamentali attraverso uno stato sociale ben pensato e ben funzionante.
A questo punto puoi cambiare la tua frase sopra con "Anche ai cittadini benestanti conviene ricevere soldi dallo stato".
Oh, certo, se consideri solo le entrate nelle tue tasche sicuramente ti conviene, peccato che tu debba considerare anche le uscite. Infatti fare "helicopter money" per lo stato ha un costo elevato, e indovina su chi ricade gran parte della spesa pubblica?
Ovviamente sui cittadini benestanti! Infatti i veri ricchi sono pochi e i poveri non pagano un cazzo, quindi gli stati che fanno helicopter money massacrano di imposte il ceto medio-alto.
Morale della favola, se tu dici a una persona benestante: "Vuoi i soldi dello stato?" ti risponde di si ovviamente, ma se invece le fai vedere quante imposte in meno pagherebbe se lo stato non facesse helicopter money capirebbe che è meglio non accettare i soldi dello stato così da far abbassare la spesa pubblica e quindi le imposte.
Voglio sottolineare, comunque, che l'implicazione di questo non è che il cittadino benestante debba pagarsi da solo le cure mediche.
C'è un'assicurazione sanitaria pubblica, ma il punto è che il premio viene conteggiato nel minimo vitale e lo stato ti aiuta a pagarlo solo se non hai abbastanza soldi per pagarlo.
È un modello migliore rispetto alla sanità pubblica. Torniamo al tizio di termometropolitico che ha dovuto rivolgersi al privato per togliere il tumore alla pelle pagando di tasca sua. Se ci fosse l'assicurazione pubblica non avrebbe pagato questa prestazione di tasca sua, perché l'assicurazione paga le fatture indipendentemente da chi le emette, non ti costringe a rivolgerti a un servizio ben preciso per poter avere le cure gratuite.
Infine, per quanto riguarda la scuola: il problema della scuola pubblica è che crea un modello educativo centralizzato, mentre sarebbe meglio decentralizzare.
Se liberalizzi il sistema scolastico e permetti alle scuole private di proporre il loro programma personalizzato, ci saranno più scelte alternative e più concorrenza.
> Non credo.
> La scuola primaria pubblica garantisce pluralismo culturale anche ai figli dei ricchi.
Cosa significa questo?
> I servizi pubblici gratuiti universali non fanno ricadere i costi sulla fruizione.
>
> Ammettiamo che vengano abolite le biblioteche pubbliche.
> Che i ricchi debbano comprarsi i libri ogni volta che ne debbano fruire. Non mi pare nei loro interessi.
Cioè, tu mi stai dicendo che è meglio pagare in anticipo per beni e servizi che non hai ancora usato e che non sai nemmeno se userai?
Mettiamola così. Tu preferiresti vivere in un condominio in cui ognuno fa la spesa per sé, oppure in un condominio dove l'amministratore fa la spesa per tutti e poi si divide alla romana?
Nota bene che questo avrebbe tre implicazioni:
1) Paghi anche se non mangi o mangi poco, quando invece facendo la spesa per conto tuo potresti comprare solo quello che VUOI mangiare, stando attento a non spendere troppo
2) Nello stock del condominio ci sono le cose che i condomini hanno deciso democraticamente di comprare, quindi ci sono cose che a te non piacciono e mancano cose che a te piacciono. Se avessi fatto la spesa per conto tuo, nel tuo frigorifero ci sarebbe esattamente quello che vuoi te
3) I condomini sono portati a sprecare, perché visto che non paghi al consumo sei indotto a prendere più di quello che ti serve, in base alla logica: "Ho pagato, quindi meglio che me ne approfitto... altrimenti prendono tutto gli altri". Quando paghi al consumo stai molto più attento a non sprecare, mangi lo yogurt fino all'ultima goccia.
Questo fa sì che tutti quanti siano indotti a consumare e sprecare di più, quindi i costi si gonfiano.
Ora, qui sopra abbiamo considerato la spesa alla romana (e già solo in questo ci sono dei problemi), ma se vogliamo fare un paragone azzeccato con lo stato, allora la spese condominiali non vengono divise alla romana, ma in base all'ISEE, quindi chi ha ISEE alto paga molto di più.
Visto che tu mi parli di ricchi, secondo te è conveniente o no per te che il condominio faccia la spesa per tutti e poi fa pagare a te (ricco) il 60% della spesa anziché dividere in parti uguali?
Morale della favola: stai tranquillo che il ricco preferisce pagarseli di tasca propria i libri che VUOLE leggere, non certo che lo stato compri uno stock di libri per tutti i cittadini facendo pagare a lui il 60% dello stock.
> Sarebbe solo nell'interesse dei poveri, che avrebbero i libri gratis con l'imposta negativa, mentre il ricco sarebbe disincentivato ad istruirsi se dovesse comprarsi migliaia di libri.
Ma tu pensi davvero che un ricco si faccia problemi a comprare i libri che VUOLE? Non me li faccio nemmeno io questi problemi!
Un ricco legge tutti i libri che vuole e fa tutti i corsi che vuole. Del resto che cosa se ne farebbero altrimenti della loro montagna di soldi? Non te ne fai niente dei pezzi di carta. Devi scambiarli con beni utili per renderli utili.
> Per non parlare del figlio del ricco che non potendo più usufruire delle biblioteche pubblichi dovrebbe chiedere ai genitori soldi su soldi per comprarsi i libri e qualora questi fossero inadempienti portarli in tribunale causando un danno endofamiliare. Alla fine smetterebbe di leggere libri.
Allora, la questione è molto semplice.
1) I genitori SONO OBBLIGATI a provvedere all'educazione dei figli minorenni. Se non lo fanno, ricevono una bella lavata di testa. Infatti, i genitori hanno DOVERI nei confronti dei figli minorenni.
2) I genitori non sono obbligati a provvedere all'educazione dei figli maggiorenni, ma quando diventi maggiorenne diventi un cittadino indipendente e quindi lo stato considera il TUO patrimonio e il TUO reddito, non quello dei tuoi genitori.
È una cosa abbastanza assurda che in Italia tu venga trattato come un eterno minorenne, ma per ma la questione è chiara: una volta maggiorenne, diventi indipendente.
> Ci pensavo. Tu ti dici liberale per il welfare minimo. Socialista per difendere il lavoro, il salario minimo.
"Welfare minimo" sembra una brutta cosa, ma in realtà è una bella cosa, perché, come ho già detto, se scendi sotto il livello di povertà preferisci certamente che lo stato ti dia i soldi per fare la spesa anziché dover andare in municipio a ritirare il cibo. Infatti se lo stato ti dà i soldi per fare la spesa, puoi comprare quello che vuoi te dove vuoi te, quindi in realtà è un welfare di lusso, non un welfare minimo.
Il modello "spaghetti in municipio" è welfare minimo.
Ciò detto, sui salari minimi mi sono venuti dei dubbi, perché ho ragionato sul fatto che siccome i margini di profitto medi sono tipo del 20-30% (cioè, se tu una cosa al supermercato la paghi 1.20 euro, probabilmente al supermercato è costata 1 euro), essi hanno una scarsa capacità di assorbire un aumento dei costi, quindi se aumentano i costi probabilmente aumentano i prezzi.
Tra l'altro 20-30% è il margine di profitto lordo, ma bisogna ancora pagare le imposte. Quindi il margine di profitto netto è ancora più basso.
Visto che il benessere dei cittadini non si misura con i redditi assoluti, ma bensì con il potere d'acquisto (altrimenti gli svizzeri con un reddito di 4'000 chf al mese dovrebbero essere considerati ricchi), ho paura che con i salari minimi aumentino i prezzi... e se i prezzi aumentano siamo ai piedi della scala. La gente guadagna di più, ma spende anche di più, quindi il potere d'acquisto rischia di rimanere invariato o persino di peggiorare.
