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il 2019-10-23 04:36:03.0 alle 2019-10-23 04:36:03.0
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Facciamo filosofia partendo da un'intervista a Renzi
Renzi intervistato da Fabio Fazio ci offre uno spunto per una discussione di popperiana filosofia.

Riassunto (dal punto di vista di Renzi):
-L'attuale governo è stato da me voluto per impedire a Salvini di diventare premier

- Salvini non è poi così pericoloso all'interno del sistema dei contrappesi della repubblica, ma se avesse nominato il prossimo presidente della repubblica il sistema dei contrappesi si sarebbe sfaldato

- Il mio obbiettivo è quello di nominare come prossimo presidente della repubblica una persona con valori liberal-democratici

- Ho creato il mio partito personale (Italia Viva) per impedire al governo che ho messo in piedi di sgretolare i valori della liberal-democrazia, nonché per difendere il garantismo e impedire l'aumento della tasse, in quanto la libertà dovrebbe anche essere orientata a una progressiva diminuzione della tasse e se non altro a impedirne l'aumento

- A me non frega niente di stare antipatico, perché i politici non devono essere simpatici ma pensare al bene comune e i simpaticoni non fanno altro che mandare a puttane le nazioni




Piaccia o non piaccia Renzi, non si può dire che non sia una persona schietta. È una persona che ha delle sue idee e non ci gira intorno.
Sembra che il suo intento sia quello di catturare un elettorato con un'idea di liberalismo all'americana: rigettare lo stato etico, diminuire la pressione fiscale (evitando prima di tutto di farla aumentare) e rigettare l'assistenzialismo, il tutto contornato da un'ideologia "statista" per cui tutto deve essere fatto con responsabilità e senza promettere la luna (tipo, io voglio abbassare le tasse, ma non posso promettervi di abbassarle drasticamente da un giorno all'altro perché bisogna tenere in piedi i bilanci dello stato).

La questione che mi interessa discutere più che altro è quella che tira in ballo il cosiddetto paradosso della democrazia, una roba che viene dibattuta anche in ambito filosofico.
Il paradosso della democrazia in sostanza è che difenderla significa ritenere che la sovranità sia nelle mani del popolo, eppure un democratico si ritrova a dover remare contro il popolo quando è il popolo stesso a portare a derive autoritarie che fanno perdere il senso alla democrazia stessa.

Infatti in base alla concezione di Popper (che è poi l'interpretazione sostanzialmente adottata dal mondo occidentale) il ruolo della democrazia moderna dovrebbe essere prima di tutto quello di difendere i diritti delle minoranze e poi, secondariamente, quello di permettere alle maggioranze di fare delle cose ma senza violare i diritti delle minoranze.

In base alle spiegazioni di Rick Du Fer, Popper non sosteneva la necessità di privare gli illiberali della libertà di parola, ma di fare tutto il possibile affinché non potessero concretizzare i loro piani.

Renzi non si vergogna a dire che il suo obbiettivo è quello di impedire a Salvini di prendere il potere attraverso la democrazia, ma ribadisce di averlo fatto seguendo le regole che il sistema democratico stesso (così come previsto dalla costituzione) mette a disposizione (quindi senza aver versato nemmeno una goccia di sangue).

Renzi quindi cosa sarebbe? Un valoroso seguace di Popper o un tiranno immorale e antidemocratico come viene dipinto dalla destra? Naturalmente la sua percezione di Salvini è discutibile, ma dal suo punto di vista è così.

Andiamo oltre e discutiamo non solo del ruolo della democrazia come strumento di libertà, ma come strumento per prendere decisioni ragionate: se, come dice Renzi, fosse vero che per fare le cose giuste devi stare antipatico al popolo, allora la democrazia sarebbe un sistema che impedirebbe a tutte le persone con idee razionali di poter governare?
Per rispondere al quesito naturalmente occorre capire se la popolazione occidentale in generale è abbastanza intelligente da poter valutare razionalmente l'operato di un politico o se invece ci sono troppo stupidi per pensare che la democrazia possa rispondere al tema della ragionevolezza.
Se fosse vero che il popolo è troppo stupido e ignorante per prendere decisioni complesse, come faremmo noi a determinare se apparteniamo alla parte del popolo stupida/ignorante oppure no?

A voi la parola.


**Modificato dall'autore il 23.10.2019 05:12**

Il coraggio degli asiatici

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Non Autenticato
il 2019-10-10 23:10:30.0 alle 2019-10-10 23:10:30.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > Scritto da: Mattia
> > > > > Scritto da:
> > > > > > > - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
> > > > > >
> > > > > > È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.
> > > > >
> > > > > Gli immigrati ricevono il permesso di soggiorno dalla nazione e poi comprano una casa dove vogliono o affittano un appartamento dove vogliono all'interno della nazione.
> > > > >
> > > > > Non è che ricevano il permesso di soggiorno in Via Cesare Battisti e poi possono vivere solo lì.
> > > > >
> > > > > Se no a sto punto facciamo che ogni via è uno stato diverso e un cittadino di una via deve chiedere un permesso di soggiorno per andare a vivere nella via da parte.
> > > > >
> > > > > La gestione dei permessi di soggiorno è una cosa di livello nazionale, quindi a livello nazionale si vota.
> > > > > Non esisteil cittadino della Via Cesare Battisti. I cittadini sono italiani, punto.
> > > >
> > > > Invece se gli abitanti di Via Cesare Battisti decidono di non volere immigrati nella loro via, devono avere il diritto di farlo.
> > > >
> > >
> > > Un immigrato una volta che ha il permesso di soggiorno ha gli stessi diritti civili fondamentali di un cittadino
> >
> > Questa è la tua concezione di immigrazione.
>
> Questa è la mia concezione dei diritti civili.

