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definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-10 04:47:00.0 alle 2008-06-10 04:47:00.0secondo la più logica della definizioni la violenza è attribuibile solo in questi casi,parlo di violenza in generale anche verso adulti intendo
1)quando viene espresso un dissenso e questo dissenso viene forzato (quindi con atto coercitivo)o quando il dissenso viene evitato (ad esempio quando un capoufficio dà una "palpata a tradimento ad una segretraia prima che questa abbia tempo di esprimere un eventuale dissenso)
2) quando vi è una incapacità ad esprimere un dissenso ,ad esempio quando una donna viene narcotizzata ..o quando un bambino è troppo piccolo da poter esprimere un dissenso
queste sono le uniche ipotesi in cui sia riconducibile il termine violenza
non esiste alcun altro un terzo caso
queste sono le basi logiche su cui partire
secondo la vostra tesi..non vi sarebbe differenza tra un atto consensuale o meno poichè secondo la vostra tesi
l'apparente consenso dei minori non sarebbe un vero consenso ma un ASSENSO INCONSAPEVOLE (senza conoscenza)
cosa ben diversa da un CONSENSO (ASSENSO CONSAPEVOLE=con conoscenza)
quindi come ci si orienta logicamente per discernere se sia un assenso inconsapevole o un consenso?
il limite è la capacità di esprimere un dissenso
semplicemente perchè non si può dissentire da ciò che non si conosce,ciò è implicito nella logica..nessuno può dissentire da ciò che non conosce ..non a caso anche il linguaggio ci è di aiuto ,il quale fà distinzione tra assenso e consenso ma non vi è alcuna distinzione tra un dissenso convapevole e uno ipoteticamente incosapevole ..non a caso non esiste una parola
del tipo "disconsenso" ( dissenso consapevole ) perchè è implicito che sia consapevole..semplicemente perchè non si può dissentire da ciò che non si conosce
se ad esempio in un esempio estremo si desse in mano ad un bimbo di tre anni un candelotto di dinamite acceso ..lo accetterbbe necessariamente e salterebbe in aria ..non dissentirebbe dal riceverlo semplicemente perchè non si può dissentire da ciò che non si conosce
e su questo avrei da evidenziare il fatto che il reato di TENTATIVO di violenza sia quasi totalmente una raccolta di tali testimonianze..ovvero in cui il minore dimostri di esprimere un dissenso esplicito-
Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-10 06:23:00.0 alle 2008-06-10 06:23:00.0
- Scritto da:
> semplicemente perchè non si può dissentire da
> ciò che non si conosce,
E allora bisogna dargli la conoscenza in modo che ognuno possa assentire o dissentire a ragion veduta-
Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-10 11:54:00.0 alle 2008-06-10 11:54:00.0
- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> > semplicemente perchè non si può dissentire da
> > ciò che non si conosce,
>
> E allora bisogna dargli la conoscenza in modo che
> ognuno possa assentire o dissentire a ragion
> veduta
Beh sì a "ragion veduta", la "conoscenza" che viene data mostrandogli anche con film quello che devono fare, le varie tecniche di pompino, come si fanno le seghe etc. etc, a seconda dai gusti del porco pedofilo [cit], fa parte dell'addestramento ma spesso si saltano questi preamboli, li si mette a 90 e bon..
