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    il 2026-03-12 03:35:18.0 alle 2026-03-12 03:35:18.0
    Sul referendum


    Se dopo una ipotetica vittoria del referendum sulla giustizia sulla separazione delle carriere in Italia del marzo 2026, il Parlamento a maggioranza facesse una legge attuativa in cui, i csm dovrebbero agire all'unanimità, sarebbe possibile? Oppure, che il sorteggio avvenisse con un software proprietario. Potrebbero queste leggi attuative essere rese incostituzionali dalla corte costituzionale? Per sollevare il dubbio di costituzionalità si può solo in via incidentale in Italia, e come potrebbe scattare la via incidentale in tal caso? E quanto tempo la Corte Costituzionale potrebbe metterci per abolire una legge attuativa incostituzionale? C'è un pericolo per la separazione dei poteri?

    Rispondo punto per punto, perché nella tua domanda ci sono vari aspetti di diritto costituzionale italiano: referendum, legge attuativa, controllo della Corte costituzionale e questione incidentale.

    1. Se il referendum vincesse: il Parlamento può fare una legge attuativa “distorsiva”?

    In linea generale sì, il Parlamento mantiene il potere legislativo, anche dopo un referendum.

    Dipende però dal tipo di referendum:

    In Italia esiste quasi solo il referendum abrogativo (art. 75 della Costituzione della Repubblica Italiana).

    Il referendum cancella norme, ma non scrive direttamente una nuova legge completa.

    Per questo spesso serve una legge di riordino o attuativa.

    ⚖️ Tuttavia la Corte costituzionale ha stabilito più volte che:

    il Parlamento non può svuotare o aggirare la volontà referendaria

    non può reintrodurre surrettiziamente norme equivalenti a quelle abrogate

    Questo principio deriva dalla giurisprudenza costituzionale sul “rispetto dell’esito referendario”.

    Quindi:

    una legge attuativa è possibile

    ma non può contraddire la sostanza del referendum

    2. Esempi che fai: CSM che decide solo all’unanimità o software proprietario per il sorteggio

    Qui entrano altri principi costituzionali.

    a) CSM che decide solo all’unanimità

    Il Consiglio Superiore della Magistratura è disciplinato dall’art. 104–105 della Costituzione.

    Una legge che imponesse decisioni solo all’unanimità potrebbe essere contestata perché:

    renderebbe l’organo praticamente paralizzato

    potrebbe violare il principio di buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.)

    potrebbe compromettere l’autonomia della magistratura

    Non è automaticamente incostituzionale, ma sarebbe fortemente sospetta.

    b) Sorteggio con software proprietario

    Il problema qui sarebbe:

    trasparenza

    controllabilità del procedimento

    Se il software fosse non verificabile, qualcuno potrebbe sostenere che:

    viola i principi di imparzialità e trasparenza

    non garantisce un procedimento pubblico controllabile

    Anche qui non è automaticamente incostituzionale, ma potrebbe diventarlo a seconda di come è regolato.

    3. La Corte costituzionale può dichiarare incostituzionale una legge attuativa?

    Sì.

    La Corte costituzionale può annullare:

    leggi ordinarie

    decreti legge

    decreti legislativi

    se violano la Costituzione o altri principi costituzionali.

    Una legge attuativa del referendum non ha immunità costituzionale.

    4. Come si arriva alla Corte: la via incidentale

    Hai ragione: in Italia la via principale è la questione incidentale.

    Funziona così:

    1️⃣ nasce una controversia davanti a un giudice
    2️⃣ il giudice deve applicare quella legge
    3️⃣ una parte sostiene che la legge è incostituzionale
    4️⃣ il giudice valuta:

    se la norma è rilevante nel processo

    se il dubbio è non manifestamente infondato

    Se sì → sospende il processo e rimette la questione alla Corte costituzionale.

    Esempio concreto nel tuo scenario

    Potrebbe accadere così:

    un magistrato impugna una decisione del CSM

    oppure contesta il sistema di sorteggio

    il ricorso arriva a un giudice amministrativo (es. Consiglio di Stato o TAR)

    Il giudice potrebbe dire:

    per decidere devo applicare questa legge, ma potrebbe essere incostituzionale

    e quindi solleva la questione alla Corte costituzionale.

    5. Quanto tempo può metterci la Corte costituzionale?

    Dipende, ma mediamente:

    6 mesi – 1 anno dal rinvio del giudice

    A volte anche meno (4–6 mesi), a volte di più.

    Dopo la sentenza:

    la norma cessa di avere efficacia dal giorno dopo la pubblicazione.

    6. Esiste anche un’altra via: ricorso dello Stato o delle Regioni

    Oltre alla via incidentale esiste la via principale:

    Stato contro legge regionale

    Regione contro legge statale

    Ma non si applica alle leggi statali ordinarie tra cittadini.

    Quindi nel tuo caso la via incidentale sarebbe la più probabile.

    7. C’è un pericolo per la separazione dei poteri?

    In teoria il sistema costituzionale italiano ha diversi anticorpi:

    1️⃣ controllo della Corte costituzionale
    2️⃣ giudici che possono sollevare la questione
    3️⃣ Presidente della Repubblica che può rinviare la legge alle Camere prima della promulgazione
    (Presidente della Repubblica Italiana)

    Quindi:

    una legge problematica può esistere per un periodo

    ma può essere eliminata successivamente dalla Corte

    Il rischio principale è il tempo necessario al controllo costituzionale, non l’assenza di controllo.

    ✅ In sintesi

    Il Parlamento può fare una legge attuativa dopo il referendum.

    Se distorce l’esito referendario o viola principi costituzionali può essere annullata dalla Corte costituzionale.

    Il controllo avverrebbe quasi certamente tramite questione incidentale sollevata da un giudice.

    Il tempo medio per una decisione è circa 6–12 mesi dopo il rinvio.

    💡 Se vuoi, posso anche spiegarti una cosa molto interessante:
    come storicamente il Parlamento ha provato ad aggirare referendum in Italia e cosa ha fatto la Corte costituzionale in quei casi (ci sono alcuni precedenti molto istruttivi).

    Ma un giudice in un procedimento ordinario ha facoltà di accettare o meno l'inizio dell'iter per sollevare il dubbio di costituzionalità? O comunque può rallentarne l'iter? Se si creasse un csm controllato dalla politica con una legge attuativa truffaldina, come potrebbe un giudice ordinario andare contro il primo csm controllato dalla politica? Poi parlami di ciò che suggerisci.

    Cerco di rispondere con precisione giuridica, perché tocchi il punto più delicato del controllo costituzionale italiano.

    1. Un giudice può rifiutare di sollevare la questione di costituzionalità?

    Sì. Un giudice ha piena discrezionalità nel decidere se sollevarla oppure no.

    Il meccanismo è disciplinato dalla Costituzione della Repubblica Italiana (art. 134) e dalla Legge costituzionale n. 1 del 1948.

    Per inviare la questione alla Corte costituzionale il giudice deve ritenere che la norma sia:

    1️⃣ rilevante per decidere il caso
    2️⃣ non manifestamente infondata

    Se il giudice ritiene che uno dei due requisiti non esista, può semplicemente rigettare l'eccezione.

    Quindi:

    le parti possono chiedere

    ma decide il giudice

    2. Il giudice può rallentare il procedimento?

    In pratica sì, perché:

    deve decidere con ordinanza motivata

    può prima valutare altre questioni processuali

    può ritenere la norma irrilevante per il caso

    Quindi il controllo costituzionale dipende dall'iniziativa di un giudice.

    Questo è uno dei limiti del sistema italiano.

    3. Ma un giudice ordinario è subordinato al CSM?

    No.

    Il Consiglio Superiore della Magistratura:

    gestisce carriere

    trasferimenti

    procedimenti disciplinari

    Ma non può interferire con le decisioni giudiziarie.

    Questo deriva dall’art. 101 della Costituzione della Repubblica Italiana:

    “I giudici sono soggetti soltanto alla legge.”

    Quindi un giudice può tranquillamente sollevare la questione di costituzionalità, anche se il CSM fosse politicamente orientato.

    4. Come nascerebbe concretamente un caso contro una legge sul CSM?

    Ci sono molti modi.

    Caso tipico

    1️⃣ Il CSM prende una decisione (nomina, disciplina, ecc.)
    2️⃣ un magistrato impugna la decisione
    3️⃣ il ricorso va al Tribunale Amministrativo Regionale
    4️⃣ poi eventualmente al Consiglio di Stato

    Il giudice amministrativo, per decidere, deve applicare la legge che regola il CSM.

    Se la ritiene incostituzionale → rinvia alla Corte costituzionale.

