Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-04-04 13:55:21.0 alle 2019-04-04 13:55:21.0
Scritto da: Mattia
> Scusate se mi intrometto in questa discussione tra bimbi di prima liceo che probabilmente fra 10 anni capiranno molte cose in più (non è detto, perché ci sono molti adulti che rimangono a questo livello mentale), ma l'espressione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha assolutamente nessun valore scientifico.
> Al liceo scientifico per mia esperienza insegnano solo ad applicare formulette e imparare cose a memoria, non forma menti scientifiche. Infatti non c'è nemmeno una materia in cui si parla di epistemologia, filosofia della scienza e metodo scientifico... e la scienza è da queste cose che parte, non dal sapere le formulette scoperte da altri.
>
> Se queste materie venissero trattate al liceo scientifico, probabilmente i ragazzini qui presenti conoscerebbero il principio di falsificabilità di Karl Popper e il verificazionismo dei neopositivisti.
> Su per giù, si è arrivati a concordare sul fatto che una nozione, per avere un valore scientifico, deve poter essere deducibile da un esperimento o una misurazione, o da un qualsiasi processo che porta a risultati oggettivi e tangibili.
>
> L'affermazione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha nessun valore scientifico, perché non è possibile eseguire un esperimento o una misurazione per determinare se questa affermazione è vera.
> Stiamo veramente parlando del nulla.
>
> Ora, questo non significa che invece l'espressione "l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità" invece ha un valore scientifico, anche per questa vale la stessa considerazione. Cioè, queste affermazioni non vogliono proprio dire un cazzo di niente.
> Se a uno non piace il sesso omosessuale può semplicemente dire "a me non piace" e se gli piace può semplicemente dire "a me piace", non c'è bisogno di mettersi in bocca frasi senza senso di cui non si comprende il significato.
>
> La scienza non ha dimostrato che l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità (questa è politica, non scienza). La scienza ha soltanto indagato le cause dell'omosessualità e la teoria attualmente più accreditata è che dipenda dagli ormoni sessuali a cui il feto viene sottoposto durante la gravidanza. Un dato interessante è che il maschio primogenito ha meno probabilità di essere omosessuale rispetto ai maschi che nascono successivamente: se una coppia fa 4 figli maschi, il quarto è quello che ha più probabilità di essere omosessuale. Questa scoperta è stata chiamata "fraternal birth order" e giustifica la teoria che l'orientamento sessuale viene definito durante la gravidanza, perché da una gravidanza all'altra il corpo della madre subisce una sorta di overhead tale per cui perde capacità di produrre ormoni sessuali nella quantità "attesa".
>
> Quindi l'omosessualità non è né un comportamento appreso, ma nemmeno una cosa genetica, bensì una cosa che dipende da come il cervello si forma durante la gravidanza.
>
> Anche la pedofilia probabilmente non è un comportamento appreso, perché ci sono rierche che sostengono che anche nei pedofili ci siano dei marcatori biologici e che pertanto l'attrazione verso i bambini sarebbe relezionata a caratteristiche biologiche innate.
>
> Detto questo, comportamenti omosessuali e pedofili sono riscontrabili anche in altre specie, non solo negli umani.
> Per esempio i bonobo (che sono la specie geneticamente più vicina agli umani) fanno indiscriminatamente sesso con maschi, femmine e infanti... e gli infanti partecipano attivamente, spesso sono loro a iniziare.
> Non ho mai mai approfondito fino a questo punto, ma credo che i rapporti tra maschi siano anali.
>
> Niente, volevo solo parlare un po' di scienza, visto che qui nessuno l'ha fatto.
> Ora tornate pure ai vostri discorsi metafisici senza senso, su quanto naturale sia o non sia l'omosessualità. Qualcuno mi spiega che cazzo vuol dire "naturale"? Il termine "naturale" io lo uso come contrario del termine "artificiale": cioè che è fatto dalla natura è naturale, cioè che è fatto dall'uomo è artificiale.
> Tipo, la pianta di coca è naturale, mentre la cocaina è artificiale.
>
> Se uno dice che l'omosessualità o la pedofilia sono innaturali, devo forse concludere che allora sono artificali, cioè sono state create da uno scienziatto pazzo in un laboratorio tra un ghigno malefico e l'altro? Gli umani sono creati dalla natura e quindi anche le loro variabili caratteristiche. Nessuna crea feti pedofili o omosessuali in laboratorio.
In quale consesso di bimbi del liceo hai postato questo pistolotto?
> Scusate se mi intrometto in questa discussione tra bimbi di prima liceo che probabilmente fra 10 anni capiranno molte cose in più (non è detto, perché ci sono molti adulti che rimangono a questo livello mentale), ma l'espressione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha assolutamente nessun valore scientifico.
> Al liceo scientifico per mia esperienza insegnano solo ad applicare formulette e imparare cose a memoria, non forma menti scientifiche. Infatti non c'è nemmeno una materia in cui si parla di epistemologia, filosofia della scienza e metodo scientifico... e la scienza è da queste cose che parte, non dal sapere le formulette scoperte da altri.
>
> Se queste materie venissero trattate al liceo scientifico, probabilmente i ragazzini qui presenti conoscerebbero il principio di falsificabilità di Karl Popper e il verificazionismo dei neopositivisti.
> Su per giù, si è arrivati a concordare sul fatto che una nozione, per avere un valore scientifico, deve poter essere deducibile da un esperimento o una misurazione, o da un qualsiasi processo che porta a risultati oggettivi e tangibili.
>
> L'affermazione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha nessun valore scientifico, perché non è possibile eseguire un esperimento o una misurazione per determinare se questa affermazione è vera.
> Stiamo veramente parlando del nulla.
>
> Ora, questo non significa che invece l'espressione "l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità" invece ha un valore scientifico, anche per questa vale la stessa considerazione. Cioè, queste affermazioni non vogliono proprio dire un cazzo di niente.
> Se a uno non piace il sesso omosessuale può semplicemente dire "a me non piace" e se gli piace può semplicemente dire "a me piace", non c'è bisogno di mettersi in bocca frasi senza senso di cui non si comprende il significato.
>
> La scienza non ha dimostrato che l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità (questa è politica, non scienza). La scienza ha soltanto indagato le cause dell'omosessualità e la teoria attualmente più accreditata è che dipenda dagli ormoni sessuali a cui il feto viene sottoposto durante la gravidanza. Un dato interessante è che il maschio primogenito ha meno probabilità di essere omosessuale rispetto ai maschi che nascono successivamente: se una coppia fa 4 figli maschi, il quarto è quello che ha più probabilità di essere omosessuale. Questa scoperta è stata chiamata "fraternal birth order" e giustifica la teoria che l'orientamento sessuale viene definito durante la gravidanza, perché da una gravidanza all'altra il corpo della madre subisce una sorta di overhead tale per cui perde capacità di produrre ormoni sessuali nella quantità "attesa".
>
> Quindi l'omosessualità non è né un comportamento appreso, ma nemmeno una cosa genetica, bensì una cosa che dipende da come il cervello si forma durante la gravidanza.
>
> Anche la pedofilia probabilmente non è un comportamento appreso, perché ci sono rierche che sostengono che anche nei pedofili ci siano dei marcatori biologici e che pertanto l'attrazione verso i bambini sarebbe relezionata a caratteristiche biologiche innate.
>
> Detto questo, comportamenti omosessuali e pedofili sono riscontrabili anche in altre specie, non solo negli umani.
> Per esempio i bonobo (che sono la specie geneticamente più vicina agli umani) fanno indiscriminatamente sesso con maschi, femmine e infanti... e gli infanti partecipano attivamente, spesso sono loro a iniziare.
> Non ho mai mai approfondito fino a questo punto, ma credo che i rapporti tra maschi siano anali.
>
> Niente, volevo solo parlare un po' di scienza, visto che qui nessuno l'ha fatto.
> Ora tornate pure ai vostri discorsi metafisici senza senso, su quanto naturale sia o non sia l'omosessualità. Qualcuno mi spiega che cazzo vuol dire "naturale"? Il termine "naturale" io lo uso come contrario del termine "artificiale": cioè che è fatto dalla natura è naturale, cioè che è fatto dall'uomo è artificiale.
> Tipo, la pianta di coca è naturale, mentre la cocaina è artificiale.
>
> Se uno dice che l'omosessualità o la pedofilia sono innaturali, devo forse concludere che allora sono artificali, cioè sono state create da uno scienziatto pazzo in un laboratorio tra un ghigno malefico e l'altro? Gli umani sono creati dalla natura e quindi anche le loro variabili caratteristiche. Nessuna crea feti pedofili o omosessuali in laboratorio.
In quale consesso di bimbi del liceo hai postato questo pistolotto?
France in free fall
Ad
https://sheikyermami.com/2019/01/france-in-free-fall/
Ennesima vittoria liberale in Francia. Clicca qui per saperne di più!
Filosofia
Scusate se mi intrometto in questa discussione tra bimbi di prima liceo che probabilmente fra 10 anni capiranno molte cose in più (non è detto, perché ci sono molti adulti che rimangono a questo livello mentale), ma l'espressione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha assolutamente nessun valore scientifico.
Al liceo scientifico per mia esperienza insegnano solo ad applicare formulette e imparare cose a memoria, non forma menti scientifiche. Infatti non c'è nemmeno una materia in cui si parla di epistemologia, filosofia della scienza e metodo scientifico... e la scienza è da queste cose che parte, non dal sapere le formulette scoperte da altri.
Se queste materie venissero trattate al liceo scientifico, probabilmente i ragazzini qui presenti conoscerebbero il principio di falsificabilità di Karl Popper e il verificazionismo dei neopositivisti.
Su per giù, si è arrivati a concordare sul fatto che una nozione, per avere un valore scientifico, deve poter essere deducibile da un esperimento o una misurazione, o da un qualsiasi processo che porta a risultati oggettivi e tangibili.
L'affermazione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha nessun valore scientifico, perché non è possibile eseguire un esperimento o una misurazione per determinare se questa affermazione è vera.
Stiamo veramente parlando del nulla.
Ora, questo non significa che invece l'espressione "l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità" invece ha un valore scientifico, anche per questa vale la stessa considerazione. Cioè, queste affermazioni non vogliono proprio dire un cazzo di niente.
Se a uno non piace il sesso omosessuale può semplicemente dire "a me non piace" e se gli piace può semplicemente dire "a me piace", non c'è bisogno di mettersi in bocca frasi senza senso di cui non si comprende il significato.
La scienza non ha dimostrato che l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità (questa è politica, non scienza). La scienza ha soltanto indagato le cause dell'omosessualità e la teoria attualmente più accreditata è che dipenda dagli ormoni sessuali a cui il feto viene sottoposto durante la gravidanza. Un dato interessante è che il maschio primogenito ha meno probabilità di essere omosessuale rispetto ai maschi che nascono successivamente: se una coppia fa 4 figli maschi, il quarto è quello che ha più probabilità di essere omosessuale. Questa scoperta è stata chiamata "fraternal birth order" e giustifica la teoria che l'orientamento sessuale viene definito durante la gravidanza, perché da una gravidanza all'altra il corpo della madre subisce una sorta di overhead tale per cui perde capacità di produrre ormoni sessuali nella quantità "attesa".
Quindi l'omosessualità non è né un comportamento appreso, né una cosa genetica, bensì una cosa che dipende da come il cervello si forma durante la gravidanza.
Anche la pedofilia probabilmente non è un comportamento appreso, perché ci sono ricerche che sostengono che anche nei pedofili ci siano dei marcatori biologici e che pertanto l'attrazione verso i bambini sarebbe relezionata a caratteristiche biologiche innate.
Detto questo, comportamenti omosessuali e pedofili sono riscontrabili anche in altre specie, non solo negli umani.
Per esempio i bonobo (che sono la specie geneticamente più vicina agli umani) fanno indiscriminatamente sesso con maschi, femmine e infanti... e gli infanti partecipano attivamente, spesso sono loro a iniziare.
Non ho mai mai approfondito fino a questo punto, ma credo che i rapporti tra maschi siano anali.
Niente, volevo solo parlare un po' di scienza, visto che qui nessuno l'ha fatto.
Ora tornate pure ai vostri discorsi metafisici senza senso, su quanto naturale sia o non sia l'omosessualità. Qualcuno mi spiega che cazzo vuol dire "naturale"? Il termine "naturale" io lo uso come contrario del termine "artificiale": ciò che è fatto dalla natura è naturale, ciò che è fatto dall'uomo è artificiale.
Tipo, la pianta di coca è naturale, mentre la cocaina è artificiale.
Se uno dice che l'omosessualità o la pedofilia sono innaturali, devo forse concludere che allora sono artificali, cioè sono state create da uno scienziatto pazzo in un laboratorio tra un ghigno malefico e l'altro? Gli umani sono creati dalla natura e quindi anche le loro variabili caratteristiche. Nessuno crea feti pedofili o omosessuali in laboratorio.
**Modificato dall'autore il 04.04.2019 14:07**
Al liceo scientifico per mia esperienza insegnano solo ad applicare formulette e imparare cose a memoria, non forma menti scientifiche. Infatti non c'è nemmeno una materia in cui si parla di epistemologia, filosofia della scienza e metodo scientifico... e la scienza è da queste cose che parte, non dal sapere le formulette scoperte da altri.
Se queste materie venissero trattate al liceo scientifico, probabilmente i ragazzini qui presenti conoscerebbero il principio di falsificabilità di Karl Popper e il verificazionismo dei neopositivisti.
Su per giù, si è arrivati a concordare sul fatto che una nozione, per avere un valore scientifico, deve poter essere deducibile da un esperimento o una misurazione, o da un qualsiasi processo che porta a risultati oggettivi e tangibili.
L'affermazione "l'omosessualità è contro la natura umana" non ha nessun valore scientifico, perché non è possibile eseguire un esperimento o una misurazione per determinare se questa affermazione è vera.
Stiamo veramente parlando del nulla.
Ora, questo non significa che invece l'espressione "l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità" invece ha un valore scientifico, anche per questa vale la stessa considerazione. Cioè, queste affermazioni non vogliono proprio dire un cazzo di niente.
Se a uno non piace il sesso omosessuale può semplicemente dire "a me non piace" e se gli piace può semplicemente dire "a me piace", non c'è bisogno di mettersi in bocca frasi senza senso di cui non si comprende il significato.