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Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-10 14:26:00.0 alle 2008-06-10 14:26:00.0- Scritto da:
> secondo la più logica della definizioni la
> violenza è attribuibile solo in questi casi,parlo
> di violenza in generale anche verso adulti
> intendo
>
> 1)quando viene espresso un dissenso e questo
> dissenso viene forzato (quindi con atto
> coercitivo)o quando il dissenso viene
> evitato (ad esempio quando un capoufficio dà
> una "palpata a tradimento ad una segretraia prima
> che questa abbia tempo di esprimere un eventuale
> dissenso)
>
> 2) quando vi è una incapacità ad esprimere un
> dissenso ,ad esempio quando una donna viene
> narcotizzata ..o quando un bambino è troppo
> piccolo da poter esprimere un
> dissenso
>
> queste sono le uniche ipotesi in cui sia
> riconducibile il termine
> violenza
> non esiste alcun altro un terzo caso
>
> queste sono le basi logiche su cui partire
>
>
> secondo la vostra tesi..non vi sarebbe differenza
> tra un atto consensuale o meno poichè secondo la
> vostra tesi
>
> l'apparente consenso dei minori non sarebbe un
> vero consenso ma un ASSENSO INCONSAPEVOLE (senza
> conoscenza)
> cosa ben diversa da un CONSENSO (ASSENSO
> CONSAPEVOLE=con
> conoscenza)
>
>
>
>
> quindi come ci si orienta logicamente per
> discernere se sia un assenso inconsapevole o un
> consenso?
>
> il limite è la capacità di esprimere un dissenso
>
> semplicemente perchè non si può dissentire da ciò
> che non si conosce,ciò è implicito nella
> logica..nessuno può dissentire da ciò che non
> conosce ..non a caso anche il linguaggio ci è di
> aiuto ,il quale fà distinzione tra assenso e
> consenso ma non vi è alcuna distinzione tra un
> dissenso convapevole e uno ipoteticamente
> incosapevole ..non a caso non esiste una parola
>
> del tipo "disconsenso" ( dissenso consapevole )
> perchè è implicito che sia
> consapevole..semplicemente perchè non si può
> dissentire da ciò che non si conosce
>
>
> se ad esempio in un esempio estremo si desse in
> mano ad un bimbo di tre anni un candelotto di
> dinamite acceso ..lo accetterbbe necessariamente
> e salterebbe in aria ..non dissentirebbe dal
> riceverlo semplicemente perchè non si può
> dissentire da ciò che non si
> conosce
>
>
>
>
> e su questo avrei da evidenziare il fatto che il
> reato di TENTATIVO di violenza sia quasi
> totalmente una raccolta di tali
> testimonianze..ovvero in cui il minore dimostri
> di esprimere un dissenso
> esplicito
QUALSIASI cosa non si è mai direttamente sperimentata prima, per CHIUNQUE è nuova sul piano ESPERIENZIALE; purtuttavia cio' non toglie che essa possa essere valutata in misure differenti, a partire dai dati di cui si è in possesso (analisi razionale); contribuiscono in maniera significativa all'idea che ci si fa, le sensazioni che suscita a pelle la figurazione dell'esperienza e la codificazione altrui (specie se proveniente da personaggi di riferimento a cui è attribuità autorevolezza).
Prima di giungere alla sperimentazione diretta, il ponte sul vuoto conoscitvo si corre il rischio possa essere fatto crollare dal pregiudizio, se non proprio, di terzi.
Negare che un soggetto possa comunque avere della capacità elaborative o si possa basare anche su delle sensazioni figurative, solo perchè "ci sembra piccolo", è un grosso errore.
E' chiaro che le potenzialità intellettive si svilupperanno con il passare degli anni, ma
A - a prescindere dall'intelligenza, nessun sapere teorico può compensare del tutto una mancanza esperienziale;
B - verso alcune esperienze si può essere naturalmente più o meno disposti (non voglio azzardare si sia pre-disposti nella stessa misura in ogni caso);
C - l'esperienza non è la meta finale del percorso: essa verrà valutata ed andrà a dare concretezza all'idea inizialmente concepita (smentendola o confermandola);
D - non tutte le attività sessuali sono impegnative e coinvolgenti allo stesso modo.
Pertanto è nocivo il giudizio morale in quanto condizionamento esterno, poichè fuorvia in partenza non sulla base di reali pericoli e necessità il parere dell'interessato.
Non esiste "l'informazione precoce" di fronte a dirette richieste di spiegazioni, così come non è innaturale nè ci si può attappare gli occhi di fronte alla curiosità propria di quei soggetti non ancora dominati dal senso di pudicizia che cercano di capire il mondo in ogni suo aspetto (come sono fatti, cosa è altro da loro, ciò che sentono ecc).