    5. E se il CSM fosse davvero “controllato dalla politica”?

    Qui bisogna distinguere tra:

    potere amministrativo

    del CSM

    e

    potere giurisdizionale

    dei giudici

    Il CSM non può impedire a un giudice di sollevare una questione di costituzionalità.

    Farlo sarebbe una violazione gravissima della Costituzione.

    6. Un giudice può essere “punito” per averlo fatto?

    In teoria no.

    Il CSM non può sanzionare un magistrato per:

    una decisione giurisdizionale

    un rinvio alla Corte costituzionale

    Se lo facesse, quella decisione sarebbe quasi certamente annullata.

    7. I precedenti storici: quando il Parlamento ha aggirato referendum

    Qui entriamo nella parte interessante.

    In Italia ci sono stati vari tentativi.

    Caso famoso: finanziamento pubblico ai partiti

    Nel 1993 un referendum abrogò il finanziamento pubblico diretto ai partiti.

    Poco dopo il Parlamento introdusse un sistema molto simile di rimborsi elettorali.

    Molti lo considerarono un aggiramento della volontà referendaria.

    La Corte costituzionale non lo annullò completamente perché formalmente non era identico alla norma abrogata, ma il caso è spesso citato come esempio di tensione tra referendum e Parlamento.

    Caso nucleare (1987)

    Dopo il referendum sul nucleare, lo Stato non poteva semplicemente ripristinare la stessa normativa.

    Il principio emerso è:

    👉 il legislatore non può ripristinare la disciplina abrogata con norme sostanzialmente identiche.

    Caso acqua pubblica (2011)

    Il referendum abrogò norme sulla remunerazione del capitale nei servizi idrici.

    Alcune leggi successive furono contestate perché reintroducevano elementi simili.

    Qui la Corte intervenne più volte per verificare il rispetto dell’esito referendario.

    8. Il vero limite del sistema italiano

    Il problema non è tanto se il sistema può reagire, ma quanto tempo ci mette.

    Schema realistico:

    1️⃣ legge approvata
    2️⃣ entra in vigore
    3️⃣ nasce un contenzioso
    4️⃣ giudice solleva la questione
    5️⃣ decisione della Corte costituzionale

    Tempo tipico totale:

    1 – 3 anni

    9. Perché comunque il sistema regge

    Ci sono vari “freni”:

    1️⃣ Presidente della Repubblica può rinviare la legge alle Camere
    2️⃣ giudici possono sollevare questioni di costituzionalità
    3️⃣ Corte costituzionale può annullare la legge
    4️⃣ giudici europei (es. Corte di giustizia dell'Unione europea e Corte europea dei diritti dell'uomo) possono intervenire su indipendenza della magistratura.

    Questo è successo, ad esempio, con le riforme della magistratura in Polonia e Ungheria.

    ✅ Conclusione

    Il giudice può rifiutare di sollevare la questione.

    Ma non è subordinato al CSM nelle sue decisioni.

    Se nasce un contenzioso, la legge può arrivare alla Corte costituzionale.

    Il rischio principale è il tempo necessario al controllo, non l’assenza di strumenti.

    💡 Se vuoi posso spiegarti anche una cosa molto interessante e poco conosciuta:

    perché in Italia non esiste il ricorso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale (come in Germania o Spagna) e come questo cambia molto l’equilibrio del sistema.

    "No.

    Il Consiglio Superiore della Magistratura:

    gestisce carriere

    trasferimenti

    procedimenti disciplinari

    Ma non può interferire con le decisioni giudiziarie." ahahah e secondo te un giudice non subirebbe condizionamenti o intimidazioni indirette nel subire demansionamenti, procedure disciplinari o trasferimenti forzati? Comunque non hai capito. Io chiedevo non come sollevare il dubbio di costituzionalità sulle decisioni del csm, ma il dubbio di costituzionalità su una legge attuativa emanata dal Parlamento che snaturi il messaggio del referendum e che sia incostituzionale. Punto 6( E' palese che le ritorsioni sarebbero successive e scollegate al fatto, come il mobbing sul lavoro. Se i tempi arrivano da 1 a 3 anni, potrebbe durare un governo in quel periodo. Ogni governo potrebbe insediarsi e fare una nuova legge attuativa del csm e poi campare di rendita per qualche anno diventando impunito, e allargando l'impunità alle forze dell'ordine e a poteri occulti. Poi spiegami perchè in Italia non esiste il ricorso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale. Secondo me gravissima lacuna del sistema che andrebbe sanata.

    Capisco meglio la tua domanda ora: non sulle decisioni del CSM, ma su una legge attuativa del Parlamento che svuoti il risultato di un referendum. Provo a chiarire i meccanismi reali del sistema costituzionale italiano e i suoi limiti.

    1. Come si può contestare una legge attuativa “truffaldina” dopo un referendum

    Una legge del Parlamento può essere dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale se viola:

    la Costituzione della Repubblica Italiana

    principi costituzionali impliciti (tra cui il rispetto dell’esito referendario)

    La Corte ha più volte affermato che il legislatore non può eludere la volontà popolare espressa nel referendum.

    Se lo fa, la legge può essere annullata.

    2. Come nasce concretamente il giudizio sulla legge (non sulle decisioni del CSM)

    Poiché in Italia non esiste ricorso diretto dei cittadini, serve un processo concreto.

    Schema tipico:

    1️⃣ il Parlamento approva una legge attuativa
    2️⃣ quella legge viene applicata in un caso reale
    3️⃣ una persona o un magistrato la contesta
    4️⃣ il giudice valuta la costituzionalità
    5️⃣ il giudice rimette la questione alla Corte costituzionale

    Questo è il giudizio incidentale.

    Esempi di casi che potrebbero nascere:

    impugnazione di una nomina o sanzione disciplinare

    concorso o procedura basata sulla nuova legge

    ricorso amministrativo contro un atto fondato su quella legge

    Il giudice non sta giudicando il CSM in sé:
    sta verificando se la legge che regola il sistema è costituzionale.

    3. È vero che il sistema può essere lento

    Qui tocchi un punto reale.

    Il controllo costituzionale italiano non è immediato.

    Tempi realistici:

    nascita del contenzioso: mesi

    rinvio alla Corte: mesi

    decisione della Corte: circa 6-12 mesi

    Totale possibile: 1-3 anni.

    Questo significa che una legge incostituzionale può rimanere in vigore per un periodo.

    4. Ma un governo non può “ripeterlo all’infinito”

    Il Parlamento potrebbe teoricamente approvare nuove leggi, ma ci sono limiti:

    1️⃣ precedente della Corte costituzionale

    Se la Corte annulla una norma con una certa motivazione, il legislatore non può riproporre lo stesso schema.

    Farne uno identico porterebbe a una nuova dichiarazione di incostituzionalità quasi immediata.

    2️⃣ controllo europeo sull’indipendenza dei giudici

    Se una riforma compromettesse l’indipendenza della magistratura, potrebbero intervenire:

    Corte di giustizia dell'Unione europea

    Corte europea dei diritti dell'uomo

    Questo è già successo con riforme giudiziarie in altri paesi UE.

    3️⃣ ruolo del Presidente della Repubblica

    Il Presidente della Repubblica Italiana può:

    rinviare la legge alle Camere se ritiene che abbia problemi costituzionali.

    Non è un veto definitivo, ma obbliga il Parlamento a riesaminarla.

    5. Il problema dei condizionamenti indiretti sui giudici

    Quello che sollevi (pressioni indirette tramite carriera o disciplina) è un tema molto discusso nel diritto costituzionale.

    Il sistema italiano è stato costruito proprio per ridurre questi rischi attraverso:

    inamovibilità dei magistrati

    autonomia del CSM

    separazione tra potere politico e giudiziario

    Detto questo, nessun sistema istituzionale può eliminare totalmente pressioni informali o culturali.
    Le costituzioni possono solo creare garanzie strutturali, non garantire comportamenti perfetti.

    6. Perché in Italia non esiste il ricorso diretto dei cittadini

    Qui entriamo nella storia costituzionale.

    Quando fu scritta la Costituzione della Repubblica Italiana (1946-1948), si scelse un modello di controllo costituzionale “accentrato” ma filtrato dai giudici.

    Le ragioni principali erano tre.

    1️⃣ evitare milioni di ricorsi

    Si temeva che un ricorso diretto dei cittadini avrebbe intasato la Corte costituzionale.

    La Corte è un organo relativamente piccolo (15 giudici).

    2️⃣ evitare uso politico della Corte

    I costituenti temevano che partiti o movimenti potessero usare la Corte come strumento di battaglia politica permanente.

    3️⃣ affidare il filtro ai giudici ordinari

    L’idea era che i giudici:

    selezionassero solo questioni rilevanti e serie

    impedissero ricorsi puramente teorici.

    Questo è il modello detto “incidentale”.

    7. Altri paesi invece permettono il ricorso diretto

    Molti ordinamenti lo prevedono.