&Rgrave; una concezione che andava bene quando l'immigrazione "fisiologica" in assenza di spinte specifiche a migrare si limitava spontaneamente a ordini di grandezza dell'1%. Come diviene fenomeno di massa, il principio "chi entra ha gli stessi miei diritti" è una follia.
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il 2019-10-10 03:43:31.0 alle 2019-10-10 03:43:31.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
> > > > >
> > > > > È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.
> > > >
> > > > Gli immigrati ricevono il permesso di soggiorno dalla nazione e poi comprano una casa dove vogliono o affittano un appartamento dove vogliono all'interno della nazione.
> > > >
> > > > Non è che ricevano il permesso di soggiorno in Via Cesare Battisti e poi possono vivere solo lì.
> > > >
> > > > Se no a sto punto facciamo che ogni via è uno stato diverso e un cittadino di una via deve chiedere un permesso di soggiorno per andare a vivere nella via da parte.
> > > >
> > > > La gestione dei permessi di soggiorno è una cosa di livello nazionale, quindi a livello nazionale si vota.
> > > > Non esisteil cittadino della Via Cesare Battisti. I cittadini sono italiani, punto.
> > >
> > > Invece se gli abitanti di Via Cesare Battisti decidono di non volere immigrati nella loro via, devono avere il diritto di farlo.
> > >
> >
> > Un immigrato una volta che ha il permesso di soggiorno ha gli stessi diritti civili fondamentali di un cittadino
>
> Questa è la tua concezione di immigrazione.

Questa è la mia concezione dei diritti civili.

È fuorviante dire che io stia parlando di immigrazione, in quanto:
- La parola immigrazione descrive l'azione di insediarsi in un paese e questo argomento non viene trattato da me in questo thread (è stato trattato da me in altri thread)

- La parola immigrato descrive una persona che è già entrata nel territorio e questo argomento è separato rispetto a quello del punto precedente, in quanto un conto è parlare di migranti e un altro parlare di immigrati (che magari hanno già compiuto l'azione di immigrare 20 anni fa)

- I figli di un immigrato non sono né migranti né immigrati: sono "persone nate qui"


Alle persone immigrate e figlie di immigrati bisogna dare la stessa libertà e condizioni di vita che tutte le persone nel territorio hanno, altrimenti è meglio non farle entrare (e si torna al punto 1, "immigrazione"). In ogni caso "non farle entrare" ovviamente si applica solo a chi deve ancora entrare e non ha chi è già dentro.

Privare gli immigrati e i loro figli (che non sono nemmeno immigrati) di diritti fondamentali è una cosa del tutto arbitraria, tanto quanto lo è privare qualsiasi gruppo della popolazione di suddetti.

Io non difendo gli immigrati e i loro figli.
Io non difendo gli omosessuali.
Io non difendo i cittadini di origini etniche straniere.
Io non difendo le donne.


Io difendo i diritti individuali e difenderli richiede coerenza a un livello matematico.
Sì, perché lo scopo dei diritti individuali è proprio quello di proteggere gli individui dallo strapotere dello stato e dallo strapotere delle maggioranze dei cittadini.

Negare i diritti individuali a una minoranza significa buttare nel cesso gli stessi, perché ad avere più bisogno dei diritti individuali non sono gli eterosessuali, ma gli omosessuali.
Non i teleiofili, ma i pedofili.
Non gli uomini, ma le donne.
Non i cittadini, ma i residenti stranieri.
Non la razza maggioritaria, ma quella minoritaria.

Se appartieni a una categoria che è forte dal punto di vista numerico o dal punto di vista fisico non corri praticamente rischi perché i tuoi diritti sono già impllicitamente difesi dalla posizione di forza in cui ti trovi, perciò il reato di eterosessualità per esempio non c'è mai stato e mai ci sarà.

Ad aver bisogno dei diritti individuali sono soprattutto coloro che facilmente vengono schiacciati dagli altri.

Tu odi gli immigrati, altri odiano gli omosessuali, altri i pedoni.

Il sistema è concepito per legare le mani agli haters ed è normale che tu senta di avere le mani legate, perché lo scopo è proprio questo.


Tornando invece al punto 1, cioè all'immigrazione: io dico che il permesso di soggiorno va dato a livello nazionale (SE si decide di darlo) semplicemente perché in base alla regole attuali il permesso è di livello nazionale, non a livello di via o di città, per via del semplice fatto che uno straniero è straniero rispetto alla nazione e non rispetto alla via. Se lo fosse rispetto alla via, allora quelli della via accanto sarebbero stranieri.

Perché una via possa dare o non dare un permesso di soggiorno dovrebbe essere uno stato.

Se tu mi dicessi che ogni via deve diventare una nazione separata ti risponderei che sarebbe una cosa assurda, ma per quanto assurda almeno sarebbe un'idea coerente, perché se così fosse logicamente ogni via gestirebbe da sé i propri permessi di soggiorno e anche gli abitanti della via accanto dovrebbero chiedere un permesso per insediarsi nella tua via.