Goddamn-
Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-10 14:49:00.0 alle 2008-06-10 14:49:00.0
- Scritto da:
> - Scritto da:
> > secondo la più logica della definizioni la
> > violenza è attribuibile solo in questi
> casi,parlo
> > di violenza in generale anche verso adulti
> > intendo
> >
> > 1)quando viene espresso un dissenso e questo
> > dissenso viene forzato (quindi con atto
> > coercitivo)o quando il dissenso viene
> > evitato (ad esempio quando un capoufficio dà
> > una "palpata a tradimento ad una segretraia
> prima
> > che questa abbia tempo di esprimere un eventuale
> > dissenso)
> >
> > 2) quando vi è una incapacità ad esprimere un
> > dissenso ,ad esempio quando una donna viene
> > narcotizzata ..o quando un bambino è troppo
> > piccolo da poter esprimere un
> > dissenso
> >
> > queste sono le uniche ipotesi in cui sia
> > riconducibile il termine
> > violenza
> > non esiste alcun altro un terzo caso
> >
> > queste sono le basi logiche su cui partire
> >
> >
> > secondo la vostra tesi..non vi sarebbe
> differenza
> > tra un atto consensuale o meno poichè secondo la
> > vostra tesi
> >
> > l'apparente consenso dei minori non sarebbe un
> > vero consenso ma un ASSENSO INCONSAPEVOLE (senza
> > conoscenza)
> > cosa ben diversa da un CONSENSO (ASSENSO
> > CONSAPEVOLE=con
> > conoscenza)
> >
> >
> >
> >
> > quindi come ci si orienta logicamente per
> > discernere se sia un assenso inconsapevole o un
> > consenso?
> >
> > il limite è la capacità di esprimere un
> dissenso
>
> >
> > semplicemente perchè non si può dissentire da
> ciò
> > che non si conosce,ciò è implicito nella
> > logica..nessuno può dissentire da ciò che non
> > conosce ..non a caso anche il linguaggio ci è di
> > aiuto ,il quale fà distinzione tra assenso e
> > consenso ma non vi è alcuna distinzione tra un
> > dissenso convapevole e uno ipoteticamente
> > incosapevole ..non a caso non esiste una parola
> >
> > del tipo "disconsenso" ( dissenso consapevole )
> > perchè è implicito che sia
> > consapevole..semplicemente perchè non si può
> > dissentire da ciò che non si conosce
> >
> >
> > se ad esempio in un esempio estremo si desse in
> > mano ad un bimbo di tre anni un candelotto di
> > dinamite acceso ..lo accetterbbe necessariamente
> > e salterebbe in aria ..non dissentirebbe dal
> > riceverlo semplicemente perchè non si può
> > dissentire da ciò che non si
> > conosce
> >
> >
> >
> >
> > e su questo avrei da evidenziare il fatto che il
> > reato di TENTATIVO di violenza sia quasi
> > totalmente una raccolta di tali
> > testimonianze..ovvero in cui il minore dimostri
> > di esprimere un dissenso
> > esplicito
>
> QUALSIASI cosa non si è mai direttamente
> sperimentata prima, per CHIUNQUE è nuova sul
> piano ESPERIENZIALE; purtuttavia cio' non toglie
> che essa possa essere valutata in misure
> differenti, a partire dai dati di cui si è in
> possesso (analisi razionale); contribuiscono in
> maniera significativa all'idea che ci si fa, le
> sensazioni che suscita a pelle la figurazione
> dell'esperienza e la codificazione altrui (specie
> se proveniente da personaggi di riferimento a cui
> è attribuità autorevolezza).
>
> Prima di giungere alla sperimentazione diretta,
> il ponte sul vuoto conoscitvo si corre il rischio
> possa essere fatto crollare dal pregiudizio, se
> non proprio, di
> terzi.
>
> Negare che un soggetto possa comunque avere della
> capacità elaborative o si possa basare anche su
> delle sensazioni figurative, solo perchè "ci
> sembra piccolo", è un grosso errore.