    Esempi:

    Germania → Verfassungsbeschwerde

    Spagna → recurso de amparo

    In questi sistemi il cittadino può rivolgersi direttamente alla Corte costituzionale dopo aver esaurito i rimedi ordinari.

    8. È davvero una lacuna del sistema italiano?

    Molti costituzionalisti italiani pensano di sì.

    Il ricorso diretto permetterebbe:

    controllo più rapido delle leggi

    maggiore tutela dei diritti fondamentali

    Per questo negli ultimi decenni ci sono state varie proposte di riforma.

    Ma non sono mai state approvate.

    ✅ In sintesi

    Una legge attuativa che svuoti un referendum può essere dichiarata incostituzionale.

    In Italia però il controllo passa quasi sempre da un processo concreto davanti a un giudice.

    I tempi possono essere lunghi (1-3 anni).

    Non esiste ricorso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale perché i costituenti scelsero un sistema filtrato dai giudici.

    💡 Se vuoi posso anche spiegarti una cosa molto interessante che pochi conoscono:
    come la Corte costituzionale italiana ha creato nel tempo “limiti impliciti” al potere del Parlamento proprio per evitare aggiramenti dei referendum.
    È una parte molto importante della giurisprudenza costituzionale italiana.

    In quale modo una legge attuativa del csm verrebbe applicata in un caso reale che riguarda i cittadini? Riguarda solo i magistrati no? Mi pare che solo un magistrato potrebbe contestarla esponendosi al potenziale mobbing. Poi comunque dovrebbe esporla a un altro magistrato che potrebbe rifiutare di accettare l'inizio dell'iter di incostituzionalità o rallentarlo. Appunto proprio per non esporsi a un potenziale mobbing futuro del csm ostile. Poi dimmi chi aveva proposto la riforma del sistema di controllo costituzionale diretto. Dimmi nomi e partiti.

    Capisco il punto che stai sollevando: se una legge riguarda soprattutto l’organizzazione della magistratura (es. CSM), come nasce un caso reale che arrivi alla Corte costituzionale? E chi ha proposto in Italia il ricorso diretto dei cittadini. Rispondo con ordine.

    1. Come una legge sul CSM può generare un caso concreto

    È vero che molte norme sul Consiglio Superiore della Magistratura riguardano principalmente i magistrati (carriere, disciplina, nomine).

    Però una legge del genere viene comunque applicata tramite atti amministrativi o procedimenti, e questi possono essere contestati.

    Esempi concreti

    1️⃣ Nomine di dirigenti giudiziari

    Il CSM nomina:

    procuratori

    presidenti di tribunale

    presidenti di corte d’appello

    Un magistrato che perde la nomina può fare ricorso al
    Tribunale Amministrativo Regionale.

    Il giudice amministrativo deve applicare la legge che regola il CSM.
    Se la ritiene incostituzionale → può rinviare alla Corte costituzionale.

    2️⃣ Procedimenti disciplinari

    Se un magistrato riceve una sanzione disciplinare può contestarla davanti alle sezioni unite della
    Corte di Cassazione.

    Anche qui la Corte potrebbe sollevare questione di costituzionalità sulla legge.

    3️⃣ Trasferimenti o incompatibilità

    Un magistrato trasferito o dichiarato incompatibile può fare ricorso amministrativo.
    Anche qui può nascere il dubbio costituzionale.

    ✔️ Quindi sì: spesso il soggetto direttamente coinvolto è un magistrato.

    Questo è normale perché la legge riguarda l’ordinamento giudiziario.

    2. Il timore di pressioni o ritorsioni

    Quello che descrivi (pressioni indirette, timore di conseguenze di carriera) è un tema reale discusso nella dottrina costituzionale.

    Tuttavia ci sono alcuni fattori strutturali:

    i magistrati sono inamovibili (art. 107 della Costituzione della Repubblica Italiana)

    le sanzioni disciplinari devono essere motivate e impugnabili

    molte decisioni del CSM sono controllate dal giudice amministrativo

    Questo non elimina ogni rischio di pressione informale, ma crea meccanismi di controllo esterni.

    3. Il filtro del giudice sulla questione di costituzionalità

    Hai ragione su un punto importante:

    il giudice può rifiutare di sollevare la questione se la ritiene:

    irrilevante

    manifestamente infondata.

    Questo filtro è una caratteristica del modello italiano.

    Serve a evitare che la Corte costituzionale venga investita di questioni teoriche o strumentali.

    4. Perché non esiste ricorso diretto dei cittadini

    Come dicevo, i costituenti optarono per il modello incidentale.

    La scelta fu influenzata soprattutto da:

    Piero Calamandrei

    Costantino Mortati

    Meuccio Ruini

    che parteciparono ai lavori dell’Assemblea costituente.

    Temevano che il ricorso diretto producesse:

    eccessiva politicizzazione della Corte

    un numero enorme di ricorsi.

    5. Chi ha proposto in Italia il ricorso diretto alla Corte costituzionale

    Nel tempo la proposta è stata avanzata più volte da diversi schieramenti politici.

    Centro-sinistra

    Massimo D'Alema e la coalizione dell’Ulivo nella riforma costituzionale del 1997-1998 discussero l’idea di ampliare l’accesso alla Corte.

    Il tema è stato sostenuto anche da esponenti del Partito Democratico in varie proposte di riforma costituzionale.

    Centro-destra

    Alcuni costituzionalisti vicini all’area del
    Forza Italia e della
    Lega hanno sostenuto in più occasioni l’introduzione di un ricorso diretto o quasi diretto.

    Movimento 5 Stelle

    Il Movimento 5 Stelle ha più volte proposto strumenti di accesso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale, soprattutto nelle prime legislature.

    ✔️ In sostanza non è una proposta di un solo partito: è una riforma discussa in diversi schieramenti, ma mai arrivata a conclusione.

    6. Perché non è mai stata approvata

    Le principali obiezioni sono tre:

    1️⃣ rischio di sovraccarico della Corte costituzionale

    2️⃣ timore di trasformarla in un tribunale politico permanente

    3️⃣ necessità di modificare l’equilibrio tra Corte e magistratura ordinaria.

    7. Considerazione finale

    Il sistema italiano di controllo costituzionale è spesso definito:

    “forte ma lento”

    forte perché la Corte può annullare qualsiasi legge

    lento perché serve un caso concreto.

    Molti giuristi ritengono che un ricorso diretto limitato ai diritti fondamentali potrebbe migliorarlo.

    ✅ Se vuoi posso anche spiegarti una cosa che chiarisce molto il problema che sollevi:

    perché in Germania il ricorso diretto dei cittadini funziona (ma genera migliaia di ricorsi ogni anno) e perché la Corte costituzionale tedesca riesce comunque a gestirli.
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2026-03-12 15:51:15.0 alle 2026-03-12 15:51:15.0
      Re: Sul referendum
      Scritto da:
      >
      >
      > Se dopo una ipotetica vittoria del referendum sulla giustizia sulla separazione delle carriere in Italia del marzo 2026, il Parlamento a maggioranza facesse una legge attuativa in cui, i csm dovrebbero agire all'unanimità, sarebbe possibile? Oppure, che il sorteggio avvenisse con un software proprietario. Potrebbero queste leggi attuative essere rese incostituzionali dalla corte costituzionale? Per sollevare il dubbio di costituzionalità si può solo in via incidentale in Italia, e come potrebbe scattare la via incidentale in tal caso? E quanto tempo la Corte Costituzionale potrebbe metterci per abolire una legge attuativa incostituzionale? C'è un pericolo per la separazione dei poteri?
      >
      > Rispondo punto per punto, perché nella tua domanda ci sono vari aspetti di diritto costituzionale italiano: referendum, legge attuativa, controllo della Corte costituzionale e questione incidentale.
      >
      > 1. Se il referendum vincesse: il Parlamento può fare una legge attuativa “distorsiva”?
      >
      > In linea generale sì, il Parlamento mantiene il potere legislativo, anche dopo un referendum.
      >
      > Dipende però dal tipo di referendum:
      >
      > In Italia esiste quasi solo il referendum abrogativo (art. 75 della Costituzione della Repubblica Italiana).
      >
      > Il referendum cancella norme, ma non scrive direttamente una nuova legge completa.
      >
      > Per questo spesso serve una legge di riordino o attuativa.
      >
      > ⚖️ Tuttavia la Corte costituzionale ha stabilito più volte che:
      >
      > il Parlamento non può svuotare o aggirare la volontà referendaria
      >
      > non può reintrodurre surrettiziamente norme equivalenti a quelle abrogate
      >
      > Questo principio deriva dalla giurisprudenza costituzionale sul “rispetto dell’esito referendario”.
      >
      > Quindi:
      >
      > una legge attuativa è possibile
      >
      > ma non può contraddire la sostanza del referendum
      >
      > 2. Esempi che fai: CSM che decide solo all’unanimità o software proprietario per il sorteggio
      >
      > Qui entrano altri principi costituzionali.
      >
      > a) CSM che decide solo all’unanimità
      >
      > Il Consiglio Superiore della Magistratura è disciplinato dall’art. 104–105 della Costituzione.
      >
      > Una legge che imponesse decisioni solo all’unanimità potrebbe essere contestata perché:
      >
      > renderebbe l’organo praticamente paralizzato
      >
      > potrebbe violare il principio di buon andamento della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.)
      >
      > potrebbe compromettere l’autonomia della magistratura
      >
      > Non è automaticamente incostituzionale, ma sarebbe fortemente sospetta.
      >
      > b) Sorteggio con software proprietario
      >
      > Il problema qui sarebbe:
      >
      > trasparenza
      >
      > controllabilità del procedimento
      >
      > Se il software fosse non verificabile, qualcuno potrebbe sostenere che:
      >
      > viola i principi di imparzialità e trasparenza
      >
      > non garantisce un procedimento pubblico controllabile
      >
      > Anche qui non è automaticamente incostituzionale, ma potrebbe diventarlo a seconda di come è regolato.
      >
      > 3. La Corte costituzionale può dichiarare incostituzionale una legge attuativa?
      >
      > Sì.
      >
      > La Corte costituzionale può annullare:
      >
      > leggi ordinarie
      >
      > decreti legge
      >
      > decreti legislativi
      >
      > se violano la Costituzione o altri principi costituzionali.
      >
      > Una legge attuativa del referendum non ha immunità costituzionale.
      >
      > 4. Come si arriva alla Corte: la via incidentale
      >
      > Hai ragione: in Italia la via principale è la questione incidentale.
      >
      > Funziona così:
      >
      > 1️⃣ nasce una controversia davanti a un giudice
      > 2️⃣ il giudice deve applicare quella legge
      > 3️⃣ una parte sostiene che la legge è incostituzionale
      > 4️⃣ il giudice valuta:
      >
      > se la norma è rilevante nel processo
      >
      > se il dubbio è non manifestamente infondato
      >
      > Se sì → sospende il processo e rimette la questione alla Corte costituzionale.
      >
      > Esempio concreto nel tuo scenario
      >
      > Potrebbe accadere così:
      >
      > un magistrato impugna una decisione del CSM
      >
      > oppure contesta il sistema di sorteggio
      >
      > il ricorso arriva a un giudice amministrativo (es. Consiglio di Stato o TAR)
      >
      > Il giudice potrebbe dire:
      >
      > per decidere devo applicare questa legge, ma potrebbe essere incostituzionale
      >
      > e quindi solleva la questione alla Corte costituzionale.
      >
      > 5. Quanto tempo può metterci la Corte costituzionale?
      >
      > Dipende, ma mediamente:
      >
      > 6 mesi – 1 anno dal rinvio del giudice
      >
      > A volte anche meno (4–6 mesi), a volte di più.
      >
      > Dopo la sentenza:
      >
      > la norma cessa di avere efficacia dal giorno dopo la pubblicazione.
      >
      > 6. Esiste anche un’altra via: ricorso dello Stato o delle Regioni
      >
      > Oltre alla via incidentale esiste la via principale:
      >
      > Stato contro legge regionale
      >
      > Regione contro legge statale
      >
      > Ma non si applica alle leggi statali ordinarie tra cittadini.
      >
      > Quindi nel tuo caso la via incidentale sarebbe la più probabile.
      >
      > 7. C’è un pericolo per la separazione dei poteri?
      >
      > In teoria il sistema costituzionale italiano ha diversi anticorpi:
      >
      > 1️⃣ controllo della Corte costituzionale
      > 2️⃣ giudici che possono sollevare la questione
      > 3️⃣ Presidente della Repubblica che può rinviare la legge alle Camere prima della promulgazione
      > (Presidente della Repubblica Italiana)
      >
      > Quindi:
      >
      > una legge problematica può esistere per un periodo
      >
      > ma può essere eliminata successivamente dalla Corte
      >
      > Il rischio principale è il tempo necessario al controllo costituzionale, non l’assenza di controllo.
      >
      > ✅ In sintesi
      >
      > Il Parlamento può fare una legge attuativa dopo il referendum.
      >
      > Se distorce l’esito referendario o viola principi costituzionali può essere annullata dalla Corte costituzionale.
      >
      > Il controllo avverrebbe quasi certamente tramite questione incidentale sollevata da un giudice.
      >
      > Il tempo medio per una decisione è circa 6–12 mesi dopo il rinvio.
      >
      > 💡 Se vuoi, posso anche spiegarti una cosa molto interessante:
      > come storicamente il Parlamento ha provato ad aggirare referendum in Italia e cosa ha fatto la Corte costituzionale in quei casi (ci sono alcuni precedenti molto istruttivi).
      >
      > Ma un giudice in un procedimento ordinario ha facoltà di accettare o meno l'inizio dell'iter per sollevare il dubbio di costituzionalità? O comunque può rallentarne l'iter? Se si creasse un csm controllato dalla politica con una legge attuativa truffaldina, come potrebbe un giudice ordinario andare contro il primo csm controllato dalla politica? Poi parlami di ciò che suggerisci.
      >
      > Cerco di rispondere con precisione giuridica, perché tocchi il punto più delicato del controllo costituzionale italiano.
      >
      > 1. Un giudice può rifiutare di sollevare la questione di costituzionalità?
      >
      > Sì. Un giudice ha piena discrezionalità nel decidere se sollevarla oppure no.
      >
      > Il meccanismo è disciplinato dalla Costituzione della Repubblica Italiana (art. 134) e dalla Legge costituzionale n. 1 del 1948.
      >
      > Per inviare la questione alla Corte costituzionale il giudice deve ritenere che la norma sia:
      >
      > 1️⃣ rilevante per decidere il caso
      > 2️⃣ non manifestamente infondata
      >
      > Se il giudice ritiene che uno dei due requisiti non esista, può semplicemente rigettare l'eccezione.
      >
      > Quindi:
      >
      > le parti possono chiedere
      >
      > ma decide il giudice
      >
      > 2. Il giudice può rallentare il procedimento?
      >
      > In pratica sì, perché:
      >
      > deve decidere con ordinanza motivata
      >
      > può prima valutare altre questioni processuali
      >
      > può ritenere la norma irrilevante per il caso
      >
      > Quindi il controllo costituzionale dipende dall'iniziativa di un giudice.
      >
      > Questo è uno dei limiti del sistema italiano.
      >
      > 3. Ma un giudice ordinario è subordinato al CSM?
      >
      > No.
      >
      > Il Consiglio Superiore della Magistratura:
      >
      > gestisce carriere
      >
      > trasferimenti
      >
      > procedimenti disciplinari
      >
      > Ma non può interferire con le decisioni giudiziarie.
      >