La scienza non ha dimostrato che l'omosessualità è una variante naturale dell'eterosessualità (questa è politica, non scienza). La scienza ha soltanto indagato le cause dell'omosessualità e la teoria attualmente più accreditata è che dipenda dagli ormoni sessuali a cui il feto viene sottoposto durante la gravidanza. Un dato interessante è che il maschio primogenito ha meno probabilità di essere omosessuale rispetto ai maschi che nascono successivamente: se una coppia fa 4 figli maschi, il quarto è quello che ha più probabilità di essere omosessuale. Questa scoperta è stata chiamata "fraternal birth order" e giustifica la teoria che l'orientamento sessuale viene definito durante la gravidanza, perché da una gravidanza all'altra il corpo della madre subisce una sorta di overhead tale per cui perde capacità di produrre ormoni sessuali nella quantità "attesa".
Quindi l'omosessualità non è né un comportamento appreso, né una cosa genetica, bensì una cosa che dipende da come il cervello si forma durante la gravidanza.
Anche la pedofilia probabilmente non è un comportamento appreso, perché ci sono ricerche che sostengono che anche nei pedofili ci siano dei marcatori biologici e che pertanto l'attrazione verso i bambini sarebbe relezionata a caratteristiche biologiche innate.
Detto questo, comportamenti omosessuali e pedofili sono riscontrabili anche in altre specie, non solo negli umani.
Per esempio i bonobo (che sono la specie geneticamente più vicina agli umani) fanno indiscriminatamente sesso con maschi, femmine e infanti... e gli infanti partecipano attivamente, spesso sono loro a iniziare.
Non ho mai mai approfondito fino a questo punto, ma credo che i rapporti tra maschi siano anali.
Niente, volevo solo parlare un po' di scienza, visto che qui nessuno l'ha fatto.
Ora tornate pure ai vostri discorsi metafisici senza senso, su quanto naturale sia o non sia l'omosessualità. Qualcuno mi spiega che cazzo vuol dire "naturale"? Il termine "naturale" io lo uso come contrario del termine "artificiale": ciò che è fatto dalla natura è naturale, ciò che è fatto dall'uomo è artificiale.
Tipo, la pianta di coca è naturale, mentre la cocaina è artificiale.
Se uno dice che l'omosessualità o la pedofilia sono innaturali, devo forse concludere che allora sono artificali, cioè sono state create da uno scienziatto pazzo in un laboratorio tra un ghigno malefico e l'altro? Gli umani sono creati dalla natura e quindi anche le loro variabili caratteristiche. Nessuno crea feti pedofili o omosessuali in laboratorio.
**Modificato dall'autore il 04.04.2019 14:07**
Filosofia
"si, ma vedi: l'etica di noi mangiatori di carne è simile a quella di un padrone di schiavi che giustifica la schiavitù perché gli conviene, mentre l'etica dei vegetariani animalisti è coerente con un'etica che crede che se qualcosa fa soffrire qualcuno, allora è una cosa sbagliata... ed è l'etica che ha seguito abbondamente il mondo occidentale negli ultimi secoli e che ci ha portati a una società civile.
Ritenere che gli animalisti debbano semplicemente fare le loro scelte senza mettere il becco nelle scelte degli altri, dal loro punto di vista non è una cosa proponibile.
Spero e immagino che tu sia contro la schiavitù, quindi ti pongo la seguente domanda: per te sarebbe accettabile l'idea che chi è contro la schiavitù semplicemente non prende schiavi ma lascia fare agli altri quello che vogliono?
Credo che la risposta sia abbastanza ovvia: quando qualcuno crede che una cosa sia ingiusta, lesiva per i diritti di qualcuno, non si accontenta di non seguire quel comportamento, ma vuole proprio proibire quel comportamento... altrimenti sarebbe lui stesso un complice passivo del crimine, un ignavo, che sta a guardare senza fare nulla.
Quindi l'unico vero animalista per me è quello che vuole creare leggi per proteggere i diritti degli animali.
Tieni presente che il discorso di molti animalisti non è che non si debba mangiare carne, ma che l'allevamento intensivo deve essere proibito perché causa sofferenza agli animali.
In questi commenti leggo molti insulti e prese in giro, ma nessuno affronta la questione: perché i diritti degli umani si e diritti degli animali no? Non sono anche gli animali esseri senzienti, in particolare i mammiferi che uccidiamo, compresi i maiali che hanno delle capacità cognitive simili ai cani?
Potrei capire una risposta tipo "Non è una cosa bella, ma..." e invece la mentalità dell'italiano medio nemmeno riflette sul fatto che uccidere animali non sia una cosa bella. Chi lo fa notare viene deriso e insultato."
*https://www.youtube.com/watch?v=gJIR02yxGGA&lc=Ugz2QjWCdaiu72qNvYx4AaABAg.8r_N4wqB6LI8rrpK6BoMIL
**Modificato dall'autore il 27.02.2019 19:44**
Ritenere che gli animalisti debbano semplicemente fare le loro scelte senza mettere il becco nelle scelte degli altri, dal loro punto di vista non è una cosa proponibile.
Spero e immagino che tu sia contro la schiavitù, quindi ti pongo la seguente domanda: per te sarebbe accettabile l'idea che chi è contro la schiavitù semplicemente non prende schiavi ma lascia fare agli altri quello che vogliono?
Credo che la risposta sia abbastanza ovvia: quando qualcuno crede che una cosa sia ingiusta, lesiva per i diritti di qualcuno, non si accontenta di non seguire quel comportamento, ma vuole proprio proibire quel comportamento... altrimenti sarebbe lui stesso un complice passivo del crimine, un ignavo, che sta a guardare senza fare nulla.
Quindi l'unico vero animalista per me è quello che vuole creare leggi per proteggere i diritti degli animali.
Tieni presente che il discorso di molti animalisti non è che non si debba mangiare carne, ma che l'allevamento intensivo deve essere proibito perché causa sofferenza agli animali.
In questi commenti leggo molti insulti e prese in giro, ma nessuno affronta la questione: perché i diritti degli umani si e diritti degli animali no? Non sono anche gli animali esseri senzienti, in particolare i mammiferi che uccidiamo, compresi i maiali che hanno delle capacità cognitive simili ai cani?
Potrei capire una risposta tipo "Non è una cosa bella, ma..." e invece la mentalità dell'italiano medio nemmeno riflette sul fatto che uccidere animali non sia una cosa bella. Chi lo fa notare viene deriso e insultato."
*https://www.youtube.com/watch?v=gJIR02yxGGA&lc=Ugz2QjWCdaiu72qNvYx4AaABAg.8r_N4wqB6LI8rrpK6BoMIL
**Modificato dall'autore il 27.02.2019 19:44**
Filosofia
La tecnica crea tecnici.
La filosofia crea filosofi.
L'intersezione tra la tecnica e la filosofia crea scienziati.
La filosofia crea filosofi.
L'intersezione tra la tecnica e la filosofia crea scienziati.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-04 18:56:01.0 alle 2019-01-04 18:56:01.0
> Sembra che il piano di Wakko sia sostanzialmente quello di togliere ogni ostacolo agli psicopatici: diritti umani, trattati internazionali, leggi, crocifissioni pubbliche politically correct, ecc ecc... tutte quelle cose che hanno finora impedito agli psicopatici atei di trasformarci in una società di lupi.


Wakko si starà forse spingendo troppo oltre il ciglio del precipizio, ma a me sembra che abbia iniziato a prendersela con la sinistra quando si è reso conto che essa si è legata a un piano, o a uno stile di governo se preferisci, che toglie libertà e diritti, usa i trattati internazionali per scavalcarli, impone il politicamente corretto per legge per negarli, organizza pubbliche crocifissioni di chi non è d'accordo.
Prima di tutto noi siamo individui e possediamo un'identità individuale.
Poi molti di noi siamo nati in un gruppo etnico e sentiamo di appartenervi in qualche misura anche quando siamo critici verso di essa, concorre a una identità estesa che pure essa ci definisce.
Poi siamo definiti da altre caratteristiche.
Il governo che hanno in mente le cosiddette elite prevede l'eliminazione delle prime due identità, quella individuale e quella nazionale, che sono d'ostacolo a metterlo in pratica.
Lo scopo delle elite è il potere. Neutralizzare ciò che impedisce loro di esercitare il potere. Poiché l'identità nazionale è loro d'ostacolo si sono ammantati di antinazionalismo, come se tuttora il nazionalismo detenesse il potere, e hanno trovato in ciò un alleato nella sinistra storicamente internazionalista.
Quello che è stupefacente come un vagone d'erba è quanti ingenui nella sinistra istruita e intellettuale si prestino al gioco senza vederne lo scopo.

Wakko si starà forse spingendo troppo oltre il ciglio del precipizio, ma a me sembra che abbia iniziato a prendersela con la sinistra quando si è reso conto che essa si è legata a un piano, o a uno stile di governo se preferisci, che toglie libertà e diritti, usa i trattati internazionali per scavalcarli, impone il politicamente corretto per legge per negarli, organizza pubbliche crocifissioni di chi non è d'accordo.
Prima di tutto noi siamo individui e possediamo un'identità individuale.
Poi molti di noi siamo nati in un gruppo etnico e sentiamo di appartenervi in qualche misura anche quando siamo critici verso di essa, concorre a una identità estesa che pure essa ci definisce.
Poi siamo definiti da altre caratteristiche.
Il governo che hanno in mente le cosiddette elite prevede l'eliminazione delle prime due identità, quella individuale e quella nazionale, che sono d'ostacolo a metterlo in pratica.
Lo scopo delle elite è il potere. Neutralizzare ciò che impedisce loro di esercitare il potere. Poiché l'identità nazionale è loro d'ostacolo si sono ammantati di antinazionalismo, come se tuttora il nazionalismo detenesse il potere, e hanno trovato in ciò un alleato nella sinistra storicamente internazionalista.
Quello che è stupefacente come un vagone d'erba è quanti ingenui nella sinistra istruita e intellettuale si prestino al gioco senza vederne lo scopo.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-04 18:36:48.0 alle 2019-01-04 18:36:48.0
> la sinistra è razionale
ma i sinistri no.
ma i sinistri no.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-04 17:01:30.0 alle 2019-01-04 17:01:30.0
Scritto da: Mattia
> Voglio iniziare il 2019 con un thread filosofico super saggio come solo Mattia sa fare.
>
> Partiremo da questo video, sottotitolato in italiano, che mi ha fornito uno spunto di riflessione.
>
>
>
> La prima reazione che ho avuto è stata: "questo è il solito bigotto che cerca di demonizzare chi non crede alle favole", poi ho ascoltato il video fino in fondo e in un passaggio ha detto una cosa che in effetti ha senso, ovvero "nell'atesimo non c'è niente che dica che essere psicopatici è una cosa irrazionale, anzi, il contrario.".
>
> Poi mi è venuta in mente l'affermazione che Wakko ha fatto più volte, ovvero: "Se segui i bei principi non riceverai nessun premio", che è l'argomentazione che tira fuori ogni volta che parli di morale e di etica.
>
> Allora mi sono reso conto che Jordan Peterson stava parlando di persone come Wakko... in effetti gli psicopatici possono essere addomesticati solo con le leggi e la religione: gli psicopatici, se fanno i bravi, lo fanno solo perché hanno paura delle conseguenze del loro comportamento.
>
> Vediamo di elaborare un po' il discorso.
>
> Una persona NON psicopatica non ha assolutamente bisogno di credere in DIO per capire che determinati comportamenti sono sbagliati, perché esiste un'etica laica migliore di quella cristiana: l'etica di sinistra.
>
> L'etica cristiana è anacronistica e antiliberale. L'etica di sinistra è simile a quella cristiana, ma ripulita da puttanate moralistiche antiliberali e anacronistiche. Queste ultime vengono anzi condannate dalla sinistra... tipo gli attacchi della Chiesa contro gli omosessuali e persone che obbiettivamente non fanno male a nessuno.
>
> Sono invece mantenuti gli elementi cristiani positivi, quelli che sono e saranno sempre validi: la pace, la solidarietà, la misericordia.
>
> Man mano che la religione ha perso potere e consenso, la sinistra ha guadagnato consenso e l'etica di sinistra ha sostituito la morale cattolica.
> L'etica di sinistra è migliore perché è ripulita dalle favolette su DIO, gli angeli e il paradiso, quindi non rincoglionisce le persone come faceva la religione.
> Le persone educate all'etica di sinistra non fanno le brave perché hanno paura di DIO, ma lo fanno per loro stesse, per la propria coscienza.
> Infatti il grande passo avanti è stato che si è passati dal riflettere sul bene e sul male in maniera dogmatica, al riflettere sul bene e sul male attraverso dei ragionamenti logici e razionali, che hanno portato a fanculizzare molti dei dogmi cristiani e conservatori.
> Il risultato è che le persone di sinistra ci credono realmente alla loro etica, perché logicamente e razionalmente quadra, a differenza di dogmi che ti arrivano da un anonimo dall'alto e che li devi accettare così come sono e basta.
>
> C'è poi un elemento dell'etica di sinistra che ha sostituito il giudizio divino ma svolge un ruolo simile... secondo voi qual'è?
>
> È quello per cui rosikano sia Wakko che Gatto, ovvero: quando fai il cattivo o dici una cosa cattiva, vieni crocifisso pubblicamente da una grossa massa di persone.
>
> Questo fa sì che anche chi non è di sinistra, anche gli psicopatici, abbiano un deterrente, perché tante persone messe insieme fanno paura tanto quanto DIO.
>
> Questo meccanismo funziona bene, perché se guardate molte persone che hanno attaccato pubblicamente gli omosessuali o altre categorie, il giorno dopo hanno ritirato le loro affermazioni... hanno capito che seguire quella strada non conviene.
> Il rispetto e la pace partono dal linguaggio, dalle parole... e il politicamente corretto è proprio questo.
> Una persona può anche prendere atto del fatto che Caio è obeso, ma non va in giro a dire che Caio è un ciccione di merda.
> Può prendere atto del fatto che gli africani commettano un numero di crimini più alto e che il loro QI medio è più basso, ma non va in giro a dire che gli africani sono scimmie e soprattutto non tratta ogni singolo africano come se fosse un criminale solo perché nel gruppo ci sono delinquenti.
>
> Posto che quindi la religione non è più necessaria perché c'è un'etica laica migliore, la riflessione di Jordan Peterson deve essere modificata in: "La distruzione della sinistra crea società di psicopatici".
>
> Ora, giusto per chiarire, è chiaro che nella sinistra ci sono delle derive che vanno combattute, tipo gli SJW e determinate sottocategorie delle femministe, ma voi davvero pensate che si possa sostituire la sinistra (i suoi fondamenti culturali) con una cultura opposta?
> Si può creare una sinistra che combatte gli SJW e le femministe vendicative, ma sciacquare via la sinistra equivale a creare una società di psicopatici.
> L'altra opzione è quella di ritornare nelle braccia della Chiesa... ma è questo quello che vogliamo?
