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    Non Autenticato
    il 2002-11-17 15:22:00.0 alle 2002-11-17 15:22:00.0
    Chi è Michele Coppo ?


    - Scritto da: Michele Coppo
    .....
    > Ma sicuramente tu non sai neanche di che
    > cosa sto parlando, vero?
    >
    > Michele Coppo


    Cerchiamo di farne un'analisi a partire dal suo profilo....

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    Nome e cognome: Michele Coppo

    Data di nascita: 03/03/1965

    Sesso: Uomo

    Città: Roma

    Email: n.d.

    Professione: Funzionario

    Hobby: Cucina, Informatica e viaggi

    Descrizione: Sono un funzionario in una multinazionale, e mi occupo di scelte tecnologiche per i miei clienti.

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    Ovviamente i dati anagrafici dicono poco, ma passiamo alla professione, ovvero al tipo di lavoro che svolge. Lui a questa domanda non risponde descrivendo il suo lavoro, ma risponde riportando il suo livello aziendale. Ovviamente per lui è più importante l'apparenza che non la sostanza, la posizione che non la competenza, il risultato personale che non il risultato collettivo dell'azienda per la quale lavora. L'orgoglio che traspare da una simile risposta è infatti incentrato sull'avere (e quindi sull'apparire) piuttosto che sull'essere (competente sul suo lavoro).

    Passiamo agli hobby.Cucina, informatica e viaggi. Sono tutte attività introspettive. Ovviamente, soprattutto i viaggi, possono anche essere condotte in compagnia, ma nessuno di questi hobby ha come scopo diretto i rapporti sociali. Ovviamente non c'è nulla di male nell'essere introspettivi in se per se. C'è di male quando l'introspezione è accompagnata da un sentimento di diversità verso gli altri. Diversità che può essere superiorità o inferiorità. Spesso, come nel caso in questione, entrambe: il soggetto si vanta e mostra i risultati raggiunti (il livello aziendale) perchè in profondità si sente inadeguato ed inferiore.

    Analizziamo la descrizione. In questo caso era richiesta una descrizione generale della persona. Il carattere o magari gli aspetti fisici. In pratica tutto quello che si vorrebbe dire ma che non rientrava nei punti precedenti. Invece a questo punto il soggetto ritorna sul lavoro.
    Evidentemente lui e ossessionato dal suo lavoro, perchè ritiene che solo il suo lavoro possa realizzarlo. Ma andiamo a vedere cosa dice: ribadisce il livello aziendale, dice di lavorare in una multinazionale (anche in questo caso traspare la ricerca dell'apparire piuttosto di quella dell'essere) e poi descrive il proprio lavoro (descrizione che stava sicuramente meglio come risposta alla domanda sulla professione). In pratica nella descrizione del suo lavoro non dice nulla su quello che fa. Neppure di quale settore si occupi. Evidentemente per lui non ha importanza. Per lui ha importanza poter affermare "mi occupo di scelte tecnologiche per i miei clienti", frase che non dice assolutamente nulla sul campo lavorativo e neppure sulla sua attività, potrebbe infatti essere un consulente ad alto livello come un operatore di helpdesk. Da notare però l'uso di una frase ad effetto che starebbe benissimo in uno spot pubblicitario.

    Riassumendo: il soggetto è una persona fondamentalmente insicura e non in grado di relazionarsi. Quindi nei suoi discorsi tende a coprirsi molto senza rivelare nulla di se, a parte il vantarsi per le cose che ritiene essere motivo di orgoglio. E' sicuramente spaventato da qualsiasi cosa possa sconvolgere il suo delicato equilibrio che si è costruito. In questo quadro rientrano gli attacchi che compie ad un noto sistema operativo che ovviamente non conosce. Attacchi che ovviamente non sono basati su considerazioni tecniche, non ne sarebbe in grado, ma che si sente di dover fare per difendere il suo mondo: nell'intimo suo non si sentirebbe infatti capace di rimettersi in discussione ed imparare qualche cosa di nuovo, malgrado alla sua età (37 anni) una persona normale non possa permettersi di adagiarsi sullo status quo, ma debba all'occorrenza essere in grado di acquisire nuove competenze. E allora ricorre al disprezzo, agli insulti e alla denigrazione.

    Rispondere ai suoi interventi con discorsi dello stesso tono, magari basati sulle considerazioni tecniche che il soggetto non è in grado di fare,
    vuol dire rischiare di ferire profondamente il soggetto stesso nelle sue più profonde convinzioni, anche se con tutta probabilità, per evitare traumi probabilmente il soggetto non legge neppure i commenti ai suoi interventi, ed infatti non ha mai risposto ad alcun commento.

    Pregerei quindi tutti di farsi carico di questa delicata situazione evitando di rispondere ai post del soggetto.

    Grazie,

    Dott. Prof. Rossi
    Docente in psichiatria

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