      > Questo deriva dall’art. 101 della Costituzione della Repubblica Italiana:
      >
      > “I giudici sono soggetti soltanto alla legge.”
      >
      > Quindi un giudice può tranquillamente sollevare la questione di costituzionalità, anche se il CSM fosse politicamente orientato.
      >
      > 4. Come nascerebbe concretamente un caso contro una legge sul CSM?
      >
      > Ci sono molti modi.
      >
      > Caso tipico
      >
      > 1️⃣ Il CSM prende una decisione (nomina, disciplina, ecc.)
      > 2️⃣ un magistrato impugna la decisione
      > 3️⃣ il ricorso va al Tribunale Amministrativo Regionale
      > 4️⃣ poi eventualmente al Consiglio di Stato
      >
      > Il giudice amministrativo, per decidere, deve applicare la legge che regola il CSM.
      >
      > Se la ritiene incostituzionale → rinvia alla Corte costituzionale.
      >
      > 5. E se il CSM fosse davvero “controllato dalla politica”?
      >
      > Qui bisogna distinguere tra:
      >
      > potere amministrativo
      >
      > del CSM
      >
      > e
      >
      > potere giurisdizionale
      >
      > dei giudici
      >
      > Il CSM non può impedire a un giudice di sollevare una questione di costituzionalità.
      >
      > Farlo sarebbe una violazione gravissima della Costituzione.
      >
      > 6. Un giudice può essere “punito” per averlo fatto?
      >
      > In teoria no.
      >
      > Il CSM non può sanzionare un magistrato per:
      >
      > una decisione giurisdizionale
      >
      > un rinvio alla Corte costituzionale
      >
      > Se lo facesse, quella decisione sarebbe quasi certamente annullata.
      >
      > 7. I precedenti storici: quando il Parlamento ha aggirato referendum
      >
      > Qui entriamo nella parte interessante.
      >
      > In Italia ci sono stati vari tentativi.
      >
      > Caso famoso: finanziamento pubblico ai partiti
      >
      > Nel 1993 un referendum abrogò il finanziamento pubblico diretto ai partiti.
      >
      > Poco dopo il Parlamento introdusse un sistema molto simile di rimborsi elettorali.
      >
      > Molti lo considerarono un aggiramento della volontà referendaria.
      >
      > La Corte costituzionale non lo annullò completamente perché formalmente non era identico alla norma abrogata, ma il caso è spesso citato come esempio di tensione tra referendum e Parlamento.
      >
      > Caso nucleare (1987)
      >
      > Dopo il referendum sul nucleare, lo Stato non poteva semplicemente ripristinare la stessa normativa.
      >
      > Il principio emerso è:
      >
      > 👉 il legislatore non può ripristinare la disciplina abrogata con norme sostanzialmente identiche.
      >
      > Caso acqua pubblica (2011)
      >
      > Il referendum abrogò norme sulla remunerazione del capitale nei servizi idrici.
      >
      > Alcune leggi successive furono contestate perché reintroducevano elementi simili.
      >
      > Qui la Corte intervenne più volte per verificare il rispetto dell’esito referendario.
      >
      > 8. Il vero limite del sistema italiano
      >
      > Il problema non è tanto se il sistema può reagire, ma quanto tempo ci mette.
      >
      > Schema realistico:
      >
      > 1️⃣ legge approvata
      > 2️⃣ entra in vigore
      > 3️⃣ nasce un contenzioso
      > 4️⃣ giudice solleva la questione
      > 5️⃣ decisione della Corte costituzionale
      >
      > Tempo tipico totale:
      >
      > 1 – 3 anni
      >
      > 9. Perché comunque il sistema regge
      >
      > Ci sono vari “freni”:
      >
      > 1️⃣ Presidente della Repubblica può rinviare la legge alle Camere
      > 2️⃣ giudici possono sollevare questioni di costituzionalità
      > 3️⃣ Corte costituzionale può annullare la legge
      > 4️⃣ giudici europei (es. Corte di giustizia dell'Unione europea e Corte europea dei diritti dell'uomo) possono intervenire su indipendenza della magistratura.
      >
      > Questo è successo, ad esempio, con le riforme della magistratura in Polonia e Ungheria.
      >
      > ✅ Conclusione
      >
      > Il giudice può rifiutare di sollevare la questione.
      >
      > Ma non è subordinato al CSM nelle sue decisioni.
      >
      > Se nasce un contenzioso, la legge può arrivare alla Corte costituzionale.
      >
      > Il rischio principale è il tempo necessario al controllo, non l’assenza di strumenti.
      >
      > 💡 Se vuoi posso spiegarti anche una cosa molto interessante e poco conosciuta:
      >
      > perché in Italia non esiste il ricorso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale (come in Germania o Spagna) e come questo cambia molto l’equilibrio del sistema.
      >
      > "No.
      >
      > Il Consiglio Superiore della Magistratura:
      >
      > gestisce carriere
      >
      > trasferimenti
      >
      > procedimenti disciplinari
      >
      > Ma non può interferire con le decisioni giudiziarie." ahahah e secondo te un giudice non subirebbe condizionamenti o intimidazioni indirette nel subire demansionamenti, procedure disciplinari o trasferimenti forzati? Comunque non hai capito. Io chiedevo non come sollevare il dubbio di costituzionalità sulle decisioni del csm, ma il dubbio di costituzionalità su una legge attuativa emanata dal Parlamento che snaturi il messaggio del referendum e che sia incostituzionale. Punto 6( E' palese che le ritorsioni sarebbero successive e scollegate al fatto, come il mobbing sul lavoro. Se i tempi arrivano da 1 a 3 anni, potrebbe durare un governo in quel periodo. Ogni governo potrebbe insediarsi e fare una nuova legge attuativa del csm e poi campare di rendita per qualche anno diventando impunito, e allargando l'impunità alle forze dell'ordine e a poteri occulti. Poi spiegami perchè in Italia non esiste il ricorso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale. Secondo me gravissima lacuna del sistema che andrebbe sanata.
      >
      > Capisco meglio la tua domanda ora: non sulle decisioni del CSM, ma su una legge attuativa del Parlamento che svuoti il risultato di un referendum. Provo a chiarire i meccanismi reali del sistema costituzionale italiano e i suoi limiti.
      >
      > 1. Come si può contestare una legge attuativa “truffaldina” dopo un referendum
      >
      > Una legge del Parlamento può essere dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale se viola:
      >
      > la Costituzione della Repubblica Italiana
      >
      > principi costituzionali impliciti (tra cui il rispetto dell’esito referendario)
      >
      > La Corte ha più volte affermato che il legislatore non può eludere la volontà popolare espressa nel referendum.
      >
      > Se lo fa, la legge può essere annullata.
      >
      > 2. Come nasce concretamente il giudizio sulla legge (non sulle decisioni del CSM)
      >
      > Poiché in Italia non esiste ricorso diretto dei cittadini, serve un processo concreto.
      >
      > Schema tipico:
      >
      > 1️⃣ il Parlamento approva una legge attuativa
      > 2️⃣ quella legge viene applicata in un caso reale
      > 3️⃣ una persona o un magistrato la contesta
      > 4️⃣ il giudice valuta la costituzionalità
      > 5️⃣ il giudice rimette la questione alla Corte costituzionale
      >
      > Questo è il giudizio incidentale.
      >
      > Esempi di casi che potrebbero nascere:
      >
      > impugnazione di una nomina o sanzione disciplinare
      >
      > concorso o procedura basata sulla nuova legge
      >
      > ricorso amministrativo contro un atto fondato su quella legge
      >
      > Il giudice non sta giudicando il CSM in sé:
      > sta verificando se la legge che regola il sistema è costituzionale.
      >
      > 3. È vero che il sistema può essere lento
      >
      > Qui tocchi un punto reale.
      >
      > Il controllo costituzionale italiano non è immediato.
      >
      > Tempi realistici:
      >
      > nascita del contenzioso: mesi
      >
      > rinvio alla Corte: mesi
      >
      > decisione della Corte: circa 6-12 mesi
      >
      > Totale possibile: 1-3 anni.
      >
      > Questo significa che una legge incostituzionale può rimanere in vigore per un periodo.
      >
      > 4. Ma un governo non può “ripeterlo all’infinito”
      >
      > Il Parlamento potrebbe teoricamente approvare nuove leggi, ma ci sono limiti:
      >
      > 1️⃣ precedente della Corte costituzionale
      >
      > Se la Corte annulla una norma con una certa motivazione, il legislatore non può riproporre lo stesso schema.
      >
      > Farne uno identico porterebbe a una nuova dichiarazione di incostituzionalità quasi immediata.
      >
      > 2️⃣ controllo europeo sull’indipendenza dei giudici
      >
      > Se una riforma compromettesse l’indipendenza della magistratura, potrebbero intervenire:
      >
      > Corte di giustizia dell'Unione europea
      >
      > Corte europea dei diritti dell'uomo
      >
      > Questo è già successo con riforme giudiziarie in altri paesi UE.
      >
      > 3️⃣ ruolo del Presidente della Repubblica
      >
      > Il Presidente della Repubblica Italiana può:
      >
      > rinviare la legge alle Camere se ritiene che abbia problemi costituzionali.
      >
      > Non è un veto definitivo, ma obbliga il Parlamento a riesaminarla.
      >
      > 5. Il problema dei condizionamenti indiretti sui giudici
      >