**Modificato dall'autore il 10.10.2019 04:15**
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Non Autenticato
il 2019-10-09 20:55:46.0 alle 2019-10-09 20:55:46.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > > - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
> > > >
> > > > È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.
> > >
> > > Gli immigrati ricevono il permesso di soggiorno dalla nazione e poi comprano una casa dove vogliono o affittano un appartamento dove vogliono all'interno della nazione.
> > >
> > > Non è che ricevano il permesso di soggiorno in Via Cesare Battisti e poi possono vivere solo lì.
> > >
> > > Se no a sto punto facciamo che ogni via è uno stato diverso e un cittadino di una via deve chiedere un permesso di soggiorno per andare a vivere nella via da parte.
> > >
> > > La gestione dei permessi di soggiorno è una cosa di livello nazionale, quindi a livello nazionale si vota.
> > > Non esisteil cittadino della Via Cesare Battisti. I cittadini sono italiani, punto.
> >
> > Invece se gli abitanti di Via Cesare Battisti decidono di non volere immigrati nella loro via, devono avere il diritto di farlo.
> >
>
> Un immigrato una volta che ha il permesso di soggiorno ha gli stessi diritti civili fondamentali di un cittadino

Questa è la tua concezione di immigrazione.
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il 2019-10-09 14:48:04.0 alle 2019-10-09 14:48:04.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
> > >
> > > È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.
> >
> > Gli immigrati ricevono il permesso di soggiorno dalla nazione e poi comprano una casa dove vogliono o affittano un appartamento dove vogliono all'interno della nazione.
> >
> > Non è che ricevano il permesso di soggiorno in Via Cesare Battisti e poi possono vivere solo lì.
> >
> > Se no a sto punto facciamo che ogni via è uno stato diverso e un cittadino di una via deve chiedere un permesso di soggiorno per andare a vivere nella via da parte.
> >
> > La gestione dei permessi di soggiorno è una cosa di livello nazionale, quindi a livello nazionale si vota.
> > Non esisteil cittadino della Via Cesare Battisti. I cittadini sono italiani, punto.
>
> Invece se gli abitanti di Via Cesare Battisti decidono di non volere immigrati nella loro via, devono avere il diritto di farlo.
>

Un immigrato una volta che ha il permesso di soggiorno ha gli stessi diritti civili fondamentali di un cittadino, ed è giusto che sia così: sono finiti i tempi dei ghetti e dei dell'"Arbeit macht Frei". Controllare l'immigrazione va bene, ma oltre una certa soglia occorre dire "da qui non si passa", "queste cose noi non le facciamo più".

Che poi tra l'altro una volta che si stabilisce che quelli che abitano in Via Cesare Battisti possono decidere tutto quello che vogliono solo perché abitano in quella via, in teoria potrebbero anche decidere che non vogliono coppie gay nella via.
Ti sembra giusto? Mi spieghi perché le tue discriminazioni arbitrarie si possono fare e quelle degli altri no?
O se no, per rimanere di più nel tema, allora a sto punto perché quelli della Via Cesare Battisti non potrebbero anche decidere che le persone della via accanto non possono andare ad abitare lì? Oppure che ne so, i milanesi o fiorentini, o che cazzo ne so io.

L'unico modo per garantire la libertà a tutte le persone che risiedono legalmente nel territorio nazionale è quello di stabilire che ogni discriminazione è illegale, senza eccezioni. Deve essere una regola matematica, non una cosa interpretabile a piacimento.


**Modificato dall'autore il 09.10.2019 14:48**

NO NOn lo so

Ad sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve ‎
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Non Autenticato
il 2019-10-08 23:55:33.0 alle 2019-10-08 23:55:33.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
> >
> > È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.
>
> Gli immigrati ricevono il permesso di soggiorno dalla nazione e poi comprano una casa dove vogliono o affittano un appartamento dove vogliono all'interno della nazione.
>
> Non è che ricevano il permesso di soggiorno in Via Cesare Battisti e poi possono vivere solo lì.
>
> Se no a sto punto facciamo che ogni via è uno stato diverso e un cittadino di una via deve chiedere un permesso di soggiorno per andare a vivere nella via da parte.
>
> La gestione dei permessi di soggiorno è una cosa di livello nazionale, quindi a livello nazionale si vota.
> Non esisteil cittadino della Via Cesare Battisti. I cittadini sono italiani, punto.

Invece se gli abitanti di Via Cesare Battisti decidono di non volere immigrati nella loro via, devono avere il diritto di farlo.
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il 2019-10-08 23:14:11.0 alle 2019-10-08 23:14:11.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da:
> > - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
>
> È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.

Gli immigrati ricevono il permesso di soggiorno dalla nazione e poi comprano una casa dove vogliono o affittano un appartamento dove vogliono all'interno della nazione.

Non è che ricevano il permesso di soggiorno in Via Cesare Battisti e poi possono vivere solo lì.

Se no a sto punto facciamo che ogni via è uno stato diverso e un cittadino di una via deve chiedere un permesso di soggiorno per andare a vivere nella via da parte.

La gestione dei permessi di soggiorno è una cosa di livello nazionale, quindi a livello nazionale si vota.
Non esisteil cittadino della Via Cesare Battisti. I cittadini sono italiani, punto.


**Modificato dall'autore il 08.10.2019 23:17**
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Non Autenticato
il 2019-10-08 21:04:40.0 alle 2019-10-08 21:04:40.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
> - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?

È giusto che decida ogni singola comunità fino al livello di quartiere.
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Non Autenticato
il 2019-10-08 01:55:20.0 alle 2019-10-08 01:55:20.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
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> > > > > > > Scritto da:
> > > > > > > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > > > > > > >
> > > > > > > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > > > > > > >
> > > > > > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> > > > > > >
> > > > > > > Immagine postata dall'utente
> > > > > >
> > > > > > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> > > > > >
> > > > > > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> > > > > >
> > > > > > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > > > > > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > > > > > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> > > > > >
> > > > > > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> > > > > >
> > > > > > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
> > > > >
> > > > > L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
> > > > >
> > > > > L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
> > > >
> > > > OK, io non voglio subire l'immigrazione.
> > >
> > > Questo non è un principio "universale".
> >
> > Non è un vero principio scozzese Ficoso
> >
> > Piuttosto, nessuno applaude per come, prendendola larga con l'argomento dell'oggettività etica, sono riuscito a portare Mattia alla conclusione che volevo? Ficoso 2
> >
> > Nessuno che ammiri un simile capolavoro dialettico?
> >
> >
> > Ah già, sul forum non c'è più nessuno Triste
>
> Se non vuoi essere ucciso non devi uccidere.
>
> Se non ti piace l'immigrazione non devi emigrare.
>
> Ti suonano bene questi sillogismi?
>
> I punti sono questi:
> - Tu non vuoi essere ucciso, giusto? Allora perché continui a giustificare persone che hanno ucciso degli innocenti? Devi finire in mezzo a un attentato prima di metterti a condannare questi pazzi criminali?
>
> - È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?
>
> - Visto che l'umanità, praticamente in maniera unanime, considera l'omcidio sbagliato (per via del fatto che nessuno vorrebbe essere ucciso) l'omicidio è un reato in tutto il mondo, mentre sull'immigrazione ci sono regole diverse a dipendenza dello stato in cui sei perché ogni popolo ha la sua filosofia a riguardo.
>
> Questo era quello che volevo dire. A te la parola.

