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    il 2004-12-27 01:39:00.0 alle 2004-12-27 01:39:00.0
    La locomotiva
    Non so che viso avesse, neppure come si chiamava,
    con che voce parlasse, con quale voce poi cantava,
    quanti anni avesse visto allora, di che colore i suoi capelli,
    ma nella fantasia ho l'immagine sua:
    gli eroi son tutti giovani e belli,
    gli eroi son tutti giovani e belli,
    gli eroi son tutti giovani e belli...

    Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era il suo mestiere:
    i primi anni del secolo, macchinista, ferroviere,
    i tempi in cui si cominciava la guerra santa dei pezzenti
    sembrava il treno anch' esso un mito di progresso
    lanciato sopra i continenti,
    lanciato sopra i continenti,
    lanciato sopra i continenti...

    E la locomotiva sembrava fosse un mostro strano
    che l'uomo dominava con il pensiero e con la mano:
    ruggendo si lasciava indietro distanze che sembravano infinite,
    sembrava avesse dentro un potere tremendo,
    la stessa forza della dinamite,
    la stessa forza della dinamite,
    la stessa forza della dinamite..

    Ma un' altra grande forza spiegava allora le sue ali,
    parole che dicevano "gli uomini son tutti uguali"
    e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
    la bomba proletaria e illuminava l' aria
    la fiaccola dell' anarchia,
    la fiaccola dell' anarchia,
    la fiaccola dell' anarchia...

    Un treno tutti i giorni passava per la sua stazione,
    un treno di lusso, lontana destinazione:
    vedeva gente riverita, pensava a quei velluti, agli ori,
    pensava al magro giorno della sua gente attorno,
    pensava un treno pieno di signori,
    pensava un treno pieno di signori,
    pensava un treno pieno di signori...

    Non so che cosa accadde, perchè prese la decisione,
    forse una rabbia antica, generazioni senza nome
    che urlarono vendetta, gli accecarono il cuore:
    dimenticò pietà, scordò la sua bontà,
    la bomba sua la macchina a vapore,
    la bomba sua la macchina a vapore,
    la bomba sua la macchina a vapore...

    E sul binario stava la locomotiva,
    la macchina pulsante sembrava fosse cosa viva,
    sembrava un giovane puledro che appena liberato il freno
    mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,
    con forza cieca di baleno,
    con forza cieca di baleno,
    con forza cieca di baleno...

    E un giorno come gli altri, ma forse con più rabbia in corpo
    pensò che aveva il modo di riparare a qualche torto.
    Salì sul mostro che dormiva, cercò di mandar via la sua paura
    e prima di pensare a quel che stava a fare,
    il mostro divorava la pianura,
    il mostro divorava la pianura,
    il mostro divorava la pianura...

    Correva l' altro treno ignaro e quasi senza fretta,
    nessuno immaginava di andare verso la vendetta,
    ma alla stazione di Bologna arrivò la notizia in un baleno:
    "notizia di emergenza, agite con urgenza,
    un pazzo si è lanciato contro al treno,
    un pazzo si è lanciato contro al treno,
    un pazzo si è lanciato contro al treno..."

    Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
    e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
    e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria:
    "Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
    Trionfi la giustizia proletaria!
    Trionfi la giustizia proletaria!
    Trionfi la giustizia proletaria!"

    E intanto corre corre corre sempre più forte
    e corre corre corre corre verso la morte
    e niente ormai può trattenere l' immensa forza distruttrice,
    aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
    della grande consolatrice,
    della grande consolatrice,
    della grande consolatrice...

    La storia ci racconta come finì la corsa
    la macchina deviata lungo una linea morta...
    con l' ultimo suo grido d' animale la macchina eruttò lapilli e lava,
    esplose contro il cielo, poi il fumo sparse il velo:
    lo raccolsero che ancora respirava,
    lo raccolsero che ancora respirava,
    lo raccolsero che ancora respirava...

    Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
    mentre fa correr via la macchina a vapore
    e che ci giunga un giorno ancora la notizia
    di una locomotiva, come una cosa viva,
    lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
    lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
    lanciata a bomba contro l' ingiustizia!