>
> Quella fogna ideologica che Wakko spruzza nell'aria è esattamente ciò che Jordan Peterson teme: l'idea che essere psicopatici è una cosa conveniente e razionale, perché tanto se fai il bravo non riceverai nessun premio, ma è anzi possibile che fottendo e calpestando gli altri prima o poi ti comprerai una villetta. Quindi essere stronzi sembra razionale.
>
> Attualmente, all'interno dello stato ci pensano le leggi a creare deterrenti per gli psicopatici... ma cosa succede se uno psicopatico finisce al governo?
> Quello che vuole Wakko è che i governi delle nazioni possono fare quello che vogliono senza rendere conto a nessuno. Ed è qui che inizia il guaio: quando uno psicopatico ateo si trova in questa posizione può fare quello che vuole, perché non deve rispondere a nessuno delle proprie azioni.
> Una rete di trattati internazionali rende molto più difficile la distruzione dell'etica laica, perché una persona da sola non può decidere da un giorno all'altro di buttare nel cesso una civiltà che è stata costruita in diversi anni. È costretta a dover danzare con tutto il sistema.
>
> Sembra che il piano di Wakko sia sostanzialmente quello di togliere ogni ostacolo agli psicopatici: diritti umani, trattati internazionali, leggi, crocifissioni pubbliche politically correct, ecc ecc... tutte quelle cose che hanno finora impedito agli psicopatici atei di trasformarci in una società di lupi.
>
bravo admin
quando non scrivi cose da pervertito dici cose giuste
qualche insulto in più alla wakka e ti mettevo una stellina
solo una cosa
la sinistra e il cristianesimo non si assomigliano perché la sinistra è razionale non solo etica
la bontà cristiana è irrazionale l'idea può essere buona ma i cristiani non hanno alcuna idea di come gestire una società avanzata a differenta della sinistra liberale
> Voglio iniziare il 2019 con un thread filosofico super saggio come solo Mattia sa fare.
>
> Partiremo da questo video, sottotitolato in italiano, che mi ha fornito uno spunto di riflessione.
>
>
>
> La prima reazione che ho avuto è stata: "questo è il solito bigotto che cerca di demonizzare chi non crede alle favole", poi ho ascoltato il video fino in fondo e in un passaggio ha detto una cosa che in effetti ha senso, ovvero "nell'atesimo non c'è niente che dica che essere psicopatici è una cosa irrazionale, anzi, il contrario.".
>
> Poi mi è venuta in mente l'affermazione che Wakko ha fatto più volte, ovvero: "Se segui i bei principi non riceverai nessun premio", che è l'argomentazione che tira fuori ogni volta che parli di morale e di etica.
>
> Allora mi sono reso conto che Jordan Peterson stava parlando di persone come Wakko... in effetti gli psicopatici possono essere addomesticati solo con le leggi e la religione: gli psicopatici, se fanno i bravi, lo fanno solo perché hanno paura delle conseguenze del loro comportamento.
>
> Vediamo di elaborare un po' il discorso.
>
> Una persona NON psicopatica non ha assolutamente bisogno di credere in DIO per capire che determinati comportamenti sono sbagliati, perché esiste un'etica laica migliore di quella cristiana: l'etica di sinistra.
>
> L'etica cristiana è anacronistica e antiliberale. L'etica di sinistra è simile a quella cristiana, ma ripulita da puttanate moralistiche antiliberali e anacronistiche. Queste ultime vengono anzi condannate dalla sinistra... tipo gli attacchi della Chiesa contro gli omosessuali e persone che obbiettivamente non fanno male a nessuno.
>
> Sono invece mantenuti gli elementi cristiani positivi, quelli che sono e saranno sempre validi: la pace, la solidarietà, la misericordia.
>
> Man mano che la religione ha perso potere e consenso, la sinistra ha guadagnato consenso e l'etica di sinistra ha sostituito la morale cattolica.
> L'etica di sinistra è migliore perché è ripulita dalle favolette su DIO, gli angeli e il paradiso, quindi non rincoglionisce le persone come faceva la religione.
> Le persone educate all'etica di sinistra non fanno le brave perché hanno paura di DIO, ma lo fanno per loro stesse, per la propria coscienza.
> Infatti il grande passo avanti è stato che si è passati dal riflettere sul bene e sul male in maniera dogmatica, al riflettere sul bene e sul male attraverso dei ragionamenti logici e razionali, che hanno portato a fanculizzare molti dei dogmi cristiani e conservatori.
> Il risultato è che le persone di sinistra ci credono realmente alla loro etica, perché logicamente e razionalmente quadra, a differenza di dogmi che ti arrivano da un anonimo dall'alto e che li devi accettare così come sono e basta.
>
> C'è poi un elemento dell'etica di sinistra che ha sostituito il giudizio divino ma svolge un ruolo simile... secondo voi qual'è?
>
> È quello per cui rosikano sia Wakko che Gatto, ovvero: quando fai il cattivo o dici una cosa cattiva, vieni crocifisso pubblicamente da una grossa massa di persone.
>
> Questo fa sì che anche chi non è di sinistra, anche gli psicopatici, abbiano un deterrente, perché tante persone messe insieme fanno paura tanto quanto DIO.
>
> Questo meccanismo funziona bene, perché se guardate molte persone che hanno attaccato pubblicamente gli omosessuali o altre categorie, il giorno dopo hanno ritirato le loro affermazioni... hanno capito che seguire quella strada non conviene.
> Il rispetto e la pace partono dal linguaggio, dalle parole... e il politicamente corretto è proprio questo.
> Una persona può anche prendere atto del fatto che Caio è obeso, ma non va in giro a dire che Caio è un ciccione di merda.
> Può prendere atto del fatto che gli africani commettano un numero di crimini più alto e che il loro QI medio è più basso, ma non va in giro a dire che gli africani sono scimmie e soprattutto non tratta ogni singolo africano come se fosse un criminale solo perché nel gruppo ci sono delinquenti.
>
> Posto che quindi la religione non è più necessaria perché c'è un'etica laica migliore, la riflessione di Jordan Peterson deve essere modificata in: "La distruzione della sinistra crea società di psicopatici".
>
> Ora, giusto per chiarire, è chiaro che nella sinistra ci sono delle derive che vanno combattute, tipo gli SJW e determinate sottocategorie delle femministe, ma voi davvero pensate che si possa sostituire la sinistra (i suoi fondamenti culturali) con una cultura opposta?
> Si può creare una sinistra che combatte gli SJW e le femministe vendicative, ma sciacquare via la sinistra equivale a creare una società di psicopatici.
> L'altra opzione è quella di ritornare nelle braccia della Chiesa... ma è questo quello che vogliamo?
>
> Quella fogna ideologica che Wakko spruzza nell'aria è esattamente ciò che Jordan Peterson teme: l'idea che essere psicopatici è una cosa conveniente e razionale, perché tanto se fai il bravo non riceverai nessun premio, ma è anzi possibile che fottendo e calpestando gli altri prima o poi ti comprerai una villetta. Quindi essere stronzi sembra razionale.
>
> Attualmente, all'interno dello stato ci pensano le leggi a creare deterrenti per gli psicopatici... ma cosa succede se uno psicopatico finisce al governo?
> Quello che vuole Wakko è che i governi delle nazioni possono fare quello che vogliono senza rendere conto a nessuno. Ed è qui che inizia il guaio: quando uno psicopatico ateo si trova in questa posizione può fare quello che vuole, perché non deve rispondere a nessuno delle proprie azioni.
> Una rete di trattati internazionali rende molto più difficile la distruzione dell'etica laica, perché una persona da sola non può decidere da un giorno all'altro di buttare nel cesso una civiltà che è stata costruita in diversi anni. È costretta a dover danzare con tutto il sistema.
>
> Sembra che il piano di Wakko sia sostanzialmente quello di togliere ogni ostacolo agli psicopatici: diritti umani, trattati internazionali, leggi, crocifissioni pubbliche politically correct, ecc ecc... tutte quelle cose che hanno finora impedito agli psicopatici atei di trasformarci in una società di lupi.
>
bravo admin
quando non scrivi cose da pervertito dici cose giuste
qualche insulto in più alla wakka e ti mettevo una stellina
solo una cosa
la sinistra e il cristianesimo non si assomigliano perché la sinistra è razionale non solo etica
la bontà cristiana è irrazionale l'idea può essere buona ma i cristiani non hanno alcuna idea di come gestire una società avanzata a differenta della sinistra liberale
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-04 14:58:54.0 alle 2019-01-04 14:58:54.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > > > > >
> > > > > > Cioè?
> > > > >
> > > > > "La giustizia è l'utile del più forte"
> > > > >
> > > > > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > > > > --
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasimaco 
> > > > >
> > > > > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> > > > >
> > > > > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
> > > >
> > > > Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
> > >
> > > Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
> >
> > Ma forse chiedevi sul perché non sia mai stato confutato.
>
> Chiedevo quale fosse il punto di vista di Trasimaco e come andava interpretato in questo contesto, ovvero in che modo risponde a ciò che io ho scritto nel post di apertura.
Quelli che tu chiami psicopatici sono in minima parte veri psicopatici. Non penso che Wakko sia uno psicopatico
cioè incapace di provare emozioni per gli altri. In gran parte sono scettici e cinici, cioè idealisti delusi.
Ora non è chiaro, e nessuno può dire, se Trasimaco sostenesse che davvero la giustizia dev'essere l'utile del più forte, o se la sua fosse una sconsolata constatazione. La stessa posizione di Platone non è chiara, introduce il punto di vista di Trasimaco e lo fa liquidare brevemente da Socrate, con argomenti francamente inconsistenti. C'è chi sostiene che Platone praticasse la scrittura reticente, presentando argomenti socialmente scorretti per confurarli immediatamente con risposte virtuose senza senso: ma intanto l'argomento scomodo veniva alla luce.
> Scritto da:
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > > > > >
> > > > > > Cioè?
> > > > >
> > > > > "La giustizia è l'utile del più forte"
> > > > >
> > > > > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > > > > --

> > > > >
> > > > > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> > > > >
> > > > > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
> > > >
> > > > Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
> > >
> > > Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
> >
> > Ma forse chiedevi sul perché non sia mai stato confutato.
>
> Chiedevo quale fosse il punto di vista di Trasimaco e come andava interpretato in questo contesto, ovvero in che modo risponde a ciò che io ho scritto nel post di apertura.
Quelli che tu chiami psicopatici sono in minima parte veri psicopatici. Non penso che Wakko sia uno psicopatico
cioè incapace di provare emozioni per gli altri. In gran parte sono scettici e cinici, cioè idealisti delusi.Ora non è chiaro, e nessuno può dire, se Trasimaco sostenesse che davvero la giustizia dev'essere l'utile del più forte, o se la sua fosse una sconsolata constatazione. La stessa posizione di Platone non è chiara, introduce il punto di vista di Trasimaco e lo fa liquidare brevemente da Socrate, con argomenti francamente inconsistenti. C'è chi sostiene che Platone praticasse la scrittura reticente, presentando argomenti socialmente scorretti per confurarli immediatamente con risposte virtuose senza senso: ma intanto l'argomento scomodo veniva alla luce.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-04 14:48:50.0 alle 2019-01-04 14:48:50.0
Scritto da: SAMURAI
> Ma anche l'ateismo, in fondo in fondo è una fede: si vuole credere di non credere. Io preferisco i filosofi che cercano di capire l'uomo e il mondo. Gli atei, come i religiosi sono troppo limitati -nelle loro ideologie- per me.....
Quoto.
> Ma anche l'ateismo, in fondo in fondo è una fede: si vuole credere di non credere. Io preferisco i filosofi che cercano di capire l'uomo e il mondo. Gli atei, come i religiosi sono troppo limitati -nelle loro ideologie- per me.....

Quoto.
Filosofia
Scritto da
SAMURAI
L'Ostinato
il 2019-01-04 12:02:11.0 alle 2019-01-04 12:02:11.0
Trollate totali: 6492
Ma anche l'ateismo, in fondo in fondo è una fede: si vuole credere di non credere. Io preferisco i filosofi che cercano di capire l'uomo e il mondo. Gli atei, come i religiosi sono troppo limitati -nelle loro ideologie- per me.....
Filosofia
Scritto da:
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > > > >
> > > > > Cioè?
> > > >
> > > > "La giustizia è l'utile del più forte"
> > > >
> > > > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > > > --
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasimaco 
> > > >
> > > > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> > > >
> > > > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
> > >
> > > Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
> >
> > Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
>
> Ma forse chiedevi sul perché non sia mai stato confutato.
Chiedevo quale fosse il punto di vista di Trasimaco e come andava interpretato in questo contesto, ovvero in che modo risponde a ciò che io ho scritto nel post di apertura.
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > > > >
> > > > > Cioè?
> > > >
> > > > "La giustizia è l'utile del più forte"
> > > >
> > > > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > > > --

> > > >
> > > > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> > > >
> > > > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
> > >
> > > Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
> >
> > Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
>
> Ma forse chiedevi sul perché non sia mai stato confutato.
Chiedevo quale fosse il punto di vista di Trasimaco e come andava interpretato in questo contesto, ovvero in che modo risponde a ciò che io ho scritto nel post di apertura.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-04 01:21:49.0 alle 2019-01-04 01:21:49.0
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > > >
> > > > Cioè?
> > >
> > > "La giustizia è l'utile del più forte"
> > >
> > > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > > --
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasimaco 
> > >
> > > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> > >
> > > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
> >
> > Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
>
> Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
Ma forse chiedevi sul perché non sia mai stato confutato.
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > > >
> > > > Cioè?
> > >
> > > "La giustizia è l'utile del più forte"
> > >
> > > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > > --

> > >
> > > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> > >
> > > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
> >
> > Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
>
> Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
Ma forse chiedevi sul perché non sia mai stato confutato.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-03 19:07:41.0 alle 2019-01-03 19:07:41.0
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > >
> > > Cioè?
> >
> > "La giustizia è l'utile del più forte"
> >
> > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > --
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasimaco 
> >
> > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> >
> > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
>
> Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
> Il punto di questo thread è la giustizia, cioè quella serie di norme palesi che servono a proteggere la vita, la dignità e la proprietà degli individui.
>
> Per gli psicopatici queste cose sono inesistenti e "nessuno ti darà un premio per aver fatto il bravo".
>
> Che si tratti una società urbanizzata e in crescita o una società di campagna come piace a te, la questione non cambia: entrambe le società hanno bisogno della giustizia, in entrambe deve essere illegale uccidere.
>
> È ovvio che il discorso che facevo io non è che sei uno psicopatico se non paghi il parcheggio comunale, perché su queste sono norme relative e io potrei per esempio dire che è assurdo che lo stato faccia cassa su queste, ma allo stesso tempo constatare che il pagamento serve a fare in modo che le persone parcheggino per un tempo breve o comunque non infinito.
