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    il 2010-02-06 14:06:00.0 alle 2010-02-06 14:06:00.0
    Di Pietro ministro della Giustizia
    Il 6 aprile 2008, vigilia delle ultime elezioni, la
    polizia penitenziaria ascolta il boss della
    ‘Ndrangheta di Gioia Tauro, Giuseppe Piromalli,
    ergastolano al 41-bis, chiacchierare del governo
    prossimo venturo con altri detenuti di Cosa Nostra
    nell’ora di “socialità” nel carcere di Tolmezzo. Piromalli
    ha un incubo che gli leva il sonno: che rivinca il
    centrosinistra e che stavolta non metta alla Giustizia un
    Mastella, ma Di Pietro. Lo dice al medico mafioso
    Antonino Cinà e i capimafia Carlo Greco e Paolo Amico
    (killer del giudice Livatino): “Speriamo che non
    facciano ministro della Giustizia Di Pietro, quello è
    incorruttibile, è uno come quel Martelli (il Guardasigilli
    che nel 1992 inventò il 41-bis, ndr) che ci ha rovinati.E
    questo Di Pietro è ancora più pesante. Quando faceva il
    giudice ‘sto cornuto condannava tutti senza pietà, figurati
    se fa il ministro della Giustizia che cazzo combina. Questo
    ci fa uscire dal carcere dentro alla bara”. Negli stessi
    giorni il figlio di Piromalli e altri amici poi arrestati per
    mafia incontravano Marcello Dell’Utri, noto bibliofilo. Lui
    sì, ottimo per la Giustizia. Piromalli aveva ragione. Infatti
    Di Pietro non è mai stato né mai sarà ministro della
    Giustizia, perché rischierebbe di farla funzionare
    davvero: “Figurati che cazzo combina ‘sto cornuto”. In 15
    anni di Seconda Repubblica, se la classe politica non ha
    ancora smantellato del tutto il Codice penale, lo
    dobbiamo al fattore Di Pietro. Non si contano le volte
    che, mentre destra e sinistra erano sul punto di accordarsi
    sulle peggiori leggi pro-mafia e pro-corruzione, l’ex pm
    s’è messo a urlare e le ha bloccate in extremis. Senza la
    concorrenza spietata delle sue truppe raccogliticce, il Pd
    avrebbe fatto molto peggio del peggio che è sotto gli
    occhi di tutti. Per questo l’establishment lo detesta, per
    questo il Corriere lo martella ogni giorno con memorabili
    patacche tipo la foto con Contrada o le rivelazioni a
    puntate dell’avvocato ex dipietrista Mario Di Domenico,
    avvocato si fa per dire perché è stato espulso dall’O rd i n e
    (un Ordine di stomaco talmente forte da non aver ancora
    espulso definitivamente Previti, quattro anni dopo le
    condanne definitive per corruzione giudiziaria). Il tutto,
    si capisce, alla vigilia del congresso dell’Idv. L’ha detto il
    grande Giorgio Bocca l’altra sera ad A n n o ze ro : la guerra
    infinita a Di Pietro, iniziata nell’estate ‘92 col “p o ke r
    d’assi” di Craxi, proseguita con decine di inchieste-farsa a
    Brescia sui dossier Gorrini e D’Adamo, distillata ancora
    un anno fa con le bufale intorno al figlio Cristiano che
    aveva addirittura raccomandato un elettricista di Termoli,
    e ora giunta alla comica finale con la cena delle beffe, non
    è dovuta ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai suoi errori. Che
    pure sono evidenti e numerosi. E’ dovuta ai suoi meriti: al
    suo ruolo di unica opposizione anti-inciucio, di unica
    diga che ha frenato in questi anni la soluzione finale,
    l’impunità totale per le classi dirigenti (anzi, digerenti).
    Ma proprio qui sta l’errore di Di Pietro, anzi la coazione a
    ripetere sempre lo stesso errore: ha sottovalutato che, in
    casa sua, una leggerezza diventa un crimine da ergastolo,
    una pulce diventa un elefante, una pagliuzza diventa una
    trave. E ha seguitato a imbarcare di tutto, salvo i
    pregiudicati: il che già lo distingue da tutti gli altri partiti,
    ma non basta la fedina penale pulita per rendere
    affidabile e credibile un partito. Lamentarsi col Tg1 di
    Scodinzolini perché lo rincorre con domande “del cazzo”
    su una normalissima cena, mentre censura tutte le
    porcate del padrone, è comprensibile ma inutile. Si sa
    come vanno le cose e perché. Occorre prenderne atto e
    farne tesoro una volta per tutte. Il congresso potrebbe
    essere l’ultima occasione. Quanti personaggini alla Di
    Domenico pascolano ancora nell’Idv? E quanti
    poltronòmani, alla prima astinenza o al primo invito ad
    Arcore, sono pronti a vendicarsi come Gorrini e
    D’Adamo? Meglio cacciarli subito, prima del prossimo
    libro o del prossimo dossier.


