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Codice barbaricino (x Sandino)Sa LimbaLeggiti questo breve tratto
http://www.geocities.com/acacciadisardegna/faida.h...
in esso sono riassunti alcuni elementi che possono aiutare a capire perché il fenomeno del banditismo sardo è stato accompagnato da una sorta di simpatia
Sia chiaro che si tratta di contesti sociali che hanno la loro ragione di fondo in quella che era la società agropastorale ottocentesca di una colonia del regno sardo piemontese: ancora oggi in sardo campidanese nelle imprecazioni rivolte con cattiveria ad un interlocutore si usa dire anku ti pregoni sa giustizia (che ti prenda la giustizia), anku ti pregoni su buginu che ha un duplice significato: "che ti prenda il boia" oppure "che ti prenda il Bogino", un triste ministro Piemontese, una delle figure più nere della storia della Sardegna (cerca in rete altrimenti finisco per fare un trattato). Sono frasi che denotano la secolare scarsa fiducia dei sardi nelle istituzioni giudiziarie, un retaggio così radicato nel nostro DNA che anche mio padre, pur essendo un carabiniere ligio al proprio dovere e convinto del proprio ruolo, usava queste frasi quasi quotidianamente (non so dire quante volte mi avrà rivolto quelle frasi in momenti di incazzo quando ne combinavo qualcuna).
In seguito del codice barbaricino e della figura del balente sono rimasti gli aspetti più negativi, travisando al punto che la "balentia" è spesso confusa con il vandalismo, la prepotenza, il totale disprezzo delle regole di convivenza civile.
Un po' come la mafia, che in altri tempi aveva forse una ragione d'esistenza come fenomeno regolatore sociale che surrogava uno stato assente, in seguito ha mantenuto gli aspetti più negativi estremizzandoli.-
Ciò che resta della balentiaSa LimbaPer farti un esempio di degenerazione del concetto di "balentia": nel centro Sardegna c'è sempre stata la cultura dell'arma, sia da taglio (la pattadese a serramanico) sia da fuoco (la doppietta, ma anche il mitra o la pistola). Anni fa un mio conoscente stava scorrazzando in auto in un paese della barbagia in piena notte, dopo una serata di bagordi al bar. C'era un'intera cricca visto che si trattava di un Peugeot a 9 posti, quelli usati negli anni 70 dagli autonoleggiatori per trasportare le persone a Cagliari o a Nuoro dai paesini più remoti. Si trattava di un fatto usuale nelle zone marginali della Sardegna: non c'erano molte occasioni di svago, si passava la serata al bar si beveva a più non posso e poi si andava a fare scorrerie in altri paesi, spesso improvvisando delle jam session. Quella sera si era aggregato un tizio che aveva una pistola. Infatti giunti in un altro paese, a sorpresa questo tira fuori dal giaccone la pistola e si mette a sparare in aria mentre attraversavano il centro abitato. Ci credi se ti dico che da qualche cortile hanno risposto con una raffica di mitra?
Fatti di questo genere sono gli stessi che hanno dato vita alla "gloriosa" carriera di Graziano Mesina (allora aveva 18 anni).
Beh, ti faccio alcuni esempi di atti "eroici" che certi tamarri identificano con la "balentia":
- centrare con un fucile a pallettoni il cartello stradale posto all'ingresso di un paese "rivale"
- ubriacarsi, compiere atti di vandalismo e imbrattare i muri con scritte tipo "XXXX classe 1959" o "YYYY regna" (XXXX e YYYY sono nomi di paesi) quando si era chiamati a fare la visita di leva a Cagliari (per molti ragazzi era la prima occasione in cui si andava a Cagliari per tre giorni da soli!)
- ubriacarsi e fare a botte con altre bande di "balentes" in altri paesi, specie in occasione delle sagre estive (talvolta ci scappa la "puntura con sa leppa")
- ubriacarsi e fare a botte con altri "balentes" provenienti da altri paesi ("strangius", forestieri), spesso in difesa delle ragazze del paese (una sorta di difesa conservativa del proprio germoplasma?)
- fare a gara nell'abilità di ingurgitare alcolici ('nzomma, a chi ne regge di più stando in piedi, magari mettendosi anche alla guida di un'auto)
- scorrazzare in paese con l'auto superaccessoriata per fare colpo con le pivelle o le pitzinnas. gli standard si sono evoluti nei tempi: dalle vecchie 128 sport rigorosamente dotate di paraspruzzi alle ruote posteriori si è passati alle Renault 5 turbo e Uno turbo rigorosamente dotate di tettuccio apribili, poi alla mitica Golf, rigorosamente a quattro fari e ora naturalmente non si può fare a meno del SUV. In tutti i casi il denominatore comune è il colore preferibilmente nero e soprattutto l'autoradio con le casse a 400 W a tutto spiano perché si deve sentire il bum bum fin dentro le case
- scorrazzare in paese con il cavallo ad ogni festa comandata
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