Visto che un aumento dei prezzi fa male soprattutto alle persone meno abbienti, forse sarebbe meglio che lo stato aiuti le persone con un reddito basso anziché imporre salari minimi, perché essendo la fiscalità ridistributiva un aumento della spesa pubblica dello stato fa più male ai ricchi che ai meno abbienti.
**Modificato dall'autore il 30.07.2024 13:00**-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 13:04:18.0 alle 2024-07-30 13:04:18.0Scritto da: Mattia
> > A nababbi i servizi pubblici possono non interessare - e pure le tasse, vedi Bezos - ma ai semplici benestanti interessano eccome.
>
> No, i servizi pubblici non sono nell'interesse di nessuno, e ti spiego il perché.
>
> Ci sono diversi stati, tra cui la Svizzera, che aiutano le persone che non hanno abbastanza soldi per fare la spesa e pagare l'affitto di casa.
>
> Che cosa fanno per aiutarle? Danno loro i soldi per fare la spesa, semplicemente.
>
> Ora, immagina se questi stati, anziché utilizzare questo semplice metodo, distribuissero cibo gratuito in municipio, ma quando arrivi lì scopri che non hanno altro che spaghetti (sempre che ce li abbiano).
> Ebbene, queste persone sono ridotte a mangiare spaghetti tutti i giorni, e non possono nemmeno scegliere la loro qualità preferita.
>
> Ecco qual è il problema: che i servizi pubblici ti costringono a rivolgerti a un ente statale per poter godere della gratuità di un bene/servizio, e se poi fa cagare sono cavoli tuoi.
>
>
> Ora, torniamo invece a come la Svizzera e tanti altri stati aiutano le persone nel mondo reale.
>
> Perché non si può fare la stessa cosa anche con la scuola, cioè lo stato che aiuta le persone a pagare la tassa di iscrizione delle scuole private, anziché fare la scuola pubblica? La scuola pubblica è il modello "spaghetti in municipio".
>
> Idem la sanità pubblica, ma lì le conseguenze sono peggiori rispetto a quelle di altri beni/servizi perché c'è in gioco la vita. Un tizio di termometropolitico aveva un tumore alla pelle e la sanità pubblica gli ha dato l'appuntamento per rimuoverlo 7 mesi dopo.
> Ovviamente lui non ha aspettato 7 mesi, ma ha pagato di tasca sua per toglierlo subito nella sanità privata, altrimenti rischiava la pelle.
>
> Tornando al modello "spaghetti in municipio", è come se tu arrivassi lì e ti dicono che hanno finito le provviste e che arriveranno tra 2 settimane, ma tu hai gli armadi vuoti. Capisci qual è il problema?
>
>
> Morale della favola, è molto meglio per tutti che lo stato si limiti a garantire a tutti i cittadini l'accesso ai servizi fondamentali attraverso uno stato sociale ben pensato e ben funzionante.
>
> A questo punto puoi cambiare la tua frase sopra con "Anche ai cittadini benestanti conviene ricevere soldi dallo stato".
> Oh, certo, se consideri solo le entrate nelle tue tasche sicuramente ti conviene, peccato che tu debba considerare anche le uscite. Infatti fare "helicopter money" per lo stato ha un costo elevato, e indovina su chi ricade gran parte della spesa pubblica?
>
> Ovviamente sui cittadini benestanti! Infatti i veri ricchi sono pochi e i poveri non pagano un cazzo, quindi gli stati che fanno helicopter money massacrano di imposte il ceto medio-alto.
>
> Morale della favola, se tu dici a una persona benestante: "Vuoi i soldi dello stato?" ti risponde di si ovviamente, ma se invece le fai vedere quante imposte in meno pagherebbe se lo stato non facesse helicopter money capirebbe che è meglio non accettare i soldi dello stato così da far abbassare la spesa pubblica e quindi le imposte.
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>
> Voglio sottolineare, comunque, che l'implicazione di questo non è che il cittadino benestante debba pagarsi da solo le cure mediche.
> C'è un'assicurazione sanitaria pubblica, ma il punto è che il premio viene conteggiato nel minimo vitale e lo stato ti aiuta a pagarlo solo se non hai abbastanza soldi per pagarlo.
>
> È un modello migliore rispetto alla sanità pubblica. Torniamo al tizio di termometropolitico che ha dovuto rivolgersi al privato per togliere il tumore alla pelle pagando di tasca sua. Se ci fosse l'assicurazione pubblica non avrebbe pagato questa prestazione di tasca sua.
>
>
> Infine, per quanto riguarda la scuola: il problema della scuola pubblica è che crea un modello educativo centralizzato, mentre sarebbe meglio decentralizzare.
>
> Se liberalizzi il sistema scolastico e permetti alle scuole private di proporre il loro programma personalizzato, ci saranno più scelte alternative e più concorrenza.
>
>
> > Non credo.
> > La scuola primaria pubblica garantisce pluralismo culturale anche ai figli dei ricchi.
>
>
> Cosa significa questo?
>
>
> > I servizi pubblici gratuiti universali non fanno ricadere i costi sulla fruizione.
> >
> > Ammettiamo che vengano abolite le biblioteche pubbliche.
> > Che i ricchi debbano comprarsi i libri ogni volta che ne debbano fruire. Non mi pare nei loro interessi.
>
>
> Cioè, tu mi stai dicendo che è meglio pagare in anticipo per beni e servizi che non hai ancora usato e che non sai nemmeno se userai?
>
> Mettiamola così. Tu preferiresti vivere in un condominio in cui ognuno fa la spesa per sé, oppure in un condominio dove l'amministratore fa la spesa per tutti e poi si divide alla romana?
>
> Nota bene che questo avrebbe tre implicazioni:
> 1) Paghi anche se non mangi o mangi poco, quando invece facendo la spesa per conto tuo potresti comprare solo quello che VUOI mangiare, stando attento a non spendere troppo
>
> 2) Nello stock del condominio ci sono le cose che i condomini hanno deciso democraticamente di comprare, quindi ci sono cose che a te non piacciono e mancano cose che a te piacciono. Se avessi fatto la spesa per conto tuo, nel tuo frigorifero ci sarebbe esattamente quello che vuoi te
>
> 3) I condomini sono portati a sprecare, perché visto che non paghi al consumo sei indotto a prendere più di quello che ti serve, in base alla logica: "Ho pagato, quindi meglio che me ne approfitto... altrimenti prendono tutto gli altri". Quando paghi al consumo stai molto più attento a non sprecare, mangi lo yogurt fino all'ultima goccia.
> Questo fa sì che tutti quanti siano indotti a consumare e sprecare di più, quindi i costi si gonfiano.
>
>
> Ora, qui sopra abbiamo considerato la spesa alla romana (e già solo in questo ci sono dei problemi), ma se vogliamo fare un paragone azzeccato con lo stato, allora la spese condominiali non vengono divise alla romana, ma in base all'ISEE, quindi chi ha ISEE alto paga molto di più.
Appunto. Detto tutto.
E qui vengono istinti rivoltosi.
>
> Visto che tu mi parli di ricchi, secondo te è conveniente o no per te che il condominio faccia la spesa per tutti e poi fa pagare a te (ricco) il 60% della spesa anziché dividere in parti uguali?
>
>
> Morale della favola: stai tranquillo che il ricco preferisce pagarseli di tasca propria i libri che VUOLE leggere, non certo che lo stato compri uno stock di libri per tutti i cittadini facendo pagare loro il 60% dello stock.
