Mostra notizie nelle discussioni
  • Avatar
    ☺
    Scritto da
    il 2010-05-03 13:11:00.0 alle 2010-05-03 13:11:00.0
    Trollate totali: 3444
    Il quarto colore primario?
    L'ultravioletto, pare.

    http://www.neuronresearch.net/vision/files/tetrach...

    In sintesi, dice che in seguito alla rimozione del cristallino (la lente dell'occhio umano), i pazienti riportavano e confermavano (a parte una vista per forza di cose compromessa e l'ovvia impossibilita` di aggiustare la "messa a fuoco") un'insospettata, notevolmente accresciuta sensibilita` per le lunghezze d'onda cortissime, molto piu` corte del blu-violetto e ben al di sotto dei 400 nanometri. Insomma, quello che viene di solito classificato come ultravioletto vicino.

    La sorpresa: siamo tetracromatici, non tricromatici. Si pensava lo fossero solo certi uccelli o pesci, invece sembra che sia anche per gli esseri umani una condizione di base. Perche` allora vediamo solo i "tre" picchi di assorbimento del rosso, del verde e del blu? Lo studio dimostra che e` appunto dovuto alla lente, o meglio allo spessore della lente in combinazione alle sostanze che la compongono, che filtra il "quarto colore" in ingresso. Questo succede, dice, piu` o meno a tutti gli animali con un cristallino abbastanza grande e spesso, al punto che quelli piu` grandi hanno una percezione ridotta anche della componente blu.

    Interessante, eh? Mi sono sempre chiesto come appaiano i colori combinati all'ultravioletto in uno spazio cromatico quadridimensionale; ora salta fuori che potremmo davvero essere in grado di vedere un quarto colore primario, se solo non fosse per la struttura e composizione del nostro cristallino... il che renderebbe l'espansione artificiale della percezione tetracromatica piu` facile dell'aumentare la presenza di coni per le lunghezze d'onda cortissime con la terapia genica: fra l'altro, stando a questo studio, se anche riuscissimo in quest'approccio avremmo comunque avuto problemi col filtro costituito dal cristallino. La soluzione quindi sarebbe chirurgica: sostituire il cristallino naturale con una versione artificiale che non filtra l'ultravioletto vicino.
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2010-05-03 13:17:00.0 alle 2010-05-03 13:17:00.0
      Re: Il quarto colore primario?

      - Scritto da: alex.tg
      > L'ultravioletto, pare.
      >
      > http://www.neuronresearch.net/vision/files/tetrach
      >
      > In sintesi, dice che in seguito alla rimozione
      > del cristallino (la lente dell'occhio umano), i
      > pazienti riportavano e confermavano (a parte una
      > vista per forza di cose compromessa e l'ovvia
      > impossibilita` di aggiustare la "messa a fuoco")
      > un'insospettata, notevolmente accresciuta
      > sensibilita` per le lunghezze d'onda cortissime,
      > molto piu` corte del blu-violetto e ben al di
      > sotto dei 400 nanometri. Insomma, quello che
      > viene di solito classificato come ultravioletto
      > vicino.
      >
      > La sorpresa: siamo tetracromatici, non
      > tricromatici. Si pensava lo fossero solo certi
      > uccelli o pesci, invece sembra che sia anche per
      > gli esseri umani una condizione di base. Perche`
      > allora vediamo solo i "tre" picchi di
      > assorbimento del rosso, del verde e del blu? Lo
      > studio dimostra che e` appunto dovuto alla lente,
      > o meglio allo spessore della lente in
      > combinazione alle sostanze che la compongono, che
      > filtra il "quarto colore" in ingresso. Questo
      > succede, dice, piu` o meno a tutti gli animali
      > con un cristallino abbastanza grande e spesso, al
      > punto che quelli piu` grandi hanno una percezione
      > ridotta anche della componente
      > blu.
      >
      > Interessante, eh? Mi sono sempre chiesto come
      > appaiano i colori combinati all'ultravioletto in
      > uno spazio cromatico quadridimensionale; ora
      > salta fuori che potremmo davvero essere in grado
      > di vedere un quarto colore primario, se solo non
      > fosse per la struttura e composizione del nostro
      > cristallino... il che renderebbe l'espansione
      > artificiale della percezione tetracromatica piu`
      > facile dell'aumentare la presenza di coni per le
      > lunghezze d'onda cortissime con la terapia
      > genica: fra l'altro, stando a questo studio, se
      > anche riuscissimo in quest'approccio avremmo
      > comunque avuto problemi col filtro costituito dal
      > cristallino. La soluzione quindi sarebbe
      > chirurgica: sostituire il cristallino naturale
      > con una versione artificiale che non filtra
      > l'ultravioletto
      > vicino.