Mai emigrato.

MA checcazzo ne so

Ad http://sallo.it
LO SAI? Allora NON fa per te. NON LO SAI? Allora non ti serve.‎
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il 2019-10-08 00:15:22.0 alle 2019-10-08 00:15:22.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
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> > > > > > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > > > > > >
> > > > > > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > > > > > >
> > > > > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> > > > > >
> > > > > > Immagine postata dall'utente
> > > > >
> > > > > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> > > > >
> > > > > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> > > > >
> > > > > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > > > > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > > > > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> > > > >
> > > > > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> > > > >
> > > > > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
> > > >
> > > > L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
> > > >
> > > > L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
> > >
> > > OK, io non voglio subire l'immigrazione.
> >
> > Questo non è un principio "universale".
>
> Non è un vero principio scozzese Ficoso
>
> Piuttosto, nessuno applaude per come, prendendola larga con l'argomento dell'oggettività etica, sono riuscito a portare Mattia alla conclusione che volevo? Ficoso 2
>
> Nessuno che ammiri un simile capolavoro dialettico?
>
>
> Ah già, sul forum non c'è più nessuno Triste

Se non vuoi essere ucciso non devi uccidere.

Se non ti piace l'immigrazione non devi emigrare.

Ti suonano bene questi sillogismi?

I punti sono questi:
- Tu non vuoi essere ucciso, giusto? Allora perché continui a giustificare persone che hanno ucciso degli innocenti? Devi finire in mezzo a un attentato prima di metterti a condannare questi pazzi criminali?

- È giusto o no che sull'immigrazione decida il popolo nel suo complesso e in maniera democratica, oppure vuoi essere un dittatore con "pieni poteri" e imporre a tutto il popolo le tue idee come se il territorio fosse solo tuo?

- Visto che l'umanità, praticamente in maniera unanime, considera l'omcidio sbagliato (per via del fatto che nessuno vorrebbe essere ucciso) l'omicidio è un reato in tutto il mondo, mentre sull'immigrazione ci sono regole diverse a dipendenza dello stato in cui sei perché ogni popolo ha la sua filosofia a riguardo.

Questo era quello che volevo dire. A te la parola.



**Modificato dall'autore il 08.10.2019 00:17**
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il 2019-10-07 22:52:47.0 alle 2019-10-07 22:52:47.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
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> > > > > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > > > > >
> > > > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> > > > >
> > > > > Immagine postata dall'utente
> > > >
> > > > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> > > >
> > > > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> > > >
> > > > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > > > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > > > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> > > >
> > > > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> > > >
> > > > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
> > >
> > > L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
> > >
> > > L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
> >
> > OK, io non voglio subire l'immigrazione.
>
> Questo non è un principio "universale".

Non è un vero principio scozzese Ficoso

Piuttosto, nessuno applaude per come, prendendola larga con l'argomento dell'oggettività etica, sono riuscito a portare Mattia alla conclusione che volevo? Ficoso 2

Nessuno che ammiri un simile capolavoro dialettico?


Ah già, sul forum non c'è più nessuno Triste
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il 2019-10-07 15:02:09.0 alle 2019-10-07 15:02:09.0
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Re: Perché sono un individualista? Vita, filosofia e morte
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> Scritto da: Ordine
> > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > Comunque il commento è questo, copio:
> >
> >
> >
> > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
>
> Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
>
> Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
>
> Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
>
> Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
>
> Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
>
> Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.

Qualcuno doveva pur mettere fino a sto cazzo di corsivo. Ficoso

Le molecole sarebbero le razze o i sistemi di valori (culture)?
Perché se stai parlando delle razze il tuo discorso è imbarazzante, ottocentesco.

In prima liceo ero in una classe che aveva un'unità pazzesca ed era una classe multirazziale. Siamo in contatto ancora oggi.
Ogni week end praticamente eravamo in giro con l'intera classe.

A una persona normale non fotte niente di queste cose. Non esistono barriere razziali.

Le barriere culturali invece in teoria potrebbero anche esserci, ma in pratica non ci sono, perché per quanto differenziate dal punto di vista razziale, le persone che nascono e crescono nel mondo occidentale fanno parte di quella molecola di cui parli sopra, pertanto a mio modo di vedere devono ricevere la cittadinanza.

Una volta assodato che fare discorsi razziali è una stupidaggine, si può parlare del resto. Ho creato tutto questo thread per risponderti: Trova le differenze

Le argomentazioni le trovi nell'ultimo post che ho scritto in quel thread.

Da un punto di vista teorico avresti ragione: se davvero il mondo fosse composto da popolazioni completamente diverse tra loro, il tuo discorso non farebbe una piega.
Con "completamente diverse tra loro" intendo che una popolazione ha una costituzione che dice A, un'altra ha una costituzione B che dice l'opposto di A e un'altra una costituzione che dice C, in antitesi sia con A che con B.