      > Quello che sollevi (pressioni indirette tramite carriera o disciplina) è un tema molto discusso nel diritto costituzionale.
      >
      > Il sistema italiano è stato costruito proprio per ridurre questi rischi attraverso:
      >
      > inamovibilità dei magistrati
      >
      > autonomia del CSM
      >
      > separazione tra potere politico e giudiziario
      >
      > Detto questo, nessun sistema istituzionale può eliminare totalmente pressioni informali o culturali.
      > Le costituzioni possono solo creare garanzie strutturali, non garantire comportamenti perfetti.
      >
      > 6. Perché in Italia non esiste il ricorso diretto dei cittadini
      >
      > Qui entriamo nella storia costituzionale.
      >
      > Quando fu scritta la Costituzione della Repubblica Italiana (1946-1948), si scelse un modello di controllo costituzionale “accentrato” ma filtrato dai giudici.
      >
      > Le ragioni principali erano tre.
      >
      > 1️⃣ evitare milioni di ricorsi
      >
      > Si temeva che un ricorso diretto dei cittadini avrebbe intasato la Corte costituzionale.
      >
      > La Corte è un organo relativamente piccolo (15 giudici).
      >
      > 2️⃣ evitare uso politico della Corte
      >
      > I costituenti temevano che partiti o movimenti potessero usare la Corte come strumento di battaglia politica permanente.
      >
      > 3️⃣ affidare il filtro ai giudici ordinari
      >
      > L’idea era che i giudici:
      >
      > selezionassero solo questioni rilevanti e serie
      >
      > impedissero ricorsi puramente teorici.
      >
      > Questo è il modello detto “incidentale”.
      >
      > 7. Altri paesi invece permettono il ricorso diretto
      >
      > Molti ordinamenti lo prevedono.
      >
      > Esempi:
      >
      > Germania → Verfassungsbeschwerde
      >
      > Spagna → recurso de amparo
      >
      > In questi sistemi il cittadino può rivolgersi direttamente alla Corte costituzionale dopo aver esaurito i rimedi ordinari.
      >
      > 8. È davvero una lacuna del sistema italiano?
      >
      > Molti costituzionalisti italiani pensano di sì.
      >
      > Il ricorso diretto permetterebbe:
      >
      > controllo più rapido delle leggi
      >
      > maggiore tutela dei diritti fondamentali
      >
      > Per questo negli ultimi decenni ci sono state varie proposte di riforma.
      >
      > Ma non sono mai state approvate.
      >
      > ✅ In sintesi
      >
      > Una legge attuativa che svuoti un referendum può essere dichiarata incostituzionale.
      >
      > In Italia però il controllo passa quasi sempre da un processo concreto davanti a un giudice.
      >
      > I tempi possono essere lunghi (1-3 anni).
      >
      > Non esiste ricorso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale perché i costituenti scelsero un sistema filtrato dai giudici.
      >
      > 💡 Se vuoi posso anche spiegarti una cosa molto interessante che pochi conoscono:
      > come la Corte costituzionale italiana ha creato nel tempo “limiti impliciti” al potere del Parlamento proprio per evitare aggiramenti dei referendum.
      > È una parte molto importante della giurisprudenza costituzionale italiana.
      >
      > In quale modo una legge attuativa del csm verrebbe applicata in un caso reale che riguarda i cittadini? Riguarda solo i magistrati no? Mi pare che solo un magistrato potrebbe contestarla esponendosi al potenziale mobbing. Poi comunque dovrebbe esporla a un altro magistrato che potrebbe rifiutare di accettare l'inizio dell'iter di incostituzionalità o rallentarlo. Appunto proprio per non esporsi a un potenziale mobbing futuro del csm ostile. Poi dimmi chi aveva proposto la riforma del sistema di controllo costituzionale diretto. Dimmi nomi e partiti.
      >
      > Capisco il punto che stai sollevando: se una legge riguarda soprattutto l’organizzazione della magistratura (es. CSM), come nasce un caso reale che arrivi alla Corte costituzionale? E chi ha proposto in Italia il ricorso diretto dei cittadini. Rispondo con ordine.
      >
      > 1. Come una legge sul CSM può generare un caso concreto
      >
      > È vero che molte norme sul Consiglio Superiore della Magistratura riguardano principalmente i magistrati (carriere, disciplina, nomine).
      >
      > Però una legge del genere viene comunque applicata tramite atti amministrativi o procedimenti, e questi possono essere contestati.
      >
      > Esempi concreti
      >
      > 1️⃣ Nomine di dirigenti giudiziari
      >
      > Il CSM nomina:
      >
      > procuratori
      >
      > presidenti di tribunale
      >
      > presidenti di corte d’appello
      >
      > Un magistrato che perde la nomina può fare ricorso al
      > Tribunale Amministrativo Regionale.
      >
      > Il giudice amministrativo deve applicare la legge che regola il CSM.
      > Se la ritiene incostituzionale → può rinviare alla Corte costituzionale.
      >
      > 2️⃣ Procedimenti disciplinari
      >
      > Se un magistrato riceve una sanzione disciplinare può contestarla davanti alle sezioni unite della
      > Corte di Cassazione.
      >
      > Anche qui la Corte potrebbe sollevare questione di costituzionalità sulla legge.
      >
      > 3️⃣ Trasferimenti o incompatibilità
      >
      > Un magistrato trasferito o dichiarato incompatibile può fare ricorso amministrativo.
      > Anche qui può nascere il dubbio costituzionale.
      >
      > ✔️ Quindi sì: spesso il soggetto direttamente coinvolto è un magistrato.
      >
      > Questo è normale perché la legge riguarda l’ordinamento giudiziario.
      >
      > 2. Il timore di pressioni o ritorsioni
      >
      > Quello che descrivi (pressioni indirette, timore di conseguenze di carriera) è un tema reale discusso nella dottrina costituzionale.
      >
      > Tuttavia ci sono alcuni fattori strutturali:
      >
      > i magistrati sono inamovibili (art. 107 della Costituzione della Repubblica Italiana)
      >
      > le sanzioni disciplinari devono essere motivate e impugnabili
      >
      > molte decisioni del CSM sono controllate dal giudice amministrativo
      >
      > Questo non elimina ogni rischio di pressione informale, ma crea meccanismi di controllo esterni.
      >
      > 3. Il filtro del giudice sulla questione di costituzionalità
      >
      > Hai ragione su un punto importante:
      >
      > il giudice può rifiutare di sollevare la questione se la ritiene:
      >
      > irrilevante
      >
      > manifestamente infondata.
      >
      > Questo filtro è una caratteristica del modello italiano.
      >
      > Serve a evitare che la Corte costituzionale venga investita di questioni teoriche o strumentali.
      >
      > 4. Perché non esiste ricorso diretto dei cittadini
      >
      > Come dicevo, i costituenti optarono per il modello incidentale.
      >
      > La scelta fu influenzata soprattutto da:
      >
      > Piero Calamandrei
      >
      > Costantino Mortati
      >
      > Meuccio Ruini
      >
      > che parteciparono ai lavori dell’Assemblea costituente.
      >
      > Temevano che il ricorso diretto producesse:
      >
      > eccessiva politicizzazione della Corte
      >
      > un numero enorme di ricorsi.
      >
      > 5. Chi ha proposto in Italia il ricorso diretto alla Corte costituzionale
      >
      > Nel tempo la proposta è stata avanzata più volte da diversi schieramenti politici.
      >
      > Centro-sinistra
      >
      > Massimo D'Alema e la coalizione dell’Ulivo nella riforma costituzionale del 1997-1998 discussero l’idea di ampliare l’accesso alla Corte.
      >
      > Il tema è stato sostenuto anche da esponenti del Partito Democratico in varie proposte di riforma costituzionale.
      >
      > Centro-destra
      >
      > Alcuni costituzionalisti vicini all’area del
      > Forza Italia e della
      > Lega hanno sostenuto in più occasioni l’introduzione di un ricorso diretto o quasi diretto.
      >
      > Movimento 5 Stelle
      >
      > Il Movimento 5 Stelle ha più volte proposto strumenti di accesso diretto dei cittadini alla Corte costituzionale, soprattutto nelle prime legislature.
      >
      > ✔️ In sostanza non è una proposta di un solo partito: è una riforma discussa in diversi schieramenti, ma mai arrivata a conclusione.
      >
      > 6. Perché non è mai stata approvata
      >
      > Le principali obiezioni sono tre:
      >
      > 1️⃣ rischio di sovraccarico della Corte costituzionale
      >
      > 2️⃣ timore di trasformarla in un tribunale politico permanente
      >
      > 3️⃣ necessità di modificare l’equilibrio tra Corte e magistratura ordinaria.
      >
      > 7. Considerazione finale
      >
      > Il sistema italiano di controllo costituzionale è spesso definito:
      >
      > “forte ma lento”
      >
      > forte perché la Corte può annullare qualsiasi legge
      >
      > lento perché serve un caso concreto.
      >
      > Molti giuristi ritengono che un ricorso diretto limitato ai diritti fondamentali potrebbe migliorarlo.
      >
      > ✅ Se vuoi posso anche spiegarti una cosa che chiarisce molto il problema che sollevi:
      >
      > perché in Germania il ricorso diretto dei cittadini funziona (ma genera migliaia di ricorsi ogni anno) e perché la Corte costituzionale tedesca riesce comunque a gestirli.

