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Solo 2 frasi
Da uno stralcio delle ultime volontà di Giovanni Paolo II:
"Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono."
Ritengo siano parole sublimi. Quali considerazioni/riflessioni?
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Re: Solo 2 frasiScritto daNon Autenticatoil 2005-04-26 14:39:00.0 alle 2005-04-26 14:39:00.0
- Scritto da: u211155
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> Da uno stralcio delle ultime volontà di Giovanni
> Paolo II:
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> "Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono."
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> Ritengo siano parole sublimi. Quali
> considerazioni/riflessioni?
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Da uno stralcio non posso chiaramente capire cosa intendesse G.P.II, ma , in generale, sulla frase così come è scritta, posso interpretare questo:
se chi si sta per morire sa di dover pesare il proprio cuore sulla bilancia, contrappesandolo con una piuma, spontaneamente chiede perdono!
puffa
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Re: Solo 2 frasiScritto daNon Autenticatoil 2005-04-26 21:02:00.0 alle 2005-04-26 21:02:00.0
- Scritto da: u211155
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> Da uno stralcio delle ultime volontà di Giovanni
> Paolo II:
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> "Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono."
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> Ritengo siano parole sublimi. Quali
> considerazioni/riflessioni?
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Penso che non ci sia niente di sublime, sono frasi che è normale sentire - anche se in punto di morte - da chi è stato Papa. Diciamo che si attiene al copione dell'incarico di cui è stato investito
A mio parere è più importante invece "giudicare" le persone dai "fatti" più che dalle "frasi celebri": il suo pensiero, la sua azione, la sua influenza sugli uomini e la società, ecc. Il ruolo di papa impone nelle parole usate un'umiltà se non reale per lo meno di facciata, è successo con Giovanni Paolo II, succede con Benedetto XVI, ma penso che chi aspira ad essere papa abbia perso da parecchio tempo l'umiltà vera.
Per lo meno non posso fare a meno di fare un parallelo fra un cardinale o un papa da un lato e un missionario che spende la sua vita per operare fra le popolazioni dell'America Latina o dell'Africa centrale, cercando di conciliare la propria fede e la propria spiritualità con una realtà completamente lontana dagli sfarzi del Vaticano.
Molte di quelle persone sono manovali dell'evangelizzazione, forse non muoiono pronunciando parole sublimi ma hanno forza interiore, spirito umanitario e umiltà da vendere all'ingrosso rispetto a quella di chi si professa "pastore" o "operaio". Sono loro gli artefici dell'evangelizzazione, sono loro che conciliano culture animiste o ideologie politiche con il cristianesimo in America, in Africa, in Asia, giungendo a quello che fondamentalmente è l'obiettivo: l'avvicinamento dei popoli alla Chiesa Romana. E pensando a loro non posso fare a meno di constatare che gli "umili" Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono stati forti antagonisti ad esempio della Teologia della Liberazione.
Il resto sono solo parole, sublimi quanto vuoi, ma sempre mere parole.
PS: non so che importanza abbia, ma chi scrive è un agnostico anticlericale.-
Re: Solo 2 frasiScritto daNon Autenticatoil 2005-04-27 00:20:00.0 alle 2005-04-27 00:20:00.0
- Scritto da: Anonimo
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> - Scritto da: u211155
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> > Da uno stralcio delle ultime volontà di Giovanni
> > Paolo II:
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> > "Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono."
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> > Ritengo siano parole sublimi. Quali
> > considerazioni/riflessioni?
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> Penso che non ci sia niente di sublime, sono
> frasi che è normale sentire - anche se in punto
> di morte - da chi è stato Papa. Diciamo che si
> attiene al copione dell'incarico di cui è stato
> investito
> A mio parere è più importante invece "giudicare"
> le persone dai "fatti" più che dalle "frasi
> celebri": il suo pensiero, la sua azione, la sua
> influenza sugli uomini e la società, ecc. Il
> ruolo di papa impone nelle parole usate un'umiltà
> se non reale per lo meno di facciata, è successo
> con Giovanni Paolo II, succede con Benedetto XVI,
> ma penso che chi aspira ad essere papa abbia
> perso da parecchio tempo l'umiltà vera.
> Per lo meno non posso fare a meno di fare un
> parallelo fra un cardinale o un papa da un lato e
> un missionario che spende la sua vita per operare
> fra le popolazioni dell'America Latina o
> dell'Africa centrale, cercando di conciliare la
> propria fede e la propria spiritualità con una
> realtà completamente lontana dagli sfarzi del
> Vaticano.
> Molte di quelle persone sono manovali
> dell'evangelizzazione, forse non muoiono
> pronunciando parole sublimi ma hanno forza
> interiore, spirito umanitario e umiltà da vendere
> all'ingrosso rispetto a quella di chi si professa
> "pastore" o "operaio". Sono loro gli artefici
> dell'evangelizzazione, sono loro che conciliano
> culture animiste o ideologie politiche con il
> cristianesimo in America, in Africa, in Asia,
> giungendo a quello che fondamentalmente è
> l'obiettivo: l'avvicinamento dei popoli alla
> Chiesa Romana. E pensando a loro non posso fare a
> meno di constatare che gli "umili" Giovanni Paolo
> II e Benedetto XVI sono stati forti antagonisti
> ad esempio della Teologia della Liberazione.
> Il resto sono solo parole, sublimi quanto vuoi,
> ma sempre mere parole.
>
> PS: non so che importanza abbia, ma chi scrive è
> un agnostico anticlericale.
Grande Nero!-
Re: Solo 2 frasiScritto daNon Autenticatoil 2005-04-29 15:51:00.0 alle 2005-04-29 15:51:00.0Suggerisco una chiave di lettura...
Ali Agcà ha attentato alla vita di Giovanni Paolo II.
La pallottola penetrata nel corpo del Papa per pochi centimetri non ha leso organi vitali.
Il Papa ha patito a seguito dell'evento notevoli sofferenze.
Il Papa nel suo testamento spirituale ha scritto:
"Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono."
non ha scritto:
"Perdono tutti ovvero dò il perdono a qualcuno".
Perchè?
Forse non ha perdonato?
'No', non ha detto perdono tutti, perchè in quanto Vicario di Cristo e come ogni altro qualsiasi uomo che sia 'Grande' concede il perdono per definizione, anzi ritiene che 'Tutto contribuisce al bene di coloro che amano Cristo'.
In particolare l'esperienza dell'attentato ha accresciuto ulteriormente la sua Fede e ha portato frutti al suo pensiero (cfr. memoria e identità: il male sussiste perchè vi sia un bene superiore che possa vincerlo).
Ma perchè chiede perdono: ha forse fatto del male a qualcuno?
'Sì', in quanto uomo si trova nel mondo ed è soggetto suo malgrado al peccato (l'uomo giusto pecca 7 volte al giorno) e il peccato è sempre offesa grande o piccola, implicita o palese al prossimo e quindi al nostro Creatore che è 'Amore'.
Concludo con una massima che a me piace molto "Quando sono 'piccolo' guardo alle ferite che ho, quando sono 'grande' guardo alle ferite che ho fatto".
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