>
> Le leggi non hanno lo scopo di fare i comodi del governo, ma di far funzionare in qualche modo la società. Ovvio che i politici cercano di far quadrare anche i loro conti, ma non è che la leggi vadano soltanto a loro vantaggio, salvo fatto per leggi che sono palesemente scritte in malafede.
>
> La giustizia serve a fare in modo che non siamo carne da macello e le norme civili servono a creare un ordine entro il quale la società si muove, al fine di evitare il caos.
>
> Le norme civili sono discutibili, la giustizia molto meno, perché le norme che rientrano nel campo della giustizia sono palesi: si possono cambiare delle virgole, ma non si possono cestinare.
> Perciò i concetti essenziali andrebbero scritti sulla pietra.
>
> In quanto a te... più discuto con te e più mi fai pensare che la tua idea di società sia la NON società.
> Infatti ogni società alla base è tenuta in piedi in qualche modo da chi ne fa parte.
> Il modello che è stato generalmente adottato è quello del "pagate le tasse e poi ci pensiamo noi", che è un'alternativa rispetto a "portiamo via la spazzatura del condominio a turni".
>
> Il secondo modello richiede il tuo tempo, il primo i tuoi soldi (che poi vengono dati a chi porta via la spazzatura di tutti i condomini a tempo pieno).
>
> Avevo sentito la storia di un comune italiano in cui la gente si era rotta il cazzo di pagare le tasse per non avere servizi di qualità in cambio... e allora fecero una cosa da persone mature: smisero di pagare le tasse e si organizzarono tra loro per seguire il modello del "ci arrangiamo da soli e ci mettiamo il nostro tempo".
>
> Questa è una cosa che può avere un senso, a differenza di "non pago le tasso e me ne lavo le mani".
> Questo comportamento, se seguito da troppe persone, diventa la "non società".
> Se tu pensi di poter evadere le tasse, allora perché non possono farlo anche tutti gli altri?
>
> Facciamo che nessuno le paga e poi tutto si ferma? È questo quello che vuoi?
>
> Mi ero dimenticato di risponderti a quel post in cui dicevi che i popoli mediterranei erano più svegli di quelli del nord, visto che sarebbero più scettici nei confronti del potere e quindi (proprio per questo) sarebbero disobbedienti.
>
> Non è che i popoli del nord siano ingenui e non sappiano che c'è del marcio nella politica. Semplicemente sanno che a prescindere da quanto stronzi sono certi politici, la baracca deve funzionare... e i popoli del nord la fanno funzionare bene.
> Inoltre, può darsi che i nordici abbiano capito che l'abuso di potere è un problema sistemico di ogni forma di potere, ma che un potere comunque ci vuole per governare la società.
>
> Quindi paghiamo le tasse, facciamo i bravi, facciamo funzionare la società e i suoi vari apparati e poi ogni tanto mettiamo in galera qualcheduno... tipo qualche politico che si è preso le mazzette.
>
> I popoli del meditarraneo invece sono talmente svegli che oltre ad avere politici di merda hanno anche una società che non funziona.
>
>
>
>
>
>
>
>
> Scritto da:
> > > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> > >
> > > Cioè?
> >
> > "La giustizia è l'utile del più forte"
> >
> > La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> > --

> >
> > Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
> >
> > Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
>
> Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
Mi hai chiesto del punto di vista di Trasimaco e io l'ho esposto, così come lo interpreto.
> Il punto di questo thread è la giustizia, cioè quella serie di norme palesi che servono a proteggere la vita, la dignità e la proprietà degli individui.
>
> Per gli psicopatici queste cose sono inesistenti e "nessuno ti darà un premio per aver fatto il bravo".
>
> Che si tratti una società urbanizzata e in crescita o una società di campagna come piace a te, la questione non cambia: entrambe le società hanno bisogno della giustizia, in entrambe deve essere illegale uccidere.
>
> È ovvio che il discorso che facevo io non è che sei uno psicopatico se non paghi il parcheggio comunale, perché su queste sono norme relative e io potrei per esempio dire che è assurdo che lo stato faccia cassa su queste, ma allo stesso tempo constatare che il pagamento serve a fare in modo che le persone parcheggino per un tempo breve o comunque non infinito.
>
> Le leggi non hanno lo scopo di fare i comodi del governo, ma di far funzionare in qualche modo la società. Ovvio che i politici cercano di far quadrare anche i loro conti, ma non è che la leggi vadano soltanto a loro vantaggio, salvo fatto per leggi che sono palesemente scritte in malafede.
>
> La giustizia serve a fare in modo che non siamo carne da macello e le norme civili servono a creare un ordine entro il quale la società si muove, al fine di evitare il caos.
>
> Le norme civili sono discutibili, la giustizia molto meno, perché le norme che rientrano nel campo della giustizia sono palesi: si possono cambiare delle virgole, ma non si possono cestinare.
> Perciò i concetti essenziali andrebbero scritti sulla pietra.
>
> In quanto a te... più discuto con te e più mi fai pensare che la tua idea di società sia la NON società.
> Infatti ogni società alla base è tenuta in piedi in qualche modo da chi ne fa parte.
> Il modello che è stato generalmente adottato è quello del "pagate le tasse e poi ci pensiamo noi", che è un'alternativa rispetto a "portiamo via la spazzatura del condominio a turni".
>
> Il secondo modello richiede il tuo tempo, il primo i tuoi soldi (che poi vengono dati a chi porta via la spazzatura di tutti i condomini a tempo pieno).
>
> Avevo sentito la storia di un comune italiano in cui la gente si era rotta il cazzo di pagare le tasse per non avere servizi di qualità in cambio... e allora fecero una cosa da persone mature: smisero di pagare le tasse e si organizzarono tra loro per seguire il modello del "ci arrangiamo da soli e ci mettiamo il nostro tempo".
>
> Questa è una cosa che può avere un senso, a differenza di "non pago le tasso e me ne lavo le mani".
> Questo comportamento, se seguito da troppe persone, diventa la "non società".
> Se tu pensi di poter evadere le tasse, allora perché non possono farlo anche tutti gli altri?
>
> Facciamo che nessuno le paga e poi tutto si ferma? È questo quello che vuoi?
>
> Mi ero dimenticato di risponderti a quel post in cui dicevi che i popoli mediterranei erano più svegli di quelli del nord, visto che sarebbero più scettici nei confronti del potere e quindi (proprio per questo) sarebbero disobbedienti.
>
> Non è che i popoli del nord siano ingenui e non sappiano che c'è del marcio nella politica. Semplicemente sanno che a prescindere da quanto stronzi sono certi politici, la baracca deve funzionare... e i popoli del nord la fanno funzionare bene.
> Inoltre, può darsi che i nordici abbiano capito che l'abuso di potere è un problema sistemico di ogni forma di potere, ma che un potere comunque ci vuole per governare la società.
>
> Quindi paghiamo le tasse, facciamo i bravi, facciamo funzionare la società e i suoi vari apparati e poi ogni tanto mettiamo in galera qualcheduno... tipo qualche politico che si è preso le mazzette.
>
> I popoli del meditarraneo invece sono talmente svegli che oltre ad avere politici di merda hanno anche una società che non funziona.

>
>
>
>
>
>
>
>
Filosofia
Scritto da:
> > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> >
> > Cioè?
>
> "La giustizia è l'utile del più forte"
>
> La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> --
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasimaco 
>
> Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
>
> Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
Il punto di questo thread è la giustizia, cioè quella serie di norme palesi che servono a proteggere la vita, la dignità e la proprietà degli individui.
Per gli psicopatici queste cose sono inesistenti e "nessuno ti darà un premio per aver fatto il bravo".
Che si tratti una società urbanizzata e in crescita o una società di campagna come piace a te, la questione non cambia: entrambe le società hanno bisogno della giustizia, in entrambe deve essere illegale uccidere.
È ovvio che il discorso che facevo io non è che sei uno psicopatico se non paghi il parcheggio comunale, perché su queste sono norme relative e io potrei per esempio dire che è assurdo che lo stato faccia cassa su queste, ma allo stesso tempo constatare che il pagamento serve a fare in modo che le persone parcheggino per un tempo breve o comunque non infinito.
Le leggi non hanno lo scopo di fare i comodi del governo, ma di far funzionare in qualche modo la società. Ovvio che i politici cercano di far quadrare anche i loro conti, ma non è che la leggi vadano soltanto a loro vantaggio, salvo fatto per leggi che sono palesemente scritte in malafede.
La giustizia serve a fare in modo che non siamo carne da macello e le norme civili servono a creare un ordine entro il quale la società si muove, al fine di evitare il caos.
Le norme civili sono discutibili, la giustizia molto meno, perché le norme che rientrano nel campo della giustizia sono palesi: si possono cambiare delle virgole, ma non si possono cestinare.
Perciò i concetti essenziali andrebbero scritti sulla pietra.
In quanto a te... più discuto con te e più mi fai pensare che la tua idea di società sia la NON società.
Infatti ogni società alla base è tenuta in piedi in qualche modo da chi ne fa parte.
Il modello che è stato generalmente adottato è quello del "pagate le tasse e poi ci pensiamo noi", che è un'alternativa rispetto a "portiamo via la spazzatura del condominio a turni".
Il secondo modello richiede il tuo tempo, il primo i tuoi soldi (che poi vengono dati a chi porta via la spazzatura di tutti i condomini a tempo pieno).
Avevo sentito la storia di un comune italiano in cui la gente si era rotta il cazzo di pagare le tasse per non avere servizi di qualità in cambio... e allora fecero una cosa da persone mature: smisero di pagare le tasse e si organizzarono tra loro per seguire il modello del "ci arrangiamo da soli e ci mettiamo il nostro tempo".
Questa è una cosa che può avere un senso, a differenza di "non pago le tasso e me ne lavo le mani".
Questo comportamento, se seguito da troppe persone, diventa la "non società".
Se tu pensi di poter evadere le tasse, allora perché non possono farlo anche tutti gli altri?
Facciamo che nessuno le paga e poi tutto si ferma? È questo quello che vuoi?
Mi ero dimenticato di risponderti a quel post in cui dicevi che i popoli mediterranei erano più svegli di quelli del nord, visto che sarebbero più scettici nei confronti del potere e quindi (proprio per questo) sarebbero disobbedienti.
Non è che i popoli del nord siano ingenui e non sappiano che c'è del marcio nella politica. Semplicemente sanno che a prescindere da quanto stronzi sono certi politici, la baracca deve funzionare... e i popoli del nord la fanno funzionare bene.
Inoltre, può darsi che i nordici abbiano capito che l'abuso di potere è un problema sistemico di ogni forma di potere, ma che un potere comunque ci vuole per governare la società.
Quindi paghiamo le tasse, facciamo i bravi, facciamo funzionare la società e i suoi vari apparati e poi ogni tanto mettiamo in galera qualcheduno... tipo qualche politico che si è preso le mazzette.
I popoli del meditarraneo invece sono talmente svegli che oltre ad avere politici di merda hanno anche una società che non funziona.
> > > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
> >
> > Cioè?
>
> "La giustizia è l'utile del più forte"
>
> La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
> --

>
> Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
>
> Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
Sto cercando di cogliere il punto, ma non riesco a contestualizzarlo con il discorso.
Il punto di questo thread è la giustizia, cioè quella serie di norme palesi che servono a proteggere la vita, la dignità e la proprietà degli individui.
Per gli psicopatici queste cose sono inesistenti e "nessuno ti darà un premio per aver fatto il bravo".
Che si tratti una società urbanizzata e in crescita o una società di campagna come piace a te, la questione non cambia: entrambe le società hanno bisogno della giustizia, in entrambe deve essere illegale uccidere.
È ovvio che il discorso che facevo io non è che sei uno psicopatico se non paghi il parcheggio comunale, perché su queste sono norme relative e io potrei per esempio dire che è assurdo che lo stato faccia cassa su queste, ma allo stesso tempo constatare che il pagamento serve a fare in modo che le persone parcheggino per un tempo breve o comunque non infinito.
Le leggi non hanno lo scopo di fare i comodi del governo, ma di far funzionare in qualche modo la società. Ovvio che i politici cercano di far quadrare anche i loro conti, ma non è che la leggi vadano soltanto a loro vantaggio, salvo fatto per leggi che sono palesemente scritte in malafede.
La giustizia serve a fare in modo che non siamo carne da macello e le norme civili servono a creare un ordine entro il quale la società si muove, al fine di evitare il caos.
Le norme civili sono discutibili, la giustizia molto meno, perché le norme che rientrano nel campo della giustizia sono palesi: si possono cambiare delle virgole, ma non si possono cestinare.
Perciò i concetti essenziali andrebbero scritti sulla pietra.
In quanto a te... più discuto con te e più mi fai pensare che la tua idea di società sia la NON società.
Infatti ogni società alla base è tenuta in piedi in qualche modo da chi ne fa parte.
Il modello che è stato generalmente adottato è quello del "pagate le tasse e poi ci pensiamo noi", che è un'alternativa rispetto a "portiamo via la spazzatura del condominio a turni".
Il secondo modello richiede il tuo tempo, il primo i tuoi soldi (che poi vengono dati a chi porta via la spazzatura di tutti i condomini a tempo pieno).
Avevo sentito la storia di un comune italiano in cui la gente si era rotta il cazzo di pagare le tasse per non avere servizi di qualità in cambio... e allora fecero una cosa da persone mature: smisero di pagare le tasse e si organizzarono tra loro per seguire il modello del "ci arrangiamo da soli e ci mettiamo il nostro tempo".
Questa è una cosa che può avere un senso, a differenza di "non pago le tasso e me ne lavo le mani".
Questo comportamento, se seguito da troppe persone, diventa la "non società".
Se tu pensi di poter evadere le tasse, allora perché non possono farlo anche tutti gli altri?
Facciamo che nessuno le paga e poi tutto si ferma? È questo quello che vuoi?
Mi ero dimenticato di risponderti a quel post in cui dicevi che i popoli mediterranei erano più svegli di quelli del nord, visto che sarebbero più scettici nei confronti del potere e quindi (proprio per questo) sarebbero disobbedienti.
Non è che i popoli del nord siano ingenui e non sappiano che c'è del marcio nella politica. Semplicemente sanno che a prescindere da quanto stronzi sono certi politici, la baracca deve funzionare... e i popoli del nord la fanno funzionare bene.
Inoltre, può darsi che i nordici abbiano capito che l'abuso di potere è un problema sistemico di ogni forma di potere, ma che un potere comunque ci vuole per governare la società.
Quindi paghiamo le tasse, facciamo i bravi, facciamo funzionare la società e i suoi vari apparati e poi ogni tanto mettiamo in galera qualcheduno... tipo qualche politico che si è preso le mazzette.