>
>
> E' chiaro che le potenzialità intellettive si
> svilupperanno con il passare degli anni, ma
>
>
> A - a prescindere dall'intelligenza, nessun
> sapere teorico può compensare del tutto una
> mancanza
> esperienziale;
>
> B - verso alcune esperienze si può essere
> naturalmente più o meno disposti (non voglio
> azzardare si sia pre-disposti nella stessa misura
> in ogni
> caso);
>
> C - l'esperienza non è la meta finale del
> percorso: essa verrà valutata ed andrà a dare
> concretezza all'idea inizialmente concepita
> (smentendola o
> confermandola);
>
> D - non tutte le attività sessuali sono
> impegnative e coinvolgenti allo stesso
> modo.
>
> Pertanto è nocivo il giudizio morale in quanto
> condizionamento esterno, poichè fuorvia in
> partenza non sulla base di reali pericoli e
> necessità il parere
> dell'interessato.
>
> Non esiste "l'informazione precoce" di fronte a
> dirette richieste di spiegazioni, così come non è
> innaturale nè ci si può attappare gli occhi di
> fronte alla curiosità propria di quei soggetti
> non ancora dominati dal senso di pudicizia che
> cercano di capire il mondo in ogni suo aspetto
> (come sono fatti, cosa è altro da loro, ciò che
> sentono ecc).
>
>
> Goddamn
PROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOT
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Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-10 15:21:00.0 alle 2008-06-10 15:21:00.0
- Scritto da:
>
> - Scritto da:
> > - Scritto da:
> > > secondo la più logica della definizioni la
> > > violenza è attribuibile solo in questi
> > casi,parlo
> > > di violenza in generale anche verso adulti
> > > intendo
> > >
> > > 1)quando viene espresso un dissenso e
> questo
> > > dissenso viene forzato (quindi con atto
> > > coercitivo)o quando il dissenso viene
> > > evitato (ad esempio quando un capoufficio> dà
> > > una "palpata a tradimento ad una segretraia
> > prima
> > > che questa abbia tempo di esprimere un
> eventuale
> > > dissenso)
> > >
> > > 2) quando vi è una incapacità ad esprimere
> un
> > > dissenso ,ad esempio quando una donna
> viene
> > > narcotizzata ..o quando un bambino è troppo
> > > piccolo da poter esprimere un
> > > dissenso
> > >
> > > queste sono le uniche ipotesi in cui sia
> > > riconducibile il termine
> > > violenza
> > > non esiste alcun altro un terzo caso
> > >
> > > queste sono le basi logiche su cui partire
> > >
> > >
> > > secondo la vostra tesi..non vi sarebbe
> > differenza
> > > tra un atto consensuale o meno poichè secondo
> la
> > > vostra tesi
> > >
> > > l'apparente consenso dei minori non sarebbe un
> > > vero consenso ma un ASSENSO INCONSAPEVOLE
> (senza
> > > conoscenza)
> > > cosa ben diversa da un CONSENSO (ASSENSO
> > > CONSAPEVOLE=con
> > > conoscenza)
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > quindi come ci si orienta logicamente per
> > > discernere se sia un assenso inconsapevole o
> un
> > > consenso?