      Si interessante, ma tornando alle cose serie, sei poi riuscito ad appendere la telecamera sotto la gonna di tua sorella?
    • Avatar
      ☺
      Scritto da
      il 2010-05-03 14:27:00.0 alle 2010-05-03 14:27:00.0
      Trollate totali: 3047
      Re: Il quarto colore primario?

      - Scritto da: alex.tg
      > L'ultravioletto, pare.
      >
      > http://www.neuronresearch.net/vision/files/tetrach
      >
      > In sintesi, dice che in seguito alla rimozione
      > del cristallino (la lente dell'occhio umano), i
      > pazienti riportavano e confermavano (a parte una
      > vista per forza di cose compromessa e l'ovvia
      > impossibilita` di aggiustare la "messa a fuoco")
      > un'insospettata, notevolmente accresciuta
      > sensibilita` per le lunghezze d'onda cortissime,
      > molto piu` corte del blu-violetto e ben al di
      > sotto dei 400 nanometri. Insomma, quello che
      > viene di solito classificato come ultravioletto
      > vicino.
      >
      > La sorpresa: siamo tetracromatici, non
      > tricromatici. Si pensava lo fossero solo certi
      > uccelli o pesci, invece sembra che sia anche per
      > gli esseri umani una condizione di base. Perche`
      > allora vediamo solo i "tre" picchi di
      > assorbimento del rosso, del verde e del blu? Lo
      > studio dimostra che e` appunto dovuto alla lente,
      > o meglio allo spessore della lente in
      > combinazione alle sostanze che la compongono, che
      > filtra il "quarto colore" in ingresso. Questo
      > succede, dice, piu` o meno a tutti gli animali
      > con un cristallino abbastanza grande e spesso, al
      > punto che quelli piu` grandi hanno una percezione
      > ridotta anche della componente
      > blu.
      >
      > Interessante, eh? Mi sono sempre chiesto come
      > appaiano i colori combinati all'ultravioletto in
      > uno spazio cromatico quadridimensionale; ora
      > salta fuori che potremmo davvero essere in grado
      > di vedere un quarto colore primario, se solo non
      > fosse per la struttura e composizione del nostro
      > cristallino... il che renderebbe l'espansione
      > artificiale della percezione tetracromatica piu`
      > facile dell'aumentare la presenza di coni per le
      > lunghezze d'onda cortissime con la terapia
      > genica: fra l'altro, stando a questo studio, se
      > anche riuscissimo in quest'approccio avremmo
      > comunque avuto problemi col filtro costituito dal
      > cristallino. La soluzione quindi sarebbe
      > chirurgica: sostituire il cristallino naturale
      > con una versione artificiale che non filtra
      > l'ultravioletto
      > vicino.


      è interessante, ma aspetto l'opinione in merito di BrigidaGG
      • Avatar
        Scritto da
        Non Autenticato
        il 2010-05-03 14:37:00.0 alle 2010-05-03 14:37:00.0
        Re: Il quarto colore primario?