I popoli del meditarraneo invece sono talmente svegli che oltre ad avere politici di merda hanno anche una società che non funziona.

Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-02 14:58:36.0 alle 2019-01-02 14:58:36.0
> > Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
>
> Cioè?
"La giustizia è l'utile del più forte"
La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
--
https://it.wikipedia.org/wiki/Trasimaco 
Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
>
> Cioè?
"La giustizia è l'utile del più forte"
La tesi di Trasimaco ruota attorno ad una visione utilitaristica della giustizia, articolata in due tesi: dapprima egli sostiene che «il giusto (dikaion) è l'utile (sympheron) del più forte», mentre in seguito, nello sviluppo del discorso, aggiunge che «la giustizia è un bene altrui». Ogni governo, infatti, promulga le leggi in base al proprio utile, e in base al proprio utile stabilisce quindi cosa sia giusto per i sudditi, punendo i trasgressori di conseguenza. È così che i regimi tirannici promulganno leggi tiranniche, le democrazie leggi democratiche, e via dicendo, secondo il proprio bene. D'altra parte, però, ne risulta che la legge reca danno a chi obbedisce, poiché osservandole, e quindi perpetrando l'utile di chi comanda, i sudditi faranno del bene ai potenti, rendendo felici loro e non certo se stessi.
--

Però è mia sensazione che Trasimaco non sostenesse in senso normativo la tesi che Platone gli fa enunciare, ma che - almeno il Trasimaco platonico - la esponga da un punto di vista scettico. Questo perché io ci sono arrivato da un punto di vista scettico, cioè: certi parlano tanto di giustizia, ma quando si arriva al dunque perseguono il proprio utile come tutti; i potenti hanno interesse a che i loro interessi, che proteggono con le loro leggi, siano chiamati giustizia.
Essendo un sostenitore e difensore di cose e valori attualmente in regresso, sono giunto abbastanza precocemente a concludere che gli argomenti con cui i progressisti, autori e fautori di questo regresso, lo giustifichino siano solo parole belle condite, e ciò mi porta vicino alle conclusioni del Trasimaco platonico.
Filosofia
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Voglio iniziare il 2019 con un thread filosofico super saggio come solo Mattia sa fare.
> >
> > Partiremo da questo video, sottotitolato in italiano, che mi ha fornito uno spunto di riflessione.
> >
> >
> >
> > La prima reazione che ho avuto è stata: "questo è il solito bigotto che cerca di demonizzare chi non crede alle favole", poi ho ascoltato il video fino in fondo e in un passaggio ha detto una cosa che in effetti ha senso, ovvero "nell'atesimo non c'è niente che dica che essere psicopatici è una cosa irrazionale, anzi, il contrario.".
> >
> > Poi mi è venuta in mente l'affermazione che Wakko ha fatto più volte, ovvero: "Se segui i bei principi non riceverai nessun premio", che è l'argomentazione che tira fuori ogni volta che parli di morale e di etica.
> >
> > Allora mi sono reso conto che Jordan Peterson stava parlando di persone come Wakko... in effetti gli psicopatici possono essere addomesticati solo con le leggi e la religione: gli psicopatici, se fanno i bravi, lo fanno solo perché hanno paura delle conseguenze del loro comportamento.
> >
> > Vediamo di elaborare un po' il discorso.
> >
> > Una persona NON psicopatica non ha assolutamente bisogno di credere in DIO per capire che determinati comportamenti sono sbagliati, perché esiste un'etica laica migliore di quella cristiana: l'etica di sinistra.
>
> Se dicevi etica liberale ci poteva stare.
Dipende cosa si intende con "etica liberale".
Il liberalismo classico non è molto cristiano, perché la sua idea da quel che ho capito è/era di concedere diversi diritti negativi ai cittadini (quelli che hai perché il governo non fa nulla per impedire l'esercizio della tua libertà), ma non è/era molto favorevole ai diritti positivi (quelli che hai perché lo stato fa qualcosa per aiutarti e per impedire che si vengano a creare gruppi di potere privati che danneggiano i cittadini in maniera simile ai governi autoritari).
L'etica del liberalismo classico, portata ai massimi estremi, è che nell'esercizio della tua libertà puoi diventare super ricco o super povero e quindi morire di fame o morire davanti a un ospedale perché la tua carta di credito è scaduta.
Lo stato non può fare niente per impedire al super ricco di diventare un "dittatore" e non deve fare niente per aiutare il super povero... perché il super povero ha usato male la sua libertà e ha fallito, mentre il super ricco ha usato bene la sua libertà e quindi deve poter fare quello che vuole.
Il liberalismo classico è un'ideologia storicamente borghese e che fa l'interesse dei ricchi, dei potenti, della banche, delle multinazionali, a discapito delle persone più deboli.
Il PD e il partito di Macron sono sull'onda del liberalismo classico.
Il liberalismo sociale, differentemente da quello classico, è meno liberista ed è convenzionalmente collocato a sinistra. Questa forma di liberalismo ritiene che i diritti positivi siano necessari per evitare la disuguaglianze.
È più vicino ai valori cristiani rispetto a quello classico, perché ritiene che abbandondare i poveri o lasciarti morire davanti a un ospedale sia una cosa incivile, mentre la mentalità storica dei liberali classici è che lo stato non deve ucciderti ma nemmeno soccorrerti se non hai la carta di credito in tasca.
Come ho già detto, per me la strada da seguire è il liberalismo sociale, non il liberalismo classico, anche perché altrimenti gli stati autoritari vengono sostituiti da soggetti economici che possono schiacciare i deboli in maniera simile a ciò che avviene uno stato autoritario.
Lo stato liberale quindi non deve soltanto limitarsi a non essere prepotente, ma anche evitare che i privati possano fare i prepotenti.
Solo in questo modo i cittadini comuni possono sentirsi realmente liberi e tutelati.
Il liberalismo sociale è di sinistra per definizione, quindi io sono di sinistra.
> Dal punto di vista filosofico la questione è difficile. Bertrand Russel si chiede: se tutto è lecito purché la maggioranza lo voglia, perché non il cannibalismo? Difficile dare una risposta restando nel campo della logica.
È un modo semplificato di interpretare la democrazia.
La democrazia così come da noi intesa è la democrazia liberale, che discende dallo stato liberale, che nelle sue prime versioni era uno stato in cui il potere del ré era limitato da una costituzione, da un parlamento e dalla tripartizione dei poteri.
Gli stati liberali si sono gradualmente evoluti in democrazia liberali: il popolo ha sotituito il ré, ma il resto è rimasto così com'era. Ovvero, il popolo ha poteri limitati, proprio come il ré.
La risposta logica alla domanda di Bertrand Russel è che alla base di questo sistema c'è una civiltà che non può essere messa in discussione senza rinnegare il sistema stesso.
Se il 50%+1 del popolo potesse liberamente stabilire che il cannibalismo è lecito, allora potrebbe a questo punto decidere di cannibalizzare l'opposizione, facendo perdere del tutto il senso alla democrazia liberale, che per sua natura prevede che l'opposizione abbia il diritto di esistere.
I cittadini in generale hanno diritti inviolabili che nessuna maggioranza può violare.
La regola del "la maggioranza decide" è solo una delle tante regole che caratterizza questo complesso sistema, ed è un regola che entra in conflitto con tante altre.
Un'altra regola è che ogni cittadino ha dei dei diritti inviolabili, che nessuna maggioranza può mettere in discussione.
I cittadini danno un indirizzo politico al paese, ma poi entrano in gioco anche le istituzioni di garanzia, il presidente delle repubblica, i tecnici, ecc ecc...
Bhe, ma questa è una cosa ovvia, altrimenti i cittadini potrebbero votare che 2 + 2 = 5 e la matematica dovrebbe essere rifatta solo perché il popolo ha deciso così.
Il popolo può anche votare una legge che dice che ci devono essere puttane gratis per tutti 24h su 24 e 7 giorni su 7, ma poi i tecnici devono spiegare che i soldi per fare questo non ci sono e che quindi ciò che ha votato il popolo è irrealizzabile.
Gli analfabeti funzionali che invadono il web però sembrano non capire questi discorsi elementari...
> Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
Cioè?
**Modificato dall'autore il 02.01.2019 04:10**
> Scritto da: Mattia
> > Voglio iniziare il 2019 con un thread filosofico super saggio come solo Mattia sa fare.
> >
> > Partiremo da questo video, sottotitolato in italiano, che mi ha fornito uno spunto di riflessione.
> >
> >
> >
> > La prima reazione che ho avuto è stata: "questo è il solito bigotto che cerca di demonizzare chi non crede alle favole", poi ho ascoltato il video fino in fondo e in un passaggio ha detto una cosa che in effetti ha senso, ovvero "nell'atesimo non c'è niente che dica che essere psicopatici è una cosa irrazionale, anzi, il contrario.".
> >
> > Poi mi è venuta in mente l'affermazione che Wakko ha fatto più volte, ovvero: "Se segui i bei principi non riceverai nessun premio", che è l'argomentazione che tira fuori ogni volta che parli di morale e di etica.
> >
> > Allora mi sono reso conto che Jordan Peterson stava parlando di persone come Wakko... in effetti gli psicopatici possono essere addomesticati solo con le leggi e la religione: gli psicopatici, se fanno i bravi, lo fanno solo perché hanno paura delle conseguenze del loro comportamento.
> >
> > Vediamo di elaborare un po' il discorso.
> >
> > Una persona NON psicopatica non ha assolutamente bisogno di credere in DIO per capire che determinati comportamenti sono sbagliati, perché esiste un'etica laica migliore di quella cristiana: l'etica di sinistra.
>
> Se dicevi etica liberale ci poteva stare.
Dipende cosa si intende con "etica liberale".
Il liberalismo classico non è molto cristiano, perché la sua idea da quel che ho capito è/era di concedere diversi diritti negativi ai cittadini (quelli che hai perché il governo non fa nulla per impedire l'esercizio della tua libertà), ma non è/era molto favorevole ai diritti positivi (quelli che hai perché lo stato fa qualcosa per aiutarti e per impedire che si vengano a creare gruppi di potere privati che danneggiano i cittadini in maniera simile ai governi autoritari).
L'etica del liberalismo classico, portata ai massimi estremi, è che nell'esercizio della tua libertà puoi diventare super ricco o super povero e quindi morire di fame o morire davanti a un ospedale perché la tua carta di credito è scaduta.
Lo stato non può fare niente per impedire al super ricco di diventare un "dittatore" e non deve fare niente per aiutare il super povero... perché il super povero ha usato male la sua libertà e ha fallito, mentre il super ricco ha usato bene la sua libertà e quindi deve poter fare quello che vuole.
Il liberalismo classico è un'ideologia storicamente borghese e che fa l'interesse dei ricchi, dei potenti, della banche, delle multinazionali, a discapito delle persone più deboli.
Il PD e il partito di Macron sono sull'onda del liberalismo classico.
Il liberalismo sociale, differentemente da quello classico, è meno liberista ed è convenzionalmente collocato a sinistra. Questa forma di liberalismo ritiene che i diritti positivi siano necessari per evitare la disuguaglianze.
È più vicino ai valori cristiani rispetto a quello classico, perché ritiene che abbandondare i poveri o lasciarti morire davanti a un ospedale sia una cosa incivile, mentre la mentalità storica dei liberali classici è che lo stato non deve ucciderti ma nemmeno soccorrerti se non hai la carta di credito in tasca.
Come ho già detto, per me la strada da seguire è il liberalismo sociale, non il liberalismo classico, anche perché altrimenti gli stati autoritari vengono sostituiti da soggetti economici che possono schiacciare i deboli in maniera simile a ciò che avviene uno stato autoritario.
Lo stato liberale quindi non deve soltanto limitarsi a non essere prepotente, ma anche evitare che i privati possano fare i prepotenti.
Solo in questo modo i cittadini comuni possono sentirsi realmente liberi e tutelati.
Il liberalismo sociale è di sinistra per definizione, quindi io sono di sinistra.
> Dal punto di vista filosofico la questione è difficile. Bertrand Russel si chiede: se tutto è lecito purché la maggioranza lo voglia, perché non il cannibalismo? Difficile dare una risposta restando nel campo della logica.
È un modo semplificato di interpretare la democrazia.
La democrazia così come da noi intesa è la democrazia liberale, che discende dallo stato liberale, che nelle sue prime versioni era uno stato in cui il potere del ré era limitato da una costituzione, da un parlamento e dalla tripartizione dei poteri.
Gli stati liberali si sono gradualmente evoluti in democrazia liberali: il popolo ha sotituito il ré, ma il resto è rimasto così com'era. Ovvero, il popolo ha poteri limitati, proprio come il ré.
La risposta logica alla domanda di Bertrand Russel è che alla base di questo sistema c'è una civiltà che non può essere messa in discussione senza rinnegare il sistema stesso.
Se il 50%+1 del popolo potesse liberamente stabilire che il cannibalismo è lecito, allora potrebbe a questo punto decidere di cannibalizzare l'opposizione, facendo perdere del tutto il senso alla democrazia liberale, che per sua natura prevede che l'opposizione abbia il diritto di esistere.
I cittadini in generale hanno diritti inviolabili che nessuna maggioranza può violare.
La regola del "la maggioranza decide" è solo una delle tante regole che caratterizza questo complesso sistema, ed è un regola che entra in conflitto con tante altre.
Un'altra regola è che ogni cittadino ha dei dei diritti inviolabili, che nessuna maggioranza può mettere in discussione.
I cittadini danno un indirizzo politico al paese, ma poi entrano in gioco anche le istituzioni di garanzia, il presidente delle repubblica, i tecnici, ecc ecc...
Bhe, ma questa è una cosa ovvia, altrimenti i cittadini potrebbero votare che 2 + 2 = 5 e la matematica dovrebbe essere rifatta solo perché il popolo ha deciso così.
Il popolo può anche votare una legge che dice che ci devono essere puttane gratis per tutti 24h su 24 e 7 giorni su 7, ma poi i tecnici devono spiegare che i soldi per fare questo non ci sono e che quindi ciò che ha votato il popolo è irrealizzabile.
Gli analfabeti funzionali che invadono il web però sembrano non capire questi discorsi elementari...
> Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
Cioè?
**Modificato dall'autore il 02.01.2019 04:10**
Filosofia
Scritto da: Mattia
> Volevo postarlo nella sezione politica, ma è diventato un altro pistolotto filosofico, quindi...
>
> Trovo che molte idee che si sono diffuse per dare una risposta a questa domanda siano un po' ingenue e non colgono il punto fondamentale.
>
> Molti sostengono che sia dovuto a oscuri gudagni monetari... può essere anche vero per ALCUNE persone, tipo quelli che hanno business con le cooperativa, ma la Boldrini e molti altri si mettono in tasca qualcosa? Io non credo.