> > >
> > > il limite è la capacità di esprimere un
> > dissenso
> >
> > >
> > > semplicemente perchè non si può dissentire da
> > ciò
> > > che non si conosce,ciò è implicito nella
> > > logica..nessuno può dissentire da ciò che non
> > > conosce ..non a caso anche il linguaggio ci è
> di
> > > aiuto ,il quale fà distinzione tra assenso e
> > > consenso ma non vi è alcuna distinzione tra un
> > > dissenso convapevole e uno ipoteticamente
> > > incosapevole ..non a caso non esiste una
> parola
> > >
> > > del tipo "disconsenso" ( dissenso consapevole
> )
> > > perchè è implicito che sia
> > > consapevole..semplicemente perchè non si può
> > > dissentire da ciò che non si conosce
> > >
> > >
> > > se ad esempio in un esempio estremo si desse
> in
> > > mano ad un bimbo di tre anni un candelotto di
> > > dinamite acceso ..lo accetterbbe
> necessariamente
> > > e salterebbe in aria ..non dissentirebbe dal
> > > riceverlo semplicemente perchè non si può
> > > dissentire da ciò che non si
> > > conosce
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > e su questo avrei da evidenziare il fatto che
> il
> > > reato di TENTATIVO di violenza sia quasi
> > > totalmente una raccolta di tali
> > > testimonianze..ovvero in cui il minore
> dimostri
> > > di esprimere un dissenso
> > > esplicito
> >
> > QUALSIASI cosa non si è mai direttamente
> > sperimentata prima, per CHIUNQUE è nuova sul
> > piano ESPERIENZIALE; purtuttavia cio' non toglie
> > che essa possa essere valutata in misure
> > differenti, a partire dai dati di cui si è in
> > possesso (analisi razionale); contribuiscono in
> > maniera significativa all'idea che ci si fa, le
> > sensazioni che suscita a pelle la figurazione
> > dell'esperienza e la codificazione altrui
> (specie
> > se proveniente da personaggi di riferimento a
> cui
> > è attribuità autorevolezza).
> >
> > Prima di giungere alla sperimentazione diretta,
> > il ponte sul vuoto conoscitvo si corre il
> rischio
> > possa essere fatto crollare dal pregiudizio, se
> > non proprio, di
> > terzi.
> >
> > Negare che un soggetto possa comunque avere
> della
> > capacità elaborative o si possa basare anche su
> > delle sensazioni figurative, solo perchè "ci
> > sembra piccolo", è un grosso errore.
> >
> >
> > E' chiaro che le potenzialità intellettive si
> > svilupperanno con il passare degli anni, ma
> >
> >
> > A - a prescindere dall'intelligenza, nessun
> > sapere teorico può compensare del tutto una
> > mancanza
> > esperienziale;
> >
> > B - verso alcune esperienze si può essere
> > naturalmente più o meno disposti (non voglio
> > azzardare si sia pre-disposti nella stessa
> misura
> > in ogni
> > caso);
> >
> > C - l'esperienza non è la meta finale del
> > percorso: essa verrà valutata ed andrà a dare
> > concretezza all'idea inizialmente concepita
> > (smentendola o
> > confermandola);
> >
> > D - non tutte le attività sessuali sono
> > impegnative e coinvolgenti allo stesso
> > modo.
> >
> > Pertanto è nocivo il giudizio morale in quanto
> > condizionamento esterno, poichè fuorvia in
> > partenza non sulla base di reali pericoli e
> > necessità il parere
> > dell'interessato.
> >
> > Non esiste "l'informazione precoce" di fronte a
> > dirette richieste di spiegazioni, così come non
> è
> > innaturale nè ci si può attappare gli occhi di
> > fronte alla curiosità propria di quei soggetti
> > non ancora dominati dal senso di pudicizia che
> > cercano di capire il mondo in ogni suo aspetto
> > (come sono fatti, cosa è altro da loro, ciò che
> > sentono ecc).
> >
> >
> > Goddamn
>
>
>
> PROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOT
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Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2013-09-03 19:22:02.0 alle 2013-09-03 19:22:02.0Scritto da:
> - Scritto da:
> > secondo la più logica della definizioni la
> > violenza è attribuibile solo in questi casi,parlo
> > di violenza in generale anche verso adulti
> > intendo
> >
> > 1)quando viene espresso un dissenso e questo
> > dissenso viene forzato (quindi con atto
> > coercitivo)o quando il dissenso viene
> > evitato (ad esempio quando un capoufficio dà
> > una "palpata a tradimento ad una segretraia prima
> > che questa abbia tempo di esprimere un eventuale
> > dissenso)
> >
> > 2) quando vi è una incapacità ad esprimere un
> > dissenso ,ad esempio quando una donna viene
> > narcotizzata ..o quando un bambino è troppo
> > piccolo da poter esprimere un
> > dissenso
> >
> > queste sono le uniche ipotesi in cui sia
> > riconducibile il termine
> > violenza
> > non esiste alcun altro un terzo caso
> >
> > queste sono le basi logiche su cui partire
> >
> >
> > secondo la vostra tesi..non vi sarebbe differenza
> > tra un atto consensuale o meno poichè secondo la
> > vostra tesi
> >
> > l'apparente consenso dei minori non sarebbe un
> > vero consenso ma un ASSENSO INCONSAPEVOLE (senza
> > conoscenza)
> > cosa ben diversa da un CONSENSO (ASSENSO
> > CONSAPEVOLE=con
> > conoscenza)
> >
> >
> >
> >
> > quindi come ci si orienta logicamente per
> > discernere se sia un assenso inconsapevole o un
> > consenso?