        - Scritto da: Larry
        >
        > - Scritto da: alex.tg
        > > L'ultravioletto, pare.
        > >
        > >
        > http://www.neuronresearch.net/vision/files/tetrach
        > >
        > > In sintesi, dice che in seguito alla rimozione
        > > del cristallino (la lente dell'occhio umano), i
        > > pazienti riportavano e confermavano (a parte una
        > > vista per forza di cose compromessa e l'ovvia
        > > impossibilita` di aggiustare la "messa a fuoco")
        > > un'insospettata, notevolmente accresciuta
        > > sensibilita` per le lunghezze d'onda cortissime,
        > > molto piu` corte del blu-violetto e ben al di
        > > sotto dei 400 nanometri. Insomma, quello che
        > > viene di solito classificato come ultravioletto
        > > vicino.
        > >
        > > La sorpresa: siamo tetracromatici, non
        > > tricromatici. Si pensava lo fossero solo certi
        > > uccelli o pesci, invece sembra che sia anche per
        > > gli esseri umani una condizione di base. Perche`
        > > allora vediamo solo i "tre" picchi di
        > > assorbimento del rosso, del verde e del blu? Lo
        > > studio dimostra che e` appunto dovuto alla
        > lente,
        > > o meglio allo spessore della lente in
        > > combinazione alle sostanze che la compongono,
        > che
        > > filtra il "quarto colore" in ingresso. Questo
        > > succede, dice, piu` o meno a tutti gli animali
        > > con un cristallino abbastanza grande e spesso,
        > al
        > > punto che quelli piu` grandi hanno una
        > percezione
        > > ridotta anche della componente
        > > blu.
        > >
        > > Interessante, eh? Mi sono sempre chiesto come
        > > appaiano i colori combinati all'ultravioletto in
        > > uno spazio cromatico quadridimensionale; ora
        > > salta fuori che potremmo davvero essere in grado
        > > di vedere un quarto colore primario, se solo non
        > > fosse per la struttura e composizione del nostro
        > > cristallino... il che renderebbe l'espansione
        > > artificiale della percezione tetracromatica piu`
        > > facile dell'aumentare la presenza di coni per le
        > > lunghezze d'onda cortissime con la terapia
        > > genica: fra l'altro, stando a questo studio, se
        > > anche riuscissimo in quest'approccio avremmo
        > > comunque avuto problemi col filtro costituito
        > dal
        > > cristallino. La soluzione quindi sarebbe
        > > chirurgica: sostituire il cristallino naturale
        > > con una versione artificiale che non filtra
        > > l'ultravioletto
        > > vicino.
        >
        >
        > è interessante, ma aspetto l'opinione in merito
        > di
        > BrigidaGG

        Rotola dal ridereRotola dal ridereRotola dal ridere
    • Avatar
      ☺
      Scritto da
      il 2010-05-03 17:15:00.0 alle 2010-05-03 17:15:00.0
      Trollate totali: 5425
      Re: Il quarto colore primario?

      - Scritto da: alex.tg
      > L'ultravioletto, pare.
      >
      > http://www.neuronresearch.net/vision/files/tetrach
      >
      > In sintesi, dice che in seguito alla rimozione
      > del cristallino (la lente dell'occhio umano), i
      > pazienti riportavano e confermavano (a parte una
      > vista per forza di cose compromessa e l'ovvia
      > impossibilita` di aggiustare la "messa a fuoco")
      > un'insospettata, notevolmente accresciuta
      > sensibilita` per le lunghezze d'onda cortissime,
      > molto piu` corte del blu-violetto e ben al di
      > sotto dei 400 nanometri. Insomma, quello che
      > viene di solito classificato come ultravioletto
      > vicino.

      Hmmmm... si interessante. Ma mi chiedo, cosa significa questo da un punto di vista evolutivo?
      Il fatto che siamo dotati all'interno dell'occhio di "sensori" all'ultravioletto che però sono "inutilizzati" per via del cristallino può significare due cose:
      1) molti millenni fa i nostri antenati vedevano l'ultravioletto, poi questa abilità è andata scemando e stiamo pian piano perdendo del tutto questa capacità
      2) è in corso una lenta trasformazione che fra molti millenni ci permetterà di vedere anche l'ultravioletto

      Perché la 1? Ovvero, perché stiamo perdendo questa caratteristica?
      Perché al contrario la 2? A che ci può servire vedere l'ultravioletto? Quale necessità/vantaggio potrebbe soddisfare?
      • Avatar
        ☺
        Scritto da
        il 2010-05-03 19:49:00.0 alle 2010-05-03 19:49:00.0
        Trollate totali: 3444
        Re: Il quarto colore primario?
        > 1) molti millenni fa i nostri antenati vedevano
        > l'ultravioletto, poi questa abilità è andata
        > scemando e stiamo pian piano perdendo del tutto
        > questa
        > capacità
        > 2) è in corso una lenta trasformazione che fra
        > molti millenni ci permetterà di vedere anche
        > l'ultravioletto
        >
        > Perché la 1? Ovvero, perché stiamo perdendo
        > questa
        > caratteristica?