>
> Forse lo fanno per mettersi in tasca voti, come dice Wakko? Anche questo non credo, perché per mettersi in tasca voti la miglior cosa è fare cose per accontentare la maggioranza della popolazione e gli immigrati sono la minoranza.
> La sinistra dovrebbe aver ormai capito che per mettersi in tasca voti attualmente la cosa migliore è inserirsi nell'onda sovranista e antiimmigrazione.
>
> Non so se credano realmente alla balla che gli immigrati pagano le pensioni.
> Cioè, questa cosa può anche essere vera, ma è evidente che poi bisognerà pagare le pensioni anche agli immigrati, quindi questo ragionamento funziona solo sul corto termine, non sul lungo termine.
>
> L'idea di una società aperta ovviamente è compatibile con l'idea che le persone possano avere l'opportunità di immigrare, ma non è un elemento sufficiente per capire perché la sinistra sembra voler praticamente inviare dei biglietti di invito agli immigrati con scritto "vi aspettiamo numerosi" e sembra essere contraria a delle politiche che cercano di chiudere un po' il rubinetto senza per questo voler mettere in discussione l'idea che con un permesso di soggiorno regolare si possa immigrare.
>
> La vera motivazione è quella che spiego qui sotto.
>
> Per la sinistra l'immigrazione serve a educare e punire i razzisti.
> È un meccanismo psicologico che può essere conoscio o inconscio, ma è il vero motivo secondo me è questo.
> In sostanza, è quello che gatto chiama "buttarsi dall'altra parte".
>
> Negli ultimi secoli l'Europa e gli USA sono stati profondamente segnati da ideologie razziste, suprematiste e antisemite che hanno creato dei grossi traumi alla popolazione occidentale per via della ferocia e della disumanità che è stata toccata.
>
> Dopo che queste ideologie sono state sconfitte una ad una, il popolo occidentale si è buttato dall'altra parte.
>
> Volevate far fuori gli ebrei? Volevate schiavizzare i neri e negare loro il diritto di voto? Volevate impedire a neri e bianchi la libertà di accoppiarsi e sposarsi? Avete pestato i neri che chiedevano più diritti?
> Bene, noi allora faremo in modo che queste persone ora diventino i vostri vicini di casa, dovrete famigliarizzare e fare amicizia con loro.
>
> Il trauma forse si sarebbe risolto, se non fosse che queste ideologie razziste, suprematiste e antisemite hanno continuato a rompere le palle anche dopo che hanno perso il potere... perciò c'è stata la sensazione che non fossero mai state realmente sconfitte. Più i razzisti tiravano la corda, più la sinistra voleva immigrazione.
>
> Razzisti, suprematisti, antisemiti (tutto il bel pacchetto di merda) non solo hanno causato i problemi storici che ben sappiamo, ma sono la causa indiretta anche dei problemi che ci sono oggi.
> L'immigrazione di massa è un danno collaterale di queste ideologie.
>
> Per arrestare l'immigrazione di massa, bisogna combattere il razzismo. A quel punto regolare razionalmente i flussi migratori non sarà più considerata una cosa razzista.
> Io voglio che l'immigrazione venga regolata, non voglio che mezzo mondo si riversi in Europa, ma se mentre facciamo questo non denunciamo e combattiamo anche il razzismo e l'intolleranza non andiamo nella direzione giusta.
>
>
Hai ragione al 50% ma l'altro 50% è un delirio. A quanto pare ti sei accorto anche tu della teoria del "risarcimento danni" (di cui avevo peraltro già parlato) della sinistra ovvero: in passato dei tizi hanno fatto qualcosa che io ritengo orribile? Allora questi tizi e i loro discendenti devono pagarla per il resto della vita, fa niente se tra i discendenti ci siamo anche noi che non c'entriamo un cazzo. Questa logica è applicata non solo con l"immigrazione, ma anche ad esempio contro i maschi, quando cominci a parlare di diritti maschili arriva sempre la femminista o il mangina a dirti "è maschilismo che vi si ritorce contro quindi ve lo siete meritati", ignorando che nel cosidetto patriarcato le donne erano complici quanto i maschi a tenere in vita il medesimo.
Per il resto se tu hai un trauma vai da uno psicologo e cerchi di curarlo, se non riesci a capire che le colpe dei padri (ammesso siano tutte colpe) non possono ricadere sui figli sei tu il problema. Poi chi sarebbero i razzisti in Italia che tirano la corda? Forza Nuova che è lo 0,3%?? Casapound idem? O forse la Lega? Se pensi che la Lega sia razzista allora il problema è tuo che non riesci a distinguere razzismo suprematista con identitarismo.
Io penso quindi che siano da invertire cause con conseguenze. È stata cioè la sinistra imbottita d'ideologia e di marxismo culturale che ha tirato troppo la corda sull'immigrazione e a parlare di razzismo a vanvera, questo ha causato la rinascita di partiti nazionalisti e identitari in Europa che prima erano ridicoli. In Italia c'è la Lega che rispetto ad altri è anche moderato.
> Volevo postarlo nella sezione politica, ma è diventato un altro pistolotto filosofico, quindi...
>
> Trovo che molte idee che si sono diffuse per dare una risposta a questa domanda siano un po' ingenue e non colgono il punto fondamentale.
>
> Molti sostengono che sia dovuto a oscuri gudagni monetari... può essere anche vero per ALCUNE persone, tipo quelli che hanno business con le cooperativa, ma la Boldrini e molti altri si mettono in tasca qualcosa? Io non credo.
>
> Forse lo fanno per mettersi in tasca voti, come dice Wakko? Anche questo non credo, perché per mettersi in tasca voti la miglior cosa è fare cose per accontentare la maggioranza della popolazione e gli immigrati sono la minoranza.
> La sinistra dovrebbe aver ormai capito che per mettersi in tasca voti attualmente la cosa migliore è inserirsi nell'onda sovranista e antiimmigrazione.
>
> Non so se credano realmente alla balla che gli immigrati pagano le pensioni.
> Cioè, questa cosa può anche essere vera, ma è evidente che poi bisognerà pagare le pensioni anche agli immigrati, quindi questo ragionamento funziona solo sul corto termine, non sul lungo termine.
>
> L'idea di una società aperta ovviamente è compatibile con l'idea che le persone possano avere l'opportunità di immigrare, ma non è un elemento sufficiente per capire perché la sinistra sembra voler praticamente inviare dei biglietti di invito agli immigrati con scritto "vi aspettiamo numerosi" e sembra essere contraria a delle politiche che cercano di chiudere un po' il rubinetto senza per questo voler mettere in discussione l'idea che con un permesso di soggiorno regolare si possa immigrare.
>
> La vera motivazione è quella che spiego qui sotto.
>
> Per la sinistra l'immigrazione serve a educare e punire i razzisti.
> È un meccanismo psicologico che può essere conoscio o inconscio, ma è il vero motivo secondo me è questo.
> In sostanza, è quello che gatto chiama "buttarsi dall'altra parte".
>
> Negli ultimi secoli l'Europa e gli USA sono stati profondamente segnati da ideologie razziste, suprematiste e antisemite che hanno creato dei grossi traumi alla popolazione occidentale per via della ferocia e della disumanità che è stata toccata.
>
> Dopo che queste ideologie sono state sconfitte una ad una, il popolo occidentale si è buttato dall'altra parte.
>
> Volevate far fuori gli ebrei? Volevate schiavizzare i neri e negare loro il diritto di voto? Volevate impedire a neri e bianchi la libertà di accoppiarsi e sposarsi? Avete pestato i neri che chiedevano più diritti?
> Bene, noi allora faremo in modo che queste persone ora diventino i vostri vicini di casa, dovrete famigliarizzare e fare amicizia con loro.
>
> Il trauma forse si sarebbe risolto, se non fosse che queste ideologie razziste, suprematiste e antisemite hanno continuato a rompere le palle anche dopo che hanno perso il potere... perciò c'è stata la sensazione che non fossero mai state realmente sconfitte. Più i razzisti tiravano la corda, più la sinistra voleva immigrazione.
>
> Razzisti, suprematisti, antisemiti (tutto il bel pacchetto di merda) non solo hanno causato i problemi storici che ben sappiamo, ma sono la causa indiretta anche dei problemi che ci sono oggi.
> L'immigrazione di massa è un danno collaterale di queste ideologie.
>
> Per arrestare l'immigrazione di massa, bisogna combattere il razzismo. A quel punto regolare razionalmente i flussi migratori non sarà più considerata una cosa razzista.
> Io voglio che l'immigrazione venga regolata, non voglio che mezzo mondo si riversi in Europa, ma se mentre facciamo questo non denunciamo e combattiamo anche il razzismo e l'intolleranza non andiamo nella direzione giusta.
>
>
Hai ragione al 50% ma l'altro 50% è un delirio. A quanto pare ti sei accorto anche tu della teoria del "risarcimento danni" (di cui avevo peraltro già parlato) della sinistra ovvero: in passato dei tizi hanno fatto qualcosa che io ritengo orribile? Allora questi tizi e i loro discendenti devono pagarla per il resto della vita, fa niente se tra i discendenti ci siamo anche noi che non c'entriamo un cazzo. Questa logica è applicata non solo con l"immigrazione, ma anche ad esempio contro i maschi, quando cominci a parlare di diritti maschili arriva sempre la femminista o il mangina a dirti "è maschilismo che vi si ritorce contro quindi ve lo siete meritati", ignorando che nel cosidetto patriarcato le donne erano complici quanto i maschi a tenere in vita il medesimo.
Per il resto se tu hai un trauma vai da uno psicologo e cerchi di curarlo, se non riesci a capire che le colpe dei padri (ammesso siano tutte colpe) non possono ricadere sui figli sei tu il problema. Poi chi sarebbero i razzisti in Italia che tirano la corda? Forza Nuova che è lo 0,3%?? Casapound idem? O forse la Lega? Se pensi che la Lega sia razzista allora il problema è tuo che non riesci a distinguere razzismo suprematista con identitarismo.
Io penso quindi che siano da invertire cause con conseguenze. È stata cioè la sinistra imbottita d'ideologia e di marxismo culturale che ha tirato troppo la corda sull'immigrazione e a parlare di razzismo a vanvera, questo ha causato la rinascita di partiti nazionalisti e identitari in Europa che prima erano ridicoli. In Italia c'è la Lega che rispetto ad altri è anche moderato.
"Se tutti facessero così..."
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
"La Romania è ricchissima" cit. Dada
Arricchimento culturale in Svezia in corso
Ad
https://www.breitbart.com/europe/2019/01/04/patient-placed-in-quarantine-after-suspected-ebola-case-in-sweden/
The Emergency Room of a Swedish hospital was closed down Friday morning after a patient recently returned from Africa arrived vomiting blood, a possible symptom of the deadly and contagious Ebola virus.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-01 20:50:42.0 alle 2019-01-01 20:50:42.0
Scritto da: Mattia
> Voglio iniziare il 2019 con un thread filosofico super saggio come solo Mattia sa fare.
>
> Partiremo da questo video, sottotitolato in italiano, che mi ha fornito uno spunto di riflessione.
>
>
>
> La prima reazione che ho avuto è stata: "questo è il solito bigotto che cerca di demonizzare chi non crede alle favole", poi ho ascoltato il video fino in fondo e in un passaggio ha detto una cosa che in effetti ha senso, ovvero "nell'atesimo non c'è niente che dica che essere psicopatici è una cosa irrazionale, anzi, il contrario.".
>
> Poi mi è venuta in mente l'affermazione che Wakko ha fatto più volte, ovvero: "Se segui i bei principi non riceverai nessun premio", che è l'argomentazione che tira fuori ogni volta che parli di morale e di etica.
>
> Allora mi sono reso conto che Jordan Peterson stava parlando di persone come Wakko... in effetti gli psicopatici possono essere addomesticati solo con le leggi e la religione: gli psicopatici, se fanno i bravi, lo fanno solo perché hanno paura delle conseguenze del loro comportamento.
>
> Vediamo di elaborare un po' il discorso.
>
> Una persona NON psicopatica non ha assolutamente bisogno di credere in DIO per capire che determinati comportamenti sono sbagliati, perché esiste un'etica laica migliore di quella cristiana: l'etica di sinistra.
Se dicevi etica liberale ci poteva stare.
> L'etica cristiana è anacronistica e antiliberale. L'etica di sinistra è simile a quella cristiana, ma ripulita da puttanate moralistiche antiliberali e anacronistiche. Queste ultime vengono anzi condannate dalla sinistra... tipo gli attacchi della Chiesa contro gli omosessuali e persone che obbiettivamente non fanno male a nessuno.
>
> Sono invece mantenuti gli elementi cristiani positivi, quelli che sono e saranno sempre validi: la pace, la solidarietà, la misericordia.
>
> Man mano che la religione ha perso potere e consenso, la sinistra ha guadagnato consenso e l'etica di sinistra ha sostituito la morale cattolica.
> L'etica di sinistra è migliore perché è ripulita dalle favolette su DIO, gli angeli e il paradiso, quindi non rincoglionisce le persone come faceva la religione.
> Le persone educate all'etica di sinistra non fanno le brave perché hanno paura di DIO, ma lo fanno per loro stesse, per la propria coscienza.
> Infatti il grande passo avanti è stato che si è passati dal riflettere sul bene e sul male in maniera dogmatica, al riflettere sul bene e sul male attraverso dei ragionamenti logici e razionali, che hanno portato a fanculizzare molti dei dogmi cristiani e conservatori.
> Il risultato è che le persone di sinistra ci credono realmente alla loro etica, perché logicamente e razionalmente quadra, a differenza di dogmi che ti arrivano da un anonimo dall'alto e che li devi accettare così come sono e basta.
>
> C'è poi un elemento dell'etica di sinistra che ha sostituito il giudizio divino ma svolge un ruolo simile... secondo voi qual'è?
>
> È quello per cui rosikano sia Wakko che Gatto, ovvero: quando fai il cattivo o dici una cosa cattiva, vieni crocifisso pubblicamente da una grossa massa di persone.
>
> Questo fa sì che anche chi non è di sinistra, anche gli psicopatici, abbiano un deterrente, perché tante persone messe insieme fanno paura tanto quanto DIO.
>
> Questo meccanismo funziona bene, perché se guardate molte persone che hanno attaccato pubblicamente gli omosessuali o altre categorie, il giorno dopo hanno ritirato le loro affermazioni... hanno capito che seguire quella strada non conviene.
> Il rispetto e la pace partono dal linguaggio, dalle parole... e il politicamente corretto è proprio questo.
> Una persona può anche prendere atto del fatto che Caio è obeso, ma non va in giro a dire che Caio è un ciccione di merda.
