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il 2005-04-28 21:54:00.0 alle 2005-04-28 21:54:00.0
Accusato di aver decapitato la suocera.
È giallo sull?ora del delitto.
Udine: L?ora del delitto è un giallo, ma nonostante questo «gli indizi a carico dell?imputata sono gravi e concordanti». Si possono sintetizzare in questo modo i motivi per i quali i giudici della corte d?Assise d?Appello hanno convalidato la sentenza a 30 anni di carcere per la 40enne residente in Udine, accusata di aver ucciso e poi decapitato la suocera, nella giornata di sabato 7 settembre 2002. Un delitto efferato per il quale nel corso del processo di secondo grado è stato rimesso completamente in discussione un elemento non di poco conto, l?ora del crimine. Nella notte tra sabato e domenica, secondo i giudici, nella giornata di sabato, forse prima dell?ora di pranzo, a giudizio dell?Assise. «Si può concludere - si legge nella sentenza - che non è possibile stabilire l?orario preciso in cui la suocara è stata uccisa, anche se il fatto è sicuramente avvenuto nella giornata di sabato 7 settembre». In ogni caso, sottolineano i giudici, «l?orario del delitto non ha importanza decisiva per definire la posizione dell?imputata poiché la stessa non ha dedotto un alibi che coprisse la giornata di sabato». Stando alla sentenza «i motivi d?appello nulla tolgono alla gravità, precisione e concordanza degli indizi elencati». Quindi vengono citati gli «elementi di prova a carico dell?imputato», come ad esempio il fatto che la donna fosse «in possesso delle chiavi dell?appartamento», chiuso dall?esterno dopo il delitto. O ancora che «l?imputata frequentava l?appartamento della suocerai». Senza contare «la presenza di alcuni oggetti nella casa» riferibili «sicuramente» all?imputata. E, infine, i coltelli usati per decapitare la sventurata: «Il già imponente quadro accusatorio - concludono i giudici di secondo grado - è arricchito in modo da non consentire alcun dubbio sulla responsabilità dell?imputata, dalle tracce che lastessa ha lasciato sui due coltelli usati per commettere il delitto». L?avvocato difensore della donna ha già annunciato ricorso in Cassazione.