Il fatto però è che nel mondo reale non è così, perché ormai il mondo è globalizzato, perché tutte le popolazioni sono state trascinate all'interno della storia europea e quindi il loro sistema valoriale è diventato simile al nostro. Cioè, quasi tutte le nazioni del mondo sono democrazie liberali e questo ha fatto anche sì che il loro stile di vita divantasse simile al nostro, perché hanno fatto entrare nei loro paesi le multinazionali europee come il Mc Donalds, l'industria discografica, i produttori di jeans e t-shirt, gli aerei, le automobili.

Quando dici che il cosiddetto "melting pot" non ha una connotazione etnica ti sbagli: la connotazione etnica delle moderne città multirazziali è europea. Le persone di razza non bianca che lì si trovano sono state europeizzate: non hanno più la cultura dei loro avi, ma la cultura degli europei.

Ora, a me delle tradizioni locali INNOCUE che hanno le varie popolazioni non me ne fotte un cazzo. Nel senso che se uno spagnolo viene in Italia e si mangia la paella tutti i giorni a te che cazzo te ne frega? Mica toglie a te il diritto di mangiare gli spaghetti e la pizza.
Anzi, secondo me è bello se tu vai a casa sua a mangiare la paella e lui viene a casa tua a mangiare gli spaghetti.
Se poi oltre a mangiarsi la paella va in giro con il sombrero stesso discorso, ma quale spagnolo va in giro con il sombrero? Sono solo stereotipi.

Chi non ha girato per l'Europa (e per il mondo) forse non sa che tutto il mondo è praticamente uguale, la popolazione umana è una cosa sola. Ovunque vai ti senti a casa perché è tutto europeizzato. A chi non lo sa, bisogna spiegarlo. Bisogna offrirgli qualche biglietto aereo. Gli spagnoli portano il cappellino, non il sombrero. Si vestono esattamente come i milanesi, si ubriacano in discoteca bevendo gli stesso cocktail che bevono i milanesi e ascoltando la stessa musica di merda che ascoltano i milanesi.

Quindi all'osservazione sopra rispondo: praticamente gli umani ormai sono una molecola sola...

... ma questa molecola si chiama "liberalismo", un sistema che ti permette di inseguire la tua individualità.
Quindi la molecola non ha la funzione di creare una società di pecore, ma una società di individui.
Allo stesso tempo però questi individui, per poter tenere in piedi lo stesso sistema che permette l'espressione della loro individualità, devono aderire a un sistema valoriale in maniera quasi religiosa: un sistema che esalta l'individualismo e la libertà, stigmatizzando chi cerca di mettersi di traverso.

D'altra parte invece i nazionalisti conservatori fanatici di estrema destra fanno parte di una molecola che si propone di privare gli individui della propria personalità e che si regge in piedi unicamente su un'idea fallata e antiscientifica di "puro sangue italiano". L'individualità viene cancellata, perché tu non sei più Giorgio o Patrizio, ma un italiano e in quanto italiano devi prendere ordini da un capo e da un'ideologia dogmatica.
Ovviamente tu erediti automaticamente ogni merito di qualsiasi eroe italiano (Leonardo da Vinci era italiano e quindi io sono intelligente, i bianchi hanno inventato gli aerei e quindi io sono intelligente), gli italiani sono l'eccellenza del mondo e non sbagliano mai (quelli che sbagliano non sono veri italiani) e per diffamare gli altri popoli basta prendere anche solo uno o due individui di quei popoli e le loro colpe si possono estendere al loro intero popolo.

Le riflessioni di Wesa in questo video, fatte a partire dal commento scritto da un nazionalista/razzista, le trovo molto efficaci. Quando si tratta di spiegare il pensiero liberale, criticando gli altri pensieri, Wesa è uno dei migliori sul tubo.





**Modificato dall'autore il 07.10.2019 15:15**
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il 2019-10-06 21:18:30.0 alle 2019-10-06 21:18:30.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > Scritto da: Mattia
> > > > Scritto da:
> > > > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > > > >
> > > > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > > > >
> > > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> > > >
> > > > Immagine postata dall'utente
> > >
> > > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> > >
> > > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> > >
> > > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> > >
> > > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> > >
> > > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
> >
> > L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
> >
> > L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.
>
> OK, io non voglio subire l'immigrazione.

Questo non è un principio "universale". Se tu prendi un gruppo di 100 persone e chiedi loro quante di esse vorrebbero essere uccise, pestate o derubate, la conclusione tenderà a essere unanime.

Sull'immigrazione invece il gruppo si divide in svariati sottogruppi e quelli con idee di estrema destra come te saranno una ristretta minoranza.

Quello che voglio dire è che i dirtti civili e umani, per essere sensati, devono essere essenziali, non è che si può cacciarci dentro qualsiasi cosa passi per la testa, soprattutto se quelle cose sono idee estremiste di una ristretta minoranza di persone.

Quindi sulla carta dei diritti civili non troverai il diritto a non subire l'immigrazione. È un argomento su cui semplicemente si decide per via democratica e l'opinione del 51+% della popolazione decide come gestire la cosa.

Quindi chi vuole cambiare le regole sull'immigrazione raccoglie le firme, propone una legge e il popolo vota.
Il criminale bastardo Breivik ha scelto un'altra strada, illogica e criminale, oltre che del tutto inutile (infatti che cosa avrebbe mai ottenuto?). Perciò giustamente la sta pagando.

Quello che è sicuro è che il diritto alla vita e all'integrità fisica è quello più importante e Breivik ha violato questo sacro diritto di 77 persone innocenti per difendere una cosa che esiste solo nella sua testa e in quella di altri intolleranti paranoici come lui.


**Modificato dall'autore il 06.10.2019 21:23**

Vieni anche tu in gita in Africa!