>
> > Sarebbe solo nell'interesse dei poveri, che avrebbero i libri gratis con l'imposta negativa, mentre il ricco sarebbe disincentivato ad istruirsi se dovesse comprarsi migliaia di libri.
>
> Ma tu pensi davvero che un ricco si faccia problemi a comprare i libri che VUOLE? Non me li faccio nemmeno io questi problemi!
> Un ricco legge tutti i libri che vuole e fa tutti i corsi che vuole. Del resto che cosa se ne farebbero altrimenti della loro montagna di soldi? Non te ne fai niente dei pezzi di carta. Devi scambiarli con beni utili per renderli utili.
>
> > Per non parlare del figlio del ricco che non potendo più usufruire delle biblioteche pubblichi dovrebbe chiedere ai genitori soldi su soldi per comprarsi i libri e qualora questi fossero inadempienti portarli in tribunale causando un danno endofamiliare. Alla fine smetterebbe di leggere libri.
>
> Allora, la questione è molto semplice.
>
> 1) I genitori SONO OBBLIGATI a provvedere all'educazione dei figli minorenni. Se non lo fanno, ricevono una bella lavata di testa. Infatti, i genitori hanno DOVERI nei confronti dei figli minorenni.
>
> 2) I genitori non sono obbligati a provvedere all'educazione dei figli maggiorenni, ma quando diventi maggiorenne diventi un cittadino indipendente e quindi lo stato considera il TUO patrimonio e il TUO reddito, non quello dei tuoi genitori.
>
> È una cosa abbastanza assurda che in Italia tu venga trattato come un eterno minorenne, ma per ma la questione è chiara: una volta maggiorenne, diventi indipendente.
In Italia non è così. Poi se superi i trent'anni e sei escluso dal mondo del lavoro lo diventi per forza.
Considerando anche l'assurdo di chi sia un po' invalido e abbia altre difficoltà, sarebbe costretto a dichiararsi invalido per essere considerato indipendente e accedere ai diritti. Ma a volte dichiararsi invalidi potrebbe danneggiare i tuoi interessi. Potrebbero subire limitazioni alla libertà personale ( ad esempio gli invalidi mentali che sarebbero più vulnerabili ai TSO), danneggiare la propria credibilità( gli invalidi mentali), essere costretti ad assumere farmaci, essere interdetti etc
Oppure per gli invalidi semplici potrebbe essere ritirata la patente.
Sarebbe come se un invalido entrasse nei bagni normali e venisse cacciato in malo modo dalla donna delle pulizie e lo mandasse a forza nei cessi degli handicappati.
Nessuno può essere costretto a dichiararsi invalido per accedere a dei diritti sociali.
Poi anche per i minorenni la questione non cambia. Se i genitori fossero inadempienti il figlio dovrebbe segnalarli e chiedere giustizia. Qualora lo facesse automaticamente creerebbe un danno endofamiliare che danneggerebbe i propri interessi.
>
> > Ci pensavo. Tu ti dici liberale per il welfare minimo. Socialista per difendere il lavoro, il salario minimo.
>
> "Welfare minimo" sembra una brutta cosa, ma in realtà è una bella cosa, perché, come ho già detto, se scendi sotto il livello di povertà preferisci certamente che lo stato ti dia i soldi per fare la spesa anziché dover andare in municipio a ritirare il cibo. Infatti se lo stato ti dà i soldi per fare la spesa, puoi comprare quello che vuoi te dove vuoi te, quindi in realtà è un welfare di lusso, non un welfare minimo.
>
> Il modello "spaghetti in municipio" è welfare minimo.
>
>
>
> Ciò detto, sui salari minimi mi sono venuti dei dubbi, perché ho ragionato sul fatto che siccome i margini di profitto medi sono tipo del 20-30% (cioè, se tu una cosa al supermercato la paghi 1.20 euro, probabilmente al supermercato è costata 1 euro), essi hanno una scarsa capacità di assorbire un aumento dei costi, quindi se aumentano i costi probabilmente aumentano i prezzi.
> Tra l'altro 20-30% è il margine di profitto lordo, ma bisogna ancora pagare le imposte. Quindi il margine di profitto netto è ancora più basso.
>
> Visto che il benessere dei cittadini non si misura con i redditi assoluti, ma bensì con il potere d'acquisto (altrimenti gli svizzeri con un reddito di 4'000 chf al mese dovrebbero essere considerati ricchi), ho paura con i salari minimi aumentino i prezzi... e se i prezzi aumentano siamo ai piedi della scala. La gente guadagna di più, ma spende anche di più, quindi il potere d'acquisto rischia di rimanere invariato o persino di peggiorare.
>
>
> Visto che un aumento dei prezzi fa male soprattutto alle persone meno abbienti, forse sarebbe meglio che lo stato aiuti le persone con un reddito basso anziché imporre salari minimi, perché essendo la fiscalità ridistributiva un aumento della spesa pubblica dello stato fa più male ai ricchi che ai meno abbienti.
>
> **Modificato dall'autore il 30.07.2024 12:51**
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 13:12:36.0 alle 2024-07-30 13:12:36.0Riassumendo
Il welfare minimo è abilità perchè costringe gli invalidi a dichiararsi tali per accedere ai diritti sociali, senza danneggiare i propri interessi, dovendo portare in giudizio eventuali genitori inadempienti causando un danno endofamiliare.
Il welfare universale previene questo abilismo.
Sarebbe come se costruissero cessi accessibili dove invalidi e non invalidi potrebbero accedere. E non sarebbero costretti a ghettizzarsi.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 13:13:01.0 alle 2024-07-30 13:13:01.0Scritto da:
> Riassumendo
>
> Il welfare minimo è abilista perchè costringe gli invalidi a dichiararsi tali per accedere ai diritti sociali, senza danneggiare i propri interessi, dovendo portare in giudizio eventuali genitori inadempienti causando un danno endofamiliare.
>
> Il welfare universale previene questo abilismo.
> Sarebbe come se costruissero cessi accessibili dove invalidi e non invalidi potrebbero accedere. E non sarebbero costretti a ghettizzarsi.
>
>
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 13:13:40.0 alle 2024-07-30 13:13:40.0Typo abilista
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-31 00:52:26.0 alle 2024-07-31 00:52:26.0
> Typo abilista
Disabilita sto cazzo di correttore automatico. Anzi, smetti di postare col cellulare. Il cellulare è il male, non è un dispositivo libero.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-31 16:07:28.0 alle 2024-07-31 16:07:28.0Scritto da:
> Riassumendo
>
> Il welfare minimo è abilità perchè costringe gli invalidi a dichiararsi tali per accedere ai diritti sociali, senza danneggiare i propri interessi, dovendo portare in giudizio eventuali genitori inadempienti causando un danno endofamiliare.
>
> Il welfare universale previene questo abilismo.
> Sarebbe come se costruissero cessi accessibili dove invalidi e non invalidi potrebbero accedere. E non sarebbero costretti a ghettizzarsi.
>
>
Mattia che pensi di questo?
"Affari loro" ?-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto da:
> Scritto da:
> > Riassumendo
> >
> > Il welfare minimo è abilità perchè costringe gli invalidi a dichiararsi tali per accedere ai diritti sociali, senza danneggiare i propri interessi, dovendo portare in giudizio eventuali genitori inadempienti causando un danno endofamiliare.
> >
> > Il welfare universale previene questo abilismo.
> > Sarebbe come se costruissero cessi accessibili dove invalidi e non invalidi potrebbero accedere. E non sarebbero costretti a ghettizzarsi.
> >
> >
>
> Mattia che pensi di questo?
>
> "Affari loro" ?