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      Non Autenticato
      il 2026-03-12 16:13:50.0 alle 2026-03-12 16:13:50.0
      Re: Sul referendum
      > [cuttone megagalattico]

      Barbero la spiega meglio. Se passa questa riforma il governo POTRÀ fare altre cose, e di certo le farà.

      Io lo spiego meglio ancora: bisogna sempre votare contro ciò che vuole il governo, qualsiasi cosa voglia.
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2026-03-12 19:42:04.0 alle 2026-03-12 19:42:04.0
        Re: Sul referendum
        Scritto da:
        > > [cuttone megagalattico]
        >
        > Barbero la spiega meglio. Se passa questa riforma il governo POTRÀ fare altre cose, e di certo le farà.
        >
        > Io lo spiego meglio ancora: bisogna sempre votare contro ciò che vuole il governo, qualsiasi cosa voglia.

        Barbero la spiega peggio. Per lui conta solo il cambiamento di equilibrio di poteri all'interno del csm.

        Del vulnus della legge attuativa non parla quasi nessuno.


        Comunque mi sa che io non andrò a votare.

        Qui quei bastardi della CGIL e del PD dicono chiaramente che votare NO significa permettere alla magistratura politicizzata di portare avanti il processo alle compagnie di fooddelivery


        Re: referendum sulla giustizia

        cioè impedire di lavorare ad alcuni
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2026-03-12 22:17:08.0 alle 2026-03-12 22:17:08.0
          Re: Sul referendum
          Scritto da:
          > Scritto da:
          > > > [cuttone megagalattico]
          > >
          > > Barbero la spiega meglio. Se passa questa riforma il governo POTRÀ fare altre cose, e di certo le farà.
          > >
          > > Io lo spiego meglio ancora: bisogna sempre votare contro ciò che vuole il governo, qualsiasi cosa voglia.
          >
          > Barbero la spiega peggio. Per lui conta solo il cambiamento di equilibrio di poteri all'interno del csm.
          >
          > Del vulnus della legge attuativa non parla quasi nessuno.
          >
          >
          > Comunque mi sa che io non andrò a votare.
          >
          > Qui quei bastardi della CGIL e del PD dicono chiaramente che votare NO significa permettere alla magistratura politicizzata di portare avanti il processo alle compagnie di fooddelivery
          >
          >
          > Re: referendum sulla giustizia
          >
          > cioè impedire di lavorare ad alcuni

          Il problema è che lavorare quando hai bisogno di soldi è una cosa che interessa a quattro gatti, me e te compresi, tutti gli altri vogliono il posto fisso e la pensione.
          • Avatar
            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2026-03-13 04:35:37.0 alle 2026-03-13 04:35:37.0
            Re: Sul referendum
            Scritto da:
            > Scritto da:
            > > Scritto da:
            > > > > [cuttone megagalattico]
            > > >
            > > > Barbero la spiega meglio. Se passa questa riforma il governo POTRÀ fare altre cose, e di certo le farà.
            > > >
            > > > Io lo spiego meglio ancora: bisogna sempre votare contro ciò che vuole il governo, qualsiasi cosa voglia.
            > >
            > > Barbero la spiega peggio. Per lui conta solo il cambiamento di equilibrio di poteri all'interno del csm.
            > >
            > > Del vulnus della legge attuativa non parla quasi nessuno.
            > >
            > >
            > > Comunque mi sa che io non andrò a votare.
            > >
            > > Qui quei bastardi della CGIL e del PD dicono chiaramente che votare NO significa permettere alla magistratura politicizzata di portare avanti il processo alle compagnie di fooddelivery
            > >
            > >
            > > Re: referendum sulla giustizia
            > >
            > > cioè impedire di lavorare ad alcuni
            >
            > Il problema è che lavorare quando hai bisogno di soldi è una cosa che interessa a quattro gatti, me e te compresi, tutti gli altri vogliono il posto fisso e la pensione.
            >

            Se vogliono il posto fisso e la pensione che vadano a fare i lavapiatti o a raccogliere pomodori in Puglia. Che non vengano a snaturare un lavoro autonomo, libero per eccellenza per spiriti liberi.

            Questi schiavi di merda che vogliono essere schiavi e impongono agli altri di diventare schiavi.

            La ratio di questa mobilitazione sarebbe a loro dire combattere lo sfruttamento.
            Per cui vorrebbero imporre un salario minimo orario e i contratti nazionali della triplice maledetta.

            Mi ricordo che facevo le elementari e già lì avevo iniziato a conoscere questi bastardi della triplice. Quando arrivava la bidella, portava una velina, maestre o prof la leggevano e veniva fuori che era stato indetto uno sciopero. Allora facevano prendere il diario a tutti e dettavano il proclama che dovevamo copiare paro paro. Era una tortura che in confronto la propaganda maoista nelle scuole cinesi era niente. Avrò ancora sti diari con questi proclami dettati.

            Comunque parentesi a parte, ciò che vorrebbero far credere è falso. Cioè che l'unico modo per contrastare lo sfruttamento sia imporre l'assunzione.

            Questo solo per una lacuna del sistema che è guidato dal sindacato.

            Una lacuna che non è causa, ma effetto della volontà del sindacato.

            Il sindacato ci spiega che per combattere lo sfruttamento si hanno queste armi:

            il salario minimo

            il contratto collettivo nazionale.

            stop. Per loro nient'altro è possibile.
            Quindi se i rider vengono pagati poco a loro rode perchè a dei lavoratori autonomi non si possono applicare le loro ricette.

            Allora pensano l'abominio. Abolire il lavoro autonomo. Imporlo pure a chi non lo vuole.

            Non guardano la trave che è nel loro occhio. Loro stessi escludono gli altri strumenti per combattere lo sfruttamento, perchè sono incompatibili con il ruolo del sindacato.

            Uno su tutti, avere un salario sociale/universal basic income/ reddito di cittadinanza che competa con i salari e rafforzi la forza contrattuale del singolo lavoratore


            Ma i sindacati non l'hanno mai voluto


            Quindi per una incapacità del sistema di proporre soluzioni efficaci, vorrebbero creare un abominio giuridico. La maggioranza di schiavi che schiaccia la minoranza.

            Che poi non credo che siano pochi quelli che vogliono rimanere autonomi.




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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2026-03-13 04:46:40.0 alle 2026-03-13 04:46:40.0
              Re: Sul referendum

              Lo hanno pure detto, Landini, la Schlein, votano NO così ci saranno giudici politicizzati che imporranno questo approccio sindacale.

              In un altro post tu mi dissi che non sarebbero i magistrati, ma le leggi.

              Non è così. Non esiste alcuna legge che possa imporre di abolire il lavoro autonomo. Esiste un regolamento europeo che sostiene che la società di food delivery deb a dimostrare che l'algoritmo lasci libero il lavoratore di organizzarsi il lavoro, rifiutare il compenso etc.. senza essere penalizzato.

              A quel punto non si può imporre di assumere tutti, pure chi non vuole.

              Eppure i giudici di Milano pare che si stiano muovendo in tale direzione. La CGIL e il PD seguono a ruota.

              E non è un caso che avvenga a Milano. Già Berlusconi diceva che la procura di Milano è un covo di vipere rosse.

              Comunque hanno poco di rosso, nel senso utopistico, quelli che vorrebbero proibire di lavorare a taluni. Perchè se obbligano di assumere i rider, so già come andrà a finire, che assumeranno solo quelli in età da apprendistato.


              (Ci fosse Stalin gli avrebbe tagliato la testa.)

              Comunque c'è un problema di politicizzazione della magistratura. Ma questo referendum non è ben fatto.


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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2026-03-13 05:05:01.0 alle 2026-03-13 05:05:01.0
                Re: Sul referendum

                Se vincesse il Sì e la magistratura fosse davvero controllata dalla politica e servizi segreti e forze dell'ordine si accanissero sui sindacalisti

                beh.. non muoverei un dito per difenderli..

                così come avrei voglia adesso, di non muovere un dito per andare a votare
                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2026-03-13 13:03:26.0 alle 2026-03-13 13:03:26.0
                  Re: Sul referendum

                  > Se vincesse il Sì e la magistratura fosse davvero controllata dalla politica e servizi segreti e forze dell'ordine si accanissero sui sindacalisti
                  >
                  > beh.. non muoverei un dito per difenderli..
                  >
                  > così come avrei voglia adesso, di non muovere un dito per andare a votare

                  Come tagliarsi le palle perché ce l'hai con le donne.
              • Avatar
                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2026-03-13 13:10:25.0 alle 2026-03-13 13:10:25.0
                Re: Sul referendum

                > Lo hanno pure detto, Landini, la Schlein, votano NO così ci saranno giudici politicizzati che imporranno questo approccio sindacale.

                Quelli invece sorteggiati in una lista decisa dal governo non sarebbero politicizzati?

                La schiforma mira a colpire i pochi giudici liberi.