Ad https://www.ilmessaggero.it/AMP/italia/luca_tacchetto_italiano_scomparso_burkina_faso-4209268.html
Le popolazioni locali ti accoglieranno così bene che scomparirai letteralmente dal resto del mondo! Lasciati alle spalle la civiltà occidentale, gli smartphone, la ruota e il fuoco!‎
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Non Autenticato
il 2019-10-06 20:43:51.0 alle 2019-10-06 20:43:51.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > Scritto da: Mattia
> > > Scritto da:
> > > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > > >
> > > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > > >
> > > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> > >
> > > Immagine postata dall'utente
> >
> > Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
> >
> > Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
> >
> > Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> > Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> > Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
> >
> > Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
> >
> > Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.
>
> L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.
>
> L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.

OK, io non voglio subire l'immigrazione.

> Quindi la società liberale viene costruita al di sopra questo semplice assioma ben ragionato: tutto quello che è male in base all'assioma sopra, deve essere illegale e ha senso mantenere un giudizio molto negativo sugli autori di questi crimini.
> Per via della necessità di punire chi commette questi crimini, occorre stabilire che alcuni diritti si possono perdere quando si violano i diritti degli altri.
>
> Cioè, tu non vorresti essere privato della libertà e quindi privare gli altri della libertà è sbagliato, ma proprio perché non vorresti essere privato della libertà capisci anche che questa può essere un giusta una punizione per chi commette crimini.
>
> Quindi i diritti che scaturiscono logicamente dall'assioma sopra hanno una doppia funzione: la loro esistenza protegge le persone innocenti, ma la loro revoca è un modo per punire chi viola i diritti degli altri. La punizione serve come deterrente, per fare in modo che la società resti civile.
>
> Adesso si può arrivare al punto.
> Se tu tiri un pugno sul naso a un bullo che ti perseguita, la vittima non è il bullo, ma sei tu. Il bullo è stato semplicemente punito per averti rotto le palle: con il suo comportamento, ha perso il diritto all'integrità fisica.
>
> Se Breivik avesse ucciso un bullo che lo tormentava da piccolo (come ha fatto quel tizio di cui abbiamo ricevuto notizia poco tempo fa qui nel forum) molte persone (liberali compresi) probabilmente direbbero che il bullo in fin dei conti se l'è meritato, ma Breivik non ha fatto questo.
>
> Breivik ha fatto una strage di persone innocenti fino a prova contraria, cioè ha violato i diritti umani di persone innocenti e pertanto è un criminale bastardo.
> Lo stesso vale per Hitler.
>
> Anche quello che ha preso la decisione di far fuori i giornalisti Reuters con i droni è un criminale bastardo, ma sugli stati bisogna stare attenti a non generalizzare, perché lo stato è composto da persone e se una persona tra esse sbaglia non significa che anche le altre sono colpevoli.
> Quello che possiamo certamente dire è che tutte le persone dell'esercito americano e del governo che hanno avuto un ruolo nella decisione di uccidere i due giornalisti o che hanno insabbiato la cosa sono criminali come Breivik.
>
> Se un cittadino prendesse uno per uno i militari col grilletto facile e li prendesse a sprangate sui denti molte persone (liberali compresi) direbbero probabilmente che quelle persone hanno avuto la giusta punizione, ma se invece il cittadino ritenesse che per punire lo stato si possa sparare su un paio di cittadini innocenti a caso oltre che estremamente stupido sarebbe anche un bastardo criminale:
>
> 1) A quei dirigenti senza morale non frega un cazzo della morte dei cittadini. Se pensi di punirli in questo modo sei proprio scemo.
>
> 2) Facendo la stessa cosa di cui accusi lo stato (uccisione di innocenti) dimostri di non essere diverso... come cazzo fai a giudicare lo stato se tu sei fatto della stessa pasta? Sarebbe totalmente incoerente.
>
>
> Queste cose mi sembrano ovvietà e mi sembra ridicolo dover stare qui a spiegarle, mi chiedo se lo fai apposta (trollaggio) o se hai le rotelle fuori posto e non ci arrivi.
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il 2019-10-06 19:38:08.0 alle 2019-10-06 19:38:08.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da:
> Scritto da: Mattia
> > Scritto da:
> > > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > > >
> > > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> > >
> > > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
> >
> > Immagine postata dall'utente
>
> Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.
>
> Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.
>
> Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
> Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
> Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto
>
> Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.
>
> Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.

L'etica ovviamente non è scientifica, ma si può gettare qualche assioma ben ragionato e partendo da quelli costruire tutto il resto, mediante dei sillogismi.

L'assioma è che se non vorresti subire una determinata cosa, allora quella cosa è sbagliata e se la fai contro gli altri sei consapevole di star facendo del male e quindi la tua è pura malvagità.

Quindi la società liberale viene costruita al di sopra questo semplice assioma ben ragionato: tutto quello che è male in base all'assioma sopra, deve essere illegale e ha senso mantenere un giudizio molto negativo sugli autori di questi crimini.
Per via della necessità di punire chi commette questi crimini, occorre stabilire che alcuni diritti si possono perdere quando si violano i diritti degli altri.

Cioè, tu non vorresti essere privato della libertà e quindi privare gli altri della libertà è sbagliato, ma proprio perché non vorresti essere privato della libertà capisci anche che questa può essere un giusta una punizione per chi commette crimini.

Quindi i diritti che scaturiscono logicamente dall'assioma sopra hanno una doppia funzione: la loro esistenza protegge le persone innocenti, ma la loro revoca è un modo per punire chi viola i diritti degli altri. La punizione serve come deterrente, per fare in modo che la società resti civile.

Adesso si può arrivare al punto.
Se tu tiri un pugno sul naso a un bullo che ti perseguita, la vittima non è il bullo, ma sei tu. Il bullo è stato semplicemente punito per averti rotto le palle: con il suo comportamento, ha perso il diritto all'integrità fisica.