Se i genitori non provvedono ai figli minorenni sono criminali e come tali vanno trattati. Da maggiorenne diventi indipendente e se le tue condizioni economiche PERSONALI sono precarie hai diritto agli aiuti dello stato, indipendentemente dal patrimonio e dal reddito dei tuoi genitori.-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-31 16:25:30.0 alle 2024-07-31 16:25:30.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Riassumendo
> > >
> > > Il welfare minimo è abilità perchè costringe gli invalidi a dichiararsi tali per accedere ai diritti sociali, senza danneggiare i propri interessi, dovendo portare in giudizio eventuali genitori inadempienti causando un danno endofamiliare.
> > >
> > > Il welfare universale previene questo abilismo.
> > > Sarebbe come se costruissero cessi accessibili dove invalidi e non invalidi potrebbero accedere. E non sarebbero costretti a ghettizzarsi.
> > >
> > >
> >
> > Mattia che pensi di questo?
> >
> > "Affari loro" ?
>
> Se i genitori non provvedono ai figli minorenni sono criminali e come tali vanno trattati. Da maggiorenne diventi indipendente e se le tue condizioni economiche PERSONALI sono precarie hai diritto agli aiuti dello stato, indipendentemente dal patrimonio e dal reddito dei tuoi genitori.
Ma un minorenne non ha la forza di ribellarsi ai genitori, o lo aiuta qualcuno o subisce.
In Italia da maggiorenne non è così, rimani in famiglia finchè non sei in grado di pagarti un affitto.
Sulla questione degli invalidi glissi.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-30 17:52:26.0 alle 2024-07-30 17:52:26.0Scritto da: Mattia
> > A nababbi i servizi pubblici possono non interessare - e pure le tasse, vedi Bezos - ma ai semplici benestanti interessano eccome.
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> No, i servizi pubblici non sono nell'interesse di nessuno, e ti spiego il perché.
>
> Ci sono diversi stati, tra cui la Svizzera, che aiutano le persone che non hanno abbastanza soldi per fare la spesa e pagare l'affitto di casa.
>
> Che cosa fanno per aiutarle? Danno loro i soldi per fare la spesa, semplicemente.
>
> Ora, immagina se questi stati, anziché utilizzare questo semplice metodo, distribuissero cibo gratuito in municipio, ma quando arrivi lì scopri che non hanno altro che spaghetti (sempre che ce li abbiano).
> Ebbene, queste persone sono ridotte a mangiare spaghetti tutti i giorni, e non possono nemmeno scegliere la loro qualità preferita.
>
> Ecco qual è il problema: che i servizi pubblici ti costringono a rivolgerti a un ente statale per poter godere della gratuità di un bene/servizio, e se poi fa cagare sono cavoli tuoi.
A me andrebbe anche bene, ma credo che lo stato andrebbe in default in poco tempo, soprattutto a causa dei rimborsi alla sanità privata.
>
>
> Ora, torniamo invece a come la Svizzera e tanti altri stati aiutano le persone nel mondo reale.
>
> Perché non si può fare la stessa cosa anche con la scuola, cioè lo stato che aiuta le persone a pagare la tassa di iscrizione delle scuole private, anziché fare la scuola pubblica? La scuola pubblica è il modello "spaghetti in municipio".
>
> Idem la sanità pubblica, ma lì le conseguenze sono peggiori rispetto a quelle di altri beni/servizi perché c'è in gioco la vita. Un tizio di termometropolitico aveva un tumore alla pelle e la sanità pubblica gli ha dato l'appuntamento per rimuoverlo 7 mesi dopo.
> Ovviamente lui non ha aspettato 7 mesi, ma ha pagato di tasca sua per toglierlo subito nella sanità privata, altrimenti rischiava la pelle.
>
> Tornando al modello "spaghetti in municipio", è come se tu arrivassi lì e ti dicono che hanno finito le provviste e che arriveranno tra 2 settimane, ma tu hai gli armadi vuoti. Capisci qual è il problema?
>
>
> Morale della favola, è molto meglio per tutti che lo stato si limiti a garantire a tutti i cittadini l'accesso ai servizi fondamentali attraverso uno stato sociale ben pensato e ben funzionante.
>
> A questo punto puoi cambiare la tua frase sopra con "Anche ai cittadini benestanti conviene ricevere soldi dallo stato".
> Oh, certo, se consideri solo le entrate nelle tue tasche sicuramente ti conviene, peccato che tu debba considerare anche le uscite. Infatti fare "helicopter money" per lo stato ha un costo elevato, e indovina su chi ricade gran parte della spesa pubblica?
>
> Ovviamente sui cittadini benestanti! Infatti i veri ricchi sono pochi e i poveri non pagano un cazzo, quindi gli stati che fanno helicopter money massacrano di imposte il ceto medio-alto.
>
> Morale della favola, se tu dici a una persona benestante: "Vuoi i soldi dello stato?" ti risponde di si ovviamente, ma se invece le fai vedere quante imposte in meno pagherebbe se lo stato non facesse helicopter money capirebbe che è meglio non accettare i soldi dello stato così da far abbassare la spesa pubblica e quindi le imposte.
>
>
> Voglio sottolineare, comunque, che l'implicazione di questo non è che il cittadino benestante debba pagarsi da solo le cure mediche.
> C'è un'assicurazione sanitaria pubblica, ma il punto è che il premio viene conteggiato nel minimo vitale e lo stato ti aiuta a pagarlo solo se non hai abbastanza soldi per pagarlo.
>
> È un modello migliore rispetto alla sanità pubblica. Torniamo al tizio di termometropolitico che ha dovuto rivolgersi al privato per togliere il tumore alla pelle pagando di tasca sua. Se ci fosse l'assicurazione pubblica non avrebbe pagato questa prestazione di tasca sua, perché l'assicurazione paga le fatture indipendentemente da chi le emette, non ti costringe a rivolgerti a un servizio ben preciso per poter avere le cure gratuite.
>
>
> Infine, per quanto riguarda la scuola: il problema della scuola pubblica è che crea un modello educativo centralizzato, mentre sarebbe meglio decentralizzare.
>
> Se liberalizzi il sistema scolastico e permetti alle scuole private di proporre il loro programma personalizzato, ci saranno più scelte alternative e più concorrenza.
>
>
> > Non credo.
> > La scuola primaria pubblica garantisce pluralismo culturale anche ai figli dei ricchi.
>
>
> Cosa significa questo?
>
>
> > I servizi pubblici gratuiti universali non fanno ricadere i costi sulla fruizione.
> >
> > Ammettiamo che vengano abolite le biblioteche pubbliche.
> > Che i ricchi debbano comprarsi i libri ogni volta che ne debbano fruire. Non mi pare nei loro interessi.
>
>
> Cioè, tu mi stai dicendo che è meglio pagare in anticipo per beni e servizi che non hai ancora usato e che non sai nemmeno se userai?
>
> Mettiamola così. Tu preferiresti vivere in un condominio in cui ognuno fa la spesa per sé, oppure in un condominio dove l'amministratore fa la spesa per tutti e poi si divide alla romana?
>
> Nota bene che questo avrebbe tre implicazioni:
> 1) Paghi anche se non mangi o mangi poco, quando invece facendo la spesa per conto tuo potresti comprare solo quello che VUOI mangiare, stando attento a non spendere troppo
>
> 2) Nello stock del condominio ci sono le cose che i condomini hanno deciso democraticamente di comprare, quindi ci sono cose che a te non piacciono e mancano cose che a te piacciono. Se avessi fatto la spesa per conto tuo, nel tuo frigorifero ci sarebbe esattamente quello che vuoi te
>
> 3) I condomini sono portati a sprecare, perché visto che non paghi al consumo sei indotto a prendere più di quello che ti serve, in base alla logica: "Ho pagato, quindi meglio che me ne approfitto... altrimenti prendono tutto gli altri". Quando paghi al consumo stai molto più attento a non sprecare, mangi lo yogurt fino all'ultima goccia.
