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    il 2005-05-22 15:52:00.0 alle 2005-05-22 15:52:00.0
    L'ESAME DI ANALISI DI LULLA
    Erano gli ultimi giorni di luglio; l'aria a Napoli era calda e afosa, e nemmeno la brezza che soffiava dal mare riusciva a mitigarla.
    all'Università si tenevano le ultime sedute degli appelli della sessione estiva, ed il clima non era certo dei più invitanti.
    Professori che dormivano, assistenti che facevano gli stronzi più del solito e studenti ammosciati dal caldo e desiderosi di trovarsi su spiagge o isole deserte.
    Lulla aveva il suo bell'esame di Analisi il giorno 27; l'indomani stesso sarebbe partita per le Isole Eolie assieme agli amici.
    Scese da casa, al Vomero, verso le 8:00; nonostante fosse presto il termometro di Piazza Vanvitelli segnava già 22 gradi.
    Menomale che indossasse solamente un vestito unito, di lino, leggero e arioso; non si poteva non notare il suo corpo ben fatto.
    Era alta nella media, capelli castani, e degli occhi di un colore molto raro.
    Fra funicolare e autobus, non arrivò ad Architettura che alle 9 passate.
    Con il suo libro sottobraccio entrò in facoltà, salì all'aula 33 e si sedette in terza fila.
    Poco dopo entrò la commissione, la peggiore di tutte le cattedre Al centro si sedetyte il Professore, un uomo sui sessanta, e ai lati tre assistenti, due ragazzi e una donna.
    Tutti gli studenti ( e ce n'erano soltanto una ventina) consegnarono i libretti e l'esame iniziò; Di tre candidati in tre candidati, la platea cominciò a sfoltirsi.
    Lulla sbuffava ed era insofferente; vedeva solo bocciature, e voti striminziti, il più alto che sentì era 23.
    Non era una cima, ma almeno aveva studiato alacremente per tre mesi; quell'esame, l'ultimo del primo anno, DOVEVA SUPERARLO, e anche piuttosto bene.
    Manco a dirlo Lulla fu chiamata per ultima, assieme ad altre due studentesse.
    Uno degli assistenti, un ragazzo biondino, le fece cenno di sedersi davanti a lui; subito inziò a farle varie domande; Lulla, sulle prime, rispose bene, dimostrando capacità e comprensione dell'argomento, ma quando l'assistente andò più sul particolare, iniziarono le incertezze.
    "allora mi parli del Maso Chiuso"- " Sì, il maso chiuso, mmmh. Beh, fa parte della proprietà?" " lei mi deve dire cos' è non di che capitolo fa parte" " d'accordo , mi sembra che fosse una sorta di fedecommesso" disse Lulla iniziandosi ad agitare.
    " Guardi, passiamo oltre - proferì il giovanotto, continuando a chiederle cose difficili e mai lette.
    intanto si erano fatte le 11; una delle altre studentesse si alzò e con un misero 20, se ne uscì, facendo sentire un mezzo "Vaffanculo" mentre si avviava alla porta.
    Lulla era rimasta con l'altra ragazza a fare l'esame.
    Mentre parlava si accorse che la donna e il professore, iniziarono a parlottare fra loro, fissandola e ridacchiando leggermente.
    Alle 11 e un quarto pure l'altra studentessa ebbe finito, ma da bocciata. Piagnucolando si fece ridare il libretto e sommessamente uscì.
    Lulla era sempre più scocciata, era mezz'ora buona che stava parlando con quello strozo e non la finiva ancora, mentre il caldo dell'aula, senza aria condizionata, la faceva sudare di continuo.
    Ad un certo punto, l'assistente, sbuffando, " Se l'è cavata per poco; 18 e non di più" disse, con una smorfia di scherno.
    Da una parte Lulla si risollevò visto che quel supplizio di Tantalo era finalmente terminato, ma dall'altra quel 18 schiaffato in faccia non la soddisfaceva proprio. Ad ogni buon conto, si alzò ma vide che non le ridavano il libretto...
    "Scusate, mi dovreste ridare il libretto" chiese meravigliata. Ma il professore e la donna continuavano a guardarla fisso con un'espressione strana.
    Mentre stava per ridomandarglielo, visto che non c'era stata risposta, la donna la bloccò dicendo" Forse non sei contenta del tuo voto, non hai tutti i torti.......Io potrei aiutarti, a patto che l'esame duri un altro pò. Vedi- e si alzò sporgendosi verso di lei- al professore piace molto aiutare le povere studentesse che non ce la fanno e, a dire il vero- girandosi verso gli altri due assistenti- anche noi abbiamo, come posso dire, un forte istinto umanitario" e ,allungando il braccio oltre la cattedra,carezzò il viso di Lulla con la mano.
    Lulla non capiva esattamente nulla, arrossì; quella carezza le dava sensazioni anomale, quasi ....la eccitava! Comunque non afferrò il concetto fino a quando, abbassando lo sguardo, vide il Professore che con la mano si stava toccando la patta gonfia dei pantaloni.
    "ah adesso capisco gli istinti umanitari, che brutta lesbica" pensò" ora li denuncio a questi 4 maiali!"; ma sebbene volesse razionalizzare e comportrsi da persona seria, non riusciva a spegnere quel senso di vera e propria voluttà che le stava salendo dal basso, dove oramai era tutta bagnata.
    In tutto questo era rimasta come inebetita all'impiedi. la donna, che si era seduta cominciò" Allora che dici della mia proposta? Vuoi che ti DIAMO UNA MANO, o meglio, quattro?" e sorrise facendo passare la lingua velocemente sulle labbra.
    Lulla continuava a tacere( non accorgendosi degli altri due assistenti che parlavano fra loro sempre più arrapati); in effetti a lei, sempre stata morigerata nel sesso, quell'orgia "universitaria" non le dispiaceva affatto, e visto che c'era da guadagnarsi pure un bel voto.....
    "Allora, signorina,ce lo facciamo un esame,in privato sì o no?" ridacchiò l'altro assistente.
    " Si che ce lo facciamo- rispose Lulla sfoderando una spregiudicatezza che mai avrebbe pensato di avere- e, anzi, non credete che io sia una candidata così semplice da trattare" girandosi e accertandosi che l'aula fosse vuota.
    La donna, una bruna sui 35 anni, piuttosto robusta,si rialzò tutta contenta e chiuse a chiave la porta.
    L'esame,QUELLO VERO,iniziò.
    Lulla era già salita sulla cattedra, si era aperta da dietro il vestito e si era messa vis à vis difronte al maturo professore.
    " lei sta sempre zitto, e la mano vedo che la usa molto di più della lingua" e Lulla gurdò giù dove la mano spremeva i pantaloni, lasciando pensare a un pene molto grosso.
    "ora vedi, puttanella, se non so usare la lingua" disse quasi a sopresa ilm prof.
    E letteralmente le infilò la lingua nella bocca, alzandosi e rovesciandosi assieme a lei sulla cattedra. Mentre si baciavano furiosamente, le mani del prof strigevano le belle tette di Lulla che, in preda a una voglia satanica di sesso e voti, gli toccava i coglioni e il cazzo, cercando di aprirgli la patta.
    Mentre i due iniziavano a conoscersi meglio, la donna si sditalinava a un ritmo frenetico, facendo entrare e uscire il dito medio da una fica piuttosto ampia e pelosa.
    I due assistenti si erano tolti pantaloni e slip, e si stavano facendo riprendere i cazzi con decisi colpi di mano.
    Lulla si staccò dal prof, si spogliò nuda, e si avvicinò al biondino Stava per fare cose mai fatte..........
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