    Francesco Guccini
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      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2004-12-27 11:55:00.0 alle 2004-12-27 11:55:00.0
      Re: La locomotiva

      - Scritto da: Anonimo
      > Non so che viso avesse, neppure come si
      > chiamava,
      > con che voce parlasse, con quale voce poi
      > cantava,
      > quanti anni avesse visto allora, di che
      > colore i suoi capelli,
      > ma nella fantasia ho l'immagine sua:
      > gli eroi son tutti giovani e belli,
      > gli eroi son tutti giovani e belli,
      > gli eroi son tutti giovani e belli...
      >
      > Conosco invece l'epoca dei fatti, qual' era
      > il suo mestiere:
      > i primi anni del secolo, macchinista,
      > ferroviere,
      > i tempi in cui si cominciava la guerra santa
      > dei pezzenti
      > sembrava il treno anch' esso un mito di
      > progresso
      > lanciato sopra i continenti,
      > lanciato sopra i continenti,
      > lanciato sopra i continenti...
      >
      > E la locomotiva sembrava fosse un mostro
      > strano
      > che l'uomo dominava con il pensiero e con la
      > mano:
      > ruggendo si lasciava indietro distanze che
      > sembravano infinite,
      > sembrava avesse dentro un potere tremendo,
      > la stessa forza della dinamite,
      > la stessa forza della dinamite,
      > la stessa forza della dinamite..
      >
      > Ma un' altra grande forza spiegava allora le
      > sue ali,
      > parole che dicevano "gli uomini son tutti
      > uguali"
      > e contro ai re e ai tiranni scoppiava nella
      > via
      > la bomba proletaria e illuminava l' aria
      > la fiaccola dell' anarchia,
      > la fiaccola dell' anarchia,
      > la fiaccola dell' anarchia...
      >
      > Un treno tutti i giorni passava per la sua
      > stazione,
      > un treno di lusso, lontana destinazione:
      > vedeva gente riverita, pensava a quei
      > velluti, agli ori,
      > pensava al magro giorno della sua gente
      > attorno,
      > pensava un treno pieno di signori,
      > pensava un treno pieno di signori,
      > pensava un treno pieno di signori...
      >
      > Non so che cosa accadde, perchè prese
      > la decisione,
      > forse una rabbia antica, generazioni senza
      > nome
      > che urlarono vendetta, gli accecarono il
      > cuore:
      > dimenticò pietà, scordò
      > la sua bontà,
      > la bomba sua la macchina a vapore,
      > la bomba sua la macchina a vapore,
      > la bomba sua la macchina a vapore...
      >
      > E sul binario stava la locomotiva,
      > la macchina pulsante sembrava fosse cosa
      > viva,
      > sembrava un giovane puledro che appena
      > liberato il freno
      > mordesse la rotaia con muscoli d' acciaio,
      > con forza cieca di baleno,
      > con forza cieca di baleno,
      > con forza cieca di baleno...
      >
      > E un giorno come gli altri, ma forse con
      > più rabbia in corpo
      > pensò che aveva il modo di riparare a
      > qualche torto.
      > Salì sul mostro che dormiva,
      > cercò di mandar via la sua paura
      > e prima di pensare a quel che stava a fare,
      > il mostro divorava la pianura,
      > il mostro divorava la pianura,
      > il mostro divorava la pianura...
      >
      > Correva l' altro treno ignaro e quasi senza
      > fretta,
      > nessuno immaginava di andare verso la
      > vendetta,
      > ma alla stazione di Bologna arrivò la
      > notizia in un baleno:
      > "notizia di emergenza, agite con urgenza,
      > un pazzo si è lanciato contro al
      > treno,
      > un pazzo si è lanciato contro al
      > treno,
      > un pazzo si è lanciato contro al
      > treno..."
      >
      > Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
      > e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
      > e sembra dire ai contadini curvi il fischio
      > che si spande in aria:
      > "Fratello, non temere, che corro al mio
      > dovere!
      > Trionfi la giustizia proletaria!
      > Trionfi la giustizia proletaria!
      > Trionfi la giustizia proletaria!"
      >
      > E intanto corre corre corre sempre
      > più forte
      > e corre corre corre corre verso la morte
      > e niente ormai può trattenere l'
      > immensa forza distruttrice,
      > aspetta sol lo schianto e poi che giunga il
      > manto
      > della grande consolatrice,
      > della grande consolatrice,
      > della grande consolatrice...
      >
      > La storia ci racconta come finì la
      > corsa
      > la macchina deviata lungo una linea morta...
      > con l' ultimo suo grido d' animale la
      > macchina eruttò lapilli e lava,
      > esplose contro il cielo, poi il fumo sparse
      > il velo:
      > lo raccolsero che ancora respirava,
      > lo raccolsero che ancora respirava,
      > lo raccolsero che ancora respirava...
      >
      > Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al
      > motore
      > mentre fa correr via la macchina a vapore
      > e che ci giunga un giorno ancora la notizia
      > di una locomotiva, come una cosa viva,
      > lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
      > lanciata a bomba contro l' ingiustizia,
      > lanciata a bomba contro l' ingiustizia!
      >
      >
      > Francesco "comunistasa" Guccini
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