                Non mira a risolvere un problema, ma ad assoggettare il potere giudiziario all'esecutivo.
                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2026-03-13 14:43:04.0 alle 2026-03-13 14:43:04.0
                  Re: Sul referendum
                  Scritto da:
                  >
                  > > Lo hanno pure detto, Landini, la Schlein, votano NO così ci saranno giudici politicizzati che imporranno questo approccio sindacale.
                  >
                  > Quelli invece sorteggiati in una lista decisa dal governo non sarebbero politicizzati?
                  >
                  > La schiforma mira a colpire i pochi giudici liberi.
                  >
                  > Non mira a risolvere un problema, ma ad assoggettare il potere giudiziario all'esecutivo.
                  >

                  Ma se i componenti laici sono in minoranza? ( circa 1/3 credo)

                  Come può una minoranza controllare una maggioranza ( i togati)? ( circa 2/3)

                  Se tra i 2/3 venissero estratti a sorte metà affini al governo, sarebbero 2/3 affini al governo e 1/3 contrari.

                  Ma siamo sicuri che 1/3 dei laici siano tutti filogovernativi? Li sceglierebbe il Parlamento a maggioranza?

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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2026-03-13 13:18:26.0 alle 2026-03-13 13:18:26.0
                Re: Sul referendum

                > Non è così. Non esiste alcuna legge che possa imporre di abolire il lavoro autonomo. Esiste un regolamento europeo che sostiene che la società di food delivery deb a dimostrare che l'algoritmo lasci libero il lavoratore di organizzarsi il lavoro, rifiutare il compenso etc.. senza essere penalizzato.

                Non so come funzioni in altri paesi, ma in Italia il lavoratore autonomo deve avere la partita iva. Non l'hanno deciso i giudici, ma il legislatore, che non capisce che l'onerosità della partita iva rende impossibili tutta una serie di attività - guadagnare dalla pubblicità sul tuo sito, ad esempio, o dalla monetizzazione dei video - non abbastanza redditizie per potersela permettere.

                • Avatar
                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2026-03-13 14:35:12.0 alle 2026-03-13 14:35:12.0
                  Re: Sul referendum
                  Scritto da:
                  >
                  > > Non è così. Non esiste alcuna legge che possa imporre di abolire il lavoro autonomo. Esiste un regolamento europeo che sostiene che la società di food delivery deb a dimostrare che l'algoritmo lasci libero il lavoratore di organizzarsi il lavoro, rifiutare il compenso etc.. senza essere penalizzato.
                  >
                  > Non so come funzioni in altri paesi, ma in Italia il lavoratore autonomo deve avere la partita iva. Non l'hanno deciso i giudici, ma il legislatore, che non capisce che l'onerosità della partita iva rende impossibili tutta una serie di attività - guadagnare dalla pubblicità sul tuo sito, ad esempio, o dalla monetizzazione dei video - non abbastanza redditizie per potersela permettere.
                  >
                  >

                  C'è anche la ritenuta d'acconto entro i 5000 euro.

                  Ora forse non c'è più il minimale inps, ma non sono aggiornato.
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                    Scritto da
                    Non Autenticato
                    il 2026-03-14 01:34:22.0 alle 2026-03-14 01:34:22.0
                    Re: Sul referendum
                    Scritto da:
                    > Scritto da:
                    > >
                    > > > Non è così. Non esiste alcuna legge che possa imporre di abolire il lavoro autonomo. Esiste un regolamento europeo che sostiene che la società di food delivery deb a dimostrare che l'algoritmo lasci libero il lavoratore di organizzarsi il lavoro, rifiutare il compenso etc.. senza essere penalizzato.
                    > >
                    > > Non so come funzioni in altri paesi, ma in Italia il lavoratore autonomo deve avere la partita iva. Non l'hanno deciso i giudici, ma il legislatore, che non capisce che l'onerosità della partita iva rende impossibili tutta una serie di attività - guadagnare dalla pubblicità sul tuo sito, ad esempio, o dalla monetizzazione dei video - non abbastanza redditizie per potersela permettere.
                    > >
                    > >
                    >
                    > C'è anche la ritenuta d'acconto entro i 5000 euro.
                    >
                    > Ora forse non c'è più il minimale inps, ma non sono aggiornato.

                    Neppure io, ma quando lavoravo a ritenuta d'acconto era considerata una forzatura di un regime previsto per le sole consulenze, non per le prestazioni di lavoro.
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              Scritto da
              Non Autenticato
              il 2026-03-13 13:26:19.0 alle 2026-03-13 13:26:19.0
              Re: Sul referendum

              > Mi ricordo che facevo le elementari e già lì avevo iniziato a conoscere questi bastardi della triplice. Quando arrivava la bidella, portava una velina, maestre o prof la leggevano e veniva fuori che era stato indetto uno sciopero. Allora facevano prendere il diario a tutti e dettavano il proclama che dovevamo copiare paro paro. Era una tortura che in confronto la propaganda maoista nelle scuole cinesi era niente. Avrò ancora sti diari con questi proclami dettati.

              > Che poi non credo che siano pochi quelli che vogliono rimanere autonomi.

              Glovo sarebbe felice di assoldare partite iva, ma così a te non rimarrebbe nulla.
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                Scritto da
                Non Autenticato
                il 2026-03-13 14:36:12.0 alle 2026-03-13 14:36:12.0
                Re: Sul referendum
                Scritto da:
                >
                > > Mi ricordo che facevo le elementari e già lì avevo iniziato a conoscere questi bastardi della triplice. Quando arrivava la bidella, portava una velina, maestre o prof la leggevano e veniva fuori che era stato indetto uno sciopero. Allora facevano prendere il diario a tutti e dettavano il proclama che dovevamo copiare paro paro. Era una tortura che in confronto la propaganda maoista nelle scuole cinesi era niente. Avrò ancora sti diari con questi proclami dettati.
                >
                > > Che poi non credo che siano pochi quelli che vogliono rimanere autonomi.
                >
                > Glovo sarebbe felice di assoldare partite iva, ma così a te non rimarrebbe nulla.
                >

                Perchè?
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                  Scritto da
                  Non Autenticato
                  il 2026-03-14 01:31:57.0 alle 2026-03-14 01:31:57.0
                  Re: Sul referendum
                  Scritto da:
                  > Scritto da:
                  > >
                  > > > Mi ricordo che facevo le elementari e già lì avevo iniziato a conoscere questi bastardi della triplice. Quando arrivava la bidella, portava una velina, maestre o prof la leggevano e veniva fuori che era stato indetto uno sciopero. Allora facevano prendere il diario a tutti e dettavano il proclama che dovevamo copiare paro paro. Era una tortura che in confronto la propaganda maoista nelle scuole cinesi era niente. Avrò ancora sti diari con questi proclami dettati.
                  > >
                  > > > Che poi non credo che siano pochi quelli che vogliono rimanere autonomi.
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                  > > Glovo sarebbe felice di assoldare partite iva, ma così a te non rimarrebbe nulla.
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                  >
                  > Perchè?

                  Perché la partita iva è un mangiasoldi e ha senso solo per lavori ben pagati. E qui il nodo viene al pettine: di fronte a un lavoro autonomo continuativo e pagato poco, i giudici tendono a riclassificarlo come lavoro dipendente.
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                    Scritto da
                    Non Autenticato
                    il 2026-03-14 02:29:13.0 alle 2026-03-14 02:29:13.0
                    Re: Sul referendum
                    Scritto da:
                    > Scritto da:
                    > > Scritto da:
                    > > >
                    > > > > Mi ricordo che facevo le elementari e già lì avevo iniziato a conoscere questi bastardi della triplice. Quando arrivava la bidella, portava una velina, maestre o prof la leggevano e veniva fuori che era stato indetto uno sciopero. Allora facevano prendere il diario a tutti e dettavano il proclama che dovevamo copiare paro paro. Era una tortura che in confronto la propaganda maoista nelle scuole cinesi era niente. Avrò ancora sti diari con questi proclami dettati.
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                    > > > > Che poi non credo che siano pochi quelli che vogliono rimanere autonomi.
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                    > > > Glovo sarebbe felice di assoldare partite iva, ma così a te non rimarrebbe nulla.
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                    > > Perchè?
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                    > Perché la partita iva è un mangiasoldi e ha senso solo per lavori ben pagati. E qui il nodo viene al pettine: di fronte a un lavoro autonomo continuativo e pagato poco, i giudici tendono a riclassificarlo come lavoro dipendente.

                    Qui si ritorna nel cardine della questione

                    vogliono mettere una toppa a problemi che creano loro, a un sistema sbagliato che hanno creato loro

                    la partita iva è esosa e se la possono permettere solo quelli che guadagnano bene? Invece di cambiare il sistema delle partite iva, impongono di riclassificare tutti come dipendenti

                    Oppure

                    Il sindacato si oppone al reddito di cittadinanza e stabilisce che solo il salario minimo può combattere lo sfruttamento. Ma il salario minimo non si può applicare agli autonomi e ilredditodi cittadinanza che darebbe un'alternativa allo sfruttamentonon lo vogliono. Allora invece di cambiare il loro atteggiamento pensano di obbligare tutti a diventare dipendenti.
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