- Scritto da: Anonimo
> allora questo HOW-TO?
> link?
> forza pinguazzi che se no in antartide 'un ce sta
> niente!
Come coltivare qualche cespo d'insalata per uso personale
Procurati una scatoletta in cui preparare un semenzaio. Può andare bene una di quelle casse di polistirolo che avanzano ai pescivendoli. Se conosci qualche vivaista puoi al limite cercare di scroccargli un contenitore alveolato, ma non è strettamente necessario. Riempila con un substrato formato da torba e terriccio in rapporto volumetrico di 1:1 o 2:1. Spargi uniformemente alcuni pizzichi di semi di lattuga che hai comprato in un qualsiasi negozio di articoli per l'agricoltura. Una bustina basta e avanza fino alla nausea. Mi raccomando, non usarla tutta altrimenti succede un bordellaccio al momento del trapianto. Giusto qualche pizzico.
Dopo aver distribuito il seme spargi uno strato leggerissimo di torba, pressa il tutto con la mano (senza esagerare, non devi fare un campo di calcio in terra battuta). A questo punto preoccupati di tenere costantemente umida (ma non allagata) la superficie. Una leggera umettazione con una spruzzetta due o tre volte al giorno può andar bene fino a quando i semi germinano.
Nel frattempo comincia a programmare i lavori per l'orticello. Se hai un giardinetto è il non plus ultra: pochi metri quadri di terreno ti bastano per mangiare insalata per un mesetto o anche più (se la vuoi tutto l'anno allora le cose si complicano, ti serve una superficie maggiore). Spera che non sia argilloso altrimenti ti fai un mazzo stile "Motumbo has been here", dai una bella vangata e una rastrellata.
Se invece possiedi un modesto balcone procurati una fioriera che sia abbastanza profonda (40-50 cm) e grande (maggiore è la superficie maggiore sarà il numero di cespi di lattuga che puoi tirare fuori).
Se hai a disposizione del letame maturo sarebbe l'ideale per ottenere un'ottima lattughina. Al limite puoi chiederlo o acquistarlo presso una qualsiasi stalla. Un paio di metri cubi non li negano mai. Quantità? diciamo che per una buona fertilizzazione possono andare bene 4-5 kg di letame maturo per metro quadro. Se invece vuoi usare letame non maturo o peggio ancora liquame allora riduci il dosaggio altrimenti la lattuga si offende e rischia di avvizzire. A maggior ragione se usi pollina (l'influenza aviaria non c'entra un piffero). Come distribuirlo? It's very easy: distribuiscilo uniformemente sulla superficie, dopo di che con una vanga sollevi delle zolle che ribalti in modo da portare il letame sotto la superficie. Se non trovi il letame in alternativa puoi usare un qualsiasi compost che trovi al supermercato sperando che non sia stato realizzato con il riciclaggio di rifiuti tossici o radioattivi. In caso di dubbio meglio ripiegare su un ternario chimico, ad esempio l'8-24-24 che puoi distribuire nella misura di 100-150 g per metro quadro, preoccupandoti d'interrarlo.
Ok... quando le piantine sono sufficientemente sviluppate (alte circa 10 cm con 4-5 foglioline ben sviluppate) puoi procedere al trapianto. Il trapianto va fatto in epoca adatta. Se sei nella pianura padana cassi tuoi, fatti benedire da calderoli e aspetta la primavera. Se invece sei in quel di Terronia insulare o non allora sei nel posto giusto, praticamente i periodi sfavorevoli sono ridotti all'osso e a meno che non abiti sulla Sila o a 1000 m di altezza, puoi trapiantare tutto l'anno.
Come fare? procurati una spatolina e solleva una zolletta di terra dal semenzaio. In questo modo solleverai anche qualche piantina. Separale delicatamente evitando di fare troppi danni alle radici e con un punteruolo di legno a forma cilindrico conica prepara dei buchi. In ogni buco dovrai sistemare una piantina di lattuga. Mi raccomando, le radici dentro il buco e le foglie fuori, altrimenti il risultato potrebbe essere poco lusinghiero

. Ricopri il buco, dai qualche pacca di assestamento "da buon amico", dopo di che bagna il terreno.
Dimenticavo la densità di trapianto. Tenuto conto che farai tutto a mano e non devi passarci con trattori e ba11e varie può andare bene una distanza di 20 cm lungo la fila e di 50-60 cm fra le file.
All'inizio le piantine non daranno segni di vita, ma non disperare. Continua ad irrigare (senza esagerare eh? altrimenti fai contenti gli agenti del marciume del colletto tipo Pythium spp. o la peronospora e addio insalata). Ok, pazienta e lascia passare il tempo. I ritmi rurali sono un pochino più lenti rispetto a stili di vita tipo Wall Street, ma l'attesa sarà premiata da un'ottima lattughina. Prima di farti il primo piatto d'insalta potrebbero passare 2-3 mesi con un ciclo primaverile estivo o 3-5 mesi con un ciclo autunno-primaverile.
Se necessario irriga periodicamente. Dopo un mese o un mese e mezzo, quando le piante sono in accrescimento, non sarebbe male somministrare un po' d'azoto. Con temperature basse devi ricorrere al nitrato di calcio, altrimenti meglio il nitrato ammonico, più economico. La quantità non deve essere eccessiva. Meglio somministrare poche decine di grammi in due o tre interventi. Quanto più azoto dai tanto più tenera sarà l'insalatina, però occhio: funghi e batteri faranno salti di gioia e riescono ad aggredire meglio una pianta che ha beneficiato di laute concimazioni azotate. E poi un eccesso di azoto nel terreno non è molto salutare perché i nitrati si accumulano nella foglia e al suo interno sono convertiti in nitriti che poi nel tuo organismo reagiscono con i prodotti del metabolismo azotato formando nitrosammine, cataboliti dal potenziale effetto cancerogeno. Se vuoi andare sul tranquillo meglio moderare l'azoto: otterrai una lattuga più verde e più coriacea ma anche più salutare.
Quando i cespi iniziano ad ingrossare, legali ad uno ad uno con un filo di raffia in modo che le foglie chiudano la parte interna. In questo modo otterrai dei cespi chiusi le cui foglie interne, grazie all'eziolamento, saranno imbianchite e più tenere.
A questo punto ad occhiometro potrai renderti conto di quando sarà il momento per iniziare a fare i primi tagli.
Buon appetito

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