    Travaglio, Il Fatto Quotidiano
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      The Lich
      Übermensch
      il 2010-02-06 14:20:00.0 alle 2010-02-06 14:20:00.0
      Trollate totali: 21351
      Re: Di Pietro ministro della Giustizia

      - Scritto da:
      > Il 6 aprile 2008, vigilia delle ultime
      > elezioni,
      > la
      > polizia penitenziaria ascolta il boss della
      > ‘Ndrangheta di Gioia Tauro, Giuseppe Piromalli,
      > ergastolano al 41-bis, chiacchierare del governo
      > prossimo venturo con altri detenuti di Cosa Nostra
      > nell’ora di “socialità” nel carcere di Tolmezzo.
      > Piromalli
      > ha un incubo che gli leva il sonno: che rivinca il
      > centrosinistra e che stavolta non metta alla
      > Giustizia
      > un
      > Mastella, ma Di Pietro. Lo dice al medico mafioso
      > Antonino Cinà e i capimafia Carlo Greco e Paolo
      > Amico
      > (killer del giudice Livatino): “Speriamo che non
      > facciano ministro della Giustizia Di Pietro,
      > quello
      > è
      > incorruttibile, è uno come quel Martelli (il
      > Guardasigilli
      > che nel 1992 inventò il 41-bis, ndr) che ci ha
      > rovinati.E
      > questo Di Pietro è ancora più pesante. Quando
      > faceva
      > il
      > giudice ‘sto cornuto condannava tutti senza
      > pietà,
      > figurati
      > se fa il ministro della Giustizia che cazzo
      > combina.
      > Questo
      > ci fa uscire dal carcere dentro alla bara”. Negli
      > stessi
      > giorni il figlio di Piromalli e altri amici poi
      > arrestati
      > per
      > mafia incontravano Marcello Dell’Utri, noto
      > bibliofilo.
      > Lui
      > sì, ottimo per la Giustizia. Piromalli aveva
      > ragione.
      > Infatti
      > Di Pietro non è mai stato né mai sarà ministro
      > della
      > Giustizia, perché rischierebbe di farla funzionare
      > davvero: “Figurati che cazzo combina ‘sto
      > cornuto”. In
      > 15
      > anni di Seconda Repubblica, se la classe politica
      > non
      > ha
      > ancora smantellato del tutto il Codice penale, lo
      > dobbiamo al fattore Di Pietro. Non si contano le
      > volte
      > che, mentre destra e sinistra erano sul punto di
      > accordarsi
      > sulle peggiori leggi pro-mafia e pro-corruzione,
      > l’ex
      > pm
      > s’è messo a urlare e le ha bloccate in extremis.
      > Senza
      > la
      > concorrenza spietata delle sue truppe
      > raccogliticce, il
      > Pd
      > avrebbe fatto molto peggio del peggio che è sotto
      > gli
      > occhi di tutti. Per questo l’establishment lo
      > detesta,
      > per
      > questo il Corriere lo martella ogni giorno con
      > memorabili
      > patacche tipo la foto con Contrada o le
      > rivelazioni
      > a
      > puntate dell’avvocato ex dipietrista Mario Di
      > Domenico,
      > avvocato si fa per dire perché è stato espulso
      > dall’O rd i n
      > e
      > (un Ordine di stomaco talmente forte da non aver
      > ancora
      > espulso definitivamente Previti, quattro anni
      > dopo
      > le
      > condanne definitive per corruzione giudiziaria).
      > Il
      > tutto,
      > si capisce, alla vigilia del congresso dell’Idv.
      > L’ha detto
      > il
      > grande Giorgio Bocca l’altra sera ad A n n o ze
      > ro : la
      > guerra
      > infinita a Di Pietro, iniziata nell’estate ‘92
      > col “p o ke
      > r
      > d’assi” di Craxi, proseguita con decine di
      > inchieste-farsa
      > a
      > Brescia sui dossier Gorrini e D’Adamo, distillata
      > ancora
      > un anno fa con le bufale intorno al figlio
      > Cristiano
      > che
      > aveva addirittura raccomandato un elettricista di
      > Termoli,
      > e ora giunta alla comica finale con la cena delle
      > beffe,
      > non
      > è dovuta ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai suoi
      > errori.
      > Che
      > pure sono evidenti e numerosi. E’ dovuta ai suoi
      > meriti:
      > al
      > suo ruolo di unica opposizione anti-inciucio, di
      > unica
      > diga che ha frenato in questi anni la soluzione
      > finale,
      > l’impunità totale per le classi dirigenti (anzi,
      > digerenti).
      > Ma proprio qui sta l’errore di Di Pietro, anzi la
      > coazione
      > a
      > ripetere sempre lo stesso errore: ha
      > sottovalutato che,
      > in
      > casa sua, una leggerezza diventa un crimine da
      > ergastolo,
      > una pulce diventa un elefante, una pagliuzza
      > diventa
      > una
      > trave. E ha seguitato a imbarcare di tutto, salvo
      > i
      > pregiudicati: il che già lo distingue da tutti
      > gli altri
      > partiti,
      > ma non basta la fedina penale pulita per rendere
      > affidabile e credibile un partito. Lamentarsi col
      > Tg1
      > di
      > Scodinzolini perché lo rincorre con domande “del
      > cazzo”
      > su una normalissima cena, mentre censura tutte le
      > porcate del padrone, è comprensibile ma inutile.
      > Si
      > sa
      > come vanno le cose e perché. Occorre prenderne
      > atto
      > e
      > farne tesoro una volta per tutte. Il congresso
      > potrebbe
      > essere l’ultima occasione. Quanti personaggini
      > alla
      > Di
      > Domenico pascolano ancora nell’Idv? E quanti
      > poltronòmani, alla prima astinenza o al primo
      > invito
      > ad
      > Arcore, sono pronti a vendicarsi come Gorrini e
      > D’Adamo? Meglio cacciarli subito, prima del
      > prossimo
      > libro o del prossimo dossier.

