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    Non Autenticato
    il 2004-11-22 17:34:00.0 alle 2004-11-22 17:34:00.0
    Insegnamento: solo pura professionalità?
    Si sono formati approssimativamente due schieramenti: uno fortemente "profit oriented" e l' altro "filoumanitario".

    Mancano ancora molti pareri di firme significative del forum libero.

    Mancano soprattutto i pareri "tecnici" di due addetti ai lavori: Gian, come insegnante, e il Nero come operatore nel volontariato.

    Si spera che la presenza di tale argomento in questo forum "di cani e porci" (per usare una impietosa definizione data molto tempo fa a quello che una volta era il forum libero, e tuttora probabilmente accreditata anche per l' "epigono" di quel forum) non scoraggi gli interventi di quanti generalmente scrivono solo nel forum dei registrati.

    Forse l' "esproprio" del post di Redcrow non è stato un fatto del tutto negativo, chissà.

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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2004-11-22 17:41:00.0 alle 2004-11-22 17:41:00.0
      Re: Insegnamento: solo pura professional

      - Scritto da: Anonimo
      > Si sono formati approssimativamente due
      > schieramenti: uno fortemente "profit
      > oriented" e l' altro "filoumanitario".
      >
      > Mancano ancora molti pareri di firme
      > significative del forum libero.
      >
      > Mancano soprattutto i pareri "tecnici" di
      > due addetti ai lavori: Gian, come
      > insegnante, e il Nero come operatore nel
      > volontariato.
      >
      > Si spera che la presenza di tale argomento
      > in questo forum "di cani e porci" (per usare
      > una impietosa definizione data molto tempo
      > fa a quello che una volta era il forum
      > libero, e tuttora probabilmente accreditata
      > anche per l' "epigono" di quel forum) non
      > scoraggi gli interventi di quanti
      > generalmente scrivono solo nel forum dei
      > registrati.
      >
      > Forse l' "esproprio" del post di Redcrow non
      > è stato un fatto del tutto negativo,
      > chissà.


      Ma tu chi sei, il Vespa dei troll? A bocca aperta
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      ☺
      Scritto da
      il 2004-11-22 21:41:00.0 alle 2004-11-22 21:41:00.0
      Trollate totali: 5131
      Re: Insegnamento: solo pura professional

      - Scritto da: Anonimo
      > Si sono formati approssimativamente due
      > schieramenti: uno fortemente "profit
      > oriented" e l' altro "filoumanitario".
      >
      > Mancano ancora molti pareri di firme
      > significative del forum libero.
      >
      > Mancano soprattutto i pareri "tecnici" di
      > due addetti ai lavori: Gian, come
      > insegnante, e il Nero come operatore nel
      > volontariato.
      >
      > Si spera che la presenza di tale argomento
      > in questo forum "di cani e porci" (per usare
      > una impietosa definizione data molto tempo
      > fa a quello che una volta era il forum
      > libero, e tuttora probabilmente accreditata
      > anche per l' "epigono" di quel forum) non
      > scoraggi gli interventi di quanti
      > generalmente scrivono solo nel forum dei
      > registrati.
      >
      > Forse l' "esproprio" del post di Redcrow non
      > è stato un fatto del tutto negativo,
      > chissà.
      >


      come addetto ai lavori:
      Fare l'insegnante non è una missione, è un lavoro che richiede in ogni modo la predisposizione ad operare in contesti non ben definiti: un gruppo di studenti non è un insieme di oggetti omologati in cui si può definire una procedura standard. Il contesto va perciò inquadrato nei minimi dettagli e affrontato con strategie che possono variare da caso a caso anche nell'ambito dello stesso contesto. Da un lato devi valorizzare le individualità, da un altro non devi perdere di vista il resto del gruppo cercando di portare avanti tutti. Questo presuppone un impegno non trascurabile (il lavoro dell'insegnante non si limita certo alle 18 ore di cattedra come pensano gli imbecilli). Un bravo insegnante non timbra il cartellino e si lascia il lavoro alle spalle una volta terminato l'orario.
      Questa è la differenza con altri generi di lavori.

      Qualcuno può chiamarla professionalità, qualcuno missione, qualcuno spirito volontario, ma la minestra non cambia: l'insegnante dovrebbe essere una persona che lavora tutto il giorno, tranne quando mangia, quando dorme o quando si fa li cazzi sua nel suo tempo libero. Nel lavoro dell'insegnante è compreso anche l'aggiornamento, sia nelle tecnologie relative alla funzione specifica (comunicazione, tecniche didattiche, ecc.), sia nei contenuti relativi alla sua disciplina. Tutto questo si fa naturalmente dopo aver "timbrato" il cartellino all'uscita, e solitamente a proprie spese. Chiaramente il tutto è delegato alla coscienza dell'insegnante: un bravo insegnante lo fa anche se riconosce di essere sottopagato, trattato da pezza da piedi, ecc. un cattivo insegnante si fa li cazzi propri ma sinceramente non me la sento di dargli torto.