> Questo fa sì che tutti quanti siano indotti a consumare e sprecare di più, quindi i costi si gonfiano.
>
>
> Ora, qui sopra abbiamo considerato la spesa alla romana (e già solo in questo ci sono dei problemi), ma se vogliamo fare un paragone azzeccato con lo stato, allora la spese condominiali non vengono divise alla romana, ma in base all'ISEE, quindi chi ha ISEE alto paga molto di più.
>
> Visto che tu mi parli di ricchi, secondo te è conveniente o no per te che il condominio faccia la spesa per tutti e poi fa pagare a te (ricco) il 60% della spesa anziché dividere in parti uguali?
>
>
> Morale della favola: stai tranquillo che il ricco preferisce pagarseli di tasca propria i libri che VUOLE leggere, non certo che lo stato compri uno stock di libri per tutti i cittadini facendo pagare a lui il 60% dello stock.
>
> > Sarebbe solo nell'interesse dei poveri, che avrebbero i libri gratis con l'imposta negativa, mentre il ricco sarebbe disincentivato ad istruirsi se dovesse comprarsi migliaia di libri.
>
> Ma tu pensi davvero che un ricco si faccia problemi a comprare i libri che VUOLE? Non me li faccio nemmeno io questi problemi!
> Un ricco legge tutti i libri che vuole e fa tutti i corsi che vuole. Del resto che cosa se ne farebbero altrimenti della loro montagna di soldi? Non te ne fai niente dei pezzi di carta. Devi scambiarli con beni utili per renderli utili.
>
> > Per non parlare del figlio del ricco che non potendo più usufruire delle biblioteche pubblichi dovrebbe chiedere ai genitori soldi su soldi per comprarsi i libri e qualora questi fossero inadempienti portarli in tribunale causando un danno endofamiliare. Alla fine smetterebbe di leggere libri.
>
> Allora, la questione è molto semplice.
>
> 1) I genitori SONO OBBLIGATI a provvedere all'educazione dei figli minorenni. Se non lo fanno, ricevono una bella lavata di testa. Infatti, i genitori hanno DOVERI nei confronti dei figli minorenni.
>
> 2) I genitori non sono obbligati a provvedere all'educazione dei figli maggiorenni, ma quando diventi maggiorenne diventi un cittadino indipendente e quindi lo stato considera il TUO patrimonio e il TUO reddito, non quello dei tuoi genitori.
>
> È una cosa abbastanza assurda che in Italia tu venga trattato come un eterno minorenne, ma per ma la questione è chiara: una volta maggiorenne, diventi indipendente.
>
> > Ci pensavo. Tu ti dici liberale per il welfare minimo. Socialista per difendere il lavoro, il salario minimo.
>
> "Welfare minimo" sembra una brutta cosa, ma in realtà è una bella cosa, perché, come ho già detto, se scendi sotto il livello di povertà preferisci certamente che lo stato ti dia i soldi per fare la spesa anziché dover andare in municipio a ritirare il cibo. Infatti se lo stato ti dà i soldi per fare la spesa, puoi comprare quello che vuoi te dove vuoi te, quindi in realtà è un welfare di lusso, non un welfare minimo.
>
> Il modello "spaghetti in municipio" è welfare minimo.
>
>
>
> Ciò detto, sui salari minimi mi sono venuti dei dubbi, perché ho ragionato sul fatto che siccome i margini di profitto medi sono tipo del 20-30% (cioè, se tu una cosa al supermercato la paghi 1.20 euro, probabilmente al supermercato è costata 1 euro), essi hanno una scarsa capacità di assorbire un aumento dei costi, quindi se aumentano i costi probabilmente aumentano i prezzi.
> Tra l'altro 20-30% è il margine di profitto lordo, ma bisogna ancora pagare le imposte. Quindi il margine di profitto netto è ancora più basso.
>
> Visto che il benessere dei cittadini non si misura con i redditi assoluti, ma bensì con il potere d'acquisto (altrimenti gli svizzeri con un reddito di 4'000 chf al mese dovrebbero essere considerati ricchi), ho paura che con i salari minimi aumentino i prezzi... e se i prezzi aumentano siamo ai piedi della scala. La gente guadagna di più, ma spende anche di più, quindi il potere d'acquisto rischia di rimanere invariato o persino di peggiorare.
>
>
> Visto che un aumento dei prezzi fa male soprattutto alle persone meno abbienti, forse sarebbe meglio che lo stato aiuti le persone con un reddito basso anziché imporre salari minimi, perché essendo la fiscalità ridistributiva un aumento della spesa pubblica dello stato fa più male ai ricchi che ai meno abbienti.
>
> **Modificato dall'autore il 30.07.2024 13:00**
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto da:
>
A me andrebbe anche bene, ma credo che lo stato andrebbe in default in poco tempo, soprattutto a causa dei rimborsi alla sanità privata.
Questi sono luoghi comuni che vengono sfatati non appena uno studia un po' di economia.
Forse ti sorprenderà sapere che i servizi pubblici sono tendenzialmente più costosi di quelli privati.
Facciamo un esempio concreto: in Italia il costo medio di un allievo delle scuole elementari nella scuola pubblica è di 7000-8000 euro all'anno.
La tassa di iscrizione delle scuole elementari private italiane va dai 2'500 ai 5'500 euro.
Questo significa che allo stato italiano costerebbe di meno pagare a tutti la tassa di iscrizione di una scuola privata anziché tenere in piedi il sistema scolastico pubblico.
Andiamo avanti con altri esempi.
Qui in Svizzera il fornitore più economico di prestazioni sanitarie è una clinica privata in Ticino, chiamata "Clinica Santa Chiara".
Avevo già aperto un thread in cui facevo un confronto delle tariffe di vari interventi dell'ospedale pubblico ticinese (l'EOC) e due cliniche private ticinesi.La sanità privata costa meno di quella statale?
Ora, non sto qui a rielencare tutte le tariffe, ma prendi ad esempio quella per il tampone del COVID.
- EOC: 200 CHF
- Studio medico Sanacare Lugano: 200 CHF
- Clinica Moncucco: 200 CHF
- Unilabs di Breganzona: 168 CHF
- Clinica Santa Chiara: 135 CHF
Come vedi, l'EOC, che è un ospedale pubblico, era quello con le tariffe più alte. La Clinica Santa Chiara invece, che è una clinica privata, quella con le tariffe più basse.
Anche Unilabs è un'azienda privata.
Se tu prendi le tariffe per vari interventi di tutti i fornitori di prestazioni sanitarie in Svizzera (che sono riportate sul sito dell'amministrazione pubblica svizzera) noterai che tutti fornitori più economici sono privati e tutti i fornitori più costosi sono pubblici.
Comunque, lo stato pagava il tampone alle persone con sintomi, e le persone che andavano alla Clinica Santa Chiara facevano risparmiare ben 75 CHF allo stato rispetto a quelle che andavano all'EOC.
Ti faccio notare che non si tratta di qualche franco in più: in termini percentuali c'è una differenza enorme tra l'EOC e la Santa Chiara.
A questo punto la replica del socialista e dello sprovveduto di turno è scontata: "sicuramente l'EOC ha stipendi buoni mentre la Santa Chiara ha stipendi da fame". Bhe, a me questa cazzata non la racconti, perché mia sorella che è medico ha lavorato sia all'EOC che la Santa Chiara e mi ha detto che gli stipendi del personale sono IDENTICI. Utilizzano la stessa identica tabella. Gli stipendi del personale medico sono standardizzati.