      >
      > Travaglio, Il Fatto Quotidiano

      immenso Travaglio, altro che quel letame che posta il decerebrato servo fascista

      The Lich™
      « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
      e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
      Cylon
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2010-02-06 16:43:00.0 alle 2010-02-06 16:43:00.0
        Re: Di Pietro ministro della Giustizia

        - Scritto da: The Lich

        > immenso Travaglio, altro che quel letame che
        > posta il decerebrato servo
        > fascista
        >

        Qualcuno ha informato Travaglio e Lich del fatto che con questi argomenti hanno perso le elezioni e si apprestano a perdere anche le prossime?
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          Scritto da
          The Lich
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          il 2010-02-06 19:44:00.0 alle 2010-02-06 19:44:00.0
          Trollate totali: 21351
          Re: Di Pietro ministro della Giustizia

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da: The Lich
          >
          > > immenso Travaglio, altro che quel letame che
          > > posta il decerebrato servo
          > > fascista
          > >
          >
          > Qualcuno ha informato Travaglio e Lich del fatto
          > che con questi argomenti hanno perso le elezioni
          > e si apprestano a perdere anche le
          > prossime?

          non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco, intanto il pd non ha più veltroni e sopratutto rutelli e la binetti, direi che sono fattori molto positivi

          The Lich™
          « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
          e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
          Cylon
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            Scritto da
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            il 2010-02-06 19:53:00.0 alle 2010-02-06 19:53:00.0
            Re: Di Pietro ministro della Giustizia

            - Scritto da: The Lich
            >
            > - Scritto da:
            > >
            > > - Scritto da: The Lich
            > >
            > > > immenso Travaglio, altro che quel letame che
            > > > posta il decerebrato servo
            > > > fascista
            > > >
            > >
            > > Qualcuno ha informato Travaglio e Lich del fatto
            > > che con questi argomenti hanno perso le elezioni
            > > e si apprestano a perdere anche le
            > > prossime?
            >
            > non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco,
            > intanto il pd non ha più veltroni e sopratutto
            > rutelli e la binetti, direi che sono fattori
            > molto
            > positivi
            >
            > The Lich™
            > « Non è morto ciò che in eterno può
            > attendere,
            > e col passare di strani eoni, anche la morte può
            > morire. »
            > Cylon
            > [img]http://www.gamewyrd.com/previews/bottledimp/i

            ma tu non voti IdV e magari verdi?
            deciditi.
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              Scritto da
              The Lich
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              il 2010-02-06 23:23:00.0 alle 2010-02-06 23:23:00.0
              Trollate totali: 21351
              Re: Di Pietro ministro della Giustizia

              - Scritto da:
              >
              > - Scritto da: The Lich
              > >
              > > - Scritto da:
              > > >
              > > > - Scritto da: The Lich
              > > >
              > > > > immenso Travaglio, altro che quel letame che
              > > > > posta il decerebrato servo
              > > > > fascista
              > > > >
              > > >
              > > > Qualcuno ha informato Travaglio e Lich del
              > fatto
              > > > che con questi argomenti hanno perso le
              > elezioni
              > > > e si apprestano a perdere anche le
              > > > prossime?
              > >
              > > non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco,
              > > intanto il pd non ha più veltroni e sopratutto
              > > rutelli e la binetti, direi che sono fattori
              > > molto
              > > positivi
              > >
              >
              > ma tu non voti IdV e magari verdi?
              > deciditi.

              io voto solo i Verdi, ma ho ogni diritto di dire che è molto positivo per il pd cavarsi dagli zebedei un rusco fastidioso come la binetti

              The Lich™
              « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
              e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
              Cylon
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            Scritto da
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            il 2010-02-06 20:05:00.0 alle 2010-02-06 20:05:00.0
            Re: Di Pietro ministro della Giustizia

            - Scritto da: The Lich
            >
            > - Scritto da:
            > >
            > > - Scritto da: The Lich
            > >
            > > > immenso Travaglio, altro che quel letame che
            > > > posta il decerebrato servo
            > > > fascista
            > > >
            > >
            > > Qualcuno ha informato Travaglio e Lich del fatto
            > > che con questi argomenti hanno perso le elezioni
            > > e si apprestano a perdere anche le
            > > prossime?
            >
            > non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco,
            > intanto il pd non ha più veltroni e sopratutto
            > rutelli e la binetti, direi che sono fattori
            > molto
            > positivi
            >

            si sta estinguendo, sì, è molto positivo Cylon
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        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2010-02-06 17:59:00.0 alle 2010-02-06 17:59:00.0
        e su schifani non diciamo nulla?