> Può prendere atto del fatto che gli africani commettano un numero di crimini più alto e che il loro QI medio è più basso, ma non va in giro a dire che gli africani sono scimmie e soprattutto non tratta ogni singolo africano come se fosse un criminale solo perché nel gruppo ci sono delinquenti.
>
> Posto che quindi la religione non è più necessaria perché c'è un'etica laica migliore, la riflessione di Jordan Peterson deve essere modificata in: "La distruzione della sinistra crea società di psicopatici".
>
> Ora, giusto per chiarire, è chiaro che nella sinistra ci sono delle derive che vanno combattute, tipo gli SJW e determinate sottocategorie delle femministe, ma voi davvero pensate che si possa sostituire la sinistra (i suoi fondamenti culturali) con una cultura opposta?
> Si può creare una sinistra che combatte gli SJW e le femministe vendicative, ma sciacquare via la sinistra equivale a creare una società di psicopatici.
> L'altra opzione è quella di ritornare nelle braccia della Chiesa... ma è questo quello che vogliamo?
>
> Quella fogna ideologica che Wakko spruzza nell'aria è esattamente ciò che Jordan Peterson teme: l'idea che essere psicopatici è una cosa conveniente e razionale, perché tanto se fai il bravo non riceverai nessun premio, ma è anzi possibile che fottendo e calpestando gli altri prima o poi ti comprerai una villetta. Quindi essere stronzi sembra razionale.
>
> Attualmente, all'interno dello stato ci pensano le leggi a creare deterrenti per gli psicopatici... ma cosa succede se uno psicopatico finisce al governo?
> Quello che vuole Wakko è che i governi delle nazioni possono fare quello che vogliono senza rendere conto a nessuno. Ed è qui che inizia il guaio: quando uno psicopatico ateo si trova in questa posizione può fare quello che vuole, perché non deve rispondere a nessuno delle proprie azioni.
> Una rete di trattati internazionali rende molto più difficile la distruzione dell'etica laica, perché una persona da sola non può decidere da un giorno all'altro di buttare nel cesso una civiltà che è stata costruita in diversi anni. È costretta a dover danzare con tutto il sistema.
>
> Sembra che il piano di Wakko sia sostanzialmente quello di togliere ogni ostacolo agli psicopatici: diritti umani, trattati internazionali, leggi, crocifissioni pubbliche politically correct, ecc ecc... tutte quelle cose che hanno finora impedito agli psicopatici atei di trasformarci in una società di lupi.
Dal punto di vista filosofico la questione è difficile. Bertrand Russel si chiede: se tutto è lecito purché la maggioranza lo voglia, perché non il cannibalismo? Difficile dare una risposta restando nel campo della logica.
Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
Da un punto di vista pratico esistono ideologie che creano una società più comoda, ed è conveniente preferirle. Le idee degli psicopatici in genere portano a società scomode. È tutto quel che mi viene da dire. Anche se non mi convince, anch'io vivo meglio nelle comodità che in un mondo stile Mad Max.
> Voglio iniziare il 2019 con un thread filosofico super saggio come solo Mattia sa fare.
>
> Partiremo da questo video, sottotitolato in italiano, che mi ha fornito uno spunto di riflessione.
>
>
>
> La prima reazione che ho avuto è stata: "questo è il solito bigotto che cerca di demonizzare chi non crede alle favole", poi ho ascoltato il video fino in fondo e in un passaggio ha detto una cosa che in effetti ha senso, ovvero "nell'atesimo non c'è niente che dica che essere psicopatici è una cosa irrazionale, anzi, il contrario.".
>
> Poi mi è venuta in mente l'affermazione che Wakko ha fatto più volte, ovvero: "Se segui i bei principi non riceverai nessun premio", che è l'argomentazione che tira fuori ogni volta che parli di morale e di etica.
>
> Allora mi sono reso conto che Jordan Peterson stava parlando di persone come Wakko... in effetti gli psicopatici possono essere addomesticati solo con le leggi e la religione: gli psicopatici, se fanno i bravi, lo fanno solo perché hanno paura delle conseguenze del loro comportamento.
>
> Vediamo di elaborare un po' il discorso.
>
> Una persona NON psicopatica non ha assolutamente bisogno di credere in DIO per capire che determinati comportamenti sono sbagliati, perché esiste un'etica laica migliore di quella cristiana: l'etica di sinistra.
Se dicevi etica liberale ci poteva stare.
> L'etica cristiana è anacronistica e antiliberale. L'etica di sinistra è simile a quella cristiana, ma ripulita da puttanate moralistiche antiliberali e anacronistiche. Queste ultime vengono anzi condannate dalla sinistra... tipo gli attacchi della Chiesa contro gli omosessuali e persone che obbiettivamente non fanno male a nessuno.
>
> Sono invece mantenuti gli elementi cristiani positivi, quelli che sono e saranno sempre validi: la pace, la solidarietà, la misericordia.
>
> Man mano che la religione ha perso potere e consenso, la sinistra ha guadagnato consenso e l'etica di sinistra ha sostituito la morale cattolica.
> L'etica di sinistra è migliore perché è ripulita dalle favolette su DIO, gli angeli e il paradiso, quindi non rincoglionisce le persone come faceva la religione.
> Le persone educate all'etica di sinistra non fanno le brave perché hanno paura di DIO, ma lo fanno per loro stesse, per la propria coscienza.
> Infatti il grande passo avanti è stato che si è passati dal riflettere sul bene e sul male in maniera dogmatica, al riflettere sul bene e sul male attraverso dei ragionamenti logici e razionali, che hanno portato a fanculizzare molti dei dogmi cristiani e conservatori.
> Il risultato è che le persone di sinistra ci credono realmente alla loro etica, perché logicamente e razionalmente quadra, a differenza di dogmi che ti arrivano da un anonimo dall'alto e che li devi accettare così come sono e basta.
>
> C'è poi un elemento dell'etica di sinistra che ha sostituito il giudizio divino ma svolge un ruolo simile... secondo voi qual'è?
>
> È quello per cui rosikano sia Wakko che Gatto, ovvero: quando fai il cattivo o dici una cosa cattiva, vieni crocifisso pubblicamente da una grossa massa di persone.
>
> Questo fa sì che anche chi non è di sinistra, anche gli psicopatici, abbiano un deterrente, perché tante persone messe insieme fanno paura tanto quanto DIO.
>
> Questo meccanismo funziona bene, perché se guardate molte persone che hanno attaccato pubblicamente gli omosessuali o altre categorie, il giorno dopo hanno ritirato le loro affermazioni... hanno capito che seguire quella strada non conviene.
> Il rispetto e la pace partono dal linguaggio, dalle parole... e il politicamente corretto è proprio questo.
> Una persona può anche prendere atto del fatto che Caio è obeso, ma non va in giro a dire che Caio è un ciccione di merda.
> Può prendere atto del fatto che gli africani commettano un numero di crimini più alto e che il loro QI medio è più basso, ma non va in giro a dire che gli africani sono scimmie e soprattutto non tratta ogni singolo africano come se fosse un criminale solo perché nel gruppo ci sono delinquenti.
>
> Posto che quindi la religione non è più necessaria perché c'è un'etica laica migliore, la riflessione di Jordan Peterson deve essere modificata in: "La distruzione della sinistra crea società di psicopatici".
>
> Ora, giusto per chiarire, è chiaro che nella sinistra ci sono delle derive che vanno combattute, tipo gli SJW e determinate sottocategorie delle femministe, ma voi davvero pensate che si possa sostituire la sinistra (i suoi fondamenti culturali) con una cultura opposta?
> Si può creare una sinistra che combatte gli SJW e le femministe vendicative, ma sciacquare via la sinistra equivale a creare una società di psicopatici.
> L'altra opzione è quella di ritornare nelle braccia della Chiesa... ma è questo quello che vogliamo?
>
> Quella fogna ideologica che Wakko spruzza nell'aria è esattamente ciò che Jordan Peterson teme: l'idea che essere psicopatici è una cosa conveniente e razionale, perché tanto se fai il bravo non riceverai nessun premio, ma è anzi possibile che fottendo e calpestando gli altri prima o poi ti comprerai una villetta. Quindi essere stronzi sembra razionale.
>
> Attualmente, all'interno dello stato ci pensano le leggi a creare deterrenti per gli psicopatici... ma cosa succede se uno psicopatico finisce al governo?
> Quello che vuole Wakko è che i governi delle nazioni possono fare quello che vogliono senza rendere conto a nessuno. Ed è qui che inizia il guaio: quando uno psicopatico ateo si trova in questa posizione può fare quello che vuole, perché non deve rispondere a nessuno delle proprie azioni.
> Una rete di trattati internazionali rende molto più difficile la distruzione dell'etica laica, perché una persona da sola non può decidere da un giorno all'altro di buttare nel cesso una civiltà che è stata costruita in diversi anni. È costretta a dover danzare con tutto il sistema.
>
> Sembra che il piano di Wakko sia sostanzialmente quello di togliere ogni ostacolo agli psicopatici: diritti umani, trattati internazionali, leggi, crocifissioni pubbliche politically correct, ecc ecc... tutte quelle cose che hanno finora impedito agli psicopatici atei di trasformarci in una società di lupi.
Dal punto di vista filosofico la questione è difficile. Bertrand Russel si chiede: se tutto è lecito purché la maggioranza lo voglia, perché non il cannibalismo? Difficile dare una risposta restando nel campo della logica.
Il punto di vista di Trasimaco non è mai stato confutato.
Da un punto di vista pratico esistono ideologie che creano una società più comoda, ed è conveniente preferirle. Le idee degli psicopatici in genere portano a società scomode. È tutto quel che mi viene da dire. Anche se non mi convince, anch'io vivo meglio nelle comodità che in un mondo stile Mad Max.
Filosofia
Scritto da
Non Autenticato
il 2019-01-01 20:42:49.0 alle 2019-01-01 20:42:49.0
Scritto da: Mattia
> Volevo postarlo nella sezione politica, ma è diventato un altro pistolotto filosofico, quindi...
>
> Trovo che molte idee che si sono diffuse per dare una risposta a questa domanda siano un po' ingenue e non colgono il punto fondamentale.
>
> Molti sostengono che sia dovuto a oscuri gudagni monetari... può essere anche vero per ALCUNE persone, tipo quelli che hanno business con le cooperativa, ma la Boldrini e molti altri si mettono in tasca qualcosa? Io non credo.
La contrarietà all'immigrazione distingue la Lega da Forza Italia. Forza Italia è sempre stato tiepido contro l'immigrazione, Berlusconi ha sempre taciuto o nicchiato. la ragione è che Forza Italia è il partito degli imprenditori medio-grandi che hanno interesse ad assumere manodopera a basso costo, mentre la Lega è il partito dei piccoli imprenditori e delle aziende familiari che non hanno un tale interesse, in cui la percezione della nocività del fenomeno prevale su quella dei vantaggi.
In tutti coloro che hanno un interesse economico nell'immigrazione il favore è piuttosto marcato. Chiesa, cooperative, imprese.
> Forse lo fanno per mettersi in tasca voti, come dice Wakko? Anche questo non credo, perché per mettersi in tasca voti la miglior cosa è fare cose per accontentare la maggioranza della popolazione e gli immigrati sono la minoranza.
> La sinistra dovrebbe aver ormai capito che per mettersi in tasca voti attualmente la cosa migliore è inserirsi nell'onda sovranista e antiimmigrazione.
La sinistra pensava che l'indottrinamento pro società multirazziale e multietnica fosse ormai radicato nella mentalità comune, invece i contrari stavano semplicemente zitti.
La sinistra contava sui voti degli immigrati dopo che sarebbero divenuti cittadini, infatti quanto ha spinto sullo ius soli. Che però lascia piuttosto tiepida la base popolare della sinistra.
> Non so se credano realmente alla balla che gli immigrati pagano le pensioni.
> Cioè, questa cosa può anche essere vera, ma è evidente che poi bisognerà pagare le pensioni anche agli immigrati, quindi questo ragionamento funziona solo sul corto termine, non sul lungo termine.
Parallelamente c'è il ragionamento per cui gli immigrati solgerebbero "i lavori che gli italiani non vogliono fare", pure questo a brevissimo termine perché i figli integrati degli immigrati farebbero l'università lasciando nuovaente libera la domanda.
Tali lavori si possono ascrivere a due tipi.
- Lavori ingrati. Il lavoro più ingrato secondo me è l'infermiere, pulire il culo ai malati, rischiare di prendere malattie, essere quotidianamente a contatto con gente che sta per morire, magari sfigurata dal cancro. Eppure per un posto di infermiere ci sono regolarmente migliaia di candidati, soprattutto ora che esiste la figura dell'infermiere laureato. Molti hanno una vocazione istintiva per l'aiutare gli altri.
- Lavori mal pagati, l'archetipo dei quali è il bracciante agricolo. I prodotti agricoli-zootecnici sono pagati pochissimo ai produttori dalle varie consorterie di approfittatori, cooperative, commercianti, vedansi i dati sui prosciutti di dada. Fossero pagati leggermente di più, i produttori potrebbero pagare megli i braccianti.
Infatti la raccolta dei pomodori e altri prodotti orticoli è svolta da immigrati, la vendemmia in genere da locali, spesso dalla famiglia del viticoltore nel caso di piccole aziende. Questo perché il vino segue un altro circuito con altri prezzi, che vede remunerazioni migliori per i produttori.
> L'idea di una società aperta ovviamente è compatibile con l'idea che le persone possano avere l'opportunità di immigrare, ma non è un elemento sufficiente per capire perché la sinistra sembra voler praticamente inviare dei biglietti di invito agli immigrati con scritto "vi aspettiamo numerosi" e sembra essere contraria a delle politiche che cercano di chiudere un po' il rubinetto senza per questo voler mettere in discussione l'idea che con un permesso di soggiorno regolare si possa immigrare.
Infatti si tratta di una giustificazione ideologica troppo astratta per tradursi in un atteggiamento popolare.
Anch'io mi sono interrogato lungamente sulle cause, elencando le varie possibili ragioni, nessuna delle quali mi convince appieno, ognuna delle quali mi convince un po'. Comprendendo nel novero anche la spiegazione che dai sotto. Può trattarsi dell'insieme delle cause, molte forze nella stessa direzione che sortiscono l'effetto di una grande forza.
Io ho un'altra spiegazione. Le persone di sinistra sono poco logiche, per ragioni sia istintive che ideologiche non tengono in gran considerazione la coerenza, vista come rigidità, preferendo la fluidità. Quindi sono portate a fare e pensare cose anche contro i loro interessi.