> >
> > il limite è la capacità di esprimere un dissenso
> >
> > semplicemente perchè non si può dissentire da ciò
> > che non si conosce,ciò è implicito nella
> > logica..nessuno può dissentire da ciò che non
> > conosce ..non a caso anche il linguaggio ci è di
> > aiuto ,il quale fà distinzione tra assenso e
> > consenso ma non vi è alcuna distinzione tra un
> > dissenso convapevole e uno ipoteticamente
> > incosapevole ..non a caso non esiste una parola
> >
> > del tipo "disconsenso" ( dissenso consapevole )
> > perchè è implicito che sia
> > consapevole..semplicemente perchè non si può
> > dissentire da ciò che non si conosce
> >
> >
> > se ad esempio in un esempio estremo si desse in
> > mano ad un bimbo di tre anni un candelotto di
> > dinamite acceso ..lo accetterbbe necessariamente
> > e salterebbe in aria ..non dissentirebbe dal
> > riceverlo semplicemente perchè non si può
> > dissentire da ciò che non si
> > conosce
> >
> >
> >
> >
> > e su questo avrei da evidenziare il fatto che il
> > reato di TENTATIVO di violenza sia quasi
> > totalmente una raccolta di tali
> > testimonianze..ovvero in cui il minore dimostri
> > di esprimere un dissenso
> > esplicito
>
> QUALSIASI cosa non si è mai direttamente sperimentata prima, per CHIUNQUE è nuova sul piano ESPERIENZIALE; purtuttavia cio' non toglie che essa possa essere valutata in misure differenti, a partire dai dati di cui si è in possesso (analisi razionale); contribuiscono in maniera significativa all'idea che ci si fa, le sensazioni che suscita a pelle la figurazione dell'esperienza e la codificazione altrui (specie se proveniente da personaggi di riferimento a cui è attribuità autorevolezza).
> Prima di giungere alla sperimentazione diretta, il ponte sul vuoto conoscitvo si corre il rischio possa essere fatto crollare dal pregiudizio, se non proprio, di terzi.
>
> Negare che un soggetto possa comunque avere della capacità elaborative o si possa basare anche su delle sensazioni figurative, solo perchè "ci sembra piccolo", è un grosso errore.
>
> E' chiaro che le potenzialità intellettive si svilupperanno con il passare degli anni, ma
>
> A - a prescindere dall'intelligenza, nessun sapere teorico può compensare del tutto una mancanza esperienziale;
>
> B - verso alcune esperienze si può essere naturalmente più o meno disposti (non voglio azzardare si sia pre-disposti nella stessa misura in ogni caso);
>
> C - l'esperienza non è la meta finale del percorso: essa verrà valutata ed andrà a dare concretezza all'idea inizialmente concepita (smentendola o confermandola);
>
> D - non tutte le attività sessuali sono impegnative e coinvolgenti allo stesso modo.
>
> Pertanto è nocivo il giudizio morale in quanto condizionamento esterno, poichè fuorvia in partenza non sulla base di reali pericoli e necessità il parere dell'interessato.