        - Scritto da: The Lich
        >
        > - Scritto da:
        > > Il 6 aprile 2008, vigilia delle ultime
        > > elezioni,
        > > la
        > > polizia penitenziaria ascolta il boss della
        > > ‘Ndrangheta di Gioia Tauro, Giuseppe Piromalli,
        > > ergastolano al 41-bis, chiacchierare del governo
        > > prossimo venturo con altri detenuti di Cosa
        > Nostra
        > > nell’ora di “socialità” nel carcere di Tolmezzo.
        > > Piromalli
        > > ha un incubo che gli leva il sonno: che rivinca
        > il
        > > centrosinistra e che stavolta non metta alla
        > > Giustizia
        > > un
        > > Mastella, ma Di Pietro. Lo dice al medico
        > mafioso
        > > Antonino Cinà e i capimafia Carlo Greco e Paolo
        > > Amico
        > > (killer del giudice Livatino): “Speriamo che non
        > > facciano ministro della Giustizia Di Pietro,
        > > quello
        > > è
        > > incorruttibile, è uno come quel Martelli (il
        > > Guardasigilli
        > > che nel 1992 inventò il 41-bis, ndr) che ci ha
        > > rovinati.E
        > > questo Di Pietro è ancora più pesante. Quando
        > > faceva
        > > il
        > > giudice ‘sto cornuto condannava tutti senza
        > > pietà,
        > > figurati
        > > se fa il ministro della Giustizia che cazzo
        > > combina.
        > > Questo
        > > ci fa uscire dal carcere dentro alla bara”.
        > Negli
        > > stessi
        > > giorni il figlio di Piromalli e altri amici poi
        > > arrestati
        > > per
        > > mafia incontravano Marcello Dell’Utri, noto
        > > bibliofilo.
        > > Lui
        > > sì, ottimo per la Giustizia. Piromalli aveva
        > > ragione.
        > > Infatti
        > > Di Pietro non è mai stato né mai sarà ministro
        > > della
        > > Giustizia, perché rischierebbe di farla
        > funzionare
        > > davvero: “Figurati che cazzo combina ‘sto
        > > cornuto”. In
        > > 15
        > > anni di Seconda Repubblica, se la classe
        > politica
        > > non
        > > ha
        > > ancora smantellato del tutto il Codice penale,
        > lo
        > > dobbiamo al fattore Di Pietro. Non si contano le
        > > volte
        > > che, mentre destra e sinistra erano sul punto di
        > > accordarsi
        > > sulle peggiori leggi pro-mafia e pro-corruzione,
        > > l’ex
        > > pm
        > > s’è messo a urlare e le ha bloccate in extremis.
        > > Senza
        > > la
        > > concorrenza spietata delle sue truppe
        > > raccogliticce, il
        > > Pd
        > > avrebbe fatto molto peggio del peggio che è
        > sotto
        > > gli
        > > occhi di tutti. Per questo l’establishment lo
        > > detesta,
        > > per
        > > questo il Corriere lo martella ogni giorno con
        > > memorabili
        > > patacche tipo la foto con Contrada o le
        > > rivelazioni
        > > a
        > > puntate dell’avvocato ex dipietrista Mario Di
        > > Domenico,
        > > avvocato si fa per dire perché è stato espulso
        > > dall’O rd i n
        > > e
        > > (un Ordine di stomaco talmente forte da non aver
        > > ancora
        > > espulso definitivamente Previti, quattro anni
        > > dopo
        > > le
        > > condanne definitive per corruzione giudiziaria).
        > > Il
        > > tutto,
        > > si capisce, alla vigilia del congresso dell’Idv.
        > > L’ha detto
        > > il
        > > grande Giorgio Bocca l’altra sera ad A n n o ze
        > > ro : la
        > > guerra
        > > infinita a Di Pietro, iniziata nell’estate ‘92
        > > col “p o ke
        > > r
        > > d’assi” di Craxi, proseguita con decine di
        > > inchieste-farsa
        > > a
        > > Brescia sui dossier Gorrini e D’Adamo,
        > distillata
        > > ancora
        > > un anno fa con le bufale intorno al figlio
        > > Cristiano
        > > che
        > > aveva addirittura raccomandato un elettricista
        > di
        > > Termoli,
        > > e ora giunta alla comica finale con la cena
        > delle
        > > beffe,
        > > non
        > > è dovuta ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai
        > suoi
        > > errori.
        > > Che
        > > pure sono evidenti e numerosi. E’ dovuta ai suoi
        > > meriti:
        > > al
        > > suo ruolo di unica opposizione anti-inciucio, di
        > > unica
        > > diga che ha frenato in questi anni la soluzione
        > > finale,
        > > l’impunità totale per le classi dirigenti (anzi,
        > > digerenti).
        > > Ma proprio qui sta l’errore di Di Pietro, anzi
        > la
        > > coazione
        > > a
        > > ripetere sempre lo stesso errore: ha
        > > sottovalutato che,
        > > in
        > > casa sua, una leggerezza diventa un crimine da
        > > ergastolo,
        > > una pulce diventa un elefante, una pagliuzza
        > > diventa
        > > una
        > > trave. E ha seguitato a imbarcare di tutto,
        > salvo
        > > i
        > > pregiudicati: il che già lo distingue da tutti
        > > gli altri
        > > partiti,
        > > ma non basta la fedina penale pulita per rendere
        > > affidabile e credibile un partito. Lamentarsi
        > col
        > > Tg1
        > > di
        > > Scodinzolini perché lo rincorre con domande “del
        > > cazzo”
        > > su una normalissima cena, mentre censura tutte
        > le
        > > porcate del padrone, è comprensibile ma inutile.
        > > Si
        > > sa
        > > come vanno le cose e perché. Occorre prenderne
        > > atto
        > > e
        > > farne tesoro una volta per tutte. Il congresso
        > > potrebbe
        > > essere l’ultima occasione. Quanti personaggini
        > > alla
        > > Di
        > > Domenico pascolano ancora nell’Idv? E quanti
        > > poltronòmani, alla prima astinenza o al primo
        > > invito
        > > ad
        > > Arcore, sono pronti a vendicarsi come Gorrini e
        > > D’Adamo? Meglio cacciarli subito, prima del
        > > prossimo
        > > libro o del prossimo dossier.