Andiamo avanti.
Le ferrovie ticinesi sono in mano a un'azienda pubblica, la TILO.
Un biglietto andata e ritorno da Locarno a Lugano costa 36 CHF.
Qualche anno fa avevo preso un volo per la Spagna (Malaga) per 18 euro, cioè 17 franchi con il cambio attuale. Era una compagnia aerea privata.
Questo significa che allo stato costerebbe meno pagarti un volo da Milano a Malaga (1'500 Km) con Ryanair che un viaggio di 40 Km in treno in Ticino con la compagnia pubblica Tilo.
Concludo: perché pensi che gli economisti sono tendenzialmente favorevoli alle liberalizzazioni, mentre sprovveduti e socialisti gridano al complotto?
Tieni presente che i socialisti difendono gli interessi dei dipendenti pubblici e che i politici mentono al resto della popolazione al fine di difendere gli interessi del loro elettorato.
Fai quindi credere alla persone che per loro i servizi pubblici sono convenienti ed è fatta.
I berlusconiani saranno dei cretini, ma su una cosa hanno ragione: lo stato (e tutto ciò che allo stato appartiene) è una sanguisuga.
Come se non bastasse, in Italia quelli dell'amministrazione pubblica hanno anche la faccia come il culo. Vedi ad esempio quell'amico di Boldrin la cui azienda, che aveva svolto delle mansioni per lo stato italiano, non veniva pagata.
Lui ha telefonato all'amministrazione pubblica per sollecitare e gli hanno detto che non si deve permettere.
**Modificato dall'autore il 31.07.2024 13:24**-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-07-31 16:33:35.0 alle 2024-07-31 16:33:35.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> >
A me andrebbe anche bene, ma credo che lo stato andrebbe in default in poco tempo, soprattutto a causa dei rimborsi alla sanità privata.
>
> Questi sono luoghi comuni che vengono sfatati non appena uno studia un po' di economia.
Economia dove, su internetta com te?
>
> Forse ti sorprenderà sapere che i servizi pubblici sono tendenzialmente più costosi di quelli privati.
>
> Facciamo un esempio concreto: in Italia il costo medio di un allievo delle scuole elementari nella scuola pubblica è di 7000-8000 euro all'anno.
Belink?
> La tassa di iscrizione delle scuole elementari private italiane va dai 2'500 ai 5'500 euro.
Quanta gente va alla privata attualmente? Quanto costerà la retta quando non ci sarà la concorrenza col pubblico?
>
> Questo significa che allo stato italiano costerebbe di meno pagare a tutti la tassa di iscrizione di una scuola privata anziché tenere in piedi il sistema scolastico pubblico.
>
>
> Andiamo avanti con altri esempi.
Ma anche no, a sparare cazzate sono buoni tutti.
>
> Qui in Svizzera il fornitore più economico di prestazioni sanitarie è una clinica privata in Ticino, chiamata "Clinica Santa Chiara".
Non siamo in Ticino e se ti vai a guardare le sole vicende che riguardano la privatizzazione di aziende statali di passerà la voglia perfino di abitarci in Italia, altro che inventarti supercazzole che funzionano bene solo nella tua fantasia.
>
> Avevo già aperto un thread in cui facevo un confronto delle tariffe di vari interventi dell'ospedale pubblico ticinese (l'EOC) e due cliniche private ticinesi.
>
>La sanità privata costa meno di quella statale?
>
> Ora, non sto qui a rielencare tutte le tariffe, ma prendi ad esempio quella per il tampone del COVID.
>
> - EOC: 200 CHF
> - Studio medico Sanacare Lugano: 200 CHF
> - Clinica Moncucco: 200 CHF
> - Unilabs di Breganzona: 168 CHF
> - Clinica Santa Chiara: 135 CHF
>
> Come vedi, l'EOC, che è un ospedale pubblico, era quello con le tariffe più alte. La Clinica Santa Chiara invece, che è una clinica privata, quella con le tariffe più basse.
>
> Anche Unilabs è un'azienda privata.
>
>
> Se tu prendi le tariffe per vari interventi di tutti i fornitori di prestazioni sanitarie in Svizzera (che sono riportate sul sito dell'amministrazione pubblica svizzera) noterai che tutti fornitori più economici sono privati e tutti i fornitori più costosi sono pubblici.
>
> Comunque, lo stato pagava il tampone alle persone con sintomi, e le persone che andavano alla Clinica Santa Chiara facevano risparmiare ben 75 CHF allo stato rispetto a quelle che andavano all'EOC.
>
> Ti faccio notare che non si tratta di qualche franco in più: in termini percentuali c'è una differenza enorme tra l'EOC e la Santa Chiara.
>
> A questo punto la replica del socialista e dello sprovveduto di turno è scontata: "sicuramente l'EOC ha stipendi buoni mentre la Santa Chiara ha stipendi da fame". Bhe, a me questa cazzata non la racconti, perché mia sorella che è medico ha lavorato sia all'EOC che la Santa Chiara e mi ha detto che gli stipendi del personale sono IDENTICI. Utilizzano la stessa identica tabella. Gli stipendi del personale medico sono standardizzati.
>
>
>
> Andiamo avanti.
>
> Le ferrovie ticinesi sono in mano a un'azienda pubblica, la TILO.
>
> Un biglietto andata e ritorno da Locarno a Lugano costa 36 CHF.
>
> Qualche anno fa avevo preso un volo per la Spagna (Malaga) per 18 euro, cioè 17 franchi con il cambio attuale. Era una compagnia aerea privata.
>
> Questo significa che allo stato costerebbe meno pagarti un volo da Milano a Malaga (1'500 Km) con Ryanair che un viaggio di 40 Km in treno in Ticino con la compagnia pubblica Tilo.
>
>
>
> Concludo: perché pensi che gli economisti sono tendenzialmente favorevoli alle liberalizzazioni, mentre sprovveduti e socialisti gridano al complotto?
>
> Tieni presente che i socialisti difendono gli interessi dei dipendenti pubblici e che i politici mentono al resto della popolazione al fine di difendere gli interessi del loro elettorato.
> Fai quindi credere alla persone che per loro i servizi pubblici sono convenienti ed è fatta.
>
> I berlusconiani saranno dei cretini, ma su una cosa hanno ragione: lo stato (e tutto ciò che allo stato appartiene) è una sanguisuga.
> Come se non bastasse, in Italia quelli dell'amministrazione pubblica hanno anche la faccia come il culo. Vedi ad esempio quell'amico di Boldrin la cui azienda, che aveva svolto delle mansioni per lo stato italiano, non veniva pagata.
>
> Lui ha telefonato all'amministrazione pubblica per sollecitare e gli hanno detto che non si deve permettere.
>
>
> **Modificato dall'autore il 31.07.2024 13:24**
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > >
A me andrebbe anche bene, ma credo che lo stato andrebbe in default in poco tempo, soprattutto a causa dei rimborsi alla sanità privata.
> >
> > Questi sono luoghi comuni che vengono sfatati non appena uno studia un po' di economia.
>
> Economia dove, su internetta com te?
Perché secondo te non si può studiare un po' di economia su internet, senza avere la pretesa di diventare economisti?
Non si possono fare su internet il tipo di ricerche che ho fatto io, cioè confrontare il costo della scuola pubblica con quello della scuola privata o quello della sanità pubblica con quello della sanità privata?
> > Forse ti sorprenderà sapere che i servizi pubblici sono tendenzialmente più costosi di quelli privati.
> >
> > Facciamo un esempio concreto: in Italia il costo medio di un allievo delle scuole elementari nella scuola pubblica è di 7000-8000 euro all'anno.
>
> Belink?