Se Breivik avesse ucciso un bullo che lo tormentava da piccolo (come ha fatto quel tizio di cui abbiamo ricevuto notizia poco tempo fa qui nel forum) molte persone (liberali compresi) probabilmente direbbero che il bullo in fin dei conti se l'è meritato, ma Breivik non ha fatto questo.

Breivik ha fatto una strage di persone innocenti fino a prova contraria, cioè ha violato i diritti umani di persone innocenti e pertanto è un criminale bastardo.
Lo stesso vale per Hitler.

Anche quello che ha preso la decisione di far fuori i giornalisti Reuters con i droni è un criminale bastardo, ma sugli stati bisogna stare attenti a non generalizzare, perché lo stato è composto da persone e se una persona tra esse sbaglia non significa che anche le altre sono colpevoli.
Quello che possiamo certamente dire è che tutte le persone dell'esercito americano e del governo che hanno avuto un ruolo nella decisione di uccidere i due giornalisti o che hanno insabbiato la cosa sono criminali come Breivik.

Se un cittadino prendesse uno per uno i militari col grilletto facile e li prendesse a sprangate sui denti molte persone (liberali compresi) direbbero probabilmente che quelle persone hanno avuto la giusta punizione, ma se invece il cittadino ritenesse che per punire lo stato si possa sparare su un paio di cittadini innocenti a caso oltre che estremamente stupido sarebbe anche un bastardo criminale:

1) A quei dirigenti senza morale non frega un cazzo della morte dei cittadini. Se pensi di punirli in questo modo sei proprio scemo.

2) Facendo la stessa cosa di cui accusi lo stato (uccisione di innocenti) dimostri di non essere diverso... come cazzo fai a giudicare lo stato se tu sei fatto della stessa pasta? Sarebbe totalmente incoerente.


Queste cose mi sembrano ovvietà e mi sembra ridicolo dover stare qui a spiegarle, mi chiedo se lo fai apposta (trollaggio) o se hai le rotelle fuori posto e non ci arrivi.


**Modificato dall'autore il 06.10.2019 19:42**
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Non Autenticato
il 2019-10-06 02:03:23.0 alle 2019-10-06 02:03:23.0
Re: Perché sono un individualista? Vita, filosofia e morte
Scritto da: Ordine
> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > > Comunque il commento è questo, copio:
> > >
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> > >
> > > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
> >
> > Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
> >
> > Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
> >
> > Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
> >
> > Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
> >
> > Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
> >
> > Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.

>
>
> Sai, gira e rigira mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa,

Infatti ho risposto per darti ragione. Ma anche perché Mattia leggesse.

> non è del tutto sbagliato l'individualismo ma nemmeno il collettivismo. Certo che se la contrapposizione dev'essere il collettivismo totalitarista vs l'indiviualismo anarcocapitalista...
> Oggi però mi sembra che si stia andando più verso la direzione dell'estremo individualismo piuttosto che verso totalitarismo statalista.
> Ormai nelle varie discussioni sui social e non solo, non si può dire più niente che subito arriva l'individaulista a dirti "ma cosa vuoi? Io sono libero di fare quello che voglio e tu non devi giudicare". Ad esempio l'altro giorno avevo criticato il poliamorismo che secondo è una stronzata che fa comodo soprattutto alle donne che vogliono avere zerbini che le fanno i favori e che si scoperanno una volta a mese se tutto va male e nel contempo scoparsi i più fighi e questa cosa non è minimamente paragonabile al classico rapporto monogamo che dovrebbe essere secondo me fulcro di una società sana. Avessi mai detto, mi sono venuti a commentare tutti i poliamoristi incazzati perchè io non rispetto la loro libertà blablabla come se io avessi detto che il poliamorismo debba essere illegale cosa che non ho mai sostenuto anche perchè impensabile da proibire. Insomma loro possono essere liberi di fare quello che vogliono, anche quello di condizionare la società in vivo. Io invece non posso essere libero nemmeno di criticarli...roba da matti.

Oggi si è liberi di fare qualunque cosa, purché non ci si spinga oltre i confini della gabbia.
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Non Autenticato
il 2019-10-06 01:59:10.0 alle 2019-10-06 01:59:10.0
Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
Scritto da: Mattia
> Scritto da:
> > > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> > >
> > > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
> >
> > Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.
>
> Immagine postata dall'utente

Il discorso più in generale è questo. O ritieni che esista l'oggettività in etica, una etica naturale, principi assoluti, o ritieni che non esista.

Nel primo caso devi fornire metodi e criteri scientifici per distinguere giusto e sbagliato. Nel secondo caso sostieni il relativismo.

Liberali, progressisti, sinistra postmoderna sostengono il relativismo, doprattutto contro le idee degli altri. Se tuttavia sostieni il relativismo - non esiste la verità in etica, esistono solo punti di vista - non puoi dir nulla contro Breivik, non hai nessuna arma per farlo.
Dal suo punto di vista, Breivik ha fatto quel che era giusto fare.
Dal suo punto di vista, Hitler ha fatto quel che era giusto

Tutto ciò che puoi dire è che, dal loro punto di vista, non sono riusciti a fare abbastanza.

Non sopporto l'atteggiamento di chi sostiene il relativismo ma in pratica applica il "buon senso" a ed esso si appella per giudicare gli altri. Primo, perché è incoerente; secondo, perché il buon senso non è una cosa definita.

Vieni anche tu a scuola in Svezia!