        > >
        > > Travaglio, Il Fatto Quotidiano
        >
        > immenso Travaglio, altro che quel letame che
        > posta il decerebrato servo
        > fascista
        >
        > The Lich™
        > « Non è morto ciò che in eterno può
        > attendere,
        > e col passare di strani eoni, anche la morte può
        > morire. »
        > Cylon
        > [img]http://www.gamewyrd.com/previews/bottledimp/i

        carissimo rinco,
        Travaglio è giunto a considerazioni opposte partendo da dati simili quando si occupò di Schifani.

        Due pesi due misure?
        • Avatar
          ☺
          Scritto da
          The Lich
          Übermensch
          il 2010-02-06 19:45:00.0 alle 2010-02-06 19:45:00.0
          Trollate totali: 21351
          Re: e su schifani non diciamo nulla?

          - Scritto da:
          >
          > - Scritto da: The Lich
          > >
          > > - Scritto da:
          > > > Il 6 aprile 2008, vigilia delle ultime
          > > > elezioni,
          > > > la
          > > > polizia penitenziaria ascolta il boss della
          > > > ‘Ndrangheta di Gioia Tauro, Giuseppe
          > Piromalli,
          > > > ergastolano al 41-bis, chiacchierare del
          > governo
          > > > prossimo venturo con altri detenuti di Cosa
          > > Nostra
          > > > nell’ora di “socialità” nel carcere di
          > Tolmezzo.
          > > > Piromalli
          > > > ha un incubo che gli leva il sonno: che
          > rivinca
          > > il
          > > > centrosinistra e che stavolta non metta alla
          > > > Giustizia
          > > > un
          > > > Mastella, ma Di Pietro. Lo dice al medico
          > > mafioso
          > > > Antonino Cinà e i capimafia Carlo Greco e
          > Paolo
          > > > Amico
          > > > (killer del giudice Livatino): “Speriamo che
          > non
          > > > facciano ministro della Giustizia Di Pietro,
          > > > quello
          > > > è
          > > > incorruttibile, è uno come quel Martelli (il
          > > > Guardasigilli
          > > > che nel 1992 inventò il 41-bis, ndr) che ci ha
          > > > rovinati.E
          > > > questo Di Pietro è ancora più pesante. Quando
          > > > faceva
          > > > il
          > > > giudice ‘sto cornuto condannava tutti senza
          > > > pietà,
          > > > figurati
          > > > se fa il ministro della Giustizia che cazzo
          > > > combina.
          > > > Questo
          > > > ci fa uscire dal carcere dentro alla bara”.
          > > Negli
          > > > stessi
          > > > giorni il figlio di Piromalli e altri amici
          > poi
          > > > arrestati
          > > > per
          > > > mafia incontravano Marcello Dell’Utri, noto
          > > > bibliofilo.
          > > > Lui
          > > > sì, ottimo per la Giustizia. Piromalli aveva
          > > > ragione.
          > > > Infatti
          > > > Di Pietro non è mai stato né mai sarà ministro
          > > > della
          > > > Giustizia, perché rischierebbe di farla
          > > funzionare
          > > > davvero: “Figurati che cazzo combina ‘sto
          > > > cornuto”. In
          > > > 15
          > > > anni di Seconda Repubblica, se la classe
          > > politica
          > > > non
          > > > ha
          > > > ancora smantellato del tutto il Codice penale,
          > > lo
          > > > dobbiamo al fattore Di Pietro. Non si contano
          > le
          > > > volte
          > > > che, mentre destra e sinistra erano sul punto
          > di
          > > > accordarsi
          > > > sulle peggiori leggi pro-mafia e
          > pro-corruzione,
          > > > l’ex
          > > > pm
          > > > s’è messo a urlare e le ha bloccate in
          > extremis.
          > > > Senza
          > > > la
          > > > concorrenza spietata delle sue truppe
          > > > raccogliticce, il
          > > > Pd
          > > > avrebbe fatto molto peggio del peggio che è
          > > sotto
          > > > gli
          > > > occhi di tutti. Per questo l’establishment lo
          > > > detesta,
          > > > per
          > > > questo il Corriere lo martella ogni giorno con
          > > > memorabili
          > > > patacche tipo la foto con Contrada o le
          > > > rivelazioni
          > > > a
          > > > puntate dell’avvocato ex dipietrista Mario Di
          > > > Domenico,
          > > > avvocato si fa per dire perché è stato espulso
          > > > dall’O rd i n
          > > > e
          > > > (un Ordine di stomaco talmente forte da non
          > aver
          > > > ancora
          > > > espulso definitivamente Previti, quattro anni
          > > > dopo
          > > > le
          > > > condanne definitive per corruzione
          > giudiziaria).
          > > > Il
          > > > tutto,
          > > > si capisce, alla vigilia del congresso
          > dell’Idv.
          > > > L’ha detto
          > > > il
          > > > grande Giorgio Bocca l’altra sera ad A n n o
          > ze
          > > > ro : la
          > > > guerra
          > > > infinita a Di Pietro, iniziata nell’estate ‘92
          > > > col “p o ke
          > > > r
          > > > d’assi” di Craxi, proseguita con decine di
          > > > inchieste-farsa
          > > > a
          > > > Brescia sui dossier Gorrini e D’Adamo,
          > > distillata
          > > > ancora
          > > > un anno fa con le bufale intorno al figlio
          > > > Cristiano
          > > > che
          > > > aveva addirittura raccomandato un elettricista
          > > di
          > > > Termoli,
          > > > e ora giunta alla comica finale con la cena
          > > delle
          > > > beffe,
          > > > non
          > > > è dovuta ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai
          > > suoi
          > > > errori.
          > > > Che
          > > > pure sono evidenti e numerosi. E’ dovuta ai
          > suoi
          > > > meriti:
          > > > al
          > > > suo ruolo di unica opposizione anti-inciucio,
          > di
          > > > unica
          > > > diga che ha frenato in questi anni la
          > soluzione
          > > > finale,
          > > > l’impunità totale per le classi dirigenti
          > (anzi,
          > > > digerenti).
          > > > Ma proprio qui sta l’errore di Di Pietro, anzi
          > > la
          > > > coazione
          > > > a
          > > > ripetere sempre lo stesso errore: ha
          > > > sottovalutato che,
          > > > in
          > > > casa sua, una leggerezza diventa un crimine da
          > > > ergastolo,
          > > > una pulce diventa un elefante, una pagliuzza
          > > > diventa
          > > > una
          > > > trave. E ha seguitato a imbarcare di tutto,
          > > salvo
          > > > i
          > > > pregiudicati: il che già lo distingue da tutti
          > > > gli altri
          > > > partiti,
          > > > ma non basta la fedina penale pulita per
          > rendere
          > > > affidabile e credibile un partito. Lamentarsi
          > > col
          > > > Tg1
          > > > di
          > > > Scodinzolini perché lo rincorre con domande
          > “del
          > > > cazzo”
          > > > su una normalissima cena, mentre censura tutte
          > > le
          > > > porcate del padrone, è comprensibile ma
          > inutile.
          > > > Si
          > > > sa
          > > > come vanno le cose e perché. Occorre prenderne
          > > > atto
          > > > e
          > > > farne tesoro una volta per tutte. Il congresso
          > > > potrebbe
          > > > essere l’ultima occasione. Quanti personaggini
          > > > alla
          > > > Di
          > > > Domenico pascolano ancora nell’Idv? E quanti
          > > > poltronòmani, alla prima astinenza o al primo
          > > > invito
          > > > ad
          > > > Arcore, sono pronti a vendicarsi come Gorrini
          > e
          > > > D’Adamo? Meglio cacciarli subito, prima del
          > > > prossimo
          > > > libro o del prossimo dossier.