        Da quel che ricordo, i tipi di cono erano 4 fin dall'inizio dei tempi, ma alcune specie ne hanno perduti in varie misure perche` non gli servivano; per trovare un antenato comune da cui i mammiferi si sono differenziati (perdendo quasi tutta la sensibilita` dello spettro originale, i gatti per esempio hanno perso anche il rosso, mentre quasi tutti i primati non-ominidi hanno perso - mi pare - il cono del verde), bisognerebbe risalire molto il corso del tempo. Non ricordo esattamente, ma ben prima della nascita dei primati in generale.

        Sempre per quel che ricordo, i nostri lontani antenati (ancora neanche primati) hanno perso la possibilita` di vedere molti colori quando dovevano nascondersi da predatori molto piu` grandi, muovendosi soprattutto di notte quando della capacita` di vedere bene i colori se ne potevano abbastanza fregare. A quel punto sono rimasti uno o al massimo due tipi di coni, che poi molti mammiferi hanno ereditato tal quali (fra cui molti primati, e anche i familiari cani e gatti).

        Noi poi abbiamo recuperato la capacita` di distinguere il verde dal rosso attraverso i nostri progenitori arboricoli, recuperando la funzionalita` dei coni del verde, mi sembra di ricordare che sul perche` non ci fossero certezze, ma che l'ipotesi migliore fosse che distinguere meglio il rosso dal verde aiutasse una specie frugivora a localizzare i vari tipi di frutta e permettesse di farsi un'idea di quanto fosse matura (o acerba).

        > Perché al contrario la 2? A che ci può servire
        > vedere l'ultravioletto? Quale necessità/vantaggio
        > potrebbe
        > soddisfare?

        Perche` si sia evoluta in origine, non ne ho idea. Perche` l'abbiamo persa e` perche` evoluzionisticamente non ci serve affatto: le cose che riflettono l'ultravioletto in natura sono soprattutto certe parti dei fiori (e qui i recettori UV tornano utili agli insetti impollinatori) e certi effetti di diffrazione del piumaggio degli uccelli (da cui probabilmente torna utile ai volatili per distinguere tratti caratteristici di un sesso, di una specie, o di un individuo da quelli di un altro, insomma per agevolare il riconoscimento inter ed intra-specie).

        Le necessita` evoluzionistiche, chiaramente, nel mio caso come in quello di parecchi altri curiosoni attuali, sono state ormai prepotentemente soppiantate da quelle della pura curiosita` di vedere dei colori nuovi. A bocca aperta
        • Avatar
          Scritto da
          Non Autenticato
          il 2010-05-03 20:00:00.0 alle 2010-05-03 20:00:00.0
          Re: Il quarto colore primario?

          - Scritto da: alex.tg
          > > 1) molti millenni fa i nostri antenati vedevano
          > > l'ultravioletto, poi questa abilità è andata
          > > scemando e stiamo pian piano perdendo del tutto
          > > questa
          > > capacità
          > > 2) è in corso una lenta trasformazione che fra
          > > molti millenni ci permetterà di vedere anche
          > > l'ultravioletto
          > >
          > > Perché la 1? Ovvero, perché stiamo perdendo
          > > questa
          > > caratteristica?
          >
          > Da quel che ricordo, i tipi di cono erano 4 fin
          > dall'inizio dei tempi, ma alcune specie ne hanno
          > perduti in varie misure perche` non gli
          > servivano; per trovare un antenato comune da cui
          > i mammiferi si sono differenziati (perdendo quasi
          > tutta la sensibilita` dello spettro originale, i
          > gatti per esempio hanno perso anche il rosso,
          > mentre quasi tutti i primati non-ominidi hanno
          > perso - mi pare - il cono del verde),
          > bisognerebbe risalire molto il corso del tempo.
          > Non ricordo esattamente, ma ben prima della
          > nascita dei primati in
          > generale.
          >
          > Sempre per quel che ricordo, i nostri lontani
          > antenati (ancora neanche primati) hanno perso la
          > possibilita` di vedere molti colori quando
          > dovevano nascondersi da predatori molto piu`
          > grandi, muovendosi soprattutto di notte quando
          > della capacita` di vedere bene i colori se ne
          > potevano abbastanza fregare. A quel punto sono
          > rimasti uno o al massimo due tipi di coni, che
          > poi molti mammiferi hanno ereditato tal quali
          > (fra cui molti primati, e anche i familiari cani
          > e
          > gatti).
          >
          > Noi poi abbiamo recuperato la capacita` di
          > distinguere il verde dal rosso attraverso i
          > nostri progenitori arboricoli, recuperando la
          > funzionalita` dei coni del verde, mi sembra di
          > ricordare che sul perche` non ci fossero
          > certezze, ma che l'ipotesi migliore fosse che
          > distinguere meglio il rosso dal verde aiutasse
          > una specie frugivora a localizzare i vari tipi di
          > frutta e permettesse di farsi un'idea di quanto
          > fosse matura (o
          > acerba).
          >
          > > Perché al contrario la 2? A che ci può servire
          > > vedere l'ultravioletto? Quale
          > necessità/vantaggio
          > > potrebbe
          > > soddisfare?
          >
          > Perche` si sia evoluta in origine, non ne ho
          > idea. Perche` l'abbiamo persa e` perche`
          > evoluzionisticamente non ci serve affatto: le
          > cose che riflettono l'ultravioletto in natura
          > sono soprattutto certe parti dei fiori (e qui i
          > recettori UV tornano utili agli insetti
          > impollinatori) e certi effetti di diffrazione del
          > piumaggio degli uccelli (da cui probabilmente
          > torna utile ai volatili per distinguere tratti
          > caratteristici di un sesso, di una specie, o di
          > un individuo da quelli di un altro, insomma per
          > agevolare il riconoscimento inter ed
          > intra-specie).
          >
          > Le necessita` evoluzionistiche, chiaramente, nel
          > mio caso come in quello di parecchi altri
          > curiosoni attuali, sono state ormai
          > prepotentemente soppiantate da quelle della pura
          > curiosita` di vedere dei colori nuovi.
          > A bocca aperta