Cercando con BING puoi trovare facilmente il dato complessivo sull'istruzione pubblica.
https://www.bing.com/search?q=italia%20quanto%20co...
Il primo risultato dice 8'200 euro per allievo.
Ora, io magari sarò troppo moderno, ma sto usando sempre di più l'AI.
Ho provato a chiedere a Open AI il costo medio della casa malati in Svizzera (cioè, l'ho testato su cose che so) e mi ha dato una risposta corretta, concludendo quindi che ci si può fidare su questo genere di dati.
Quindi ho chiesto di fare l'elenco dei costi per ciascun tipo di scuola e mi ha fornito questi dati (che sono vicini a quelli che si trovano con BING).
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Il costo pro capite per allievo nella scuola pubblica italiana varia a seconda del livello di istruzione. Ecco una stima dei costi medi per studente per i diversi gradi di istruzione:
Scuola dell'infanzia (materna)
Costo medio: circa 6.000 - 7.000 euro per alunno all'anno.
Scuola primaria (elementare)
Costo medio: circa 6.000 - 7.000 euro per alunno all'anno.
Scuola secondaria di primo grado (medie)
Costo medio: circa 7.000 - 8.000 euro per alunno all'anno.
Scuola secondaria di secondo grado (superiori)
Costo medio: circa 8.000 - 9.000 euro per alunno all'anno.
Questi costi comprendono le spese per il personale docente e non docente, la manutenzione e gestione degli edifici scolastici, i materiali didattici, le attività extracurricolari e altri servizi correlati. I valori possono variare in base a diversi fattori, come la regione, le specifiche caratteristiche delle scuole e le politiche locali di finanziamento.
Questi dati sono stime generali basate su informazioni disponibili da studi e rapporti del Ministero dell'Istruzione italiano e altre fonti di analisi economica nel settore dell'istruzione. Per dati più aggiornati e specifici, è possibile consultare i rapporti annuali pubblicati dal Ministero dell'Istruzione e da altri enti di ricerca.
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I dati riguardanti il costo medio dell'iscrizione alle scuole private l'ho anche ricavato con Open AI, ma possiamo fare qualche verifica con Google.
https://www.fondazionecristore.org/approfondimenti...
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L’accesso alle scuole private di Roma avviene solitamente attraverso il pagamento di una somma di denaro che varia in base al grado della scuola frequentata. Il costo medio delle rette della scuola dell’infanzia e della scuola primaria a Roma si aggira intorno ai 3000 euro.
https://ilmiobusinessplan.com/blogs/news/scuola-fi...
Le scuole convenzionate hanno tasse scolastiche inferiori rispetto alle scuole non convenzionate. Un anno scolastico può costare tra i 700 ei 1.500 euro. A volte i costi possono ammontare a 3.000 euro.
[...]
Questi istituti [scuole non convenzionate] hanno la particolarità di essere solo riconosciuti e non controllati dallo Stato. Sono liberi di fissare le loro tariffe in base alle loro tariffe.
Le tasse scolastiche per le scuole non convenzionate possono variare da 3.000 a 10.000 euro/anno.
Per le scuole più prestigiose si arriva anche a 15.000 euro/anno.
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Morale della favola: una scuola privata normale ti può costare sui 3'000 euro all'anno. Se puoi vuoi il non-plus ultra puoi arrivare a 15'000 euro al mese.
Questa comunque è la situazione attuale. Con una maggiore concorrenza scenderebbero sia la tariffe delle scuole di media qualità che quelle delle scuole più prestigiose.
> > La tassa di iscrizione delle scuole elementari private italiane va dai 2'500 ai 5'500 euro.
>
> Quanta gente va alla privata attualmente? Quanto costerà la retta quando non ci sarà la concorrenza col pubblico?
La concorrenza rispetto allo stato ci sarebbe anche nel sistema voucher, perché se lo stato ad esempio prevede un voucher di 4'000 euro all'anno per la scuola, coloro che vogliono creare una scuola accessibile per le masse andranno a creare una scuola la cui tassa di iscrizione non supera i 4'000 euro, in maniera tale che le persone non debbano mettere soldi di tasca loro.
Ci saranno poi altre scuole più elitiste che ti chiederanno di più rispetto al voucher statale, tipo 10'000 euro all'anno. Chi vorrà frequentare queste scuole pagherà di tasca sua 6'000 euro all'anno, perché 4'000 li mette lo stato.
Comunque se non si vuole badare a costi il voucher può anche essere di 8'000 euro all'anno (che sarebbe il costo attuale della scuola per lo stato) e con un voucher del genere puoi mettere tuo figlio in buona scuola come English Gate da cui gli allievi escono bilingue, cioè che sanno parlare sia italiano che inglese.
https://www.englishgate.it/wp-content/uploads/2022...
Il sito della scuola: https://www.englishgate.it/
Però non farti le seghe con le foto dei bambini!
> > Andiamo avanti con altri esempi.
>
> Ma anche no, a sparare cazzate sono buoni tutti.
Quali cazzate? Sono in grado di provare le cose che dico.
> > Qui in Svizzera il fornitore più economico di prestazioni sanitarie è una clinica privata in Ticino, chiamata "Clinica Santa Chiara".
>
> Non siamo in Ticino e se ti vai a guardare le sole vicende che riguardano la privatizzazione di aziende statali di passerà la voglia perfino di abitarci in Italia, altro che inventarti supercazzole che funzionano bene solo nella tua fantasia.
Privatizzare e liberalizzare sono due cose diverse. I competenti parlano di liberalizzare, non privatizzare.
Posso immaginare a cosa ti riferisci: alla privatizzazione dell'energia elettrica in Italia, e scommetto che la cosa è stata gestita come privatizzazione e non come liberalizzazione.
Il punto è che la liberalizzazione è un modello che prevede la concorrenza, ma una rete elettrica chiusa non può essere concorrenziale, perché se abiti in un determinato paese sei costretto ad acquistare l'elettricità da un'azienda ben precisa e non hai alternative.
Ci sono due modi per liberalizzare l'energia elettrica:
- Attraverso delle concessioni che vengono rinnovate con gare ripetute ogni X anni: vince la gara l'azienda che offre tariffe più basse per KW di energia.
- Attraverso una rete elettrica aperta in cui più centrali possono immettere energia elettrica: gli utenti possono decidere da quale azienda acquistare l'energia perché essa viene prodotta da tutte le centrali elettriche connesse alla rete. Naturalmente una centrale elettrica non può vendere più energia di quanta ne produca, quindi bisogna conoscere la capacità produttiva della centrale e fissare un numero massimo di clienti dato il consumo medio per utente.
C'è poi la questione delle autostrade: anche lì hanno fatto una gran cazzata in Italia. Non puoi privatizzare l'autostrada. AL MASSIMO puoi fare delle gare ogni X anni per darle in concessione a un privato. Vince la gara chi offre la tariffa annuale più bassa per la gestione. A quel punto lo stato decide se spalmare la tariffa sulla fiscalità generale o se creare un abbonamento annuale per i consumatori come in Svizzera (qui per utilizzare l'autostrada paghi un abbonamento di 40 franchi l'anno).
Il modello caselli che avete attualmente in Italia è il peggiore di tutti.
È chiaro che in certe cose la liberalizzazione non è facile da gestire in maniera corretta e richiede che ci sia sempre lo stato che fa da arbitro (quello dell'energia elettrica è un esempio), ma nel caso della scuola questo problema non esiste assolutamente, perché un mercato aperto e libero tra scuole non è meno difficile da implementare rispetto a un mercato aperto e libero tra supermercati.
La stessa cosa si può dire per la sanità.