          > > >
          > > > Travaglio, Il Fatto Quotidiano
          > >
          > > immenso Travaglio, altro che quel letame che
          > > posta il decerebrato servo
          > > fascista
          > >
          >
          > Travaglio è giunto a considerazioni opposte
          > partendo da dati simili quando si occupò di
          > Schifani.
          >
          >
          > Due pesi due misure?

          tira fuori un belink o non esiste

          The Lich™
          « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
          e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
          Cylon
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            Scritto da
            Non Autenticato
            il 2010-02-06 19:52:00.0 alle 2010-02-06 19:52:00.0
            Re: e su schifani non diciamo nulla?

            - Scritto da: The Lich
            >
            > - Scritto da:
            > >
            > > - Scritto da: The Lich
            > > >
            > > > - Scritto da:
            > > > > Il 6 aprile 2008, vigilia delle ultime
            > > > > elezioni,
            > > > > la
            > > > > polizia penitenziaria ascolta il boss della
            > > > > ‘Ndrangheta di Gioia Tauro, Giuseppe
            > > Piromalli,
            > > > > ergastolano al 41-bis, chiacchierare del
            > > governo
            > > > > prossimo venturo con altri detenuti di Cosa
            > > > Nostra
            > > > > nell’ora di “socialità” nel carcere di
            > > Tolmezzo.
            > > > > Piromalli
            > > > > ha un incubo che gli leva il sonno: che
            > > rivinca
            > > > il
            > > > > centrosinistra e che stavolta non metta alla
            > > > > Giustizia
            > > > > un
            > > > > Mastella, ma Di Pietro. Lo dice al medico
            > > > mafioso
            > > > > Antonino Cinà e i capimafia Carlo Greco e
            > > Paolo
            > > > > Amico
            > > > > (killer del giudice Livatino): “Speriamo che
            > > non
            > > > > facciano ministro della Giustizia Di Pietro,
            > > > > quello
            > > > > è
            > > > > incorruttibile, è uno come quel Martelli (il
            > > > > Guardasigilli
            > > > > che nel 1992 inventò il 41-bis, ndr) che ci
            > ha
            > > > > rovinati.E
            > > > > questo Di Pietro è ancora più pesante.
            > Quando
            > > > > faceva
            > > > > il
            > > > > giudice ‘sto cornuto condannava tutti senza
            > > > > pietà,
            > > > > figurati
            > > > > se fa il ministro della Giustizia che cazzo
            > > > > combina.
            > > > > Questo
            > > > > ci fa uscire dal carcere dentro alla bara”.
            > > > Negli
            > > > > stessi
            > > > > giorni il figlio di Piromalli e altri amici
            > > poi
            > > > > arrestati
            > > > > per
            > > > > mafia incontravano Marcello Dell’Utri, noto
            > > > > bibliofilo.
            > > > > Lui
            > > > > sì, ottimo per la Giustizia. Piromalli aveva
            > > > > ragione.
            > > > > Infatti
            > > > > Di Pietro non è mai stato né mai sarà
            > ministro
            > > > > della
            > > > > Giustizia, perché rischierebbe di farla
            > > > funzionare
            > > > > davvero: “Figurati che cazzo combina ‘sto
            > > > > cornuto”. In
            > > > > 15
            > > > > anni di Seconda Repubblica, se la classe
            > > > politica
            > > > > non
            > > > > ha
            > > > > ancora smantellato del tutto il Codice
            > penale,
            > > > lo
            > > > > dobbiamo al fattore Di Pietro. Non si
            > contano
            > > le
            > > > > volte
            > > > > che, mentre destra e sinistra erano sul
            > punto
            > > di
            > > > > accordarsi
            > > > > sulle peggiori leggi pro-mafia e
            > > pro-corruzione,
            > > > > l’ex
            > > > > pm
            > > > > s’è messo a urlare e le ha bloccate in
            > > extremis.
            > > > > Senza
            > > > > la
            > > > > concorrenza spietata delle sue truppe
            > > > > raccogliticce, il
            > > > > Pd
            > > > > avrebbe fatto molto peggio del peggio che è
            > > > sotto
            > > > > gli
            > > > > occhi di tutti. Per questo l’establishment
            > lo
            > > > > detesta,
