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e vai a quando l'elettricita open il metScritto daNon Autenticatoil 2003-02-27 10:31:00.0 alle 2003-02-27 10:31:00.0ano open, la casa open la macchina open (la fiat no te prego), a quando tutto patrimonio dell'umanita tutto open.
e il bello che chi proclama queste cose e già ricco e ben stipendiato, e i programmatori polli abboccano e se fanno sfrutta.
mi sembra di essere ritornato all'università quando i prof ti sfruttavano per realizzare i loro programmi, (talvolta anche di natura commerciale), ma almeno la finalità uno scopo c'èra ottenere un voto, voi openpolli che volete ottene.-
Re: SpassionatamenteScritto daNon Autenticatoil 2003-02-27 10:38:00.0 alle 2003-02-27 10:38:00.0
- Scritto da: Anonimo
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> mi sembra di essere ritornato all'università
> quando i prof ti sfruttavano per realizzare
> i loro programmi, (talvolta anche di natura
> commerciale), ma almeno la finalità uno
> scopo c'èra ottenere un voto, voi openpolli
> che volete ottene.
ciao berlusca
quante ferrari ti sei comprato oggi ?
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Re: e vai a quando l'elettricita open ilScritto daNon Autenticatoil 2003-02-27 11:06:00.0 alle 2003-02-27 11:06:00.0Mi sembra che non ti è chiaro come funzionano le cose nel mondo open source....
Molto software open source è prodotto da aziende con scopo di lucro che ci guadagnano e che pagano regolarmente i propri dipendenti (Red Hat e MySQL AB per citare due delle più note).
Altri software open source sono sviluppati da indipendenti volontari cui nessuno ha detto "Devi realizzare questo prodotto in questo modo", sono persone che sviluppano software semplicemente perchè hanno voglia di farlo e lo fanno nel modo che a loro apparre più opportuno.
Il valore aggiunto nell'open source non sta nella vendita del software (che può sempre essere reperito gratuitamente) ma nei servizi ad esso collegati, è qui che Red Hat riesce a produrre un profitto: vendendo servizi realizzati dai propri dipendenti insieme a software realizzato da altri.
Lo "sfruttamento" non avviene però a senso unico: io utilizzo distribuzioni Linux scaricate gratuitamente ma che alla Red Hat sono costate molte ore/uomo per l'integrazione tra le parti e rifiniture varie per niente trascurabili; Linux sarebbe del tutto inusabile se non ci fosse questo lavoro di assemblaggio delle parti.
Concludendo è vero che Red Hat vende roba fatta da altri ed avuta gratuitamente ma a sua volta mette a disposizione di tutti il frutto del lavoro dei propri dipendenti regolarmente stipendiati. La licenza GPL è la chiave di volta che consente a questo strano meccanismo di stare in piedi: tu puoi sfruttare il mio lavoro se non impedisci ad altri di sfruttare il tuo lavoro.
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