      Oltre a questo c'è un altro problemino: la maggior parte delle scuole versano in uno stato di abbandono senza tecnici che gestiscano le strutture di supporto alla didattica. Biblioteche senza bibliotecari, laboratori senza tecnici, ecc. Ora stanno tagliando anche sul personale ausiliario e amministrativo. Non sto a fare l'elenco delle cose che faccio nella mia scuola, ma ti assicuro che c'è da mettersi le mani nei capelli.
      Voglio però fare degli esempi generici:
      1) un medico ospedaliero svolge il suo lavoro contando su uno staff che si occupa di tutto il resto. Se io entro nel laboratorio di chimica con la classe, io devo occuparmi di lavare le pipette e le beute che hanno usato o preparare le soluzioni dei reagenti perché non ho a disposizione un tecnico. Posso impiegare una parte dell'ora di lezione per fare questo rendendola meno produttiva, posso trattenermi oltre il mio orario per fare in modo che l'ora sia stata produttiva togliendolo alla mia vita privata, posso evitare di far andare i ragazzi in laboratorio tagliando la testa al toro. Valuta tu i tre contesti.
      2) un quadro intermedio di una qualsiasi azienda è incentivato in vari modi a migliorare la propria competenza: fornitura di strumenti a spese dell'azienda (es. auto aziendali, computer), frequenza a stage, convegni, corsi d'aggiornamento/formazione a spese dell'azienda. Ok, il mio computer l'ho comprato io e con quello ho costruito ad esempio il sito Web della mia scuola e gestisco la biblioteca della mia scuola. Sabato sarò al Linux Day a fare la mia parte, è un modo anche di migliorare le mie conoscenze informatiche perché così dice la Moratti, però per farlo devo chiedere un permesso (essendo in orario scolastico) che è subordinato all'esigenza di non gravare sui costi dell'amministrazione scolastica. Se devo partecipare ad un convegno, ad un corso d'aggiornamento, ad uno stage, devo farlo fuori dal mio orario di servizio, non ha alcun riconoscimento e tanto meno rimborso spese.
      3) In una qualsiasi azienda esiste una divisione dei ruoli rapportata alle competenze specifiche: in una software house c'è il programmatore che programma, l'esperto di marketing che si occupa della commercializzazione, l'operatore amministrativo che si occupa di pratiche contabili. Nella mia sede, come direttore incaricato dal mio preside, devo gestire la corrispondenza (con relativi protocolli), la contabilità dell'azienda annessa, il fondo economato, avere rapporti con terze parti (imprese, enti, famiglie, ecc.). Tutto questo con un premio di produzione dell'ordine di un paio di centinaia di euro all'anno, che a conti fatti rendono molto più gratificante il lavaggio delle scale a ore.

      A questo punto si deve scegliere se fare 18 ore di lavoro settimanali alle quali si aggiungono occasionalmente un paio d'ore per quelle scadenze da cui non si può svincolare (riunioni, scrutini, ecc.) oppure farne 40-50 settimanali, in parte a casa, in parte a scuola. Nel primo caso si diventa insegnanti mediocri, si guadagna molto tempo libero che si può impiegare proficuamente per tenere alto il proprio bioritmo o per fare un secondo lavoro. Nel secondo caso si diventa bravi insegnanti stimati e un po' odiati all'interno dell'ambiente, si vive in funzione della scuola. Il posto di lavoro è molto amato, vissuto con passionalità e con uno spirito missionario (nessuno me lo fa fare ma lo faccio perché mi piace e ci credo). Salvo poi scoppiare dopo un ennesimo litigio con il proprio coniuge, un trasferimento d'ufficio, un esaurimento nervoso, ecc. A quel punto entra in gioco la demotivazione, allora si scopre di aver buttato tanto tempo.

      Lo stato e la società non tengono conto della sfumatura fra questi due contesti: si pensa che gli insegnanti siano esseri perfetti che riescono a fare tutto entro quelle 18 ore e che le scuole siano ecosistemi miracolosi in grado di mantenersi vivi e vegeti senza impiego di risorse e biocenosi. Lo stato e la società non fanno differenze: tutti quanti prendiamo quei 1200-1500 euri mensili a prescindere da quante ore della nostra giornata abbiamo effettivamente dedicato alla nostra professione.

      Allora, professionalità o missione? guardiamo la realtà, poi usiamo pure i termini che ci pare, tanto è solo aria fritta.
<softv>

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