            > > > > per
            > > > > questo il Corriere lo martella ogni giorno
            > con
            > > > > memorabili
            > > > > patacche tipo la foto con Contrada o le
            > > > > rivelazioni
            > > > > a
            > > > > puntate dell’avvocato ex dipietrista Mario
            > Di
            > > > > Domenico,
            > > > > avvocato si fa per dire perché è stato
            > espulso
            > > > > dall’O rd i n
            > > > > e
            > > > > (un Ordine di stomaco talmente forte da non
            > > aver
            > > > > ancora
            > > > > espulso definitivamente Previti, quattro
            > anni
            > > > > dopo
            > > > > le
            > > > > condanne definitive per corruzione
            > > giudiziaria).
            > > > > Il
            > > > > tutto,
            > > > > si capisce, alla vigilia del congresso
            > > dell’Idv.
            > > > > L’ha detto
            > > > > il
            > > > > grande Giorgio Bocca l’altra sera ad A n n o
            > > ze
            > > > > ro : la
            > > > > guerra
            > > > > infinita a Di Pietro, iniziata nell’estate
            > ‘92
            > > > > col “p o ke
            > > > > r
            > > > > d’assi” di Craxi, proseguita con decine di
            > > > > inchieste-farsa
            > > > > a
            > > > > Brescia sui dossier Gorrini e D’Adamo,
            > > > distillata
            > > > > ancora
            > > > > un anno fa con le bufale intorno al figlio
            > > > > Cristiano
            > > > > che
            > > > > aveva addirittura raccomandato un
            > elettricista
            > > > di
            > > > > Termoli,
            > > > > e ora giunta alla comica finale con la cena
            > > > delle
            > > > > beffe,
            > > > > non
            > > > > è dovuta ai suoi difetti, ai suoi limiti, ai
            > > > suoi
            > > > > errori.
            > > > > Che
            > > > > pure sono evidenti e numerosi. E’ dovuta ai
            > > suoi
            > > > > meriti:
            > > > > al
            > > > > suo ruolo di unica opposizione
            > anti-inciucio,
            > > di
            > > > > unica
            > > > > diga che ha frenato in questi anni la
            > > soluzione
            > > > > finale,
            > > > > l’impunità totale per le classi dirigenti
            > > (anzi,
            > > > > digerenti).
            > > > > Ma proprio qui sta l’errore di Di Pietro,
            > anzi
            > > > la
            > > > > coazione
            > > > > a
            > > > > ripetere sempre lo stesso errore: ha
            > > > > sottovalutato che,
            > > > > in
            > > > > casa sua, una leggerezza diventa un crimine
            > da
            > > > > ergastolo,
            > > > > una pulce diventa un elefante, una pagliuzza
            > > > > diventa
            > > > > una
            > > > > trave. E ha seguitato a imbarcare di tutto,
            > > > salvo
            > > > > i
            > > > > pregiudicati: il che già lo distingue da
            > tutti
            > > > > gli altri
            > > > > partiti,
            > > > > ma non basta la fedina penale pulita per
            > > rendere
            > > > > affidabile e credibile un partito.
            > Lamentarsi
            > > > col
            > > > > Tg1
            > > > > di
            > > > > Scodinzolini perché lo rincorre con domande
            > > “del
            > > > > cazzo”
            > > > > su una normalissima cena, mentre censura
            > tutte
            > > > le
            > > > > porcate del padrone, è comprensibile ma
            > > inutile.
            > > > > Si
            > > > > sa
            > > > > come vanno le cose e perché. Occorre
            > prenderne
            > > > > atto
            > > > > e
            > > > > farne tesoro una volta per tutte. Il
            > congresso
            > > > > potrebbe
            > > > > essere l’ultima occasione. Quanti
            > personaggini
            > > > > alla
            > > > > Di
            > > > > Domenico pascolano ancora nell’Idv? E quanti
            > > > > poltronòmani, alla prima astinenza o al
            > primo
            > > > > invito
            > > > > ad
            > > > > Arcore, sono pronti a vendicarsi come
            > Gorrini
            > > e
            > > > > D’Adamo? Meglio cacciarli subito, prima del
            > > > > prossimo
            > > > > libro o del prossimo dossier.