          vizioso Perplesso
    • Avatar
      Scritto da
      Non Autenticato
      il 2010-05-03 19:15:00.0 alle 2010-05-03 19:15:00.0
      Re: Il quarto colore primario?

      - Scritto da: alex.tg
      > L'ultravioletto, pare.
      >
      > http://www.neuronresearch.net/vision/files/tetrach
      >
      > In sintesi, dice che in seguito alla rimozione
      > del cristallino (la lente dell'occhio umano), i
      > pazienti riportavano e confermavano (a parte una
      > vista per forza di cose compromessa e l'ovvia
      > impossibilita` di aggiustare la "messa a fuoco")
      > un'insospettata, notevolmente accresciuta
      > sensibilita` per le lunghezze d'onda cortissime,
      > molto piu` corte del blu-violetto e ben al di
      > sotto dei 400 nanometri. Insomma, quello che
      > viene di solito classificato come ultravioletto
      > vicino.
      >
      > La sorpresa: siamo tetracromatici, non
      > tricromatici.
      Si pensava lo fossero solo certi
      > uccelli o pesci, invece sembra che sia anche per
      > gli esseri umani una condizione di base. Perche`
      > allora vediamo solo i "tre" picchi di
      > assorbimento del rosso, del verde e del blu? Lo
      > studio dimostra che e` appunto dovuto alla lente,
      > o meglio allo spessore della lente in
      > combinazione alle sostanze che la compongono, che
      > filtra il "quarto colore" in ingresso. Questo
      > succede, dice, piu` o meno a tutti gli animali
      > con un cristallino abbastanza grande e spesso, al
      > punto che quelli piu` grandi hanno una percezione
      > ridotta anche della componente
      > blu.
      >
      > Interessante, eh? Mi sono sempre chiesto come
      > appaiano i colori combinati all'ultravioletto in
      > uno spazio cromatico quadridimensionale; ora
      > salta fuori che potremmo davvero essere in grado
      > di vedere un quarto colore primario, se solo non
      > fosse per la struttura e composizione del nostro
      > cristallino... il che renderebbe l'espansione
      > artificiale della percezione tetracromatica piu`
      > facile dell'aumentare la presenza di coni per le
      > lunghezze d'onda cortissime con la terapia
      > genica: fra l'altro, stando a questo studio, se
      > anche riuscissimo in quest'approccio avremmo
      > comunque avuto problemi col filtro costituito dal
      > cristallino. La soluzione quindi sarebbe
      > chirurgica: sostituire il cristallino naturale
      > con una versione artificiale che non filtra
      > l'ultravioletto
      > vicino.

      Balle primarie.

<softv>

Pagina generata in 117 millisecondi

Utenti attivi: 9 nell'ultimo minuto, 27 negli ultimi cinque minuti, 56 negli ultimi 15 minuti