Anche Boldrin dice che lo stato ha dei compiti nell'economia, ma il problema è che lo stato fa più di quello che dovrebbe fare in molti paesi oppure fa quello che deve fare in maniera sbagliata.
**Modificato dall'autore il 01.08.2024 12:26**-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-08-02 23:19:08.0 alle 2024-08-02 23:19:08.0
Io inventerei qualcosa ancora più "geniale".
Per questi proletari liberali sociali del welfare minimo che inventano l'imposta negativa per giustificare un sistema per cui si prendono tutto dagli altri senza dargli nulla. Molto paraculo.
Io inventerei un sistema più "geniale".
Il welfare minimo a prestito.
Loro vorrebbero fare passare l'idea che il welfare vada garantito solo a chi viene ritenuto soggettivamente bisognoso di imposta negativa.
Si potrebbe benissimo sostituire l'imposta negativa con un prestito. Poi dopo che avranno lavorato lo restituiranno allo stato.
A quel punto se passa questa idea inizieranno a rimpiangere il welfare universale gratuito e la smetterà no di fare i paraculi.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto da:
> Per questi proletari liberali sociali del welfare minimo che inventano l'imposta negativa per giustificare un sistema per cui si prendono tutto dagli altri senza dargli nulla.
È così anche coi servizi pubblici.
Ci sono persone che danno allo stato più di quanto ricevono e persone che ricevono più di quanto danno. Quelle che ricevono più di quanto danno sono in regime di imposta negativa, le altre sono in regime di imposta positiva.
Se io ti prendo 50 e ti do 5, allora ti prendo 45. Non è che ti dò qualcosa. Prendo 45.
I ricchi che sono un po' svegli questo lo capiscono benissimo, per questo che molti tra loro si fanno persuadere da idee repubblicane sociopatiche che prevedono lo smantellamento di ogni servizio pubblico. Perché sanno benissimo che a loro converrebbe di più pagarsi servizi privati di tasca loro.
Il sistema dell'imposta negativa è semplicemente un sistema che non prende in giro le persone e che fa capire la natura ridistributiva della fiscalità.
Il punto è che non ha nessun senso logico prendere ai ricchi 50 per poi dargli 5. È meglio se mai prendergli 30 ma non dargli niente.
> Io inventerei un sistema più "geniale".
>
> Il welfare minimo a prestito.
>
> Loro vorrebbero fare passare l'idea che il welfare vada garantito solo a chi viene ritenuto soggettivamente bisognoso di imposta negativa.
>
> Si potrebbe benissimo sostituire l'imposta negativa con un prestito. Poi dopo che avranno lavorato lo restituiranno allo stato.
Non hai inventato un bel niente, perché è così che funziona in Svizzera, ma devi diventare benestante per essere chiamato a restituire il denaro.
In effetti questo modo geniale di gestire la cosa fa si che le persone in assistenza non abbiano l'incentivo a migliorare le loro condizioni economiche per paura di dover poi restituire il denaro, quindi complimenti per l'ideona!
**Modificato dall'autore il 03.08.2024 11:37**-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-08-03 12:17:55.0 alle 2024-08-03 12:17:55.0Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Per questi proletari liberali sociali del welfare minimo che inventano l'imposta negativa per giustificare un sistema per cui si prendono tutto dagli altri senza dargli nulla.
>
> È così anche coi servizi pubblici.
>
> Ci sono persone che danno allo stato più di quanto ricevono e persone che ricevono più di quanto danno. Quelle che ricevono più di quanto danno sono in regime di imposta negativa, le altre sono in regime di imposta positiva.
>
> Se io ti prendo 50 e ti do 5, allora ti prendo 45. Non è che ti dò qualcosa. Prendo 45.
>
> I ricchi che sono un po' svegli questo lo capiscono benissimo, per questo che molti tra loro si fanno persuadere da idee repubblicane sociopatiche che prevedono lo smantellamento di ogni servizio pubblico. Perché sanno benissimo che a loro converrebbe di più pagarsi servizi privati di tasca loro.
>
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> Il sistema dell'imposta negativa è semplicemente un sistema che non prende in giro le persone e che fa capire la natura ridistributiva della fiscalità.
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> Il punto è che non ha nessun senso logico prendere ai ricchi 50 per poi dargli 5. È meglio se mai prendergli 30 ma non dargli niente.
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> > Io inventerei un sistema più "geniale".
> >
> > Il welfare minimo a prestito.
> >
> > Loro vorrebbero fare passare l'idea che il welfare vada garantito solo a chi viene ritenuto soggettivamente bisognoso di imposta negativa.
> >
> > Si potrebbe benissimo sostituire l'imposta negativa con un prestito. Poi dopo che avranno lavorato lo restituiranno allo stato.
>
> Non hai inventato un bel niente, perché è così che funziona in Svizzera, ma devi diventare benestante per essere chiamato a restituire il denaro.
>
> In effetti questo modo geniale di gestire la cosa fa si che le persone in assistenza non abbiano l'incentivo a migliorare le loro condizioni economiche per paura di dover poi restituire il denaro, quindi complimenti per l'ideona!
>
>
> **Modificato dall'autore il 03.08.2024 11:37**
Anche il welfare minimo con imposta negativa. Se sei povero hai tutto gratis.
Se diventi ricco ti devi pagare tutto.
È un sistema pauperogeno.
In Italia è così. La gente quando vede che sta per raggiungere una certa soglia Isee smette di lavorare.
Se il welfare continuasse anche per i ricchi e fosse universale ciò non accadrebbe.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-08-03 13:32:21.0 alle 2024-08-03 13:32:21.0Scritto da: Mattia
>
> È così anche coi servizi pubblici.
>
> Ci sono persone che danno allo stato più di quanto ricevono e persone che ricevono più di quanto danno. Quelle che ricevono più di quanto danno sono in regime di imposta negativa, le altre sono in regime di imposta positiva.
>
> Se io ti prendo 50 e ti do 5, allora ti prendo 45. Non è che ti dò qualcosa. Prendo 45.
>
> I ricchi che sono un po' svegli questo lo capiscono benissimo, per questo che molti tra loro si fanno persuadere da idee repubblicane sociopatiche che prevedono lo smantellamento di ogni servizio pubblico. Perché sanno benissimo che a loro converrebbe di più pagarsi servizi privati di tasca loro.
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> Il sistema dell'imposta negativa è semplicemente un sistema che non prende in giro le persone e che fa capire la natura ridistributiva della fiscalità.
>
> Il punto è che non ha nessun senso logico prendere ai ricchi 50 per poi dargli 5. È meglio se mai prendergli 30 ma non dargli niente.
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> Non hai inventato un bel niente, perché è così che funziona in Svizzera, ma devi diventare benestante per essere chiamato a restituire il denaro.
>
> In effetti questo modo geniale di gestire la cosa fa si che le persone in assistenza non abbiano l'incentivo a migliorare le loro condizioni economiche per paura di dover poi restituire il denaro, quindi complimenti per l'ideona!
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> **Modificato dall'autore il 03.08.2024 11:37**
Beh se uno riceve del welfare a prestito e poi eredità dovrà pagare. Poi bene o male tutti vogliono migliorare le proprie condizioni, quindi alla lunga tutti producono.
Pure gatto dopo 30 anni di nullafacenza si è messo a lavorare.-
Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-08-04 13:26:34.0 alle 2024-08-04 13:26:34.0> Pure gatto dopo 30 anni di nullafacenza si è messo a lavorare.
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Re: La genialità liberale: l'imposta negativaPoliticaScritto daNon Autenticatoil 2024-08-04 15:44:58.0 alle 2024-08-04 15:44:58.0Scritto da:
> > Pure gatto dopo 30 anni di nullafacenza si è messo a lavorare.
>
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In tangenziale? Che orari fai?
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