            > > > >
            > > > > Travaglio, Il Fatto Quotidiano
            > > >
            > > > immenso Travaglio, altro che quel letame che
            > > > posta il decerebrato servo
            > > > fascista
            > > >
            > >
            > > Travaglio è giunto a considerazioni opposte
            > > partendo da dati simili quando si occupò di
            > > Schifani.
            > >
            > >
            > > Due pesi due misure?
            >
            > tira fuori un belink o non esiste
            >
            > The Lich™
            > « Non è morto ciò che in eterno può
            > attendere,
            > e col passare di strani eoni, anche la morte può
            > morire. »
            > Cylon
            > [img]http://www.gamewyrd.com/previews/bottledimp/i

            non conosci la storia delle frequentazioni mafiose di Schifani, che travaglio ha ricostruito e messo anche nei libri, sulla basse di elementi ancora più esili rispetto a quelli sulla vicenda Di pietro.

            Sei definitivamente un coglione.
            • Avatar
              ☺
              Scritto da
              The Lich
              Übermensch
              il 2010-02-06 23:25:00.0 alle 2010-02-06 23:25:00.0
              Trollate totali: 21351
              Re: e su schifani non diciamo nulla?
              > - Scritto da: The Lich
              > >
              > > tira fuori un belink o non esiste
              > >
              >
              > non conosci la storia delle frequentazioni
              > mafiose di Schifani, che travaglio ha ricostruito
              > e messo anche nei libri, sulla basse di elementi
              > ancora più esili rispetto a quelli sulla vicenda
              > Di
              > pietro.

              ma schifani non è siciliano? tanto basta

              > Sei definitivamente un coglione.

              vorrà dire che non sarai più solo

              The Lich™
              « Non è morto ciò che in eterno può attendere,
              e col passare di strani eoni, anche la morte può morire. »
              Cylon
              Immagine postata dall'utente
<softv>

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