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Qui accettiamo qualunque tipo di animale! Non facciamo discriminazioni noi! Mica siamo razzisti!!!‎
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il 2019-10-05 21:28:08.0 alle 2019-10-05 21:28:08.0
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Re: Rick Dufer spiega KARL POPPER a GIOPIZZI
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> > > Su Breivik la solita insalata di banalità
> >
> > Non so cosa intendi con "banalità", ma se è un tentativo di dare una giustificazione morale a Breivik mi dissocio immediatamente: chi fa strage di civili è un criminale nel senso più assoluto e meno interpretabile del termine.
>
> Non esiste un solo stato sulla terra che non lo faccia, tranne forse il Bhutan. Quindi dovremmo cessare immediatamente ogni forma di obbedienza verso qualunque stato.

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**Modificato dall'autore il 05.10.2019 21:29**
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il 2019-10-05 14:36:12.0 alle 2019-10-05 14:36:12.0
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Re: Perché sono un individualista? Vita, filosofia e morte
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> Scritto da: Ordine
> > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > Comunque il commento è questo, copio:
> >
> >
> >
> > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
>
> Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
>
> Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
>
> Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
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> Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
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> Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
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> Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.


Sai, gira e rigira mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa, non è del tutto sbagliato l'individualismo ma nemmeno il collettivismo. Certo che se la contrapposizione dev'essere il collettivismo totalitarista vs l'indiviualismo anarcocapitalista...
Oggi però mi sembra che si stia andando più verso la direzione dell'estremo individualismo piuttosto che verso totalitarismo statalista.
Ormai nelle varie discussioni sui social e non solo, non si può dire più niente che subito arriva l'individaulista a dirti "ma cosa vuoi? Io sono libero di fare quello che voglio e tu non devi giudicare". Ad esempio l'altro giorno avevo criticato il poliamorismo che secondo è una stronzata che fa comodo soprattutto alle donne che vogliono avere zerbini che le fanno i favori e che si scoperanno una volta a mese se tutto va male e nel contempo scoparsi i più fighi e questa cosa non è minimamente paragonabile al classico rapporto monogamo che dovrebbe essere secondo me fulcro di una società sana. Avessi mai detto, mi sono venuti a commentare tutti i poliamoristi incazzati perchè io non rispetto la loro libertà blablabla come se io avessi detto che il poliamorismo debba essere illegale cosa che non ho mai sostenuto anche perchè impensabile da proibire. Insomma loro possono essere liberi di fare quello che vogliono, anche quello di condizionare la società in vivo. Io invece non posso essere libero nemmeno di criticarli...roba da matti.
"Se tutti facessero così..."

"La Romania è ricchissima" cit. Dada
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Scritto da
Non Autenticato
il 2019-10-04 15:31:41.0 alle 2019-10-04 15:31:41.0
Re: Perché sono un individualista? Vita, filosofia e morte
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> Scritto da:
> > Scritto da: Ordine
> > > C'è un tizio sotto che ha lasciato un commento che lo incornicerei e come al solito Du Fer quando si tratta di rispondere ai commenti ti liquida con due parole facendoti apparire come un fesso, vabbè...
> > > Comunque il commento è questo, copio:
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> > > Dal tuo discorso sembra che non sia possibile dire la propria e sviluppare le proprie propensioni (e quindi la propria identità), mentre si fa parte di uno o più gruppi sociali e/o identitari. In altre parole, sembra che implicitamente tu veda il gruppo come un'imposizione coercitiva di opinioni o valori. Da qui la tua esaltazione dell'individualismo vs l'identitarismo del gruppo.
> > > Il problema, ed è il punto in cui mi trovo in disaccordo, è che non è necessariamente vero che fare parte di un gruppo identitario comporti coercizione intellettuale o coercizione di altro tipo. Il gruppo identitario dovrebbe essere il presupposto perché si crei una rete comunitaria di supporto, solidale e di riconoscimento reciproco. Anche la sola comunità linguistica gioca questo ruolo fondamentale, creando una vera e propria connessione interpersonale che permette alle persone di relazionarsi agevolmente; altri esempi possono essere le tradizioni culinarie o l'educazione di base. Ci sentiamo sottoposti a coercizione quando ci rendiamo conto che non abbiamo scelto di parlare italiano come prima lingua? Viviamo come un'ingiusta imposizione l'esserci stata impartita sin da piccoli una dieta che prevede un piatto di pasta 4 volte a settimana? Non credo.
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> > Questo lo quoto. Alcuni post fa ho scritto che come la materia non è fatta direttamente di quark, ma di molecole fatte di atomi fatti di protoni e neutroni fatti di quark, la società non è solo e semplicemente composta da individui, ma da individui e da varie entità collettive, tra cui i gruppi etnici, che esistono perché funzionali in qualche modo ai loro appartenenti.
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> Pensavamo fosse fatta da tonnellate di paragoni e metafore una più idiota dell'altra.

Pensavate male

> > Un difetto del pensiero liberale è non capire queste cose. il liberalismo è giustizia pura finché resta nel suo ambito e si contrappone all'illiberalismo, ma al di fuori del campo visivo del liberalismo esistono anche altre cose, altri bisogni, che non sono semplicemente tutta merda solo perché i liberali non le tengono in considerazione.
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> > Che fare allora se un tale, che abita in un posto caratterizzato da uno specifico gruppo etnico e dalla sua cultura, se viene per varie ragioni in conflitto irrimediabile con l'uno e l'altra?
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> > Io non nego che possano o debbano esistere zone del mondo prive di una identità o connotazione etnica specifica, in cui il tale in questione possa essere libero di andare ad abitare. Quello che non voglio è che questo modello a-etnico, che i progressisti considerano superiore, sia esteso a tutti i luoghi e a tutti i territori come se fosse il solo possibile.
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> > Possono esistere posti dove chiunque può andare o insediarsi, tipicamente le grandi metropoli, e posti caratterizzati da specifici gruppi etnici, o idealmente anche gruppi di altro tipo, dove per insediarti devi avere il consenso dei proprietari.
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> > Non è l'esistere delle tribù che impedisce il progresso, sono i progressisti a incalzare le tribù.
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