>
> Non esiste "l'informazione precoce" di fronte a dirette richieste di spiegazioni, così come non è innaturale nè ci si può attappare gli occhi di fronte alla curiosità propria di quei soggetti non ancora dominati dal senso di pudicizia che cercano di capire il mondo in ogni suo aspetto (come sono fatti, cosa è altro da loro, ciò che sentono ecc).
>
> Goddamn
Non sono proprio del tutto convinto che sia necessario aver sperimentato una cosa PRIMA di poter acconsentire.
Soprattutto non nella sessualità che è una cosa d'istinto.
Cioè, per esempio io non ho mai fatto sesso con un bambino, ma so che la cosa mi piacerebbe: non è che la devo provare per saperlo. Lo so per istinto.
In altri ambiti invece in effetti serve sperimentare prima: non posso sapere se una cosa da mangiare mi piaccia o meno prima di averla provata, quindi prima di firmare un contratto per avere il toblerone in fornitura per i prossimi 30 anni forse farei meglio ad assaggiarlo.
Prima di compre una macchina forse farei meglio a provarla.
Nel sesso però non è così.
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Re: definizione di violenzaProc di CataniaScritto daNon Autenticatoil 2008-06-13 02:33:00.0 alle 2008-06-13 02:33:00.0
- Scritto da:
> secondo la più logica della definizioni la
> violenza è attribuibile solo in questi casi,parlo
> di violenza in generale anche verso adulti
> intendo
>
> 1)quando viene espresso un dissenso e questo
> dissenso viene forzato (quindi con atto
> coercitivo)o quando il dissenso viene
> evitato (ad esempio quando un capoufficio dà
> una "palpata a tradimento ad una segretraia prima
> che questa abbia tempo di esprimere un eventuale
> dissenso)
>
> 2) quando vi è una incapacità ad esprimere un
> dissenso ,ad esempio quando una donna viene
> narcotizzata ..o quando un bambino è troppo
> piccolo da poter esprimere un
> dissenso
>
> queste sono le uniche ipotesi in cui sia
> riconducibile il termine
> violenza
> non esiste alcun altro un terzo caso
>
> queste sono le basi logiche su cui partire
>
>
> secondo la vostra tesi..non vi sarebbe differenza
> tra un atto consensuale o meno poichè secondo la
> vostra tesi
>
> l'apparente consenso dei minori non sarebbe un
> vero consenso ma un ASSENSO INCONSAPEVOLE (senza
> conoscenza)
> cosa ben diversa da un CONSENSO (ASSENSO
> CONSAPEVOLE=con
> conoscenza)
>
>
>
>
> quindi come ci si orienta logicamente per
> discernere se sia un assenso inconsapevole o un
> consenso?
>
> il limite è la capacità di esprimere un dissenso
>
> semplicemente perchè non si può dissentire da ciò
> che non si conosce,ciò è implicito nella
> logica..nessuno può dissentire da ciò che non
> conosce ..non a caso anche il linguaggio ci è di
> aiuto ,il quale fà distinzione tra assenso e
> consenso ma non vi è alcuna distinzione tra un
> dissenso convapevole e uno ipoteticamente
> incosapevole ..non a caso non esiste una parola
>
> del tipo "disconsenso" ( dissenso consapevole )
> perchè è implicito che sia
> consapevole..semplicemente perchè non si può
> dissentire da ciò che non si conosce
>
>
> se ad esempio in un esempio estremo si desse in
> mano ad un bimbo di tre anni un candelotto di
> dinamite acceso ..lo accetterbbe necessariamente
> e salterebbe in aria ..non dissentirebbe dal
> riceverlo semplicemente perchè non si può
> dissentire da ciò che non si
> conosce
>
>
>
>
> e su questo avrei da evidenziare il fatto che il
> reato di TENTATIVO di violenza sia quasi
> totalmente una raccolta di tali
> testimonianze..ovvero in cui il minore dimostri
> di esprimere un dissenso
> esplicito
e da quando si è capaci di esprimere un dissenso?
la bambina yemenita noujoud chiedendo il divorzio ha dimostrato che già da 8 anni si è capaci
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