Diversi miei amici sono di sinistra, nessuno favorevole all'immigrazione (almeno quando parlano con me). Ma i sinistri seguono la regola del "centralismo democratico": si discute, ma una volta discusso si vota compatti la decisione uscita dalle discussioni, anche se non la si condivide. I miei amici, ancor contrari o non favorevoli all'immigrazione, vedono il non votare a sinistra come una eventualità impensabile.
Nel complesso le persone di sinistra non colgono la contraddizione tra il non simpatizzare personalmente per l'immigrazione e il votare un partito che la favorisce. A me invece prude coma una maglia di lana grezza.
lo stesso per la globalizzazione. Durante una passeggiata un'amica di sinistra di certi miei amici di sinistra (sinistra benestante radical-chic) affermò che la globalizzazione è un fallimento. Eppure continuano tutti a votare per il partito che più di altri promuove la globalizzazione.
Il loro modo di ragionare è: personalmente ho certe idee su come vorrei e non vorrei il mondo, ma voto comunque il partito della sinistra perché l'unità della sinistra è più importante di queste o quelle mie idee.
La sinistra è una massa clientelare diretta da un'associazione a delinquere ormai mondiale. Quali siano le opinioni del singolo appartenente alla massa, sono abituati a votare disciplinatamente ciò che è stato deciso al vertice e al vertice, purtroppo, si è insediata l'elite camorristica.
> La vera motivazione è quella che spiego qui sotto.
>
> Per la sinistra l'immigrazione serve a educare e punire i razzisti.
> È un meccanismo psicologico che può essere conoscio o inconscio, ma è il vero motivo secondo me è questo.
> In sostanza, è quello che gatto chiama "buttarsi dall'altra parte".
Questo anche.
> Negli ultimi secoli l'Europa e gli USA sono stati profondamente segnati da ideologie razziste, suprematiste e antisemite che hanno creato dei grossi traumi alla popolazione occidentale per via della ferocia e della disumanità che è stata toccata.
>
> Dopo che queste ideologie sono state sconfitte una ad una, il popolo occidentale si è buttato dall'altra parte.
>
> Volevate far fuori gli ebrei? Volevate schiavizzare i neri e negare loro il diritto di voto? Volevate impedire a neri e bianchi la libertà di accoppiarsi e sposarsi? Avete pestato i neri che chiedevano più diritti?
> Bene, noi allora faremo in modo che queste persone ora diventino i vostri vicini di casa, dovrete famigliarizzare e fare amicizia con loro.
"Contaminiamo quello che volete tenere puro".
Quando di puro non ci sarà più niente non ci sarà nulla da difendere e sparirà la ragione d'essere dei destri, i nostri nemici. Sicuramente anche questa è una motivazione. Poi il sinistro medio si trova a tirare avanti in quartieri-cesso imbrattati dai graffiti e taglieggiati da bande, nello stesso schifo in cui ha gettato tuti, mentre l'elite che lo guida pasteggia a champagne nei quartieri alti.
> Il trauma forse si sarebbe risolto, se non fosse che queste ideologie razziste, suprematiste e antisemite hanno continuato a rompere le palle anche dopo che hanno perso il potere... perciò c'è stata la sensazione che non fossero mai state realmente sconfitte. Più i razzisti tiravano la corda, più la sinistra voleva immigrazione.
>
> Razzisti, suprematisti, antisemiti (tutto il bel pacchetto di merda) non solo hanno causato i problemi storici che ben sappiamo, ma sono la causa indiretta anche dei problemi che ci sono oggi.
> L'immigrazione di massa è un danno collaterale di queste ideologie.
>
> Per arrestare l'immigrazione di massa, bisogna combattere il razzismo. A quel punto regolare razionalmente i flussi migratori non sarà più considerata una cosa razzista.
> Io voglio che l'immigrazione venga regolata, non voglio che mezzo mondo si riversi in Europa, ma se mentre facciamo questo non denunciamo e combattiamo anche il razzismo e l'intolleranza non andiamo nella direzione giusta.
In ogni caso conosco persone di sinistra che su arabi, africani eccetera hanno idee più simili alle cose che dice Wakko sui selvaggi ritardati dal QI abissale che a quelle che in merito penso io, che sono molto cauto. Eppure votano a sinistra.
> Volevo postarlo nella sezione politica, ma è diventato un altro pistolotto filosofico, quindi...
>
> Trovo che molte idee che si sono diffuse per dare una risposta a questa domanda siano un po' ingenue e non colgono il punto fondamentale.
>
> Molti sostengono che sia dovuto a oscuri gudagni monetari... può essere anche vero per ALCUNE persone, tipo quelli che hanno business con le cooperativa, ma la Boldrini e molti altri si mettono in tasca qualcosa? Io non credo.
La contrarietà all'immigrazione distingue la Lega da Forza Italia. Forza Italia è sempre stato tiepido contro l'immigrazione, Berlusconi ha sempre taciuto o nicchiato. la ragione è che Forza Italia è il partito degli imprenditori medio-grandi che hanno interesse ad assumere manodopera a basso costo, mentre la Lega è il partito dei piccoli imprenditori e delle aziende familiari che non hanno un tale interesse, in cui la percezione della nocività del fenomeno prevale su quella dei vantaggi.
In tutti coloro che hanno un interesse economico nell'immigrazione il favore è piuttosto marcato. Chiesa, cooperative, imprese.
> Forse lo fanno per mettersi in tasca voti, come dice Wakko? Anche questo non credo, perché per mettersi in tasca voti la miglior cosa è fare cose per accontentare la maggioranza della popolazione e gli immigrati sono la minoranza.
> La sinistra dovrebbe aver ormai capito che per mettersi in tasca voti attualmente la cosa migliore è inserirsi nell'onda sovranista e antiimmigrazione.
La sinistra pensava che l'indottrinamento pro società multirazziale e multietnica fosse ormai radicato nella mentalità comune, invece i contrari stavano semplicemente zitti.
La sinistra contava sui voti degli immigrati dopo che sarebbero divenuti cittadini, infatti quanto ha spinto sullo ius soli. Che però lascia piuttosto tiepida la base popolare della sinistra.
> Non so se credano realmente alla balla che gli immigrati pagano le pensioni.
> Cioè, questa cosa può anche essere vera, ma è evidente che poi bisognerà pagare le pensioni anche agli immigrati, quindi questo ragionamento funziona solo sul corto termine, non sul lungo termine.
Parallelamente c'è il ragionamento per cui gli immigrati solgerebbero "i lavori che gli italiani non vogliono fare", pure questo a brevissimo termine perché i figli integrati degli immigrati farebbero l'università lasciando nuovaente libera la domanda.
Tali lavori si possono ascrivere a due tipi.
- Lavori ingrati. Il lavoro più ingrato secondo me è l'infermiere, pulire il culo ai malati, rischiare di prendere malattie, essere quotidianamente a contatto con gente che sta per morire, magari sfigurata dal cancro. Eppure per un posto di infermiere ci sono regolarmente migliaia di candidati, soprattutto ora che esiste la figura dell'infermiere laureato. Molti hanno una vocazione istintiva per l'aiutare gli altri.
- Lavori mal pagati, l'archetipo dei quali è il bracciante agricolo. I prodotti agricoli-zootecnici sono pagati pochissimo ai produttori dalle varie consorterie di approfittatori, cooperative, commercianti, vedansi i dati sui prosciutti di dada. Fossero pagati leggermente di più, i produttori potrebbero pagare megli i braccianti.
Infatti la raccolta dei pomodori e altri prodotti orticoli è svolta da immigrati, la vendemmia in genere da locali, spesso dalla famiglia del viticoltore nel caso di piccole aziende. Questo perché il vino segue un altro circuito con altri prezzi, che vede remunerazioni migliori per i produttori.
> L'idea di una società aperta ovviamente è compatibile con l'idea che le persone possano avere l'opportunità di immigrare, ma non è un elemento sufficiente per capire perché la sinistra sembra voler praticamente inviare dei biglietti di invito agli immigrati con scritto "vi aspettiamo numerosi" e sembra essere contraria a delle politiche che cercano di chiudere un po' il rubinetto senza per questo voler mettere in discussione l'idea che con un permesso di soggiorno regolare si possa immigrare.
Infatti si tratta di una giustificazione ideologica troppo astratta per tradursi in un atteggiamento popolare.
Anch'io mi sono interrogato lungamente sulle cause, elencando le varie possibili ragioni, nessuna delle quali mi convince appieno, ognuna delle quali mi convince un po'. Comprendendo nel novero anche la spiegazione che dai sotto. Può trattarsi dell'insieme delle cause, molte forze nella stessa direzione che sortiscono l'effetto di una grande forza.
Io ho un'altra spiegazione. Le persone di sinistra sono poco logiche, per ragioni sia istintive che ideologiche non tengono in gran considerazione la coerenza, vista come rigidità, preferendo la fluidità. Quindi sono portate a fare e pensare cose anche contro i loro interessi.
Diversi miei amici sono di sinistra, nessuno favorevole all'immigrazione (almeno quando parlano con me). Ma i sinistri seguono la regola del "centralismo democratico": si discute, ma una volta discusso si vota compatti la decisione uscita dalle discussioni, anche se non la si condivide. I miei amici, ancor contrari o non favorevoli all'immigrazione, vedono il non votare a sinistra come una eventualità impensabile.
Nel complesso le persone di sinistra non colgono la contraddizione tra il non simpatizzare personalmente per l'immigrazione e il votare un partito che la favorisce. A me invece prude coma una maglia di lana grezza.
lo stesso per la globalizzazione. Durante una passeggiata un'amica di sinistra di certi miei amici di sinistra (sinistra benestante radical-chic) affermò che la globalizzazione è un fallimento. Eppure continuano tutti a votare per il partito che più di altri promuove la globalizzazione.
Il loro modo di ragionare è: personalmente ho certe idee su come vorrei e non vorrei il mondo, ma voto comunque il partito della sinistra perché l'unità della sinistra è più importante di queste o quelle mie idee.
La sinistra è una massa clientelare diretta da un'associazione a delinquere ormai mondiale. Quali siano le opinioni del singolo appartenente alla massa, sono abituati a votare disciplinatamente ciò che è stato deciso al vertice e al vertice, purtroppo, si è insediata l'elite camorristica.
> La vera motivazione è quella che spiego qui sotto.
>
> Per la sinistra l'immigrazione serve a educare e punire i razzisti.
> È un meccanismo psicologico che può essere conoscio o inconscio, ma è il vero motivo secondo me è questo.
> In sostanza, è quello che gatto chiama "buttarsi dall'altra parte".
Questo anche.
> Negli ultimi secoli l'Europa e gli USA sono stati profondamente segnati da ideologie razziste, suprematiste e antisemite che hanno creato dei grossi traumi alla popolazione occidentale per via della ferocia e della disumanità che è stata toccata.
>
> Dopo che queste ideologie sono state sconfitte una ad una, il popolo occidentale si è buttato dall'altra parte.
>
> Volevate far fuori gli ebrei? Volevate schiavizzare i neri e negare loro il diritto di voto? Volevate impedire a neri e bianchi la libertà di accoppiarsi e sposarsi? Avete pestato i neri che chiedevano più diritti?
> Bene, noi allora faremo in modo che queste persone ora diventino i vostri vicini di casa, dovrete famigliarizzare e fare amicizia con loro.
"Contaminiamo quello che volete tenere puro".
Quando di puro non ci sarà più niente non ci sarà nulla da difendere e sparirà la ragione d'essere dei destri, i nostri nemici. Sicuramente anche questa è una motivazione. Poi il sinistro medio si trova a tirare avanti in quartieri-cesso imbrattati dai graffiti e taglieggiati da bande, nello stesso schifo in cui ha gettato tuti, mentre l'elite che lo guida pasteggia a champagne nei quartieri alti.
> Il trauma forse si sarebbe risolto, se non fosse che queste ideologie razziste, suprematiste e antisemite hanno continuato a rompere le palle anche dopo che hanno perso il potere... perciò c'è stata la sensazione che non fossero mai state realmente sconfitte. Più i razzisti tiravano la corda, più la sinistra voleva immigrazione.
>
> Razzisti, suprematisti, antisemiti (tutto il bel pacchetto di merda) non solo hanno causato i problemi storici che ben sappiamo, ma sono la causa indiretta anche dei problemi che ci sono oggi.
> L'immigrazione di massa è un danno collaterale di queste ideologie.
>
> Per arrestare l'immigrazione di massa, bisogna combattere il razzismo. A quel punto regolare razionalmente i flussi migratori non sarà più considerata una cosa razzista.
> Io voglio che l'immigrazione venga regolata, non voglio che mezzo mondo si riversi in Europa, ma se mentre facciamo questo non denunciamo e combattiamo anche il razzismo e l'intolleranza non andiamo nella direzione giusta.
In ogni caso conosco persone di sinistra che su arabi, africani eccetera hanno idee più simili alle cose che dice Wakko sui selvaggi ritardati dal QI abissale che a quelle che in merito penso io, che sono molto cauto. Eppure votano a sinistra.
Filosofia
Scritto da
Rick Sanchez
Wakkus Horribilis
il 2019-01-01 17:19:21.0 alle 2019-01-01 17:19:21.0
Trollate totali: 4275
Molto semplice, perché sono dei traditori e degli stupidi, indottrinati da altri traditori e programmati per odiare sé stessi, la propria etnia, la propria terra, le proprie tradizioni, ecc. Programmati per sentirsi in colpa per essere nati e cresciuti una una delle poche società umane di successo e decisamente migliore delle altre, programmati con fantasie e menzogne pericolose come "tutte le culture sono uguali" e "tutte le etnie sono intercambiabili" quando questa cosa viene negata ogni singolo giorno.
E per imporre queste idee malate di cui si sono riempiti e si sono lasciati riempire la testa (che d'altra parte è vuota quindi è facile riempirla) non si fanno neanche problemi a mettere in grave pericolo il proprio popolo, ovvero chi li ha votati nella speranza di condizioni di vita migliori, non certo per vedersi traditi e le proprie nazioni distrutte. Non provano nessuna pena per le tante persone che sono morte per colpa loro ma cercano di farsi belli con le disgrazie auto-inflitte di altri popoli perché li considerano inferiori ed incapaci di aiutarsi da soli. Perché i veri razzisti sono proprio i sinistri.
E per imporre queste idee malate di cui si sono riempiti e si sono lasciati riempire la testa (che d'altra parte è vuota quindi è facile riempirla) non si fanno neanche problemi a mettere in grave pericolo il proprio popolo, ovvero chi li ha votati nella speranza di condizioni di vita migliori, non certo per vedersi traditi e le proprie nazioni distrutte. Non provano nessuna pena per le tante persone che sono morte per colpa loro ma cercano di farsi belli con le disgrazie auto-inflitte di altri popoli perché li considerano inferiori ed incapaci di aiutarsi da soli. Perché i veri razzisti sono proprio i sinistri.